Unità Pastorale di Villafranca di Verona

Unità Pastorale di Villafranca di Verona Ciao Amici e Amiche!! Questa è la bacheca viva e interattiva della nostra Unità Pastorale.

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Giovedì 18 giugno 2026Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Pregando, non ...
18/06/2026

Giovedì 18 giugno 2026
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Riflettiamo:
Quante cose ci insegna Gesù in questo passo fondamentale del Vangelo! Innanzitutto, di non sprecare parole quando preghiamo. Il Dio che egli ci annuncia non è un capriccioso e suscettibile dio dei pagani da blandire e ingraziarci, né un padrone potente da placare e da ingraziarci per ottenerne i favori. Il Dio di Gesù è il Padre nostro che ci ama, sa di quali cose abbiamo bisogno prima ancora che gliele chiediamo e ce le dona gratuitamente e in larga misura. Perché allora pregarlo, visto che tutto ciò che di buono occorre alla nostra vita Egli ce lo dà già? Pregare il Padre è “doveroso” e bellissimo, ci insegna Gesù. Innanzitutto per ringraziarlo, perché appunto ci ama ed è generoso di doni nei nostri confronti. A questo è dedicata la prima parte del “Padre nostro”. Ci rivolgiamo a Dio perché ci è Padre, e come un padre e una madre ci ama di un amore senza misura. Come padre e madre siamo chiamati a ringraziarlo, santificando il suo nome, collaborando con Lui in tutto ciò che ogni giorno facciamo e diciamo perché si realizzi il suo regno d’amore, di giustizia e di pace; affidandoci alla sua volontà certamente non per una “rassegnazione” più o meno preoccupata, ma perché ci fidiamo di Lui sapendo che, appunto, vuole per noi solo cose buone, che sono quelle che riconosciamo nel pane che ci dona ogni giorno per sostenere la nostra vita spirituale e materiale. Gesù pone una sola condizione perché questo rapporto così intimo e forte d’amore dia i frutti migliori: il perdono. È il perdono a cui siamo chiamati, un perdono grande e “senza condizioni”, come quello che il Padre rivolge noi. Perdonare è così importante che Gesù lo richiama appena terminata la preghiera, come il punto che dà senso a tutto il resto. Non è semplice né facile perdonare. Ma il Padre ci aiuta a farlo: un aiuto che Gesù, a conclusione del “Padre Nostro”, ci invita a chiedergli, per vincere la nostra fragilità e non cedere alla tentazione di lasciarci sopraffare dai risentimenti e dall’inimicizia.

Preghiamo:
Padre, che per la tua grande misericordia ci hai fatto rinascere attraverso la resurrezione di Gesù Cristo dai morti, aiutaci ad aprire il nostro cuore e la nostra mente per comprendere qual è la tua volontà e a metterla in pratica in ciò che facciamo e diciamo ogni giorno.

Impegno per la giornata:
Recito il Padre Nostro, prestando attenzione al significato di quanto Gesù ci invita a chiedere al Padre.
Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Mercoledì 17 Giugno 2026Dal Vangelo secondo MatteoMt 6,1-6.16-18 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State att...
17/06/2026

Mercoledì 17 Giugno 2026

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Riflettiamo:
La liturgia di oggi ci offre un vangelo che sentiamo ogni anno il mercoledì delle ceneri e probabilmente, ci viene da pensare o da dire: lo conosco e so cosa dice. In realtà la Parola parla sempre in modo nuovo alla nostra vita.
In questo brano, Gesù, ci invita ad essergli intimi, ricordandoci che ciò che conta per Lui, non è tanto il fare o il dimostrare, ma è il nostro cuore. Lui ci ama e bussa alla parte più intima di noi stessi: il cuore che nella Bibbia, non è tanto il luogo dei sentimenti o delle emozioni ma, è la sede delle decisioni.
L'amore, il perdono, la ca**tà fraterna, non sono sentimenti ma decisioni profonde e intime che, non necessitano di essere "sbandierate"ma, vanno vissute dentro la relazione con Dio e con i fratelli.
I Santi ce lo ricordano bene, scrive Sant'Agostino: "Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Le Confessioni,) e Santa Teresina dice: "Compresi e conobbi che l'amore abbraccia in sé tutte le vocazioni, che l'amore é tutto, che si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi, in una parola, che l'amore é eterno. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore." (dall'Autobiografia)

Parola che si fa preghiera e azione:
Oggi, con l'aiuto di questo canto https://youtu.be/H3mW6MstEZI?list=RDH3mW6MstEZI
invoco lo Spirito Santo, lascio entrare Gesù, e decido un gesto concreto d'amore verso una situazione che conosco.

