Unità Pastorale di Villafranca di Verona

Unità Pastorale di Villafranca di Verona Ciao Amici e Amiche!! Questa è la bacheca viva e interattiva della nostra Unità Pastorale.

Qui potrete trovare tutte le informazioni riguardanti l'essere cristiani nell'UP di Villafranca-PNB-Mozzecane ai tempi del CV19...

Martedì 8 Settembre 2026Natività della Beata Vergine MariaDalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,28-30)Fratell...
08/09/2026

Martedì 8 Settembre 2026

Natività della Beata Vergine Maria
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,28-30)
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Riflettiamo:
La storia della salvezza, la storia della relazione tra Dio e gli esseri umani è da sempre volontà del Padre. Nella concretezza della storia essa conosce una moltitudine di tappe, pubbliche e persone, alcune delle quali sono raccontate nella Scrittura. Potremmo dire che la nascita di Maria è l'inizio della immediata vicenda di Gesù, la tappa centrale, fondante, di tutta la storia di questa relazione eterna. La nascita della Vergine è un evento concreto, storico, nel quale l’Eterno prepara la propria, prossima e personale, venuta nel mondo.
Dio è il Presente (cfr. Es 3,16), è fedele a se stesso e una volta di più lo dimostra con la nascita di Maria, attraverso la quale continua a realizzare le sue promesse di amore per l'umanità. Egli prepara il bene con pazienza e discrezione. Nelle pieghe delle nostre vite Dio opera e, da sempre e per sempre, opera per il bene di tutti. Anche quando non lo vediamo, anche quando non ci crediamo “tutto concorre al bene”.
Le parole di San Paolo sono perfette per descrivere Maria nel suo rapporto con Dio: da sempre è conosciuta e amata; è predestinata a portare il Figlio di Dio nel mondo. Per questo è stata chiamata, conservata nella purezza dalla giustizia giustificante di Dio e assunta alla gloria di suo Figlio.
Preghiamo:
RIT: Vieni, Spirito Santo
Perché possiamo entrare nel mistero di Maria, Madre di Dio e della Chiesa che consiglia e accompagna, preghiamo.
Affinché sappiamo accogliere l'esempio di fede di Maria, che con il suo “sì” ha consentito a Dio di fare grandi cose, preghiamo.
Perché possiamo affidarci alla fedeltà di Dio che opera per il bene anche nelle piccole cose della vita, persino quando a noi sembra il contrario, preghiamo.
Impegno per la giornata:
Oggi, recitiamo una decina del rosario affidando a Maria, Madre di Dio e madre nostra, le fragilità delle nostre famiglie.
Buona giornata!
Up Villafranca-Pnb-Mozzecane

Lunedì 7 SettembreDal Vangelo secondo Luca (Lc 6,6-11)Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era l...
07/09/2026

Lunedì 7 Settembre
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

RIFLETTIAMO
Nel Vangelo di oggi troviamo due modi completamente diversi di guardare. I farisei guardano Gesù per accusarlo, cercano un errore, un’occasione per condannarlo. Gesù, invece, guarda l’uomo la mano paralizzata accorgendosi di una persona che ha bisogno di essere aiutata. Anche nella nostra vita possiamo guardare qualcuno con gli occhi del giudizio oppure con gli occhi della misericordia. A volte ci fermiamo a ciò che una persona ha fatto, ai suoi difetti, ai suoi sbagli, e smettiamo di vedere ciò che porta nel cuore. Gesù ci insegna che uno sguardo può ferire, ma può anche rialzare. Santa Teresa di Calcutta ha fatto della sua vita un modo nuovo di guardare gli altri: davanti alle persone più povere, malate e abbandonate non vedeva qualcuno da evitare. Alla domanda: “Dove incontri Gesù Cristo?”, lei rispondeva con delicatezza: “Nella persona che ho di fronte”. Per noi questo significa, prima di parlare male di qualcuno, provare a chiedersi: “Sto cercando di capire questa persona o sto solo cercando un suo errore?”. Chiediamo allora al Signore un cuore capace di vedere non solo ciò che è evidente, ma soprattutto ciò di cui l’altro ha bisogno. Perché nella vita c’è modo e modo di guardare: possiamo guardare per giudicare oppure guardare per amare.

PREGHIAMO: Signore Gesù,
insegnami a guardare le persone con i tuoi occhi.
Liberami da uno sguardo che giudica, accusa e cerca gli errori,
e donami occhi capaci di comprendere, accogliere e amare.
Aiutami a non fermarmi alle apparenze,
ma a vedere il cuore e le fatiche di chi mi sta accanto.
Fa’ che possa donare speranza
e che, attraverso di me, qualcuno possa sentirsi amato da Te.
Amen.

IMPEGNO DELLA GIORNATA: ricordo davanti al Signore una persona che faccio fatica ad accettare e dico semplicemente: “Gesù, aiutami a guardarla come la guardi Tu.”

Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Domenica 6 settembre 2026Dal Vangelo secondo Matteo - (Mt 18,15-20)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se il tu...
06/09/2026

Domenica 6 settembre 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Riflettiamo:
"...sia per te come il pagano e il pubblicano."
Sembra che il Signore ci inviti, anzi ci ordini di mettere alla porta un fratello e di lasciarlo cuocere nel suo brodo, in realtà non è così. Il pubblicano di cui parla Matteo è lo stesso Matteo, il pubblicano seduto al banco delle imposte, che Gesù ha chiamato alla sua sequela (Mt9,9): se il tuo amore e neppure quello della comunità non sono bastati a guadagnare il tuo fratello, allora fidati dell'amore del Padre, affidati a colui che è stato capace di ti**re fuori un pubblicano dalla sua situazione e lo ha trasformato in discepolo del Signore.
In gioco non è tanto il tuo amore che può non bastare, perché troppo umano, ma la tua fiducia nel Padre celeste, che può ciò che tu non puoi, toccare il cuore del tuo fratello e colmare il tuo del suo amore, che non esclude nessuno, neppure il fratello che commette colpe contro di te.

La Parola si fa preghiera...
- Per la santa Chiesa di Dio, perché sia comunità fraterna di riconciliazione, non respinga e non rifiuti nessuno, ma tutti accolga con amore, preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
- Per le famiglie e le comunità cristiane, perché sappiano superare nel dialogo e nella correzione fraterna i limiti e i difetti dei loro membri, preghiamo: ...
- Per coloro che riteniamo indifferenti e lontani, perché l'esempio e la coerenza di vita dei cristiani li facciano tornare nella casa del Padre, preghiamo: ...
- Per noi, perché il riconoscimento dei nostri limiti e dei nostri peccati ci renda più indulgenti e più disposti a perdonare i nostri fratelli, preghiamo: ...
..e la preghiera si fa azione.
Cercherò di trattare tutti come fratelli e sorelle, anche chi può avermi fatto del male, e di non identificarli con i loro limiti e i loro difetti, le loro manie e le loro colpe, consapevole che anch'io ho i miei limiti e i miei difetti e che spesso ferisco le persone con gesti, parole e silenzi, magari senza neppure rendermene conto.
Buona domenica!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Sabato 5 settembre – Santa Teresa di CalcuttaDal Vangelo secondo Luca, (Lc 6,1-5)Un sabato Gesù passava fra campi di gra...
05/09/2026

Sabato 5 settembre – Santa Teresa di Calcutta
Dal Vangelo secondo Luca, (Lc 6,1-5)
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Riflettiamo:
In questo passo del Vangelo, Gesù svela il volto più tenero e profondo di Dio: un Padre per il quale il bene e la vita dei Suoi figli vengono prima di qualsiasi norma formale. I farisei guardano i discepoli con l'occhio rigido della legge, scorgendo solo un'infrazione; Gesù li guarda con gli occhi del cuore, vedendo prima di tutto la loro fame. È una liberazione immensa per chiunque si senta schiacciato dal senso di colpa o dal peso di dover essere sempre "impeccabile": Cristo ci ricorda che la vera religiosità non nasce dalla paura di sbagliare, ma dall'amore che accoglie e nutre. Il Signore del sabato non viene per giudicare le nostre fragilità, ma per ricordarci che la legge è stata fatta per l'uomo, non l'uomo per la legge.

Preghiamo:
Signore Gesù,
insegnami a guardare me stesso e gli altri con i Tuoi occhi di misericordia.
Liberami dalla rigidità di chi giudica
e dal timore di un Dio che misura anziché amare.
Quando la vita mi affatica e la fame di pace si fa sentire,
ricordami che Tu sei il Signore che si china sulle mie necessità,
colui che non mi chiede sacrifici formali,
ma desidera solo sfamare il mio cuore.
Donami un cuore libero e compassionevole,
capace di mettere sempre la dignità e la vita dei fratelli
al di sopra di ogni regola e di ogni pregiudizio.
Amen.

Per oggi:
Quando una persona vicina a te commette un piccolo errore, infrange una tua aspettativa o non si comporta "come dovrebbe", non reagire con la pignoleria o con il rimprovero. Chiediti di cosa ha davvero bisogno in quel momento (ascolto, comprensione, un aiuto pratico) e metti la sua necessità davanti al tuo bisogno di aver ragione.
Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Venerdì 4 settembre 2026Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 4,1-5)Fratelli, ognuno ci consideri c...
04/09/2026

Venerdì 4 settembre 2026
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 4,1-5)
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele. A me però importa assai poco di ve**re giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

Riflettiamo:
"Ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio."
L’angoscia e i tormenti della nostra vita spesso nascono dal bisogno di affermare noi stessi e di compiacere il «pubblico» che ci circonda. Paolo ribalta la prospettiva. Noi non siamo padroni della nostra vita ma semplici «servi» o «amministratori». Questo nono significa svalutare se stessi ma liberarsi dal peso di dover sempre dimostrare il proprio valore. I nostri doni non sono un trofeo da esibire ma doni da custodire e far fruttificare con coraggio e gratitudine.
"A me importa pochissimo di essere giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, non giudico neppure me stesso."
Qui Paolo tocca un punto cruciale della spiritualità che va ad alimentare la nostra libertà: ci sentiamo continuamente sotto lo sguardo del "tribunale umano" — l'approvazione sociale, le aspettative della famiglia, la cultura della prestazione. Paolo definisce questo giudizio "piccola cosa", invitandoci a relativizzare l'opinione altrui per eliminare la dipendenza dall’approvazione altrui. Confida di non contare nemmeno sul proprio giudizio, troppo spesso condizionato dall’orgoglio personale e dalla nostra presunzione o arroganza. Altre volte il nostro giudizio si dimostra spietato e implacabile con noi stessi: anche da questo occorre liberarsi per aprirsi invece al giudizio di Dio il cui sguardo ci fa entrare nella verità di noi stessi e fa emergere soprattutto il bene a cui siamo chiamati.

Preghiamo
Perché impariamo a liberarci dalle etichette, dal bisogno di definire gli altri e noi stessi in base a successi, ai fallimenti o alle apparenze
Perché impariamo a vivere la nostra vita nella verità, senza dipendere dai giudizi degli altri.
Perché impariamo a vivere sotto lo sguardo di Dio che è paziente e misericordioso, e lasciamo che il suo sguardo faccia emergere la verità di noi stessi.

Impegno per la giornata:
Oggi mi impegno a non giudicare gli altri e nemmeno me stesso
Buona giornata!
UP Villafranca-PnB-Mozzecane

Giovedì 3 settembre – San Gregorio MagnoDalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi, (1Cor 3,18-23)Fratelli, ne...
03/09/2026

Giovedì 3 settembre – San Gregorio Magno
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi, (1Cor 3,18-23)
Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Riflettiamo:
In queste poche righe, san Paolo compie un gesto d'amore e di straordinaria liberazione per il cuore umano. Ci invita a spogliarci da quell'ansia tutta terrena di dover dimostrare, di dover apparire vincenti, dotti o superiori agli altri: la sapienza del mondo ci incatena all'orgoglio, ma Dio ci chiede il coraggio della "stoltezza", ovvero la capacità di farci umili, piccoli e trasparenti per far spazio al Suo amore.
La vera commozione del brano esplode però nell'abbraccio finale: «Tutto è vostro!». Non siamo chiamati a vivere nella privazione, ma nella pienezza. Il mondo, il tempo, la vita e persino la morte non devono più incuterci timore perché non ne siamo più schiavi. Tutto ci è donato, non come un possesso da ostentare, ma come un'eredità d'amore. E la certezza più profonda che custodisce la nostra anima è l'appartenenza finale: «Voi siete di Cristo e Cristo è di Dio». In questa catena di appartenenza non c'è solitudine, ma la casa sicura in cui ogni cuore può finalmente riposare.

Preghiamo:
Signore Gesù,
liberami dall'ansia di dover sempre dimostrare il mio valore agli occhi del mondo.
Donami il coraggio di farmi "stolto", piccolo e umile,
perché io possa spogliarmi dell'orgoglio
e fare finalmente spazio alla Tua vera sapienza.
Insegnavi a guardare la vita, il tempo e persino le mie fragilità
non come pesi da portare, ma come Tuoi doni d'amore.
Non permettere che io mi incateni alle certezze umane
o alla paura del futuro.
Ricordami ogni giorno la gioia più grande:
io non appartengo al giudizio degli altri,
non appartengo alle mie ansie,
ma appartengo a Te.
Signore, custodisci la mia anima nella Tua pace,
perché io possa riposare nella certezza che sono Tuo,
e che Tu sei di Dio.
Amen.

Per oggi:
Oggi, quando senti l'impulso di far valere una tua ragione a tutti i costi, di mostrare quanto sei preparato o di giudicare le scelte di qualcuno, fermati. Fai un passo indietro, ascolta senza interrompere e lascia l'ultima parola all'altro, offrendo la tua attenzione invece del tuo ego. In quel piccolo spazio di umiltà, smetti di appartenere all'ansia del mondo e ti ricordi di appartenere a Cristo.

Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

Mercoledì 02 Settembre 2026Dal Vangelo secondo LucaLc 4, 38-44In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella ca...
02/09/2026

Mercoledì 02 Settembre 2026
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4, 38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

RIFLETTIAMO
Gesù ha appena finito di insegnare nella sinagoga di Cafarnao e di liberare un indemoniato. In giorno di sabato. Quelli che erano con lui avevano udito e visto quanto accaduto ed entrati in casa di Simone subito lo pregano di aiutare la suocera malata. La guarisce, sempre di sabato. Sul far della sera, caduta la prescrizione del riposo, gli abitanti del villaggio portano malati nel fisico e nello spirito. Ed egli li guarisce. Si nota come nel ministero di Gesù la predicazione del Regno d’Amore di Dio si accompagna fattivamente alla cura degli ammalati e non solo nel corpo. I discepoli stessi quando saranno mandati a due a due a predicare per preparare il suo arrivo riceveranno l’incarico esplicito di guarirvi i malati che vi troveranno. (Cfr Lc 10,9) La Chiesa delle origini manterrà come centrale tale cura tanto da farne un sacramento: l’unzione degli infermi. Lontano dall’essere solo l’estrema unzione per preparare il moribondo al grande viaggio, l’unzione serve per chiedere la guarigione insieme alla forza, la pace e il coraggio di vivere il momento di malattia lì dove la salute non dovesse tornare. È la misericordia di Dio che si china su di noi e si fa prossimo ancor di più nel momento di debolezza.

PREGHIERA E IMPEGNO
Come i discepoli di Gesù usciti dalla sinagoga, mi metto in preghiera e presento al Signore le persone che conosco malate nel fisico, nello spirito e nella psiche e gli chiedo di guarirli proprio come ha fatto con la suocera di Pietro.

Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb!

MARTEDI’ 1 SETTEMBREDAL VANGELO SECONDO LUCAIn quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sa...
01/09/2026

MARTEDI’ 1 SETTEMBRE

DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

RIFLETTIAMO
Il Vangelo di oggi ci presenta Gesù che insegna. La gente rimane colpita perché la sua parola ha autorità. Non è una parola qualsiasi: è una parola che entra nel cuore, che mette in movimento, che libera. E proprio lì, mentre tutti ascoltano, emerge un uomo tormentato da uno spirito impuro. È significativo che quest’uomo sia in mezzo alla comunità, ma dentro di sé viva una grande schiavitù. Anche oggi può succedere: possiamo essere in mezzo agli altri, sorridere, lavorare, studiare, frequentare la chiesa, eppure portare dentro paure, ferite, dipendenze, rabbia, sensi di colpa o situazioni che ci fanno sentire prigionieri. Lo spirito impuro riconosce subito Gesù e grida: «Sei venuto a rovinarci?». È proprio questa la paura che spesso abbiamo anche noi: pensare che lasciare entrare Gesù nella nostra vita significhi perdere qualcosa, rinunciare alla nostra libertà, cambiare troppo. Ma Gesù non è venuto a toglierci la vita: è venuto a liberarci da ciò che ci impedisce di viverla pienamente. Per questo Gesù dice semplicemente: Taci! Esci da lui! Gesù non dialoga con il male, non gli dà spazio. La sua parola è forte perché mette ordine là dove c’è confusione, luce dove c’è oscurità, libertà dove c’è schiavitù. E allora possiamo fare una cosa molto semplice: lasciare che Gesù ci parli. Non soltanto ascoltarlo con le orecchie, ma permettere alla sua Parola di entrare nelle nostre scelte, nelle nostre relazioni, nelle nostre ferite.

PREGHIAMO con il Salmo 144
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

IMPEGNO
In questo momento di preghiera proviamo a chiederci: quali sono le “voci” che hanno troppo potere dentro di me? La paura di non essere abbastanza? Il giudizio degli altri? Una dipendenza? Il rancore? La tristezza? Il bisogno di apparire? La convinzione che non potrò mai cambiare?
A conclusione della preghiera chiediamo al Signore la grazia di riconoscere la sua voce in mezzo a tante altre voci e di avere il coraggio di fidarci di Lui.
Buona giornata!
Up Villafranca-Mozzecane-Pnb

LUNEDÌ 31 AGOSTO 2026Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 2,1-5)Io, fratelli, quando venni tra voi...
31/08/2026

LUNEDÌ 31 AGOSTO 2026

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 2,1-5)
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

RIFLETTIAMO
Le parole di Paolo si prestano per una riflessione sul modo di porci che abbiamo verso le altre persone. Egli afferma di annunciare ciò che conosceva meglio -ossia Gesù Cristo- con semplicità e timore, senza costruire discorsi di grande retorica per convincere e persuadere gli uditori, lasciando parlare la potenza di Dio e non il proprio io.
Se facessimo un parallelo con i giorni nostri, potremmo accorgerci di come spesso finiamo per essere ossessionati dall'esibizione della perfezione e dalla necessità di dover convincere a tutti i costi chi abbiamo davanti...
Lasciamoci provocare dall'esempio di Paolo e abbandoniamo le maschere d'invulnerabilità per ritrovare l'autenticità, scegliendo di essere testimoni con la nostra vita senza imporre nulla.
Proviamo a chiederci:
-come mi pongo con le altre persone?
-Che cosa annuncio con i miei gesti e le mie parole?

PREGHIAMO con il salmo del giorno

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

Quanto amo la tua legge!
La medito tutto il giorno.
Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici,
perché esso è sempre con me. R.

Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più intelligenza degli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti. R.

Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi. R.

IMPEGNO DEL GIORNO
Oggi scegli di non dover dimostrare per forza di avere ragione o di essere impeccabile. Ascolta di più, parla con semplicità e non aver paura di dire «non lo so» o di mostrare i tuoi limiti. Trova il modo di lasciar parlare per te la gentilezza e i piccoli gesti.

Buon inizio settimana!
UP Villafranca-Mozzecane-PNB

Domenica 30 Agosto 2026Dalla lettera di san Paolo apostolo ai RomaniFratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a o...
30/08/2026

Domenica 30 Agosto 2026
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Riflettiamo…
In questo passo, san Paolo ci offre una guida fondamentale per la vita di tutti i giorni. Invece di chiedere grandi rituali o gesti d'altri tempi, ci invita a fare della nostra stessa esistenza un dono gradito a Dio. Offrire i nostri "corpi" significa semplicemente portare la fede nella concretezza delle nostre giornate, tra azioni, scelte e relazioni. Per riuscirci, Paolo ci dà un consiglio preziosissimo: non omologarci alle logiche frettolose ed egoiste del mondo che ci circonda, ma lasciarci trasformare da Dio partendo dal nostro modo di pensare. La fede, infatti, non è un insieme di regole da seguire stancamente, ma un nuovo paio d'occhi. È un cambio di sguardo che ci aiuta a discernere, cioè a capire di volta in volta cosa è davvero buono, bello e giusto fare.

Preghiamo
Signore, oggi non voglio omologarmi alle logiche dell'egoismo o della fretta. Rinnova il mio modo di pensare e di guardare gli altri, aiutandomi a scegliere in ogni momento ciò che è buono, bello e gradito a te.
Buona Domenica
UP Villafranca-PnB-Mozzecane

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