Chiesa Battista L'Aquila

Chiesa Battista L'Aquila Pagina della chiesa cristiana evangelica Battista di L'Aquila

BUONI TUTTI "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo" (Marco 10,18)Tra le cose che ho amato ed amo di D...
12/04/2026

BUONI TUTTI

"Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo"
(Marco 10,18)

Tra le cose che ho amato ed amo di Dio e della Bibbia è la lontananza dal giudizio morale e dai pregiudizi, per quanto inflessibile la giustizia di Dio è basata sul bene e sul male e non sul buono o sul cattivo. Inoltre il giudizio di Dio è vero, come dicevo che è inflessibile, ma è anche circondato dalla grazia che scaturisce dall'amore.

Oggi come oggi il pensiero comune è cambiato, passando da ciò che ritenevano essere giustizialismo al "vogliamoci bene", il che non si basa certo sulla fede, dal momento che la maggior parte della nostra società è laica e atea, ma piuttosto sulla necessità di dimostrare che non occorre credere in un Dio per comportarci in modo corretto.

Peccato però che questa trasformazione, più che cambiare lo stato delle cose, ha cambiato solamente la facciata, ha prodotto nuovi pregiudizi morali aggirando nuovamente il problema del bene e del male. E' ovvio che comunque ci sia stato un miglioramento generale ed una maggiore sensibilità verso ciò che bene, ma questo solamente perchè è stato il modello preso in prestito (quello cristiano) ad originare un piccolo cambiamento in positivo, ma al contempo questa trasformazione ha prodotto un nuovo male, ossia il giustificazionismo del male ad ogni costo, da qui i tanti mali che affliggono la nostra società.

TRA SCIENZA E FEDEBuona Domenica nel Signore a tutti voi e che porti pace nel mondo e nei vostri cuori. Per caso mi sono...
12/04/2026

TRA SCIENZA E FEDE

Buona Domenica nel Signore a tutti voi e che porti pace nel mondo e nei vostri cuori.

Per caso mi sono imbattuto in questo post che ho trovato molto interessante, non che la fede abbia bisogno di conferme scientifiche ma i contenuti sono interessanti sotto diversi aspetti. Consiglio di leggere anche i commenti perchè anche lì ci sono spunti da cogliere come quello sulla teoria quantistica e sulla multidimensionalità.
Quanto alla Sindone, vera o falsa che sia poco mi interessa, poichè purtroppo questi simboli tendono a diventare dei feticci ma anche qui, se sono utili a qualcuno per giungere alla fede, hanno evidentemente una qualche utilità.

I due aspetti che mi hanno maggiormente colpito in questo post sono il percorso logico intrapreso per approdare ad una soluzione apparentemente illogica e la riflessione sul male quale ultima barriera da abbattere per accettare l'idea del Dio della Bibbia.

L'altro aspetto invece è quello escatologico, che prende in esame la vita terrena e quella eterna. Come dice Paolo di Tarso la nostra vita è come un seme che per diventare pianta deve necessariamente mutare da una condizione all'altra distruggendo ciò che era prima.

Ma perchè verrebbe da chiedersi, un Dio che è puro spirito, si è preoccupato di "costruire" un qualcosa in una dimensione fatta di materia? Ed ancora, Dio non ha certo creato il male, ma di fatto il male esiste anche nella dimensione di Dio, basti vedere gli angeli caduti, ma allora da dove origina il male Celeste ?

Ovviamente non possiamo avere tutte le risposte e come dicevo all'inizio la fede non necessita di soddisfazione nella conoscenza, anzi, ma questo non significa che non ci si possa porre delle domande.

Concludo dicendo che così come molti scienziati, ben prima della disponibilità di un microscopio, erano certi dell'esistenza di microbi e batteri pur non potendoli osservare, similmente anche la fede non necessita di "strumenti " per decretare l'esistenza di Dio, anzi, più spesso la fede autentica scaturisce dalle anime più semplici, perché Dio si compiace di sminuire l'orgoglio umano e la sua vanità.

Detto questo la fede, così come Dio, non sono nemici della scienza ne della conoscenza, che anzi, possono essere una benedizione per fare del bene ma come per ogni cosa ci vuole buonsenso ed equilibrio.

