In cammino con Gesù

In cammino con Gesù Conoscere meglio Gesù, soprattutto mediante il Vangelo, per far sì, che Lui stesso, diventi la Persona più decisiva della mia vita.

XXIII Domenica del Tempo Ordinario.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)n quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«S...
06/09/2026

XXIII Domenica del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)
n quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

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LA CORREZIONE FRATERNA:

Ci sono in noi almeno tre facoltà essenziali:

- L'intelligenza
- Il cuore
- La volontà

Tali valori preziosi devono essere in armonia tra di loro, in modo tale, da creare una persona saggia e matura.

Se queste qualità non venissero usate bene, ecco allora che avremo una personalità difettosa, che crea disagi a se stessa e al proprio ambiente di vita.

Chi sbaglia va lo stesso amato, perdonato e cercare di recuperarlo, mentre l'errore va sempre combattuto.

La correzione fraterna ha sempre lo scopo di aiutare il fratello o la sorella a correggersi e a migliorarsi.

Va fatta con amore, semplicità, umiltà e dolcezza...

Accoglierla con gratitudine.

Se questo aiuto fraterno venisse rifiutato, è opportuno che venga valutato il tutto con saggezza e intelligenza.

LA PRESENZA DI GESÙ:

Gesù sta tra il Padre e i suoi discepoli e la preghiera comunitaria, fatta nel Suo Nome e secondo la volontà di Dio, verrà esaudita.

Anche noi possiamo diventare intercessori, nel nome di Gesù, presso il Padre.

Possiamo intercedere per:
- La pace nel mondo e nei nostri cuori
- L'armonia nelle famiglie
- ⁠Un lavoro adeguato alle proprie possibilità e il necessario per una vita dignitosa

Possiamo prendere coscienza della presenza di Gesù nel Sacramento dell'Eucaristia, in noi, nei poveri e nei sofferenti e nella Parola di Dio, mediante un atto di fede.

Chiediamo alla Madonna non solo di aiutarci a renderci conto della presenza di Gesù, ma anche a collaborare con Lui per liberare le persone dalle varie schiavitù della vita.

P. Egidio M., MDR.

XXII Domenica del Tempo OrdinarioDal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,21-27)In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi...
29/08/2026

XXII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

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PENSARE SECONDO DIO
Ciascuno di noi è avvolto da tante idee che provengono dappertutto: i mezzi di comunicazione, incontri giornalieri con diverse persone...
Quindi, in ogni istante, siamo davanti a notizie e messaggi più disparati.

San Paolo, nel brano della seconda lettura, e san Matteo, nel Vangelo, ci fanno comprendere che, per essere responsabili e felici, bisogna fare discernimento ossia conoscere la volontà del Padre, accettarla con gratitudine e praticarla con serenità e gioia

Il Padre in primis vuole decisamente la nostra felicità.

QUATTRO CRITERI PER SCOPRIRE LA VOLONTÀ DI DIO

1° LA PREGHIERA: in questo dialogo di amore col Padre che noi possiamo toccare il Suo Cuore e conoscere cosa desidera da ciascuno di noi.

2° LA PAROLA DI DIO: Dio PADRE attraverso la Bibbia ci comunica i Suoi pensieri, desideri, sentimenti e il Suo agire.

3° LE CIRCOSTANZE DELLA VITA: sono segni importanti della conoscenza della volontà del Padre.

4° LA GUIDA SPIRITUALE: ci infonde serenità e saggezza per leggere gli eventi della vita alla luce di Dio.

Gesù nel Vangelo insiste sul valore prezioso di pensare secondo Dio.

Il Mondo di oggi si sta allontanato dai criteri cristiani: ad esempio blocca la vita nel grembo della donna, mentre la linea cristiana afferma che la vita è sacra dall'inizio del concepimento fino alla sua morte naturale.

Ancora, il Mondo indica la vendetta per coloro che ci fanno soffrire, mentre Gesù ci propone il perdono, riservandosi il giudizio finale.

Cerchiamo di seguire decisamente Gesù e i suoi preziosi insegnamenti.

P. Egidio M., MDR.

XXI Domenica del Tempo Ordinario.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 13-20) In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di ...
23/08/2026

XXI Domenica del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

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CHI È GESÙ?
Gesù domanda ai Suoi discepoli: "Chi sono io per la gente? E per voi?"