Buona Giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

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Martedì 16 Giugno 2026Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che ...
16/06/2026

Martedì 16 Giugno 2026
Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Riflettiamo:
Oggi la Parola ci consente di assaporare l'originalità dell’insegnamento di Gesù non uniformato allo stile del suo tempo.
“Avete inteso che fu detto”, rimanda alla tradizione di Israele, all’interpretazione della Scrittura e alla comprensione di Dio contemporanea al Maestro. Seguono, infatti, una citazione letterale della Torah: “amerai il tuo prossimo” (= Lv 19,18) e la citazione di una possibile interpretazione del testo: “odierai il tuo nemico”. La richiesta dell'amore per il “prossimo”, infatti, era solitamente limitata alle persone dello stesso popolo ebraico.
Il “prossimo”, quindi, è uno dei “nostri”, perciò va aiutato. Domani potrebbe toccare a me d’essere bisognoso! Uno degli “altri”, cioè uno non “prossimo” non doveva essere necessariamente amato. Quindi poteva e, in periodi difficili doveva, essere odiato, perché essendo uno degli “altri” diventava un nemico, uno che toglieva opportunità o vita ai “nostri”. Pensiamo a quando non c’è lavoro, non c’è benessere o addirittura c’è povertà o carestia. Ma anche, più semplicemente, a quando uno ha un’idea politica diversa da noi.
Gesù ri-significa il concetto di prossimo, anzi, lo annienta! Non esiste più il prossimo come lo pensavano, non esistono più i “nostri” e quelli “altri” perché tutti sono semplicemente da accogliere, anche i nemici. Allora, non esistendo più il prossimo, esistono solo uomini e donne su cui Dio “fa sorgere il suo sole” e “fa piovere”: tutti figli di Dio, tutti amati, tutti curati allo stesso modo. Basta “prossimo” e “nemico”, basta dei “nostri” e degli “altri”, ma la grande famiglia dei figli e delle figlie di Dio.
La questione è difficile però. La domanda “chi è il mio prossimo?” (Lc 10,29) è sempre attuale e richiede una continua conversione. Gesù ha dato la vita per noi e per tutti, quindi, non solo per i “suoi”, perché per Gesù i “suoi” sono “tutti”.

Preghiamo:
RIT: Vieni, Santo Spirito
Perché possiamo accogliere ciascuno come prossimo da amare, preghiamo.
Affinché troviamo nelle parole e nell’esempio di Gesù la via per una fraternità universale che promuova il benessere umano, preghiamo.
Perché possiamo essere testimoni coerenti dell’Amore che è Dio, che in Gesù ci ha chiamati a sé come figlie e figli divini, preghiamo.

Impegno per la giornata:
Oggi, mi impegno a guardare alle persone come a doni di Dio, che manifesta il proprio amore per me.
Buona giornata!
Up Villafranca-Pnb-Mozzecane

Lunedì 15 GiugnoDal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,38-42)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu...
15/06/2026

Lunedì 15 Giugno
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,38-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

RIFLETTIAMO
Nel vangelo di oggi, il Signore ci insegna che per essere sale della terra e luce del mondo dobbiamo far vivere la giustizia con l’amore. Vivere interamente la legge di Cristo vuol dire saper perdonare, rinunciando, quando fosse necessario, ad esigere di applicare la giustizia “con precisione millimetrica”, quando qualcuno ci ha causato un danno. Gesù allude alla legge del taglione: legge che viene menzionata nel libro dell’Esodo, per regolare il modo di fare giustizia, evitando che diventasse una vendetta sproporzionata: nessuno, infatti, poteva esagerare, ma la pena doveva essere pari all’offesa. La soluzione che ci propone Gesù è ben al di là di ogni casistica. La sua è la legge dell’amore che ci indica la via per guadagnare una giustizia duratura. Questa via è il perdono. Spesso, per ottenere la conversione di qualcuno, sarà meglio coprire col mantello della misericordia i suoi difetti e continuare pazientemente ad accompagnarlo sino a quando non ritrova la strada perduta.

