In cammino con Gesù

In cammino con Gesù Conoscere meglio Gesù, soprattutto mediante il Vangelo, per far sì, che Lui stesso, diventi la Persona più decisiva della mia vita.

SOLENNITÀ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTODal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)In quel tempo, Gesù disse alla...
07/06/2026

SOLENNITÀ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore.

******

L'EUCARISTIA:
Il Giovedì Santo, nella Cena di Pasqua con i Suoi Apostoli, Gesù fa nascere l' Eucaristia per il perdono dei peccati e per la nostra Salvezza e Santità ed istituisce il Sacerdozio per poterla celebrare in Sua Memoria.

Eucaristia significa Ringraziamento.

Ogni volta che il sacerdote pronuncia le parole della Consacrazione, durante la S. Messa, è Gesù stesso che si rende presente sacramentalmente.

Papa Francesco diceva: "Quando celebriamo la S. MESSA è proprio vivere un'altra volta la Passione e la Morte Redentrice del Signore che si fa presente sull'Altare per essere offerto al Padre per la salvezza del Mondo e noi partecipiamo di questa Presenza reale e salvifica di Gesù il Cristo: così noi entriamo, con la luce della fede, nel Mistero di Dio".

L'EUCARISTIA è il Sacramento dell'amore di Gesù per il Padre e ciascuno di noi.

IL MIRACOLO EUCARISTICO:
Operato a Rimini, per intercessione di Sant'Antonio, dopo che un certo Bonovillo, un eretico, lo sfidò a dimostrare la reale presenza di Gesù nell' Eucaristia.

Il Bonovillo disse: "Frate! Te lo dico davanti a tutti: crederò nell'Eucaristia se la mia mula, che terrò digiuna per tre giorni, si inginocchierà davanti all'Ostia piuttosto che mangiare il cibo che le darò".

L'eretico si presentò in piazza davanti alla folla con la mula scalpitante e con la cesta del cibo. Sopraggiunse S. Antonio che, dopo aver celebrato la Messa, si presentò in processione con l'Ostia consacrata.

Giunto davanti alla mula, il Santo disse: "In virtù e in nome del Creatore, che io tengo tra le mani, ti ordino di prestargli la dovuta adorazione". L'animale lasciò da parte il fieno, si avvicinò ed adorò l'Eucaristia piegando le zampe e la testa, suscitando meraviglia nei presenti.

L'eretico, visto il prodigio, si gettò ai piedi del Santo riconoscendo pubblicamente i suoi errori, diventando da quel giorno uno dei più bravi collaboratori di Sant'Antonio.

GESÙ EUCARISTIA GUARISCE:
Una ragazza, che viveva nella casa del peccato, aveva un tumore al seno, facendosi la Comunione, durante la celebrazione della Santa Messa, venne guarita.

Insieme alle altre ragazze della casa del peccato, lasciarono la vita di peccato e trasformarono quella casa di peccato in una casa di preghiera e Centro di Spiritualità.

Pace e Gioia!

P. Egidio M., MDR.

SOLENNITÀ DELLA SANTISSIMA TRINITÀDal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:«Dio ha ...
31/05/2026

SOLENNITÀ DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore.

******

- L'ESISTENZA DELLA TRINITÀ

Noi cristiani cattolici crediamo fermamente nella SS.MA Trinità: un solo Dio in tre Persone, uguali nella dignità e diverse nelle caratteristiche; siamo nel mistero ossia una verità che non riusciamo a comprendere pienamente soltanto con l'uso dell'intelligenza.

Per cogliere tale realtà abbiamo bisogno della luce della fede e della Parola di Dio.

La seconda lettura di oggi di San Paolo ci presenta proprio la SS.MA Trinità nelle Persone distinte del Padre, Figlio e Spirito Santo.

L'episodio del Battesimo di Gesù è ancora più chiaro: su Gesù, dopo aver ricevuto il Battesimo da Giovanni il Battezzatore, discese lo Spirito Santo in forma di Colomba e venne dal Cielo la voce del Padre: "Tu sei il Figlio mio l'Amato".