La gente considera Gesù un profeta, ossia un portavoce di Dio, un Annunciatore della Sua Parola di Salvezza, mentre per i Suoi discepoli, nella risposta di Pietro, Gesù è il figlio di Dio, il Salvatore dell'umanità dalle varie schiavitù della vita e del peccato...

PER ME, CHI È GESÙ?
Certamente la risposta di Pietro è la nostra convinzione, quindi, se Gesù è il Figlio di Dio, devo IMPOSTARE LA MIA VITA SU DI LUI.

GESÙ COSA CI PROPONE?
- una vita riuscita umanamente e cristianamente
- ⁠una vita orientata a Dio e al prossimo senza trascurare se stessi
- stare in pace con tutti e perdonare sempre
- utilizzare bene le capacità che lo Spirito Santo ci dona
- essere operatore di pace e stare strettamente accanto a coloro che vivono situazioni di sofferenza e di povertà.

LA CHIESA DI GESÙ:
Gesù alla professione di Pietro risponde con un'affermazione importante: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la Mia Chiesa". In essa Pietro avrà la funzione di capo, guida e Gesù resterà il fondamento sul quale di appoggia e si costruisce la Chiesa stessa.

La missione della Chiesa, la famiglia di Dio: aiutare Gesù a liberare le persone dalla schiavitù del male e del peccato, Chiesa che non sarà mai distrutta.

In questa Chiesa, quale popolo di Dio, tutti devono trovare accoglienza e un proprio ruolo.

CHIEDIAMO alla Madonna il dono di non criticare mai la Chiesa, ma di ritenerla nostra Madre e di migliorarla sempre di più, dando la nostra disponibilità per l'Evangelizzazione e la Catechesi e le opere educative e caritative, secondo i nostri talenti.

P. Egidio M., MDR.

XIX Domenica del Tempo Ordinario.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33)[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù ...
08/08/2026

XIX Domenica del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33)
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di ve**re verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

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IL MARE IN TEMPESTA:
Il mare era considerato il simbolo di pericolo nonché di forze incontrollabili dalle persone.

Il mare spesso venne a significare anche il male.

Gesù che cammina sul mare è segno di vittoria di Gesù su ogni situazione di cattiveria e di peccato.

Gesù nel dare una mano ai suoi discepoli ci fa capire che Lui è sempre disponibile ad aiutarci.

AFFRONTA CON CORAGGIO LE TUE PAURE:
Gesù ai Suoi discepoli in difficoltà in mare, chiede il coraggio della fiducia in Lui, quale figlio di Dio.

Tutti abbiamo paura di qualcuno o di qualcosa, ma dobbiamo pensare che le paure fanno parte della nostra vita, però è importante capire da dove provengono:
- Si ha paura di sbagliare
- ⁠Si ha paura di essere giudicato
- ⁠Si ha paura di fallire nel lavoro e nella famiglia
- Si ha paura della malattia, sofferenza e della morte
- Si ha paura di non riuscire ad assistere bene i nostri malati, anziani... Ci chiediamo:"Cosa sarà di loro dopo la mia morte?"
- Si ha paura di perdere il nostro potere, come Pilato, il nostro ruolo, le nostre ricchezze e la stima degli altri...

I nostri giovani hanno paura del loro futuro.

OGNUNO CERCA DI EVITARE LE PROPRIE PAURE O DARE DELLE SOLUZIONI SBAGLIATE:
- qualcuno si butta esageratamente nel lavoro per non sentire la paura dentro
- ⁠qualcun altro si butta nella droga, alcool..., però più neghiamo o reprimiamo la paura, tanto essa si rafforza fino ad impedirci di vivere bene.
- Altri tentano di dominarla con l'uso dei psicofarmaci....

Vogliamo liberarci da essa, però con questi sistemi non ci riusciamo.
L'unico modo per vincerla è affrontarla decisamente e spesso abbiamo bisogno dell'aiuto di persone sagge e competenti.

Dobbiamo, quindi, cercare di conoscere chiaramente le nostre paure e fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità.
A questo possiamo aggiungere la nostra preghiera e la meditazione del Vangelo e affidarci con fiducia a Gesù.

Come Gesù cerchiamo anche noi di tendere le nostre mani a coloro che sono in difficoltà a partire dai nostri familiari.

