Associazioneprosanvito

Associazioneprosanvito L'ASSOCIAZIONE nasce per salvare la chiesa di San Vito di Contursi Terme e per l'organizzazione di gite religiose

29/06/2023

Domani 30 giugno alle ore 21,00 in piazza San Vito si terrà l'estrazione dei biglietti venduti per la festa di San Vito, ci saranno molti premi in palio oltre l'agnello, la serata sarà allietata da musica e degustazioni. Vi aspettiamo numerosi.

25/06/2022
Domenica, 28 Gennaio 2018San Tommaso d'AquinoProverbio del giorno: I medici e la guerra spopolano la terra.Aforisma del ...
28/01/2018

Domenica, 28 Gennaio 2018
San Tommaso d'Aquino

Proverbio del giorno:
I medici e la guerra spopolano la terra.

Aforisma del giorno:
"Meno amici ci servono più ne abbiamo." (Robert Lembke)

28/01/2018

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Prima lettura

Dt 18,15-20
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.

Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Parola di Dio

Vangelo

Mc 1,21-28
Insegnava loro come uno che ha autorità.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

Omelia (28-01-2018)
Movimento Apostolico - rito romano
Un insegnamento nuovo, dato con autorità

Gesù è il Differente da Mosè, da Giovanni il Battista, da ogni altro uomo di ieri, oggi, domani, sempre. La sua differenza è la sua unicità di Creatore, Dio, Dio Incarnato, Datore di grazia e verità, di abitazione nel seno del Padre. Questa differenza eterna, divina, umana, di salvezza, redenzione, rivelazione, vita, verità, via, risurrezione, luce, è tutta contenuta ?in sintesi? nel Prologo del Vangelo secondo Giovanni.
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato (Gv 1,1-18).
Mosè dona la legge, Giovanni testimonia che Gesù è l'Agnello di Dio. Ogni uomo, compresi Mosè e Giovanni, sono sue creature, suoi servi. Sono per Lui nel mistero della creazione e dovranno essere per Lui anche nel mistero della redenzione. Chi non è per Lui, è senza alcuna vita, perché è Lui la vita. Ma anche sarà senza alcuna luce, perché è Lui la luce. Ogni uomo può esercitare una qualsiasi autorità sulla terra, solo per partecipazione dell'autorità del suo Creatore e Signore. Gesù possiede l'autorità per natura divina, ma anche per persona divina. A Lui il Padre ha dato ogni cosa. Tutto è stato posto sotto il suo governo. Niente è del Padre che non sia stato a Lui donato. Anche il Padre si è posto tutto nel cuore del Figlio per essere dato dal Figlio all'uomo. Gli scribi avevano un'autorità assai ridotta sia per umanità, ma soprattutto per peccato di superbia, vanagloria, stoltezza e insipienza infinita. Gesù anche umanamente parlando è rivestito di tutta l'autorità che gli viene dalla sua altissima santità.
Oggi le falsità si diffondono e si radicano nel giardino della Chiesa più che la gramigna in un campo. Si dice da persone ritenute ragguardevoli che Satana è una invenzione degli uomini. Dobbiamo allora concludere che questo episodio del Vangelo è tutto una messa in scena. È un vero teatro. Una invenzione degli evangelisti per mostrare in un mondo di superstiziosi che Gesù è più forte di ogni altra forza. Ma se questo episodio è teatro, tutto il Vangelo è teatro. Se tutto il Vangelo è teatro, allora è cosa più che giusta creare altri pezzi di teatro per i nostri tempi. Si esce dall'oggettività anche della Croce e della Risurrezione, si entra nella legge dello spettacolo che esige nuovi pezzi per nuovi tempi. Una sola parola ed è la morte del Vangelo. Tanto può una diceria immonda.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci l'oggettività del Vangelo.

Domenica, 14 Gennaio 2018San Felice da NolaProverbio del giorno: Genitori date ai figli - buoni esempi oltre ai consigli...
14/01/2018

Domenica, 14 Gennaio 2018
San Felice da Nola

Proverbio del giorno:
Genitori date ai figli - buoni esempi oltre ai consigli.