PREGHIAMO: Signore Gesù,
tu mi inviti a non rispondere al male con il male,
ma a disarmare il cuore e scegliere la mitezza.
Donami la forza di non reagire con durezza,
la libertà di saper donare più del dovuto,
e un amore capace di accogliere chi incontro.
Insegnami sempre a vincere il male con il bene. Amen.

IMPEGNO DELLA GIORNATA: Se vivi un torto (anche minimo), evita il risentimento e prova a rispondere con un atto di gentilezza o con il silenzio.

Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Domenica 14 giugnoXI domenica del Tempo OrdinarioDal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sen...
14/06/2026

Domenica 14 giugno
XI domenica del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Riflettiamo:
"I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo..."
Aggiungiamo anche il nostro nome all'elenco dei Dodici, perché il Signore chiama anche noi a essere operai nella sua messe, a essere i suoi apostoli, parola che significa "inviati".
Se ci fosse affidato un incarico importante da una persona importante, ne saremmo orgogliosi. Com'è che non lo siamo se questo compito ce lo affida il Signore? C'è forse qualcuno più importante di lui? C'è forse qualcosa di più importante quanto essere figli di Dio? Ci sono forse compiti e responsabilità più importanti e gratificanti quanto fare del bene, alleviare sofferenze, rendere migliore la vita delle persone?

L'ascolto si fa preghiera...
- Per il papa, i vescovi e i sacerdoti: assolvano con dedizione e disinteresse i loro compiti di testimoni della Parola, di animatori della comunità e dispensatori dei divini misteri, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
- Per il popolo di Dio: prenda coscienza che nel Battesimo si è consacrato a Dio nell'adorazione e nella lode, e ai fratelli nell'amore e nel servizio, preghiamo: ...
- Per i giovani: costruiscano il loro avve**re sulla roccia solida della Parola di Dio, e non sulla sabbia delle mode passeggere del tempo, preghiamo: ...
- Per la nostra comunità raccolta per la celebrazione eucaristica: l'ascolto della Parola di Dio e il nutrimento del pane del Cielo, siano forza e stimolo di conversione e di impegno, preghiamo: ...
..e la preghiera si fa azione.
Trascorrerò questa domenica, giorno del Signore, con la consapevolezza, più viva che mai, di essere anch'io, come i Dodici, scelti da Gesù, un apostolo, a cui il Signore ha affidato il compito di essere un operaio nella sua messe, cioè di annunciare il suo Vangelo con il mio rispetto e amore verso tutti e il mio lavoro, svolto con professionalità e impegno.
Buona domenica!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Sabato 13 giugno - Sant'Antonio da Padova Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete a...
13/06/2026

Sabato 13 giugno - Sant'Antonio da Padova
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Riflettiamo:
Questo brano del Vangelo ci tocca da vicino perché parla di qualcosa che usiamo ogni giorno: le parole.
Gesù, con la sua solita radicalità, ci invita a fare un salto di qualità straordinario nelle relazioni umane. Ai suoi tempi, le persone usavano formule complicate e giuramenti solenni ("giuro per il cielo", "per la mia testa") spesso solo per coprire una debolezza, per risultare credibili quando la loro parola non bastava più.
La riflessione profonda che emerge è questa: chi dice sempre la verità non ha bisogno di giurare.
Gesù ci chiede di ritrovare la purezza e la trasparenza dei bambini. Il suo "Sì, sì; no, no" non è un invito a essere rigidi o banali, ma ad essere limpidi. Ci dice che la nostra reputazione, la nostra coerenza e la nostra onestà quotidiana dovrebbero essere così solide che un semplice "sì" basti a dare sicurezza a chi ci ascolta.
In un mondo moderno saturo di clausole, scritte in piccolo, promesse sbandierate e parole usate per manipolare, questo testo è una boccata d'aria fresca. Ci ricorda la bellezza della semplicità e della responsabilità: riappropriarci del peso e del valore di ogni singola parola che pronunciamo, perché è proprio nella verità quotidiana che costruiamo la fiducia con gli altri e la pace con noi stessi.

Preghiamo:
Signore,
dona alle mie parole la limpidezza dell'acqua sorgiva.
Custodisci la mia lingua dalle esagerazioni, dai doppi fini
e dalle maschere che indosso per apparire migliore.
Aiutami a pronunciare dei "Sì" che siano accoglienza e impegno,
e dei "No" che siano custodi della mia verità e del mio rispetto per gli altri.
Che la mia vita sia così trasparente
da non aver bisogno di nient'altro che della mia stessa onestà.
Rendimi semplice, rendimi credibile.
Amen.

