05/12/2022
Potremmo riassumere la storia di Giuseppe in queste poche parole: i suoi fratelli lo gettarono in una cisterna, il suo capo lo gettò in prigione, ma Dio lo mise su un trono. Consideriamo alcuni aspetti di questa storia imparando da essi:
1) il tuo sogno potrebbe realizzarsi in modo diverso da quello che pensavi. Da ragazzo Giuseppe sognava di avere una posizione di potere. Ma Dio aveva qualcosa di meglio in mente, esattamente la salvezza di una nazione. Quello che Il Signore ha in mente per te spesso supererà tutte le tue aspettative, benedirà altri e promuoverà il Suo regno sulla terra.
2) Quando ti senti un perdente, stai imparando. Quando esperimenti un trattamento ingiusto e affronti avversità, lamentarsi non serve a nulla. Inoltre finché brontoli non cresci! In ogni esperienza c'è una lezione, pertanto, raccoglila e vai avanti. Quando la vita ti butta giù, assicurati che ti faccia cadere sulle tue ginocchia.
3) Cerca la promozione divina, invece della tua auto-promozione. Ogni volta che Giuseppe provò a promuovere se stesso, questo gli si mosse contro. Guarda cosa successe quando chiese al coppiere del re, suo compagno di prigione, di raccomandarlo al Faraone: "per caso anche tu hai confidato nell' aiuto di un uomo per venir fuori da una situazione difficile e ne sei rimasto deluso? Anche tu come Giuseppe dovrai imparare sulla tua pelle che il successo viene da Dio e che dobbiamo darne a Lui il merito. Infatti l'unico progresso che conta è quello che viene da Lui. Giuseppe finì in prigione per un crimine che non aveva commesso. Dio, forse, lo aveva abbandonato? No di certo! I contatti che l'avrebbero portato al trono lo stavano aspettando proprio in prigione.
Sia questa la tua preghiera:
Signore aiutami a vedere le difficoltà che sto attraversando come passi verso la maturità. Dammi la pazienza per aspettare il genere di promozione che viene da te. Ma soprattutto aiutami a ricordare che sono benedetto per un motivo... per benedire gli altri.