10/10/2026
INNO A SAN GERARDO MAIELLA
✍️Autore: Donato Tarallo, Contursi, 1954
1. Qual giglio immacolato,
nella ridente Muro
nascesti, e consacrato
a Iddio già fosti, e puro.
Bello come angioletto
crescesti, e il santo amore
già ti trafisse il petto
e il cuore ti rapì.
2. La Vergine beata
sol tu prendesti in sposa,
e l’alma innamorata
a Lei si diè gioiosa.
Ed il divin Bambino,
che dal suo grembo scese,
ti regalò un panino
e l’alma tua gioì.
3. Quando dal cielo mistico
l’Arcangelo discese
ed il Cuor Eucaristico
del tuo Gesù ti rese,
d’amore inebriato
per tale immenso dono
col guardo tuo beato
pregasti il buon Signor.
4. Cercando il Redentore
lasciasti il patrio tetto,
portando nel tuo cuore
l’umile e santo affetto,
alla mesta tua madre
dicesti coraggioso:
ti lascio, o dolce madre,
a farmi Santo andrò!
5. A Deliceto andasti
pur ritenuto infermo,
pei campi lavorasti
col tuo volere fermo.
Fu pure il gran Liguori
che il buon Gesù in te vide,
lodando i tuoi splendori
con egli ti portò.
6. Nelle nostre contrade
col passo tuo divino,
dei borghi per le strade
giungesti pellegrino.
Ognuno t’appellava
l’Apostolo del Sele,
ognuno t’acclamava:
portento del Signor!
7. Tornato a Materdomini
nel tempio di Maria,
del chiostro fosti il faro
e l’anima più pia.
E mentre di splendore
fioriva la tua fine,
spezzasti il tuo dolore
in grazia e carità.
8. Sul letto ormai morente
sereno ti mostrasti,
con animo paziente
il cielo già mirasti.
“Io vengo a te, mio Dio,
Gesù, mio sommo amore!”,
dando l’estremo addio
l’anima tua volò.
9. Dal celestial soggiorno
di gloria e di splendore,
dà grazie a chi t’implora,
Gerardo, Protettore.
Contursi tu proteggi,
e ancor la benedici,
la nostra fè sorreggi,
ci scampi d’ogni mal.