Per oggi:
Prima di parlare, fai una pausa di un secondo e chiediti: "Quello che sto per dire corrisponde esattamente a ciò che penso e che posso fare?". Fai parlare la tua trasparenza.
Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Venerdì 12 giugno – Sacratissimo Cuore di GesùDalla prima lettera di san Giovanni apostolo1Gv 4,7-16Carissimi, amiamoci ...
12/06/2026

Venerdì 12 giugno – Sacratissimo Cuore di Gesù
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-16
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

Riflettiamo:
Questo splendido brano di Giovanni è il manifesto perfetto per la Solennità del Sacro Cuore di Gesù. Dire che "Dio è amore" non è una definizione astratta, ma una realtà di carne e sangue che trova il suo simbolo più alto proprio nel Cuore trafitto di Cristo.
La rivoluzione di questa festa sta tutta in un dettaglio che Giovanni sottolinea con forza: «Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi». Il Sacro Cuore è la sorgente originaria, un amore incondizionato che non aspetta i nostri meriti per riversarsi sul mondo. È un cuore che si dona fino all'estremo sacrificio per ridarci la vita.
Oggi siamo invitati a fare due passi fondamentali:
• Accogliere: Riconoscere, credere e lasciarci avvolgere da questo amore immenso. Il Cuore di Gesù è aperto per essere il nostro rifugio.
• Riflettere: L'amore ricevuto non può rimanere chiuso in noi. Diventa fecondo solo quando si trasforma in accoglienza verso gli altri: «Se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri».
Adorare il Sacro Cuore significa allora imparare a guardare il mondo con i suoi stessi occhi e amare con il suo stesso, generoso battito.

Preghiamo:
Signore Gesù,
davanti al tuo Cuore aperto e colmo d'amore,
sosto in silenzio per lasciarmi amare da Te.
Oggi la tua Parola mi ricorda che non sono io a dover scalare il cielo per cercarti,
ma sei Tu che sei sceso fino a me, amandomi per primo,
così come sono, con le mie fragilità e le mie ferite.
In questo giorno solenne, ti chiedo un dono grande:
rendi il mio cuore simile al tuo.
Spirito Santo, dono del Padre,
trasforma le mie parole in gesti concreti,
perché amando i miei fratelli,
il mondo possa vedere che Dio vive in me e io in Lui.
Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te. Amen.

Per oggi:
Per questa giornata, ogni volta che senti salire l'irritazione o la stanchezza, fermati tre secondi, fai un respiro profondo e ripeti mentalmente: «Gesù, amami Tu in questa situazione».
Buon venerdì del Sacro Cuore!
Up Villafranca-pnb-Mozzecane

Giovedì 11 giugno 2026Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-13)In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:«Strada facendo,...
11/06/2026

Giovedì 11 giugno 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-13)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Riflettiamo:
Nel Vangelo di oggi Gesù invia i suoi discepoli in missione con indicazioni che possono sembrare sorprendenti: annunciare che il Regno dei cieli è vicino, guarire, donare speranza, ma senza affidarsi alle proprie ricchezze o sicurezze. Devono partire leggeri, portando con sé soltanto ciò che è essenziale.
In queste parole c'è un insegnamento profondo anche per la nostra vita. Spesso siamo portati a pensare che il valore di una persona dipenda da ciò che possiede, dalle sue competenze o dal riconoscimento che riceve dagli altri. Gesù, invece, ricorda che la forza della missione non nasce dai mezzi umani, ma dalla fiducia in Dio. Chi si sente amato dal Signore può diventare strumento del suo amore anche nella semplicità della vita quotidiana.
Colpisce poi il saluto che i discepoli devono portare entrando nelle case: la pace. Non si tratta di una parola formale, ma di un dono concreto. La pace evangelica è la presenza di Dio che consola, sostiene e apre alla speranza. È una pace che non si impone e che rispetta la libertà di ciascuno. Per questo Gesù dice che, se non viene accolta, i discepoli devono semplicemente andare oltre, senza rancore e senza polemiche.
Questo atteggiamento è molto attuale. Anche noi siamo chiamati a testimoniare il Vangelo non con la pretesa di convincere tutti, ma con la serenità di chi sa di aver ricevuto un dono da condividere. Non sempre troveremo accoglienza, comprensione o consenso; tuttavia il Signore non ci chiede il successo, ma la fedeltà. Ogni cristiano, anche senza compiere cose straordinarie, può diventare annunciatore del Regno quando sceglie di portare un po' più di pace, di bontà e di speranza nelle situazioni di ogni giorno. È da questi piccoli segni che il Vangelo continua a raggiungere il mondo.