C'è anche una seconda ragione che ci fa intuire che Dio è Uno e Trino: se Dio è l'Amore allora non può essere un Dio solitario in sé stesso, perché l'amore esiste tra due o più persone.

- LE MISSIONI DELLE PERSONE DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Persone Divine che agiscono insieme; in un modo più semplice si può dire che al Padre viene attribuito il compito di Architetto che progetta la Creazione; al Figlio Gesù la missione della Redenzione, che è il centro del progetto della Salvezza, la liberazione da ogni tipo di schiavitù e dalla morte eterna e allo Spirito Santo il compito della Santificazione che ci guida ad amare il Padre con tutte le nostre facoltà e ad amare gli altri come noi stessi.

- IL NOSTRO RAPPORTO CON LA SANTISSIMA TRINITÀ

Siamo avvolti da questo Mistero trinitario in ogni momento della giornata.
L'Amore delle Persone Divine è immensamente più grande dell'estensione di un oceano e vivono in armonia tra di Loro. Con il Sacramento del Battesimo sono venute ad abitare nel nostro cuore.

Il nostro rapporto con:
* il Padre è di figliolanza adottiva.
* Gesù è quello di fratello/amico.
* Lo Spirito Santo di discepoli, perché è Lui il nostro Maestro interiore.

Noi esprimiamo l'esistenza dalla Santissima Trinità con il segno della Croce.

Questa vita trinitaria in noi non deve essere oscurata dal peccato, il quale chiude la porta del nostro cuore alla Loro Presenza di amore e di Salvezza.

La SS.MA Trinità desidera restare sempre in noi per comunicarci la Sua Vita di amore, di pace, di gioia e di Santità e donarci la capacità di trasmetterla al nostro ambiente di vita.

Il desiderio più forte di Gesù è che tutti noi creiamo unità di vita tra di noi come quella esistente tra Lui il Padre e lo Spirito Santo.

La Parola di Dio ci invita a domandarci se siamo persone che stiamo costruendo unità o stiamo creando divisioni e varie problematiche: a ciascuno di noi la risposta.

P. Egidio M., MDR.

Domenica di Pentecoste.Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentr...
24/05/2026

Domenica di Pentecoste.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

******

LA SOLENNITÀ DI PENTECOSTE

IL SIGNIFICATO DELLA PENTECOSTE

Nella Bibbia, la Pentecoste, che significa 50° giorno, era una festa agricola e segnava l'inizio della mietitura del grano e si celebrava anche il 50° giorno dalla Pasqua ebraica.

Lo scopo originario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra, cui si aggiunse più tardi il ricordo del dono fatto da Dio, sul monte Sinai, al popolo ebraico, dei 10 Comandamenti, tramite il profeta Mosè.

Tale festa comportava il pellegrinaggio a Gerusalemme.

Proprio a Pentecoste, mentre Maria, la Madre di Gesù, e gli apostoli e i discepoli di Gesù erano riuniti a pregare nel Cenacolo, apparvero loro lingue, come di fuoco, che si posarono su ciascuno di loro e furono pieni di Spirito Santo e furono avvolti da un senso di coraggio; uscirono dal Cenacolo ed annunciavano e testimoniavano le opere di amore di Dio.

I COMPITI PIÙ BELLI DELLO SPIRITO SANTO:

- EFFONDERE L'AMORE DEL PADRE IN NOI.
Gesù ci ha lasciato una frase che dovremmo scolpire nel nostro cuore di cristiani: "Ama il Padre con tutto il tuo cuore e il prossimo tuo come te stesso".

Ci domandiamo: "È possibile lasciarsi amare da Dio, corrispondere al Suo amore paterno ed amare i fratelli come noi stessi?"
La risposta ce la dà San Paolo nella lettera ai Romani: "Lo Spirito di Dio abita in voi e di conseguenza effonde nel nostro cuore la capacità di amare il Padre, gli altri e noi stessi.
Il nostro compito è quello di aprirci a questo dono di amore e diffonderlo nel nostro ambiente di vita.