Di certo però nessuna prova scientifica mai mi farà perdere o acquistare la fede perchè Dio mi è vicino e mi sostiene ogni giorno.

Sono certo però che questo post (quello di Silvana De Mari) possa essere utile a qualcuno e lo condivido con questo solo scopo.

https://www.facebook.com/silvanademari.it/posts/pfbid0dBEpKJDVvUzB7yy6PHdZgmNdGBfzL5W2PmPFAyrUvvK12fXMhtYAMunLRCjmykvsl

ECCO, IN QUESTO CASO SIAMO GIA' OLTRESpiegavo alcuni giorni fa come nella cultura evangelica statunitense la preghiera è...
03/04/2026

ECCO, IN QUESTO CASO SIAMO GIA' OLTRE

Spiegavo alcuni giorni fa come nella cultura evangelica statunitense la preghiera è una costante in ogni ambiente e pregare per il potente di turno più che una opzione è un obbligo morale, ma ho anche ricordato che le preghiere in quanto tali non possono andare contro i voleri di Dio.

E' notizia recente che la consigliera evangelica della Casa Bianca, la pastora Paula White, ha fatto delle dichiarazioni piuttosto singolari, paragonando Trump a Gesù quanto a tradimento e resurrezione figurata, seguito da altre dichiarazioni piuttosto singolari che dubito siano state ispirate da Dio.

Affermazioni alquanto scomposte che diciamo così escono dal margine del foglio.

Al pranzo di Pasqua la telepredicatrice Paula White paragona il presidente a Cristo (ANSA)

POCO PRIMA DELLA PAQUA Siamo a Pasqua, tra colombe, uova e regali tutto scorre lietamente, solamente questo cattivo temp...
03/04/2026

POCO PRIMA DELLA PAQUA

Siamo a Pasqua, tra colombe, uova e regali tutto scorre lietamente, solamente questo cattivo tempo ci incute un senso di impaccio, per ca**tà, non voglio certo demonizzare gli annessi pasquali che allietano la festa ma vorrei invitarvi a riflettere su un qualcosa che spesso "dimentichiamo".

Con certezza la Pascua è gioia perchè ci annuncia la resurrezione di Cristo e la possibilità di salvezza per le nostre anime, ma quello che accade prima della Pascua è l'esatto opposto, tutte le sofferenze di Gesù, patite per il nostro peccato, le dimentichiamo forse per la gioia di una immeritata liberazione?

Il fatto è che se ammettere i propri peccati e la propria inadeguatezza è molto difficile forse lo è ancora di più ricordare appunto la sofferenza che abbiamo dovuto infliggere al nostro Signore, per questo penso che ci venga istintivo concentrarci sulla resurrezione e molto meno sul calvario.

Eppure un esercizio di memoria sarebbe necessario per tenere a mente l'essenza della caducità umana, non che non lo si faccia in senso assoluto ma è un aspetto che viene molto poco enfatizzato.
Dico questo perché in ambito evangelico tutto si concentra nella ricorrenza pasquale. La chiesa cattolica invece ha quaresima e le processioni del Venerdì Santo.

Insomma, già siamo distratti da aspetti più goderecci della Pasqua e dalla ciclicità che per i più fanno di questa commemorazione una tradizione da osservare, se poi ci mettiamo anche una scarsa propensione alla riflessione evangelica ecco che rischiamo di banalizzare il pilastro del Vangelo quando l'uomo invece ha bisogno di ricordare e fare propri concetti come questi che sono fondamentali nel nostro percorso di vita terrena.

Senza la memoria difatti non possiamo far altro che ricadere continuamente nei nostri errori, proprio per questo l'orrore del calvario non va diluito per non far assopire la nostra coscienza e comprensione dei fatti.

C'E' DEL MALE NELLA PREGHIERA ?In questi giorni alcuni giornalisti ed esponenti politici hanno commentato l'azione di al...
09/03/2026

C'E' DEL MALE NELLA PREGHIERA ?

In questi giorni alcuni giornalisti ed esponenti politici hanno
commentato l'azione di alcuni pastori evangelici statunitensi
nell'atto di pregare per il Presidente degli Stati Uniti ritenendo la cosa scandalosa e sollavando sospetti di estremismo religioso in chiave cristiana.

