Parrocchia "S. Maria di Porto Salvo" Cannitello - RC

Parrocchia "S. Maria di Porto Salvo" Cannitello - RC 📌 Orario estivo S. Messe in Parrocchia:

- feriali ore 19.00
- Domenica e festivi ore 10.00 e 19.00

5 minuti con GesùCarissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:Dal Vangelo...
08/09/2026

5 minuti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo – 1,18-25 –
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

Oggi la Chiesa celebra la Natività di Maria. Non avendo fonti bibliche su questo evento ci concentriamo sul “perché” nasce Maria! Per essere la Madre di Gesù. Il Vangelo di Matteo è molto asciutto nel riportare la notizia dell’Incarnazione e questo è un criterio che fa propendere per la storicità del fatto. Se il concepimento verginale di Gesù fosse stato un “genere letterario” ossia un racconto inventato dalla comunità cristiana sicuramente gli autori avrebbero fatto ricorso a particolari mitici, fantasiosi, spettacolari perché così avveniva nelle letterature sacre di altre religioni. L’Evangelista invece ci consegna un dato asciutto seppure sorprendente. Nel corso del sogno di Giuseppe l’angelo lo rassicura: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». Qual è la fonte della vita di Gesù? La Fonte divina è il Padre che ha inviato su Maria lo Spirito Santo, ossia l’Amore del Padre e del Figlio. Solo Dio da una parte e solo Maria dall’altra: non c’è il concorso di un uomo nel concepimento di Gesù. E la raccomandazione dell’Angelo raggiunge anche noi: non abbiate paura di amare troppo Maria come se l’amarla con tutto il cuore mettesse da parte la centralità del Figlio. Nessuna paura, insegnano i Santi, perché nessuno amerà mai abbastanza Maria quanto l’ha amata Dio stesso! Sì perché il concepimento di Gesù non è un atto di forza del Cielo, ma una proposta di Amore da parte di Dio rivolta ad una creatura. Non è un “forzatura” l’Incarnazione, ma un’inaudita, sorprendente eppure tremendamente reale proposta che può realizzarsi solo grazie al Sì libero, consapevole e amante da parte di Maria. La Sua maternità divina è finalizzata al compimento della salvezza dell’umanità: «Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Gesù è venuto sulla terra per salvare gli uomini. Cosa vuol dire “salvare”? Il verbo greco “sotēr” significa letteralmente “conservare nella vita”. Nonostante ogni essere umano morirà, tuttavia non resterà nelle tenebre della morte, ma sarà chiamato alla Vita dalla voce potente ed autorevole di Dio, grazie alla Pasqua del Figlio. Diciamo sempre che Dio è Amore! E amare, diceva Gabriel Marcel, filosofo e scrittore francese del secolo scorso, significa poter dire a qualcuno: “Tu non morirai mai!”. A questo è finalizzata l’Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Cristo: a salvarci dalla morte richiamandoci alla Vita. Questa Storia della Salvezza, non soltanto degli uomini, ma anche dell’intero Universo (come sottolinea la teologia dei Padri dell’Oriente) passa attraverso l’umanità immacolata di Maria e la fede obbedienziale del Suo Sposo Giuseppe. Sì, è la festa della Natività di Maria, ma non è un evento isolato rispetto alla storia di Maria poiché la Sua disponibilità alla volontà divina porterà sulla Terra il “frutto benedetto del Tuo seno, Gesù”, come diciamo con ferma convinzione in una delle più belle preghiere della Tradizione cristiana: l’Ave Maria. Non ci resta che ringraziare il buon Dio per essersi ed averci donato questa Madre affidandola a ciascuno di noi nel Testamento della Croce: «Donna ecco tuo figlio; figlio ecco la tua Madre» (Giovanni 19,26-27). Buona festa a tutti!