- GUIDARCI NEL CAMMINO DELLA SANTITÀ.
Lo Spirito Santo è chiamato il Santificatore, ossia Colui che ci guida alla Santità, attraverso le Sue illuminazioni, virtù e carismi.

- PORTARE A COMPIMENTO LA MISSIONE DI GESÙ.
Qual è la missione fondamentale di Gesù? Liberarci dalle schiavitù della vita, in particolare dal peccato e renderci felici, mediante il Suo Mistero Pasquale: la Passione, la Morte e la Risurrezione, tra cui:
* Il Sacramento del Battesimo
* Il Sacramento del Perdono... è proprio a Pentecoste che Gesù dona lo Spirito Santo ai Suoi discepoli e istituisce il Sacramento della guarigione del Cuore e dà il mandato di annunciare le opere di amore di Dio nella Storia della Salvezza.

P. Egidio M., MDR.

Vangelo di Domenica 17 Maggio 2026.L'ASCENSIONE AL CIELO DI GESÙ - ANNO A.Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20).In qu...
16/05/2026

Vangelo di Domenica 17 Maggio 2026.
L'ASCENSIONE AL CIELO DI GESÙ - ANNO A.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20).
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

******

Gesù, dopo aver realizzato la Sua missione di Salvezza, particolarmente col mistero pasquale di Passione, Morte e Risurrezione, sta per essere elevato al Cielo e dà ai suoi Apostoli degli orientamenti ben precisi: diffondere i Suoi preziosi insegnamenti a tutti e battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il nostro battesimo cristiano mediante il quale siamo diventati figli adottivi di Dio, è la fonte di ogni Sacramento e, quindi, la porta per ricevere gli altri Sacramenti.

L'Assunzione di Gesù al Cielo ci porta agli interrogativi della vita: chi siamo, da dove veniamo, cosa dobbiamo fare in questo Mondo e dove siamo diretti?

Diversi pensano che la nostra vita entra nel nulla, mentre per noi cristiani che meditiamo la Bibbia, che è Parola di Dio, la lettera di amore del Padre, per ciascuno di noi, afferma che la morte è un passaggio da questo Mondo ad uno stato di vita caratterizzato da una felicità duratura in Comunione con Dio Trinità, Maria e i Beati.

La Madonna ed i Santi ci spiegano che effettivamente, come dice Giobbe: "Dopo la morte incontrerò il mio Signore"

Il Vangelo secondo Matteo ci dice che dopo la nostra morte saremo accolti da Gesù che darà la Sua valutazione finale sul nostro operato terreno.

La Vergine Maria, in una delle apparizioni, ad una pastorella di nome Bernadette, a Lourdes in Francia, afferma che Lei è l'Immacolata Concezione e viene dal Cielo.

Santina Campana, 23 anni prima della morte: "Non ti preoccupare mamma, io ti scriverò dal Paradiso".

Santa Caterina, prima della sua morte, ad un gruppo di ragazze, disse: "Vogliatevi bene".
Questo volersi bene, speriamo che entri nel profondo dei nostri cuori e sia praticato con serenità, gratitudine e gioia.

P. Egidio M., MDR.

SESTA DOMENICA DI PASQUADal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi am...
10/05/2026

SESTA DOMENICA DI PASQUA
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore.

******

LA PROVA CHIARA DEL NOSTRO AMORE VERSO GESÙ.

Gesù nel Vangelo ci invita a vivere uniti a Lui, come il ramo alla vite e ci dà un orientamento prezioso:
che il vero amore a Lui lo si riconosce nell'accoglienza dei suoi insegnamenti e nel praticarli nel proprio quotidiano.