In vero tutti i commenti che mi è capitato di leggere o di ascoltre alla tv erano animati da una profonda ignoranza sull'argomento.

Prima di tutto ricordo ancora una volta che non si dice evangelisti
ma evangelici. Gli USA sono da sempre una nazione con profonde radici cristiane evangeliche, o se preferite, appartenenti alla chiesa riformata o protestante.
Anche gli afro-americani, per buona parte hanno sposato la fede nel Signore durante il triste fenomeno dello schiavismo.

Tanto per farvi un esempio di quanto lontano affondino le radici
evangeliche degli americani prendiamo il Giorno del ringraziamento, festa oggi definita laica (la secolarizzazione ed il rifiuto di una certa parte della popolazione dalla chiesa e da Dio sono figli del nuovo secolo tanto in europa quanto in USA) ma le cui origini sono strettamente religiose.

Agli inizi del XVII° secolo i Padri Pellegrini abbracciarono il calvinismo e per questo divennero perseguitati in patria, da lì la loro fuga verso il nuovo mondo per poi approdare in Massachusetts (america del nord) nel 1620. L'anno successivo, come biblicamente indicato, indissero il ringraziamento nell'atto di onorare e lodare il Signore per il primo raccolto, frutto dei semi portati dall'europa e piantati nel suolo americano. Da uno stralcio
dell'invito alla partecipazione al Giorno del ringraziamento leggiamo...

"Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi
alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e
rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni.".

La cultura protestante fa assiduo ricorso alla preghiera ed è profondamente condizionata dalle Sacre Scritture. I protestanti pregano prima di ogni cosa per invocare l'aiuto di Dio e pregano dopo per ringraziare, non stupisce dunque che si preghi per un medico che debba operare o per un vigile del fuoco, figuriamoci
dunque se a maggior ragione non si preghi per il proprio presidente nelle cui mani è depositato il bene della nazione.

La Bibbia difatti ci dice che tutte le autorità terrene sono da Dio, ovvero stanno lì per esercitare l'ordine.

Ma questo forse vuol dire che Dio metta gente malvagia o gente buona a "comandare" per punire o per dispetto?

Certo che no, del resto sarebbe uno sforzo inutile dal momento che il male lo facciamo tutto da soli.

Un certo Joseph de Maistre qualche tempo fa affermò che "Ogni popolo ha il governo che si merita" e del resto come lo possiamo smentire dal momento che la classe politica dovrebbe esprimere il meglio della popolazione e comunque costoro non vengono certo da Marte.

L'atto di pregare per un presidente, per un cristiano evangelico, non ha nulla a che vedere con il suo programma politico ma piuttosto rappresenta un dovere personale biblicamente stabilito, poichè la preghiera è volta non all'esaudimento delle volonta presidenziali ma affinché il Signore guidi questo presidente nelle sue scelte.

Questo ovviamente non significa che tutti preghino in modo corretto, con riferimento all'oggetto della preghiera, ma il modo ortodosso è stato stabilito ed è l'unico lecitamente cristiano.

In altre parole negli USA la scena dei pastori che pregano per il presidente è del tutto normale, la preghiera in questione non ha nulla a che vedere con i programmi del presidente in corso ed ancor meno con la guerra appena intrapresa degli USA poiché se così non fosse (ma per saperlo dovremmo stare nella testa di questi pastori o avere da loro una dichiarazione) potremmo tranquillamente affermare che si tratti di un atto di blasfemia.

E' stato inoltre enfatizzato da qualcuno che, parimenti a quelli islamici, quegli stati che abbracciano una qualsivoglia religione sono sempre estremisti e non riescono ad avere un vero dialogo, cosa tutta da dimostrare e comunque si fa sempre confusione
tra fede e religione, dove la fede è espressione di obbedienza ai precetti di Dio, mentre la religione è l'equivalente della politica in ambito di fede e la religione è antitetica alla fede.

Detto questo uno stato religioso non ha vantaggi da offrire ma uno stato timorato di Dio a mio avviso si.

Quanto ai pastori che hanno pregato per il presidente, come dicevo , non conosco il loro pensiero ed il loro intento per cui devo presumere l'oggetto della preghiera fosse quello ortodosso per cui non ci vedo alcun che di male, anzi, semmai al limite potremmo criticare l'ostentazione pubblica ma anche qui la lettura potrebbe essere positiva nella chiave di un modello propositivo.

