27/12/2014
La maggior parte dei biblisti colloca la nascita dopo il censimento di Augusto (8 a.C.) e prima della morte di Erode (4 a.C.), con una maggiore preferenza per il 7-6 a.C. Dalla inesatta datazione della natività di Dionigi il Piccolo, che la fissò nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, decorre in occidente a partire dal VI secolo la datazione della cosiddetta "era cristiana".
I testi evangelici sembrano suggerire uno scarso interesse degli evangelisti per tramandare l'esatto giorno di nascita di Gesù, elemento estraneo agli obiettivi del loro testo. Tale ritrosia era condivisa dai primi cristiani, che tendevano a festeggiare il Battesimo di Gesù o l'Epifania (considerati "equivalenti" e collocati spesso nella stessa data, in quanto punti d'avvio della rivelazione della divinità di Gesù).
Le prime notizie risalgono circa all'anno 200, ma sono rare, contraddittorie o di difficile interpretazione. Solo Ippolito di Roma assegnava sin d'allora la nascita al 25 dicembre.
La festa liturgica del Natale è piuttosto tarda e perciò la sua collocazione al 25 dicembre sarebbe dovuta, secondo la maggioranza degli storici, a considerazioni pratiche. L'innesto delle nuove credenze cristiane nel corpus del calendario e delle tradizioni popolari romane avrebbe fissato la commemorazione della natività di Cristo nelle antiche feste invernali dedicate a Saturno, i Saturnali, forse perché erano feste che segnavano la fine di un tempo, ed anche perché caratteristica dei Saturnalia era la temporanea abolizione delle differenze sociali e l'inversione dei ruoli tra schiavi e padroni.
Secondo alcuni studiosi la data del 25 dicembre potrebbe comunque almeno avvicinarsi a quella vera calcolata grazie al Calendario di Qumran e al ritrovamento del Libro dei Giubilei(II secolo a.C.) a Qumran uno studioso Israeliano Shemarjahu Talmon è stato in grado di ricostruire le turnazioni sacerdotali degli ebrei e applicarle al calendario gregoriano. L’evangelista Luca riferisce infatti che l’arcangelo Gabriele annunciò al Zaccaria la nascita del figlio Giovanni mentre stava svolgendo le sue funzioni sacerdotali davanti a Dio nel tempio, nel turno di Abia. Ora, questa classe, come tutte le altre, svolgeva il turno due volte l’anno. Una di queste due volte, secondo il nostro calendario solare, corrispondeva all’ultima decade di settembre. In questo modo risulterebbe quindi giustificata anche la data tradizionale di nascita del Battista (24 giugno), avvenuta nove mesi dopo l’annuncio di Gabriele al Zaccaria. Ma ne consegue che un fondamento storico ha anche la data dell’annunciazione a Maria, "sei mesi dopo" ("e questo mese è il sesto per lei"), quindi nel marzo dell’anno successivo. Questo fatto implicherebbe, secondo l’indagine di Nicola Bux, che "è storica anche la data del 25 dicembre, nove mesi dopo", per determinare la nascita di Gesù.
La data del 25 dicembre sarebbe però in contrasto con l'episodio dell'adorazione dei pastori del Vangelo secondo Luca, in cui si racconta che i pastori pernottavano nei campi vegliando di notte sul loro gregge; secondo alcuni autori, ciò avveniva nel periodo compreso tra la festa della Pasqua Ebraica e la festa delle capanne, cioè tra marzo e ottobre, ma non in inverno, perché ci sarebbe stato troppo freddo (oltretutto, Betlemme si trova ad un'altitudine di circa 800 metri sul livello del mare). Inoltre l'identificazione più probabile della stella di Betlemme, di cui parla il Vangelo secondo Matteo, è una tripla congiunzione tra Giove e Saturno, che nel 7 a.C. sarebbe avvenuta in maggio, ottobre e dicembre; confrontando la descrizione del Vangelo con il fenomeno astronomico, alcuni studiosi ritengono probabile che i Magi si siano messi in viaggio in maggio (all'inizio del fenomeno) e siano arrivati in ottobre, quindi Gesù sarebbe nato in settembre, data compatibile con il pernottamento all'aperto dei pastori