Ci chiediamo: "COSA CI HA INSEGNATO GESÙ?"
- Ad amare il Padre con tutto il cuore e gli altri come noi stessi.
- ⁠Ad avere attenzione per tutti, in particolare, per i poveri e i più fragili.
- ⁠A creare armonia nelle nostre famiglie, nel nostro ambiente di vita, nel mondo del lavoro...
- ⁠A pregare in tutte le situazioni esistenziali.
- A non fare cattiverie.
- A perdonare e a riconciliarci.
- A guardare la vita con gli occhi di Dio.
- A non scoraggiarsi mai nelle problematiche quotidiane e a fidarci continuamente di Lui.

LO SPIRITO SANTO.

Gesù promette lo Spirito Santo e lo manderà nel giorno della Pentecoste, ossia cinquanta giorni dopo la Sua Resurrezione.

Lo Spirito è la terza Persona della Santissima Trinità: è l'Amore di Dio che lo unisce al Figlio.

La missione dello Spirito Santo è quella di ricordarci tutto ciò che Gesù ha detto e fatto per la nostra Salvezza.

Lo Spirito Santo infonde nel nostro cuore l'amore del Padre e ci dà la capacità di amare il Padre stesso e gli altri come noi stessi.

Lo Spirito ci accompagna nel cammino verso la nostra santità.

P. Egidio M., MDR.

QUINTA DOMENICA DI PASQUADal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,1-12)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia ...
03/05/2026

QUINTA DOMENICA DI PASQUA
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore.

******

LA PREGHIERA, LA PAROLA DI DIO E LA CARITÀ.

La Pietra angolare, fondamentale della vita cristiana è Gesù Cristo per cui tutto va in riferimento a Lui, mentre i pilastri sono la preghiera, la Parola di Dio e la ca**tà.

I dodici Apostoli, ai primi tempi della Chiesa, si occupavano di mille cose e a volte qualcosa non funzionava bene per cui alcuni li rimproveravano, perché essi trascuravano le loro vedove nell'aiuto fraterno.

Gli Apostoli, resosi conto di questa carenza, decisero di nominare delle persone che potessero operare nel campo della ca**tà, mentre loro si riservavano la missione di pregare e di annunciare la Parola di Dio.

Nella vita non possiamo fare tante cose, perché c'è il rischio di non farle bene, allora, come gli Apostoli di Gesù, dobbiamo fare discernimento, vedere le nostre capacità e possibilità e raccoglierci in poche cose, secondo le nostre caratteristiche e farle bene ed affidare agli altri, in base alle loro qualità, le altre possibilità.

NON TORMENTARE IL NOSTRO CUORE.

Nel Vangelo di oggi Gesù consiglia di non tormentarsi, di non mettere il proprio cuore in una condizione di sofferenza, ma aver fiducia nel Padre.

Quante volte entriamo in situazioni di panico, di paura, di tristezza... creandoci grossi problemi di salute e tormenti interiori.

COME REGOLARCI?

Davanti alle situazioni difficili della vita:

1.⁠ ⁠Renderci conto della situazione
2. Parlarne con una persona saggia e competente
3. Ascoltare e praticare i buoni consigli
4. Pregare, riflettere sulla Parola di Dio; aver fiducia in Gesù, riversando nel Suo cuore Misericordioso le nostre preoccupazioni e sofferenze.

Dall'altra parte cercare di non creare insicurezza, sofferenze e paure nel nostro ambiente di vita, ma favorire, mediante il dialogo, la serenità, fiducia e buone prospettive per il futuro.

Pace e Gioia!

P. Egidio M., MDR.

QUARTA DOMENICA DI PASQUADal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi...
26/04/2026

QUARTA DOMENICA DI PASQUA
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

******

IL DIALOGO

Gesù attraverso il dialogo manda i Suoi insegnamenti alla gente.

In questo brano di Vangelo, Gesù parla di pastore, pecore, ladro, guardiamo e di estraneo.

Nonostante molti praticavano la pastorizia, non riescono a capire in pieno il significato delle Sue parole. Allora Gesù si spiega con altre parole più adeguate.