Preghiamo:
Signore, rendi sempre il nostro cuore libero e disponibile al tuo annuncio, ricordandoci che per testimoniare la fede non servono grandi mezzi, parole perfette o particolari capacità.
Padre, accompagnaci nella missione, entrando nelle case e nei cuori con la discrezione e la forza della pace di Cristo.
Signore, aiutaci a porre attenzione alle parole che usiamo e non essere giudicanti nei confronti dei fratelli che Tu ci poni accanto.

Impegno per la giornata:
Oggi mi interrogo: quando incontro qualcuno, porto inquietudine e giudizio oppure pace e accoglienza? Le mie parole e i miei gesti aiutano gli altri a sentirsi accolti e incoraggiati?

Buona giornata!
UP Villafranca-PNB-Mozzecane

Mercoledì 10 Giugno 2026Dal Vangelo secondo MatteoMt 5, 17-19In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non crediate c...
10/06/2026

Mercoledì 10 Giugno 2026
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

RIFLETTIAMO
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti[…] ma dare pieno compimento.» Alle orecchie dei suoi contemporanei queste parole di Gesù devono aver avuto un effetto pari ad una doccia fredda. Niente sovvertimenti. Nessuna abolizione. Solo portare a compimento. Che poi cosa significava? La Legge e le prescrizioni, 613, che gli uomini avevano fatto discendere da quelle non erano un male in sé, erano il modo, la via, il tentativo di mostrare e dimostrare la propria spiritualità, l’aderire alla religione tradizionale. Solo che poi avevano perso di vista il centro. Avevano perso di vista l’uomo. Avevano iniziato a significare solo se stesse, per cui erano diventate disumane e disumanizzanti. Quello che Gesù voleva e vuole fare ancora oggi è riportare la Legge al suo cuore, farla a tornare ad essere espressione di una fede libera e liberante, un modo per esprimere il proprio amore a Dio liberato dall’anarchia del proprio io (un amore senza regole) e della regola asfissiante (una regola senza amore).

PREGHIERA E IMPEGNO

Invoco lo Spirito Santo e in preghiera mi chiedo se davvero credo che la Legge, le Parole date da Dio sono per la mia libertà e felicità o se le sento solo come costrizioni.

Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb!

MARTEDI’ 9 GIUGNO 2026Dal Vangelo secondo Matteo     (Mt 5, 13-16)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Voi siete...
09/06/2026

MARTEDI’ 9 GIUGNO 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

RIFLETTIAMO
Gesù dice ai suoi discepoli: "Voi siete il sale della terra" e "Voi siete la luce del mondo". Non dice: "Dovete diventare", ma "siete". Con queste parole ci ricorda che ogni cristiano, anche con i suoi limiti, può portare qualcosa di buono agli altri. Il sale non si vede, ma dà sapore. Così sono i piccoli gesti di amore, di pazienza, di perdono e di servizio: spesso passano inosservati, ma rendono più bella la vita di chi ci sta accanto. La luce non parla di sé stessa; semplicemente illumina. Anche noi siamo chiamati a testimoniare il Vangelo non tanto con molte parole, quanto con una vita coerente, fatta di bontà, sincerità e attenzione verso gli altri. Questo brano ci invita a non nascondere il bene che Dio compie in noi. In un mondo che spesso conosce scoraggiamento e indifferenza, anche una piccola luce può indicare una strada.

PREGHIAMO con il Salmo 4

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna?

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».
Hai messo più gioia nel mio cuore
di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza.

IMPEGNO
In questa giornata e nella nostra vita chiediamo sempre al Signore di aiutarci a essere sale che dona sapore alla vita e luce che porta speranza. Le nostre parole e le nostre azioni parlino del Signore, con semplicità e umiltà.

Buona giornata!
UP Villafranca-Mozzecane-PNB

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II, 4
Villafranca Di Verona
37069

Telefono

+390457900249

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