Aforisma del giorno:
"Anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo."
(Ralph Waldo Emerson)

14/01/2018

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Prima lettura

1Sam 3,3-10.19
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio

Vangelo

Gv 1,35-42
Videro dove dimorava e rimasero con lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore

Omelia (14-01-2018)
Movimento Apostolico - rito romano
E quel giorno rimasero con lui

Possiamo servirci di una immagine usata dalla navigazione per comprendere chi è Cristo Gesù. Lui è la stella polare da raggiungere. La bussola dovrà orientare la vita di ogni uomo verso quella direzione. Per questo Gesù dovrà essere sempre dinanzi ai nostri occhi. Questa verità così viene vissuta da Paolo, così anche annunziata dalla Lettera agli Ebrei. Chi non orienta la sua vita verso Cristo, miseramente si perde.
Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso all'età di otto giorni, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall'osservanza della Legge, irreprensibile. Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù (Fil 3,4-14).
Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato (Eb 12,1-4).
Giovanni il Battista guarda verso Cristo. Lo annunzia con parole nuove: ?Ecco l'agnello di Dio!?. Subito due dei suoi discepoli lo seguono. Vanno dietro di lui. Rimangono con Gesù un'intera giornata. Andrea annunzia Cristo a suo fratello, Simon Pietro, conducendolo a Lui, perché ne abbia scienza, conoscenza, esperienza diretta. Cristo è già la stella polare di Giovanni il Battista, Andrea, l'altro discepolo, Pietro. Questi tre ultimi saranno discepoli di Gesù, da Lui domani mandati nel mondo ad annunziare Lui e anche a portare ogni persona a Lui, facendola suo corpo.
Il mistero della salvezza è cammino ininterrotto verso Cristo Gesù. Si cammina in Lui, si cammina con Lui, si cammina per Lui, per portare ogni uomo a Lui. Camminando in Lui e portando a Lui, nel ?carro? del suo corpo, come suo corpo, lo si deve raggiungere nella perfezione della sua luce e poi con la morte essere nella sua luce eterna nei cieli beati. Se Cristo è tutto per noi, possiamo pensare ad una evangelizzazione o ad una missione della Chiesa nella quale Cristo non debba essere raggiunto o che il missionario possa non essere in Lui per portare ogni altro uomo a Lui? Chi non è in Cristo e non porta a Lui, per formare il suo corpo, consuma invano le sue energie.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci una cosa sola con Cristo.

Domenica, 31 Dicembre 2017San Silvestro IProverbio del giorno: Per S. Silvestro - ogni oliva nel canestro.Aforisma del g...
31/12/2017

Domenica, 31 Dicembre 2017
San Silvestro I

Proverbio del giorno:
Per S. Silvestro - ogni oliva nel canestro.

Aforisma del giorno:
"Le stelle sono piccole fessure attraverso le quali fuoriesce la luce dell'infinito." (Confucio)

31/12/2017

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO B)

Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Prima lettura

Gen 15,1-6; 21,1-3
Uno nato da te sarà tuo erede.

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Parola di Dio

Vangelo

Lc 2,22-40
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.

Omelia (31-12-2017)
Movimento Apostolico - rito romano
Io devo occuparmi delle cose del padre mio