P. Egidio M., MDR.

XVIII Domenica del Tempo Ordinario - ANNO A.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 13-21)In quel tempo, avendo udito [della ...
02/08/2026

XVIII Domenica del Tempo Ordinario - ANNO A.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 13-21)
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le f***e, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore.

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LA GIORNATA DI GESÙ:
L'evangelista san Matteo ci presenta i vari momenti di una giornata di Gesù:

LA PREGHIERA:
Gesù inizia la sua giornata col mettersi in contatto col Padre mediante un colloquio affettuoso nel quale il Padre stesso gli comunica la Sua santa volontà da praticare con gratitudine ed entusiasmo durante il giorno.

LA PAROLA DI DIO:
Dopo il dialogo col Padre, Gesù scende con sicurezza in mezzo alla gente, per far conoscere l'amore e i desideri del Padre con la Sua Parola di vita e portando serenità e gioia.

LE OPERE CARITATIVE:
⁠- Le guarigioni dei malati:
Gesù apre il Suo cuore compassionevole e guarisce i malati e i sofferenti che portavano con loro varie situazioni: ansie, depressioni, paure, peccati e possessioni demoniache.

- I miracoli:
Gesù non si limita alle guarigioni interiori, ma dona anche il pane materiale, necessario per vivere.
Le guarigioni, i miracoli e le liberazioni del male... oltre ad essere gesti dell'amore misericordioso di Gesù verso il popolo di Dio, sono anche segni della Sua Divinità.

P. Egidio M., MDR.

XVII Domenica del tempo ordinario - ANNO A.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)In quel tempo Gesù disse ai suoi disc...
26/07/2026

XVII Domenica del tempo ordinario - ANNO A.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

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⁠IL DONO DELLA SAPIENZA.

Dio concede al Re Salomone il dono della Sapienza, ossia il vedere la realtà della vita con i Suoi occhi.

Un valore fondamentale della Sapienza è il discernimento, ossia il riconoscere la volontà di Dio e la capacità di distinguere il bene e il male.

Salomone con il dono della Sapienza riuscì a governare il suo popolo in modo equilibrato.

Ogni cristiano ha bisogno della Sapienza per orientare la sua vita e quella degli altri verso la santità.

IL DISCERNIMENTO DELLA VOLONTÀ DI DIO.

Alcuni criteri per conoscere la volontà di Dio:

- La preghiera: Dio ci parla mediante la preghiera
- La Parola di Dio: Dio ci parla attraverso la Sua Parola scritta (la Bibbia)
- Le circostanze: Dio ci parla tramite le persone e i fatti della vita quotidiana
- La guida spirituale: il Padre ci parla mediante una persona saggia.

⁠GESÙ LA NOSTRA PERLA PREZIOSA.

Ciascuno di noi cerca il proprio tesoro ove fissare il proprio cuore:
- ⁠La famiglia
- ⁠La propria carriera professionale
- Il potere economico e politico
- ⁠La cultura, il viaggiare, i titoli di studio...

Per noi cristiani, il nostro cuore deve puntare su alcune perle preziose tra cui Gesù, la famiglia e la ca**tà a favore dei poveri e sofferenti.

Cerchiamo di trascorrere le nostre giornate tra la preghiera, la meditazione del Vangelo, il lavoro e le iniziative benefiche a favore delle famiglie e della gente in linea con gli insegnamenti del Vangelo.

P. Egidio M., MDR.

XVI domenica del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43)In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra p...
19/07/2026

XVI domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle f***e con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

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COESISTENZA DEI BUONI E DEI CATTIVI E IL GIUDIZIO DEFINITIVO DI GESÙ.

COESISTENZA DEI BUONI E DEI CATTIVI

Ciascuno di noi certamente avrà fatto una sua valutazione sull'esistenza del bene e del male, sui violenti e pacifici....

Le varie tesi:

A. Non va bene fare convivere insieme i violenti, i terroristi, gli spacciatori di droga, coloro che ammazzano e fanno soffrire gli altri, con persone oneste, che si danno da fare per migliorare il proprio ambiente di vita e tutto il creato.

LA SOLUZIONE:

togliere di mezzo il violento, metterlo su una sedia elettrica, applicando, quindi, la legge del taglione: "occhio per occhio, dente per dente" e abbiamo risolto così il problema del male e si vivrà nella pace.

