17/11/2025
Questo pregevole mosaico, conservato a Messina nel Museo Regionale Accascina, raffigura la Madonna col Bambino in braccio e un prelato in ginocchio. La forma centinata risulta inclusa in un incavo a forma di camera, da cui il nome con il quale l’opera è conosciuta: Mosaico della Ciambretta, dal francese ‘chambrette’, cameretta. L’opera nasce con intento votivo e dedicatorio, indicato dalla figura in ginocchio del prelato, reso nelle dovute dimensioni contenute, la cui identità è ignota. Questo mosaico, pur riferendosi alle decorazioni musive caratterizzate dal fondo oro e da una tipica astrazione che rimanda alle imponenti decorazioni del periodo monrealese, è eseguito con uno stile più libero dalle convenzioni e proteso verso la ricerca naturalistica e il superamento dell’astrazione attribuita al ‘Divino trionfo’. Infatti l’opera, tradizionalmente riferita a maestranze italo-greche del secolo XIII, è stata oggetto di studi che riscontrano differenze e stilistiche con i mosaici monrealesi, escludendone una continuità con questi ultimi, e osservando piuttosto nel suo stile una congiuntura storico-artistica successiva all’avvento aragonese, che trova riscontro in tempi anche nei più tardi mosaici del Duomo di Messina. Le fonti riferiscono che l’immagine sacra, di 105x77 cm, si trovasse nella tribuna del tempio di Santa Maria de Monialium dell’antico monastero di San Gregorio a Messina. Il mosaico, a seguito della demolizione del monastero, fu fortunatamente staccato e trasportato nella chiesa di Sant’Agostino.