Gesù è dal Padre, nel Padre, per il Padre. È questa la sua verità. Lui non è se non dal Padre. Non vive se non nel Padre. Nulla opera se non per il Padre. Viene sulla nostra terra per insegnare ad ogni uomo come ci si deve occupare delle cose del Padre, o meglio come vivere solo per il Padre fino alla morte e alla morte di Croce.
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo. Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo: Tu sei sacerdote per sempre, secondo l'ordine di Melchìsedek. Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono (Eb 5,1-10).
Si è per il Padre essendo sempre dalla sua volontà. Se il Padre dice di fermarsi a Gerusalemme, Lui si ferma. Se il Padre gli comanda di entrare nel tempio, Lui vi si reca. Se il Padre gli dice di parlare con i Maestri, lui parla e dialoga, ma sempre secondo la volontà a Lui manifestata dal Padre nello Spirito Santo. Il Vangelo secondo Giovanni sempre mette in luce questa verità di Gesù: Lui è dalla Parola, dalla Volontà, dalla Voce del Padre, per il Padre, sempre. Nulla è da Lui nella sua missione. Tutto è dal Padre, secondo tempi e momenti decisi dal Padre. Dal Padre per il Padre.
Gesù disse loro: "Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera (Gv 4, 34). Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 5, 30). Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 6, 38). E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno(Gv 6, 39). Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv 6, 40). Chi vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso (Gv 7, 17). Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta Gv 9, 31)
Gesù si è incarnato per essere sempre dal Padre, mai da se stesso, mai dal diavolo, mai dagli altri. Maria e Giuseppe apprendono questa verità di Gesù con grande dolore, nella sofferenza. Ma Gesù per essere dal Padre non sopportò anche la pesante croce?
È questa l'educazione, formazione: insegnare come essere dal Padre. Se questa educazione non viene impartita, si è sempre dal diavolo, da Satana. Ma una società che è interamente da Satana può insegnare ai suoi figli come essere sempre da Dio?
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci da Dio per Lui sempre.

Sabato, 30 Dicembre 2017Sant' Eugenio di MilanoProverbio del giorno: La gioventù è una ventata - te ne accorgi quando è ...
30/12/2017

Sabato, 30 Dicembre 2017
Sant' Eugenio di Milano

Proverbio del giorno:
La gioventù è una ventata - te ne accorgi quando è passata.

Aforisma del giorno:
Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)

30/12/2017

30 Dicembre - VI giorno fra l'ottava di Natale

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

Prima lettura

1Gv 2,12-17
Chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Scrivo a voi, figlioli,
perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo nome.
Scrivo a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è da principio.
Scrivo a voi, giovani,
perché avete vinto il Maligno.
Ho scritto a voi, figlioli,
perché avete conosciuto il Padre.
Ho scritto a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è da principio.
Ho scritto a voi, giovani,
perché siete forti
e la parola di Dio rimane in voi
e avete vinto il Maligno.
Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!

Parola di Dio

Vangelo

Lc 2,36-40
Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione.

+ Dal Vangelo secondo Luca

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore

Omelia (30-12-2017)
Movimento Apostolico - rito romano
E la grazia di Dio era su di lui

30 DICEMBRE
Gesù nella sua Persona di Figlio Unigenito, Verbo Eterno del Padre è vero Dio e vero uomo. È vero Dio per generazione dal Padre da sempre, in principio, senza alcun inizio. È vero uomo, perché generato nel seno purissimo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. In quanto vero uomo è anche Lui soggetto alla legge dell'uomo. Se vuole essere e rimanere sempre vero uomo deve nutrirsi di grazia e verità che vengono da Dio. Lui in quanto vero Dio è grazia e verità. In quanto vero uomo deve chiedere a Dio che sempre lo alimenti di grazia e verità, per mezzo del suo Santo Spirito. Senza la grazia e la verità che vengono da Dio, nelle quali il vero uomo deve sempre abitare, dalla luce si passa nelle tenebre, dalla verità nella falsità, dalla santità nel peccato. Paolo, vero Maestro in umanità, dice che tutto in Lui e nella Chiesa è dalla grazia. Chi vuole crescere in umanità, mai deve interrompere la crescita nella grazia.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini (Rm 5, 15). Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce (1Cor 3, 10). Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me (1Cor 15, 10). E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio (2Cor 6, 1). Vogliamo poi farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia (2Cor 8, 1). Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano (Gal 2, 21). Il quale è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità (Col 1, 6). E' apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini (Tt 2, 11). Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti (Eb 2, 9).
Se Gesù, vero Dio, è avvolto dalla grazia di Dio, possiamo noi pensare di poter trascorrere un solo giorno senza la grazia? Possiamo noi credere che senza la grazia rimanga qualcosa della vera umanità in noi? Non appena usciamo dalla grazia, all'istante entriamo in un processo di morte che è totale dissolvimento della nostra vera umanità. Che il cristiano oggi non vive più sotto la tenda della grazia lo rivelano le parole stolte e insipienti su Cristo, su Dio, sulla Chiesa, sull'uomo, sugli animali, sull'intera creazione. Ma lo mettono in luce anche le sue azioni malvage e cattive che tanta morte sia fisica che spirituale creano ogni giorno nella società. Possiamo ben dirlo: oggi stiamo costruendo una società il cui fine è solo la morte. Per essere più chiari: la società oggi sta lavorando per distruggere se stessa, cancellarsi dalla faccia della terra. Decisioni come l'aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, il non sposalizio per fini egoistici, di successo mondano, la rinuncia alla procreazione, sono il frutto dell'assenza della grazia di Dio su di noi. La grazia è fonte della vita. Si esce dalla grazia, ci si tiene lontani da essa, si precipita nella morte, donando morte.
Un severo monito va alla Chiesa di Dio e a molti suoi figli. O rimettiamo al centro della nostra vita Cristo, la sua grazia, la sua verità, la sua luce, la sua vita eterna, oppure per noi non ci sarà futuro. Non dico futuro per la Ciesa, ma futuro per l'umanità. Una Chiesa che non vive di grazia per la grazia non è più sorgente di vita per il mondo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci abitare nella grazia di Dio.