Rimane il fatto che in pubblico o in segreto ogni cristiano, quindi anche i cattolici, sono chiamati a pregare, nel nostro caso, per i nostri politici, dal momento che il nostro sistema è meno centrico di quello americano, così come per i nostri nemici (nostri a livello personale), nonché per la pace e per il bene di tutta l'umanità.

Concludendo bisognerebbe cercare di evitare di strumentalizzare la fede e, più che cercare con malizia cose cattive dietro a certe questioni, dovremmo tutti adoperarci per fare il bene, che poi è quanto Dio si aspetta da noi per il nostro e l'altrui bene ma anche per chi non crede il bene comune dovrebbe essere il primo dei propositi, peccato che non tutti capiscano cosa sia il bene, o meglio tanti hanno una idea propria di cosa sia.

TUTTI LO SANNO ...O FORSE NOIn buona parte le persone di oggi vivono senza punti di riferimento in campo spirituale e fi...
05/03/2026

TUTTI LO SANNO ...O FORSE NO

In buona parte le persone di oggi vivono senza punti di riferimento in campo spirituale e filosofico, il che è come voler far crescere qualcosa senza i nutrienti necessari. Il cittadino medio vive nella
convizione di conoscere e sapere ma è solo intriso di mere informazioni senza avere un vero costrutto culturale.

In questa società dove siamo pervasi dall'informazione tutti si improvvisano esperti e fini conoscitori in ogni ambito dello scibile umano e tutti hanno pronta la loro verità, determinati a sostenerla con valide argomentazioni e tra gli argomenti che si danno maggiormente per scontati sono la religione e la fede, anzi, alcuni danno già per scontato che siano questioni che non meritano
neanche una seppur minima considerazione.

Dio ? ...no, non esiste, nel 2026 ancora crediamo a queste cose? ..salvo poi però credere nell'oroscopo o nella sfortuna. Ovviamente anche la Bibbia subisce questa sorta di giudizio sommario e viene bollata da molti come un cumulo di sciocchezze mentre in altri casi
assistiamo a dei voli pindarici interpretativi da parte di esperti ignoranti.

Viviamo nell'epoca del pressapochismo, dove tutto sembra facile e scontato e dove si guarda al passato come all'oscurantismo, vero certamente per la tecnologia raggiunta oggi che è ragguardevole ma quanto a filosofia e spiritualità abbiamo ceramente regredito, non a caso cadiamo sempre negli stessi errori.

Prendiamo ad esempio i proverbi, ancora oggi li abbiamo tutti sulla lingua ma siamo certi di conoscere il loro significato? Non basta avere capacità interpretativa per capire il senso racchiuso
in una frase frutto dell'esperienza se poi ci manca l'aver sperimentato in prima persona e quel bagaglio culturale specifico che vada oltre una semplice infarinatura nozionistica.

Ma facciamo un esempio pratico, quanti di noi conoscono il detto "non fare quello che il prete fa ma fa quello che il prete dice", che poi somiglia un po' al detto laico "...se gli altri si buttano dalla finestra ti ci butti pure tu?".

In prima battuta la nostra attezione cade sul fatto che se non dobbiamo prendere esempio dal prete allora significa che anche lui sbaglia, cosa inaccettabile che confuta tutto il sistema chiesa e ciò che gli ruota attorno. Così allo stesso modo tanti non vanno in chiesa perchè non credono nei preti o nella chiesa, dal momento che abbiamo contezza di tanti scandali.

Tuttavia se ci concentriamo sulla seconda parte del proverbio ci accorgiamo che il prete sa cosa si deve fare e cosa no, sa che cosa è buono e cosa no perchè lo ha studiato ed ha dedicato buona parte della sua vita a questo scopo, ma questo non significa poi che sia riuscito e tradurre nella pratica tutto ciò che ha studiato.