Caro Gesù,
oggi Ti diciamo un grazie immenso
per essere venuto sulla Terra
attraverso la porta principale di accesso
che è il grembo di una Donna.
E la maternità di ogni donna
è così bella ed importante
che Tu stesso hai voluto provare l’ebbrezza
di chiamare una creatura
col titolo dolcissimo di “Mamma”,
le due sillabe più belle
del vocabolario umano.
Grazie Gesù perché non hai voluto
ve**re al mondo tra effetti speciali,
hai preferito il silenzio
carico di amore e di attesa
della Tua cara Mamma,
prima Cattedrale di Betlemme,
primo Ostensorio di carne,
primo Altare che ha ricevuto per noi
il Tuo Corpo, prima Eucarestia,
fatta non di farina e acqua,
ma di Carne e Sangue.
Sì, proprio la Carne e il Sangue di Maria!
Grazie Gesù perché le Tue prime Parole
non sono state scolpite
sulle tavole di pietra,
come la Legge di Mosè,
ma sono stati i vagiti
rimasti impressi per sempre nel cuore
e nella memoria della Tua Mamma.
E hai iniziato la Tua storia
tra di noi e con noi
usando e rendendo sacre per sempre
le parole della nostra quotidianità:
mamma, papà, fratelli, sorelle, amici.
È la festa della Tua Mamma oggi,
ma è anche la nostra festa,
perché dalla Croce
l’hai donata a ciascuno di noi.
Una sola parola
può dare eco ai nostri sentimenti
e attraversare i secoli e i cieli
per raggiunge il Tuo Cuore: grazie!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

5 minuti con GesùCarissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:Dal Vangelo...
07/09/2026

5 minuti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 6,6-11 –
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Ritorna, come nel Vangelo di sabato scorso, la questione del “sabato” ebraico. Lo ripetiamo, l’idea di fondo è giusta ossia riservare un giorno di riposo non tanto perché ne abbia bisogno Dio, ma perché ne ha bisogno l’uomo, ne abbiamo bisogno noi per sottrarci alle tempistiche moderne che stanno lentamente ed inesorabilmente disumanizzando il nostro modo di essere e di vivere. Tuttavia col tempo questa prescrizione della Legge ebraica si era caricata di una precettistica così minuziosa che aveva finito per mettere la Legge prima dell’Uomo. È questo che Gesù vuole riformare: riportare l’essere umano al centro del progetto divino. Ecco perché dice all’uomo dalla mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». È come se stamattina Gesù dicesse ad ognuno di noi: perché stai nelle periferie dell’esistenza? Perché forse hai paura delle tue infermità, fisiche, morali, spirituali? Sì, perché il mondo di oggi sta già da qualche tempo introducendo una forma di selezione estetica e se non si rientra in determinati canoni imposti da chi ha nelle mani il dominio della comunicazione si finisce per sentirsi emarginati, esclusi. Ecco il dramma di tanti adolescenti, giovanissimi, giovani che soffrono le pene dell’inferno perché non si piacciono, si sentono giudicati, si detestano perché non si accettano. E non solo i giovani, anche noi adulti siamo finiti dentro questo frullatore industriale. È paradossale il fatto che in un mondo che reclama di essere “libero” (perché ci si è liberati di Dio…) milioni di persone seguono gli influencer!!! Milioni di persone rinunciano alla bellezza unica ed irripetibile di essere sé stessi per seguire i consigli (disinteressati… gratuiti? Mi spiace che la tastiera del mio pc non possa rendere l’idea della risata amara che mi sto facendo…) di personaggi costruiti ad arte nel mondo digitale. Preferiamo seguire le loro parole, piuttosto che la Parola di un Dio che è morto per noi…! Ecco oggi la Parola potente ed autorevole di Gesù rivolta ad ognuno di noi: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Àlzati: dalle tue cadute, dalle tue paure; non permettere a nessuno di farti rimanere nelle tue cadute, di restare incatenato dalla paura di non essere mai abbastanza per questo mondo: mai abbastanza bello/a, mai abbastanza forte, sicuro/a, determinato/a, ricco/a. Àlzati: sì, perché Gesù è di fronte a noi e non gli è sfuggita quella ferita interiore, quella frustrazione, quella piaga del cuore che sanguina da tanto tempo… Àlzati perché il Figlio sta in piedi davanti al Padre e non in ginocchio o con la faccia per terra. Àlzati perché Gesù ci ha restituito la dignità di figli Dio e ora possiamo guardarlo negli occhi come l’adultera perdonata (cfr. Giovanni 8). E «mettiti qui in mezzo!»: ossia sappi che tu sei al centro del Cuore di Gesù. Noi, sì, proprio noi, io e te, siamo al centro delle attenzioni del Signore, si occupa di noi come se fossimo gli unici essere viventi nell’universo. È un amore personale il Suo, non ci guarda come una massa di otto miliardi di persone, ma fa sentire ognuno di noi al centro del Suo Cuore, del Suo progetto. Come avrebbe detto don Italo Calabrò, prete reggino morto qualche anno fa e per il quale è iniziato adesso il processo di beatificazione: “nessuno escluso mai”. Sì, Gesù non esclude nessuno, ma include tutti noi nella Sua misericordia.