Domenica, 24 Dicembre 2017Quarta Domenica di AvventoProverbio del giorno: Natale al Sole - Pasqua al tizzone.Aforisma de...
24/12/2017

Domenica, 24 Dicembre 2017
Quarta Domenica di Avvento

Proverbio del giorno:
Natale al Sole - Pasqua al tizzone.

Aforisma del giorno:
Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva.
(Benjamin Franklin)

24/12/2017

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola

Prima lettura

2Sam 7,1-5.8-12.14.16
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.

Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Parola di Dio

Vangelo

Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Omelia (24-12-2017)
Movimento Apostolico - rito romano
Avvenga per me secondo la tua parola

Possiamo mettere a confronto la vocazione di Cristo Signore e quella della Madre sua. Ogni vocazione è nella consegna della volontà al Signore. Il chiamato deve essere come la polvere del suolo della prima creazione. Cristo Gesù nelle mani del Padre si è fatto questa polvere. Il Padre ha potuto realizzare in Lui tutta la sua volontà.
Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo» (Sal 40 (39) 7-9). Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà». Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre (Eb 10,7-10).
Anche in Maria il Signore ha potuto dare vita a tutta la sua volontà. Vi è però una differenza sostanziale tra Gesù e la Madre sua. Il Figlio la volontà l'ha donata al Padre prima dell'incarnazione, nell'eternità. La Vergine Maria la dona al momento in cui è stata visitata dall'Angelo. Se il dono è pieno, l'uso non dipende dall'uomo, ma solo da Dio. Con Gesù il Padre si serve in un modo, con la Madre sua in un altro modo.
Noi spesso cadiamo nelle paure di Mosè. Ci reputiamo non idonei alla missione. È questo errore gravissimo. A noi il Padre non ci chiede di essere noi gli autori della missione, ci chiede il dono della volontà, cioè di farci polvere nelle sue mani. Neanche creta, ma polvere. La creta possiede già una qualche forma, la polvere nessuna.
Mosè disse al Signore: «Perdona, Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono stato né ieri né ieri l'altro e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua». Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all'uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? Ora va'! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire». Mosè disse: «Perdona, Signore, manda chi vuoi mandare!». Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: «Non vi è forse tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlare bene. Anzi, sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. Tu gli parlerai e porrai le parole sulla sua bocca e io sarò con la tua e la sua bocca e vi insegnerò quello che dovrete fare. Parlerà lui al popolo per te: egli sarà la tua bocca e tu farai per lui le veci di Dio. Terrai in mano questo bastone: con esso tu compirai i segni» (Es 4,10-17).
Oggi Maria si dichiara polvere nelle mani del suo Dio. Il suo Dio prende questa polvere, la impasta per mezzo del suo Santo Spirito e con essa forma il corpo del Figlio suo. La Vergine Maria dona la polvere, tutto il resto lo compie il Signore. Miracolo della polvere!
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci polvere per il nostro Dio.

Indirizzo

Via MEDAGLIA D'ORO F. LA SALA, 7
Contursi
84024

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