Anche noi, come Gesù, dobbiamo, nel rapporto con gli altri, essere semplici, chiari e pratici. Se ci accorgiamo che gli altri fanno difficoltà a capire dobbiamo evitare le solite espressioni: “Tu non mi capisci; non stai attento alle mie parole; fai sempre così...”, ma con molta garbatezza usare parole alla portata di chi ci sta davanti.

Dall'altra parte, quando gli altri parlano, cercare di stare attenti, far crescere la capacità di ascolto e, con molta discrezione, in caso di difficoltà, chiedergli se può farci un esempio per poter comprendere meglio. Purtroppo l'incomprensione è all'ordine del giorno e tante volte è causa di contrasto, bisticcio e altro.

GESÙ È IL BUON PASTORE

Al tempo di Gesù, i pastori si occupavano del gregge durante il giorno. Di notte portavano le pecore in un grande recinto ben protetto contro i ladri e i lupi.
C'era un guardiano che si interessava del gregge per tutta la notte.

Ogni tanto, c'era il pericolo che i ladri entravano attraverso una feritoia.

IL MESSAGGIO DI GESÙ:

Lui è il buon pastore che si interessa del bene e delle aspettative della gente, mentre i falsi pastori ingannano la gente, pensano soltanto ai propri interessi e a farsi i soldi a scapito della gente.

Secondo Gesù, bisogna essere una buona guida fino a sacrificare la propria vita per il bene del popolo di Dio.

CHIEDIAMOCI:

“Nel mio ambiente di vita famiglia, lavoro, amicizia... sono una buona guida? Mi unisco alle altre famiglie che stanno interessandosi per far uscire i nostri ragazzi dalle situazioni più difficili tipo alcolismo, droga, delinquenza, disoccupazione, gioco d'azzardo e altro?”

Come Gesù, cercare, con i giovani, di evitare l'aggressività, e usare il dialogo fatto di pazienza, amore, comprensione e di chiarezza; dare tempo al tempo, non pretendere di ottenere tutto e subito.

Pace e Gioia.

P. Egidio M. MDR.

Ti aspettiamo.📅Lunedì 27 Aprile 2026⌚️ore 19:00
25/04/2026

Ti aspettiamo.
📅Lunedì 27 Aprile 2026
⌚️ore 19:00

TERZA DOMENICA DI PASQUADal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana...
19/04/2026

TERZA DOMENICA DI PASQUA
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore.

******
GESÙ CAMMINA CON NOI

Due discepoli di Gesù, delusi e scoraggiati per la Sua morte in croce, stanno ritornando nel loro villaggio di Emmaus, discutendo di ciò che era accaduto a Gerusalemme.

Gesù si avvicina e cammina con loro, ascoltando le loro riflessioni

I due non si accorgono che quell'uomo è Gesù, il quale spiega loro il significato di ciò che è avvenuto in Gerusalemme, a partire dalla Parola di Dio.

I due discepoli ascoltano con il cuore il racconto di Gesù.

Come questi due discepoli anche noi dobbiamo meditare la Parola di Dio nella quale è contenuta la volontà del Padre, che dobbiamo praticare con gioia.

Anche noi dobbiamo dialogare tra di noi, in particolare nelle situazioni più complicate della vita e lasciarci consigliare da persone sagge che ci vogliono bene.

Anche noi possiamo trovarci in situazioni difficili come una malattia, difficoltà di lavoro e rapporti con gli altri, delusioni e depressione... ecco allora che il brano del Vangelo di oggi ci fa capire che non bisogna avvilirci, perché Gesù cammina con noi, affronta con noi queste problematiche quotidiane e ci chiede di aver fiducia in Lui.

Come Gesù essere solidali con i sofferenti, camminare con loro, tenendo conto delle loro necessità e come il buon Samaritano prendersi cura di loro.

P. Egidio M., MDR.

Ti aspettiamo.📅Lunedì 20 Aprile 2026⌚️ore 19:00
18/04/2026

Ti aspettiamo.
📅Lunedì 20 Aprile 2026
⌚️ore 19:00

Indirizzo

Piazza Padre Arturo D'Onofrio
Visciano
80030

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando In cammino con Gesù pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi