29/10/2026
Come un pozzo che si riempie per troppa pioggia, così sento che dentro di me stanno maturando alcune certezze. La prima certezza è questa: il mio cuore appartiene a Cristo; è Lui il mio sostegno e mio specchio; è Lui il modello che guardo e a cui mi ispiro. E mi ispira anche la vita dei santi...
Certo, se penso a Padre Pio e ai grandi santi, davanti a loro sono come un neonato alla sua prima parola e ai suoi primi passi.
La chiamata alla santità è una chiamata alla testimonianza cristiana, è una chiamata ad un cammino di fede. Questo cammino bisogna farlo nonostante gli ostacoli e le persecuzioni, anche quando si è stanchi, deboli e invisibili.
Essere santi significa lasciarsi raggiungere dall'amore di Cristo.
Essere santo? Si può, basta volerlo!
Quindi la chiave della santità sta nella buona volontà. Allora devo dare di più: più amore, più gentilezza, piu comprensione, più carità, più compassione, più preghiera... Ogni nuovo giorno è un giorno in più per amare. Quando penso di aver dato abbastanza, devo dare di più. Quando per riconciliarmi aspetto che un altro faccia il primo passo, inizio io ad amare per primo.
Ma nonostante la buona volontà, mi scontro sempre con la mia fragilità e la possibilità di cadere, ben sapendo che - con l'aiuto della grazia - sono in grado di rialzarmi subito e più forte di prima.
Infatti, nel pugilato, uno non perde quando va a tappeto, ma quando non si rialza più. Ecco, essere santi è cadere sette volte e rialzarsi otto.
Sto male se non faccio la mia parte nel progetto di Dio. Stringo questa consapevolezza come una pietra preziosa tra le mani. E la voglio lanciare nel mio domani ❤️🙏
Don Nikola Vucic