Caro Gesù,
oggi lo dici a noi:
“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”,
ossia ci inviti a sentirci
al centro del Tuo Amore.
Tu conosci perfettamente
le fragilità umane,
sai quante volte cadiamo
nello scoraggiamento e nell’isolamento.
Sai che nonostante ci illudiamo
di avere vite piene
di amici e contatti
dentro spesso ci sentiamo
come abitatori di periferie esistenziali
desolanti ed opprimenti.
Sai come spesso le paure ci schiaccino
e paralizzino le nostre vite.
Ogni volta che ci sentiamo soli,
grida anche a noi:
“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”
Ogni volta che sentiamo
il cuore paralizzato
dalla paura di non sapere amare
o di non essere amati ed amabili,
grida anche a noi:
“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”.
Ogni volta che gli scoraggiamenti
piegano le nostre volontà
e spengono i nostri sogni,
grida anche a noi:
“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”.
Ogni volta che i “modelli” estetici di oggi
ci fanno sentire inadeguati
e saremmo tentati di rinunciare
ad essere noi stessi,
grida anche a noi:
“Àlzati e mettiti qui in mezzo!”.
Aiutaci ad essere protagonisti
della nostra vita e non spettatori!
Aiutaci a fare il passaggio
dall’istinto estetico
per cui abbracciamo
solo ciò che è “bello”,
all’istinto evangelico
che rende bello
ciò che abbracciamo con l’Amore.
E riprenderemo in mano le nostre vite,
faremo ancora sbagli,
ma saremo sereni
perché sappiamo
che qualsiasi cosa accada
noi saremo sempre al centro del Tuo Cuore.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

5 minuti con GesùCarissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:+ Dal Vange...
05/09/2026

5 minuti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:
+ Dal Vangelo secondo Luca – 6,1-5 –
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Nel Vangelo di oggi c’è in gioco, come spesso è accaduto nella vita di Gesù, la questione del “sabato”. Per gli ebrei di un tempo e anche per gli ebrei ortodossi di oggi, il sabato rimane un giorno assolutamente sacro perché rimanda al giorno in cui Dio si è “riposato” dopo la Creazione e attingendo alle prescrizioni di Mosè impostano la loro vita su una serie di divieti che a noi possono sembrare anche assurdi (per esempio, in giorno di sabato non si possono fare più di un certo numero di passi, non si potevano operare guarigioni…), ma che in realtà attingono ad un’idea assolutamente condivisibile: Dio è il senso compiuto di ogni tempo umano e l’uomo ha bisogno assolutamente di dedicare un giorno alla settimana al riposo, non solo fisico, ma anche spirituale, mentale. Pensate al contrasto tra questa idea religiosa e i ritmi della vita di oggi che hanno assolutamente desacralizzato il concetto del tempo. Il “tempo è denaro” è un detto dei nostri tempi che ci fa capire come ormai si sia passati dalla fede nel Dio Uno e Trino all’idolatria del dio uno e quat…trino! Il denaro (mammona viene chiamato nei Vangeli) è diventato il perno intorno al quale fare ruotare tutta la vita dell’uomo, in nome del quale sacrificare anche i valori e gli affetti più cari. Basti pensare ai grandi centri commerciali aperti tutta la domenica ed organizzati (almeno quelli al nord) per farti trascorrere lì gran parte della tua giornata libera. Mi viene di pensare a tanti nostri cristiani che dedicano alla “spesa” gran parte del loro tempo libero, salvo poi dire: “non ho tempo per la Messa” … Nel dire: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato», Gesù sta affermando un principio fondamentale per costruire civiltà autenticamente umane: se Dio è Amore e Gesù è Dio, allora sta dicendo che l’Amore è il signore del sabato, cioè di ogni tempo umano. San Paolo nella Lettera ai Galati afferma: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio nato da donna» (Galati 4,4) ossia sta dicendo che ormai non esiste più neanche un solo frammento del tempo umano che non sia pieno di Dio! Il tempo, questo tempo che scorre inesorabilmente è colmo di Dio! Ogni nanosecondo che passa appartiene al Dio dell’eternità che abbiamo scoperto, grazie alla rivelazione di Gesù, che è Suo e nostro Padre, anzi Papà (abbà, in aramaico). Se il tempo umano è pieno di amore allora vuol dire che realizzerò pienamente la mia vita umano solo amando! Come ama lui! Perché attraverso il Battesimo partecipiamo della Sua stessa vita, della Sua stessa carità. Nello stupendo Inno alla carità, l’Apostolo Paolo dice alla fine che l’amore: «Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Corinzi 13,7). Gesù indica la carità come perno imprescindibile sul quale costruire la nostra vita e le nostre relazioni. Non sta sovvertendo le tradizioni degli antichi Patriarchi, sta semplicemente riportando ogni cosa al primo principio di tutto che è l’Amore di Dio per gli uomini. Giuste le regole, giusti i precetti, ma se manca la carità corriamo il rischio diventare come avvisa San Paolo: «Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita» (1Corinzi 13,1)!
C’è poco da fare, con l’Incarnazione Gesù ha tracciato una via chiara per amare Dio: l’uomo. Non può esserci nulla che vada contro la dignità dell’essere umano. Come diceva san Giovanni Paolo II: «L’uomo è la via della Chiesa».