B. Seconda veduta: isoliamo i violenti e coloro che danno fastidio alle donne e ai bambini... diamogli l'ergastolo, così la vita sarà più sicura e serena.

In queste due soluzioni si nota la impazienza e paura, mentre il Vangelo fa risaltare la pazienza di Dio contro ogni forma di estremismo, integrismo e fanatismo.

Il punto centrale della parabola della zizzania è proprio l'esortazione alla pazienza. Dio si dimostra paziente verso i peccatori, sa aspettare il loro ravvedimento, proprio perché vuole la vita e non la morte di essi.

Quante volte per paura e fretta abbiamo fatto errori nei giudizi e punita gente innocente.

Quante volte persone che l'hanno combinata di tutti i colori, facendo parte di associazioni terroristiche, che hanno fatto piangere e soffrire tante persone persone, sono diventate pacifiche e benefattrici dell'Umanità.

Non dobbiamo lasciarci prendere dal panico; dobbiamo senz'altro creare delle strutture adeguate per proteggere i nostri figli, gli anziani, le persone fragili, i malati, i giovani in difficoltà i poveri, le giovani coppie dai pericoli e dalle tentazioni della vita che possono prove**re da varie parti tra cui i mezzi di comunicazione.

Dobbiamo creare progetti educativi e familiari, promuovere iniziative sociali e nell'ambito lavorativo per un mondo migliore.

Il messaggio religioso di questa domenica ci riporta il pensiero di Dio: i buoni e i cattivi, come anche credenti e non e di qualsiasi nazione, cultura, religione... possono vivere e crescere insieme, che il buon esempio di vita e la comprensione e la solidarietà potrebbero essere di grande aiuto.

GIUDIZIO DEFINITIVO

La selezione, ossia il giudizio definitivo, non viene da noi ma spetta a Gesù e verterà principalmente sulle opere caritative.

Il Padre ci dà, in questa vita terrena, tante possibilità di abbandonare la strada sbagliata e di metterci nella direzione giusta, sta a noi accogliere queste preziose opportunità e ringraziarlo con tutto il cuore.

P. Egidio M., MDR.

PACE E GIOIA!

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIODal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,1-23)Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al...
12/07/2026

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.

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LA PARABOLA DEL SEMINATORE (Matteo 13,1-23)

Il seme: la Parola di Dio
Il seminatore: Gesù
Il terreno: ciascuno di noi

La missione di Gesù: seminare nel nostro cuore la Parola del Padre, il Suo messaggio di amore, misericordia, pace e di gioia!

Il nostro compito: essere terreno buono per poter accogliere con gratitudine la Sua Parola di Salvezza e la Sua Amicizia e trasmettere agli altri i benefici di tale comunione di vita.

Per poter fare una bella accoglienza a Gesù, dobbiamo togliere dal nostro cuore i sassi, le erbe cattive, gli ostacoli della vita quali: la cattiveria, la tristezza, l'egoismo, la pigrizia, lo sfruttamento, la superbia, l'orgoglio, i divertimenti e piaceri sfrenati, l'attaccamento esagerato alle persone e ai beni di questi mondo...

Quante volte il nostro brutto carattere impedisce alla Parola di portare i suoi frutti meravigliosi di solidarietà, dialogo, pace e gioia interiore creando così conflitti in famiglia, nel nostro ambiente di vita e nel mondo del lavoro...

Quante volte il nostro pessimismo e il senso di sfiducia verso tutti e noi stessi impediscono di promuovere opere caritative... ecco allora l'urgenza di curare il nostro terreno interiore per poter dare spazio alla Parola del Padre e farla diventare punto di riferimento della mia vita cristiana.

LE TAPPE DELLA PAROLA

La Parola ci manifesta i pensieri, la volontà, i sentimenti e le azioni di Dio stesso.

Prima tappa: ascoltare la Parola.
Seconda tappa: cercare di capire la Parola.
Terza tappa: praticare la Parola.
Quarta tappa: annunciare la Parola con entusiasmo.

Cerchiamo di portare con noi il Vangelo e meditarlo con gioia.

PACE E GIOIA!

P. Egidio M., MDR.

XIV domenica del tempo ordinario.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30)In quel tempo, Gesù disse: "Ti benedico, o Pad...
05/07/2026

XIV domenica del tempo ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30)

In quel tempo, Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste
cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato
dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al
quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da
me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico
leggero".

