09/07/2025
La sede del IV Concilio Ecumenico cristiano, ispirato da lontano da Papa Leone, poi detto Magno, ma convocato di fatto dall’imperatore Marciano, spinto dalla devotissima moglie Pulcheria si tenne in Calcedonia, nella Chiesa intitolata a S.Eufemia, dentro la quale dapprima vi erano le spoglie mortali della Santa. Come i predecessori Costantino e Teodosio anche la coppia imperiale del tempo era preoccupata che le dispute dottrinali non mettessero in difficoltà l’unità dell’Impero romano e ormai forte solo in Oriente. Furono presenti 600 vescovi, dall’8 ottobre al I novembre del 451.
Venti anni prima ad Efeso contro Ario e Nestorio si era ribadita la vera divinità di Cristo, da cui derivava la vera maternità divina di Maria, ma c’erano ancora resistenze in senso opposto, e qualcuno, in particolare il monaco Eutiche, e i suoi molti discepoli che circolavano nelle comunità anche più lontane, attiravano le f***e con un credo perfettamente rovesciato: per loro Cristo era vero Dio, sì, ma uomo solo in quella umana, rendendola pura scena, come una finzione teatrale, quindi da superare con l’acutezza della vera fede.
Ecco: Gesù di Nazaret, vero Dio, sembrava aver fame o sete, sembrava soffrire, addirittura sembrava morire in croce, ma nella realtà – alla lettera la formula di Eutiche – “si faceva beffe dei suoi crocifissori”, perché in quanto Dio era impassibile e blindato rispetto ad ogni traversia umana…Una sola persona? Sì, ma anche una sola natura, tutta e solo divina…Proprio il rovescio di Ario e Nestorio quindi, ma ugualmente laceratore della vera fede e della vera comunità.
Ecco l’accordo tra l’imperatore, a Costantinopoli, e Papa Leone, a Roma. Al culmine dei giorni del Concilio, 25 ottobre 451, nell’assemblea presieduta personalmente dall’imperatrice Pulcheria, i 600 vescovi proclamano solennemente il decreto della fede facendo riferimento esplicito – particolare di gran rilievo storico – alla “lettera” del Papa Leone al vescovo Flaviano, patriarca di Costantinopoli. E nel decreto del Concilio, oltre alla definizione della vera umanità di Cristo Figlio di Dio, c’è il riconoscimento formale dell’autorità di Papa Leone – non ancora detto Magno, colui che per la storia l’anno dopo, nel 452, fermerà Attila nella sua devastatrice invasione: “Pietro ha parlato per bocca di Leone, Leone ha insegnato secondo la pietà e la verità” che Gesù Cristo è Figlio di Dio nelle due vere nature, una divina e una umana, “immutabili, indivise, inseparabili in una sola persona”. Questa è e deve essere la fede di tutti i cristiani…”