02/06/2026
LICENZIATE IL MARKETING MANAGER! Strategie di suicidio professionale perfettamente riuscite
La ricerca di una verità autentica, libera dalle cristallizzazioni delle credenze e dalle manipolazioni che inibiscono l'esperienza diretta, richiede un approccio metodologico rigoroso e privo di mediazioni dottrinali.
Tale indagine si articola attraverso due strategie di intervento, entrambe fondate sul principio di neutralità e la ricerca esperienziale.
Nella sua attività, Franco Santoro ha operato all'interno di sistemi di riferimento esistenti, siano essi espressioni delle religioni tradizionali, come il cristianesimo o l'islam, percorsi di spiritualità libera, od orientamenti filosofici e laici. In questi contesti, egli utilizza il linguaggio, i simboli e le metafore proprie della tradizione dell'interlocutore come strumenti di decodifica, facilitando un'indagine che approfondisce la fede o la ricerca dell'altro senza mai sovrapporsi a essa.
Quando invece interviene in contesti di ricerca interspirituale o indipendente, Franco agisce come facilitatore maieutico, aiutando la persona a far emergere ciò che già percepisce, senza imporre contenuti o interpretazioni.
Questo approccio è progettato per chi cerca un supporto tecnico all'esplorazione della multidimensionalità, libero da ogni presupposto dogmatico o conclusivo. Tale neutralità non va intesa come un'imparzialità ideologica o un silenzio passivo: il facilitatore interviene attivamente, talvolta in modo provocatorio o controverso, utilizzando il linguaggio come leva per abbattere i muri dogmatici e consentire l'emersione di quanto è nascosto nella profondità della persona.
Entrambe le modalità riflettono una costante: il rifiuto di offrire risposte precostituite. L'obiettivo è fornire la tecnica di indagine che consenta alla persona di esperire direttamente la realtà, giungendo a risoluzioni che, pur essendo vissute come decisive, rimangono intrinsecamente aperte e provvisorie.
Nel corso di cinquant’anni, Franco Santoro non ha mai cercato di stabilire marchi o scuole di pensiero; la terminologia utilizzata, definita provvisoriamente come simbolismo analogico multidimensionale, rappresenta un'etichetta puramente tecnica, necessaria per inquadrare un percorso che ha costantemente adattato il proprio linguaggio per rimanere al servizio dell'esperienza altrui, preservando sempre la massima indipendenza operativa.
Nel corso degli anni, il lavoro di Franco Santoro ha cambiato nome più volte. Non per fantasia, ma per igiene linguistica: ogni ambiente ha parole che attirano e parole che fanno scappare. Così, a seconda dei contesti, è stato presentato come astrosciamanesimo, consapevolezza multidimensionale, simbolismo analogico, discernimento interspirituale, indagine maieutica, e via dicendo. Ma c'è di più: nel corso degli anni, ha più volte pubblicamente condannato approcci, terminologie e opinioni che lui stesso aveva utilizzato o sostenuto in passato, dissociandosene esplicitamente per motivi talvolta incomprensibili, o apparentemente tali.
Il metodo è tuttavia sempre lo stesso: cambiano solo le etichette, giusto per evitare che un pregiudizio semantico chiuda la porta prima ancora di iniziare a parlare.
Se il lavoro di Franco Santoro avesse un marketing manager, sarebbe stato licenziato già da un pezzo per eccesso di creatività nomenclatoria. Ma poiché l’obiettivo non è vendere un brand, bensì esplorare la realtà, continueremo a cambiare nome al metodo finché necessario. In fondo, l’importante non è come si chiama il ponte, ma che regga abbastanza da permettervi di attraversarlo.
Arbor Lucis
Immagine: René Magritte, La Clairvoyance, 1936