27/02/2026
๐พ๐
Sistema Irpinia
๐ธ๐๐๐๐
๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐
๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐, ๐ฝ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐
๐๐ ๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐
๐๐๐๐๐๐. ๐ถ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐
๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ฬ ๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ฬ.
A Villanova del Battista il โTiro del giglioโ รจ molto piรน di una festa: รจ un rito del grano, un gesto collettivo che intreccia devozione, identitร e memoria. Ogni anno, il 27 agosto, il paese si anima di musica e balli per celebrare San Giovanni Battista, ma il cuore del rito batte molto prima, nei campi e nei cortili, fin dai primi giorni di luglio.
La comunitร villanovese avvia allora la mietitura manuale del grano, lasciando i gambi lunghi per poterli intrecciare, e raccoglie lโavena selvatica, piรน duttile, destinata agli elementi decorativi. Da questo lavoro paziente nasce il giglio: una maestosa macchina devozionale, un obelisco piramidale alto fino a 28 metri, suddiviso in cinque registri e sormontato da una cuspide, rivestito di pannelli di paglia e avena artisticamente intrecciate. ร unโofferta votiva, ma anche unโopera corale.
I festeggiamenti si aprono la domenica precedente il 27 agosto con il rituale dellโโalzataโ, quando il giglio viene portato dalla posizione orizzontale a quella verticale. Dopo il solenne โtiroโ, il 27 agosto, lโobelisco resta in Piazza Aldo Moro, davanti alla Chiesa dellโAssunta, fino al primo martedรฌ di ottobre, giorno dedicato a San Rocco.
Lโorigine del giglio si perde nel tempo, ma la tradizione lo lega a un ex voto ottocentesco di Costantino Ciccone. Interrotta dal terremoto del 1930, la pratica sopravvisse grazie al legame con la vicina Flumeri, per poi rinascere nel 1986. Oggi, come allora, anziani e giovani lavorano insieme: nei locali della scuola, tra spighe messe a macerare e intrecci pazienti, si tramanda un sapere antico che continua a far danzare la paglia al sole e a far respirare il paese di tradizione.