Ma ciò che ai più sfugge è che la considerazione più importante riguarda la nostra situazione e come vogliamo porci difronte a Dio, non di fronte alla chiesa o al prete ma di fronte a Dio. Ovviamente però se non si ha una esperienza di fede non si può comprendere
l'immenso valore di una vita calata nel solco della fede, non si possono conoscere i benefici derivanti dal coltivare una vita spirituale ed ancor meno si può comprendere come sia del tutto
secondario il comportamento altrui, dal momento che ciò che conta è il nostro comportamento e la nostra relazione personale con Dio.

Non a caso ho preso un proverbio di derivazione cattolica
perchè quello che si è perso è un sentire comune, è la sensibilità ed attenzione verso la spiritualità, certamente non stiamo parlando di una autentica fede diffusa ma piuttosto di un humus dove c'è per lo meno un vago tentativo di iseguire la fede, il che è sempre meglio del desolante nulla con cui abbiamo pensato bene di sostituirlo.

Vi lascio con la seguente riflessione, a cosa credono le persone oggi ? Agli alieni ? A un dio, perché dio c'è ma non è quello della Bibbia ? Alla tecnologia ? Alla scienza ?

A me pare francamente che i risultati di una società laica e dal pensieto eticamete moderno siano evidenti e molto deludenti.
La chiesa ?

Quale che sia è per il tuo bene andarci e sta solo a te vivere la fede in modo adeguato e gratificante, perchè se la tua fede dipende dagli altri allora non è fede.

24/01/2026

CHIESA BATTISTA L'AQUILA
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026
“Luce da Luce, per la Luce”

Introduzione:

Quest’anno l’elaborazione del tema per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani è stata affidata alla Chiesa Apostolica Armena, una delle prime comunità cristiane al mondo ed una tra le chiese più antiche. L’Armenia inoltre è stata la prima nazione a dichiarare il cristianesimo come religione ufficiale.

Luce da Luce per la Luce , questo è il titolo scelto per questa liturgia ecumenica che trae ispirazione dal credo niceno-costantinopolitano (di cui lo scorso anno si è commemorato il 1700° anniversario) dove Cristo è la Luce di Dio mandato a far Luce in questo mondo tormentato per ricondurci alla comunione con Dio attraverso l’amore, da qui la Luce che dà Luce per la Luce.

San Narsete “il Grazioso”, Patriarca della Chiesa ortodossa apostolica armena nel IV° secolo, compose la “Celebrazione all’alba”, le cui preghiere non sono presenti in nessun'altra chiesa e che hanno uno scopo puramente ecumenico in chiave universale, dal momento che sono state pensate per quei pagani, adoratori del sole, che nella luce dell’alba avrebbero potuto cogliere l’immagine del Signore. La composizione liturgica di questa sera prende vita proprio dall’esempio di amore cristiano indicatoci da San Narsete.

La comunità cristiana armena ci saluta con questo messaggio di amore e pace.
I fedeli della Chiesa armena sono grati per le preghiere che tutte le chiese eleveranno durante quest’anno. Possa lo Spirito Santo spalancare i nostri cuori per percepire più vividamente la luce radiosa dell’amore di Dio onnipotente per i suoi figli, la triste vergogna della nostra divisione e l’ardente e urgente necessità di riaccendere la luce della riconciliazione cristiana; dal canto nostro, noi continueremo a rendere grazie a Dio per la compassione e la misericordia senza limiti che provengono dalla “Luce da Luce”.

Lettera di Efesini 4:1-13

Perciò, io che sono prigioniero a causa del Signore, vi raccomando: fate in modo che la nostra vita sia degna della vocazione che avete ricevuto! Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi l’un l’altro con amore; cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo. Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo.
Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce. Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi. Dice la Bibbia: Quando è salito in alto, ha portato con sé dei prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
Se la Bibbia dice è salito in alto vuol dire che prima era disceso sulla terra. Colui che è venuto sulla terra è lo stesso che è salito nella più alta regione del cielo, per riempire tutto l’universo con la sua presenza. Ebbene, è proprio lui che ha dato diversi doni agli uomini: alcuni li ha fatti apostoli, altri profeti, altri evangelisti, altri pastori e maestri. Così egli prepara il popolo di Dio per il servizio che deve compiere. E così si costruisce il corpo di Cristo, fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo.

Riflessione:

Come abbiamo appena letto “Siate degni della vocazione, siate umili, cordiali, pazienti e sopportatevi l’un l’altro con amore.”

L’Apostolo Paolo ci inviata ad abbandonare le nostre debolezze, frutto della caducità della nostra natura umana, per abbracciare il pensiero di Cristo.

…facile a dirsi ma non è impossibile a farsi con il sostegno dello Spirito Santo e con una certa dose di buona volontà.

Difficilmente riusciamo a dominare il nostro ego perché tale è la debolezza umana.

Forse avete presente la parabola dei due figli, dove il padre dice al primo figlio di andare a lavorare nella vigna e quello gli risponde che ci andrà ma, poi non ci va.

Lo stesso invito poi viene rivolto sempre dal padre al secondo figlio, il quale gli risponde di non voler andare alla vigna ma dopo si pente e ci va.

Tutti ne conosciamo il significato, ovvero che le azioni contano più delle parole, ma da questa parabola possiamo trarre anche una seconda conclusione, ossia che siamo tutti dei figli “problematici”.

Nella sua peculiarità individuale ciascun cristiano affronta un cammino verso la santificazione.
Per alcuni è più corto, mentre per altri è più lungo. Alcuni arrivano alla santità già in questa vita mentre altri la conosceranno solo in quell’altra.

Siamo spiritualmente deboli, è vero, ma questo non deve servirci da alibi. Dio ci pone sfide difficili ma mai impossibili …amate il vostro prossimo ed amate i vostri nemici!
Precetti che mal si conciliano con le divisioni che pure ci sono nelle e tra le nostre chiese.

Ma come, la chiesa che dovrebbe dare l’esempio è la prima a mancare?
Un momento, prima di affrettarci a giudicare proviamo a cercare le ragioni di tutto questo.
Ben lo sappiamo che la causa risiede nella debolezza umana ma facciamo nostro un concetto.

Nella parabola che vi ho proposto il secondo figlio va nella vigna solo quando la sua coscienza gli fa capire che sta sbagliando e solo dopo prende atto del suo errore e si corregge.

Nel nostro caso l’ecumenismo costituisce il percorso di ravvedimento preso dalle chiese dopo aver preso atto dell’errore che si è commesso con le divisioni.

Ma come risulta evidente ci vuole tempo per riparare agli errori, a maturare, prima si deve comprendere di aver sbagliato e poi si cerca di rimediare.

E lo sappiamo bene che a mettere su una lite ci vuole pochissimo ma poi invece per la riconciliazione chissà quanto tempo passa!

Non a caso tutte le grandi divisioni che ci sono state nel cristianesimo hanno avuto origine non da ragioni teologiche o spirituali ma da questioni molto più terrene, ovvero di carattere economico e di potere.

Scismi avvenuti secoli fa che ancora oggi facciamo fatica a ricucire, segno che non tutti abbiamo maturato l’errore fatto e che ciascuno ha bisogno del suo tempo.

L’ecumenismo però è una via obbligata, senza la quale non troveremo la crescita spirituale necessaria ad attestare che veramente abbiamo imparato ad amare il Signore più di noi stessi.

Nel corso della storia, in seno alle chiese cristiane, alcuni fratelli di buona volontà hanno intrapreso la via della riconciliazione ma non possiamo neanche trascurare che nel frattempo ciascuna chiesa ha sviluppato una propria forma dottrinale e teologica, declinata in diversi modi di vivere e di esprimere la fede e tutto questo non si può cancellare con un colpo di spugna.

Anzi, possiamo osservare come da un male sia nato un bene, difatti più forme di cristianesimo hanno saputo conquistare a Cristo diverse tipologie di persone e da questo impariamo che nella diversità può esserci ricchezza.

Ora però è tempo di ravvedimento, di riconciliazione.

Un cammino iniziato 116 anni fa e che in tutta franchezza richiederà ancora decenni o forse un secolo, chissà!
Ma il seme è stato gettato ed i primi frutti sono nati.

Vedete, tutto a causa della debolezza umana!
…siamo tanto forti ed al contempo così fragili!

Basti pensare a San Pietro, così come ci viene descritto da Benigni nel suo monologo “Un uomo nel vento”.

Un San Pietro che si rivela in tutta la sua fragilità umana, che si esalta e si dispera, capace di grandi slanci ma anche di sonore cadute. Ma ciò che maggiormente lo caratterizza è che abbia intrapreso un cammino al fianco di Cristo, cammino che lo porterà dove neanche lui si aspetta.

Rinunciando a se stesso si rivestì di santità.

Ed anche noi dobbiamo fare lo stesso abbracciando l’amore di Cristo o per dirlo con la metafora dettata da San Narsete, dobbiamo imparare ad amare la Luce dell’alba.

17/01/2026
LE PROFEZIE APOCALITTICHE II° PARTEE niente, dobbiamo tornare sull'argomento perché pare che qualcuno ancora non sia per...
29/10/2025

LE PROFEZIE APOCALITTICHE II° PARTE

E niente, dobbiamo tornare sull'argomento perché pare che qualcuno ancora non sia persuaso, difatti mi è stato fatto notare che alcuni fratelli trovano positive questo genere di previsioni perché gli sarebbero di sprono nel perseverare nella fede. In realtà bisognerebbe vedere bene che tipo di fede stiano inseguendo costoro ma a parte questo proprio non riesco a capire come tanti abbiano una visione così limitata delle Scritture. Si concetrano su un passo biblico ma gli manca una visione di insieme, difatti quello che viene definito legalismo si riferisce proprio a questo tipo di atteggiamento.

Che poi quando fai questo tipo di osservazioni alcuni se la prendono a male e mi dispiaccio tanto ma con questo atteggiamento non c'è nessuna prospettiva per una crescita spirituale.
Comprendo perfettamente il loro punto di vista ma è un po' come l'educazione, certe cose non si fanno, non vanno fatte, e così dovrebbe essere nella pratica cristiana, anche se non si è
"preparati" bisognerebbe avere la buona creanza di capire ed insegnare che non si deve andare fuori dal seminato.
Ma tornando al dunque per quanto, come accennavo pocanzi, si possa capire che l'avvicinarsi dei tempi della fine possa e deve essere uno stimolo non dobbiamo dimenticare che la nostra
mentre dovrebbe essere concentrata allo stesso modo sul prossimo, ovvero così come Mosè non si limitava ad una attesa passiva e ad una visione individualistica quando il popolo peccava
ma anzi si gettava prontamente ai piedi dell'Eterno per chiede grazia, altrettanto noi, più che preoccuparci del quando e del come, dovremmo pregare e sperare che la fine si sposti in la affinché quante più anime possano essere salvate.

E' pur vero che è tipico dell'uomo vivere in una dimensione sospesa tra passato e futuro e che non sa vivere il presente ma il punto è proprio questo, l'essere spirituale dovrebbe sapersi affrancare da una tale debolezza. Guardiamo a Gesù per esempio, lui si che ha saputo vivere pienamente e consapevolmente, e pensare che depose la sua vita terrena proprio nel meglio degli anni ma sicuramente visse più intensamente lui la vita su questa terra di tanti ultracentenari.

Insomma, è ovvio che il cristiano deve avere una visione escatologica della vita ma non gli è consentito, o meglio sarebbe, perchè la fede non è un obbligo, di concentrarsi solo su questo
come se la sua unica missione fosse quella di preservare se stesso. Al contempo gridare al lupo senza cognizione di causa non può essere una pratica condivisibile perchè poi quando l'evento
tanto profetizzato non si verifica si da adito al mondo di farsi beffa di tanta leggerezza.

Non dimentichiamoci poi che ogni individuo è già a rischio dal perdere il paradiso se non si converte in questa vita, ma non solo, la stessa premura è presente anche per il salvato, poiché sia l'uno che l'altro non sanno quando la loro vita terrena gli sarà ridomandata.

Profezie leggendo gli eventi presenti o passati ? Non si fanno, non è bene farle ne seguire chi le fa. Ci è già sufficiente sapere che il mondo cammina verso il baratro, tanto ci basti come stimolo.

(foto Jacopo Vignali - L'asina di Balaam)

LE PROFEZIE APOCALITTICHEIl mondo evangelico italiano è estremamente variegato ma ci sono tutta una serie di cattivi att...
27/10/2025

LE PROFEZIE APOCALITTICHE

Il mondo evangelico italiano è estremamente variegato ma ci sono tutta una serie di cattivi atteggiamenti che lo coinvolgono in modo trasversale. Cattive pratiche e modi di fare che andrebbero messe al bando. Mentre il cristianesimo cattolico ha nel corso dei secoli potuto rivalutare tutta una serie di elementi quello evangelico è ancora relativamente giovane per mettere in atto un sano revisionismo sulle cose da allontanare e su quelle invece da custodire e da incentivare.
Nel corso degli anni ho avuto modo di studiare e comprendere alcuni di questi aspetti ma nonostante ciò non ho ancora elaborato un quadro d'insieme completo e ben definito e fin quando qualcuno non getterà piena luce su pregi e difetti del protestantesimo italiano non ci sarà una crescita tale da portare beneficio a tutto il mondo cristiano.

Il tema che voglio trattare oggi è quello delle profezie apocalittiche, pratica molto diffusa che pretende di indagare e sopratutto di propinare riflessioni in chiave profetica di eventi presenti tratti dalla cronaca o da curiosi accadimenti. I tentativi più puerili sono quelli
si ispirano a fenomeni naturali, come terremoti, acque che cambiano colore e via dicendo, mentre quelli più perniciosi e che nutrono maggiormente gli appetiti del mistero sono quelli dettati
dalla cronaca. Ieri ad esempio mi è stato inviato il link di un video che pretenderebbe spiegare i misteri che si nascondono dietro ai recenti accordi di pace tra Israele e Palestina in chiave biblica prendendo in esame il libro di Daniele. E' comprensibile che qualcuno voglia esercitarsi in questi voli pindarici ma mi rimane meno accessibile come queste cassandre riescano a captare un seguito anche abbastanza nutrito. Certamente il mistero ha un suo fascino ma non si può certamente conciliare con la ricerca della verità perchè si alimenta di delle nostre fantasie frutto a loro volta delle nostre debolezze.

Un classico esempio ne sono i libri di Dan Brown che ,mescolando sapientemente finzione e verità, attraggono come una calamita la nostra attenzione ma ciò che si va a nutrire maggiormente in questo caso è l'ignoranza a scapito dell'esercizio della critica. Ovviamente i lettori più preparati non cadono in questo tranello
e riescono a gustarsi l'intrigante suggestione senza subirne gli effetti malevoli mentre per quelli meno attenti si rivelano come una trappola dove alla fine si matura la convinzione che l'artefatto rispecchi il vero.

Rinunciando sin da subito ad analizzare nel dettaglio queste tesi apocalittiche, che per altro sarebbero facili a smentirsi, concentriamoci piuttosto sull'inutilità dal seguire queste
proposizioni fantastiche che non solo non edificano ma si rivelano anche dannose.
Come amo ricordare in questi casi le Scritture sono lapidarie nel determinare come indefinita l'ora dell'apocalisse, tanto che lo stesso Gesù afferma non conoscere il tempo della fine e si limita solo a descriverne il contesto. Oltre a questo la parabola delle 10 vergini ci fa capire il motivo per cui non ci è dato sapere il momento della fine dei tempi, ossia la vigile attesa nella ricerca della santità.
Del resto è evidente che se venissimo a conoscenza di questa catartica data finiremmo con il piegarci su noi stessi e la nostra diverrebbe una attesa passiva e non più uno stimolo a fare meglio. Ed il danno che facciamo inseguendo queste suggestioni è
proprio quello di condizionare il nostro presente perché chi crede di sapere o si perde nella ricerca di cose inutili non fa altro che sottrarre al proprio tempo quell'impegno cristiano dato dalla ricerca della crescita spirituale e della coltivazione della fede che poi si manifestano nella nostra vita anche in forma di opere.

Come ci è dato capire questa e tante altre pratiche dannose dovrebbero essere messe in attenzione nelle chiese e decretate come attività da evitare, evitare di divulgarle per chi le divulga e di interessarsene per chi se ne interessa. Tuttavia a me non sembra
che da parte dei pastori e degli anziani vi sia questo tipo di approccio, anzi, quando non c'è approvazione non c'è neanche l'invito a preoccuparsi di cose ben più importanti.

Indirizzo

Via Giuseppe Ungaretti
L'Aquila
67100

Orario di apertura

15:00 - 16:00

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