Parola del Signore.

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L'IDENTITÀ DI GESÙ:
Gesù afferma apertamente che Lui è il Figlio di Dio e vive in comunione di vita con il Padre.

La vita di Gesù è tutta orientata nel fare la volontà del Padre che ci ha dichiarato: "Siate Santi come lo sono Io."

Dio ci ha creati a Sua Immagine e Somiglianza. Giovanni l'evangelista scriveva che Dio è Amore, pertanto la nostra vita, quali Sui figli adottivi, è sostanziata di Amore.

È tempo di prendere coscienza della paternità di Dio: un Padre che è presente nella nostra vita di figli e ci vuole un mondo di bene.

CHIEDIAMOCI: "come genitori, abbiamo curato l'amore del Padre nel cuore dei nostri figli?".

Siamo presenti nella loro vita umana e cristiana e capaci di sacrificarci per loro?

Tempo fa, in un collegio per bambini disagiati, una insegnante cercava di spronare un fanciullo, che era sempre distratto.

Un giorno, ai continui richiami dell’insegnante, il fanciullo sbottò e rispose che sua madre gli aveva comprato un gelato, lo aveva lasciato su un marciapiede ed era andata a convivere con un altro uomo.

Come figli, siamo presenti per i nostri genitori o li trascuriamo, facendoli soffrire?

CHIAMATI A BENEDIRE:

Gesù benedice, loda e ringrazia il Padre, quale Creatore e Signore dell'Universo e Padre di tutti.

Gesù, nel Suo dialogo col Padre, assimilava, con gratitudine, i Suoi pensieri, sentimenti e la Sua santa volontà e la praticava e annunciava con gioia.

Anche noi, come Gesù, siamo chiamati ad amare e contemplare, lodare e benedire il Padre.

Ricominciamo a benedire i nostri figli e il nostro prossimo anche quando ci fanno soffrire un po'.

Pace e gioia!
P. Egidio M., MDR.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,37-42)In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di...
28/06/2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,37-42)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il
figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la
ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io
vi dico: non perderà la sua ricompensa".

Parola del Signore.

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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

L'ACCOGLIENZA:
La prima lettura della Messa di oggi ci dà l'occasione per riflettere sull'accoglienza.
Una coppia decide di mettere a disposizione del profeta Eliseo una stanza per farlo riposare durante i suoi viaggi, come annunciatore della Parola di Dio. La risposta del profeta: gradisce questo atto di ca**tà e profetizza che entro un anno avranno la gioia della nascita di un bambino.
Noi siamo riconoscenti come Eliseo di tutto ciò che la Provvidenza Divina ci dona?
Diamo gioia o problemi al nostro ambiente di vita?
Gesù, nel brano del Vangelo, riprende il discorso sull'ospitalità e promette una bella ricompensa a chi è generoso nei confronti dei suoi discepoli, che si danno da fare per il bene della gente.

NOI OGGI COSA POSSIAMO FARE PER LE PERSONE BISOGNOSE?
Padre Arturo D'Onofrio, fondatore di due Congregazioni religiose, ricevette da Gesù la missione di dedicarsi ai bambini poveri, orfani e abbandonati. Costruì dei villaggi, ossia case di accoglienza ove, ancora oggi, vengono accolti, amati, educati e formati ai valori umani e cristiani: bambini, ragazzi, giovani, anziani, i diversamente abili...
Noi possiamo fare tanto per i bisognosi: innanzitutto conoscerli e creare un buon rapporto di amicizia e di solidarietà con loro senza aspettarci nulla in cambio. Fare piccoli gesti di aiuto fraterno. Far conoscere loro Gesù, pregare e ascoltare il Vangelo insieme a loro insieme.

SCEGLIAMO UN'INIZIATIVA, SECONDO LE NOSTRE POSSIBILITÀ, E PORTIAMOLA AVANTI CON SERENITÀ ED ENTUSIASMO; INVITANDO ALTRI A FARE ALTRETTANTO, CREANDO COSÌ UNA RETE DI SOLIDARIETÀ.

PACE E GIOIA!

P. Egidio M., MDR.

Indirizzo

Piazza Padre Arturo D'Onofrio
Visciano
80030

Sito Web

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