Caro Gesù, oggi parli soprattutto
a coloro che sono
(o pensano di essere)
persone di fede e religiose.
Parli a me che sono sacerdote,
parli ad ognuno di noi
che forse con troppa facilità
esibiamo la patente di credenti!
E come sempre
la Tua Parola illumina,
riscalda i cuori,
apre le nostre intelligenze
e spalanca gli occhi del cuore
verso orizzonti nuovi
che la nostra miopia spirituale
impediva di vedere.
Sì, lo ammettiamo,
spesso finiamo per far prevalere
le nostre regole e i nostri precetti
sulla cosa che più conta per Te: l’Amore!
Sappiamo che la verità ci rende liberi,
ma forse abbiamo paura della libertà
e preferiamo la rigidità
di schemi e precetti,
che senza la carità
non servono a nulla,
se non a creare ulteriori distanze
e sofferenze agli altri.
Aiutaci a comprendere
che non esiste più
alcuna distinzione di giorni,
ma che ogni istante
vissuto nell’amore su questa terra
ha già il gusto dell’Eternità!
E alla fine dei nostri giorni
non terrai conto
della contabilità dei nostri errori,
ma farai valere il peso della carità
vissuta e offerta agli altri.
Perché ora sappiamo
che l’unica cosa che più conta per te è l’Amore!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

5 minuti con GesùCarissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:Dal Vangelo...
04/09/2026

5 minuti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 5,33-39 –
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Come sempre il Vangelo ci dice due cose fondamentali: chi è Dio e chi siamo noi. Oggi Gesù ci presenta il Suo volto di Sposo e noi conseguentemente siamo la Sua Sposa, sia singolarmente sia come Chiesa/Umanità. Il riferimento alla pratica del digiuno, presente in tutte le religioni, assume per noi un significato particolare: segna la consistenza e la profondità della nostra attesa. Cosa vuol dire per noi digiunare in attesa dello Sposo, attesa che si consumerà personalmente il giorno della nostra morte e come Umanità il giorno della Parusia, ossia del ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi? Non si tratta tanto di privarci del cibo o di programmare alcune rinunce, ma di assumere l’atteggiamento delle vergini che attendevano lo Sposo con le lampade accese custodendo l’olio in piccoli vasi (cfr. Matteo 25,1-13). Vuol dire vivere pienamente la nostra vita umana con tutto il suo corredo di cose belle e meno belle, ma consapevoli che stiamo davvero aspettando lo Sposo! Non stiamo aspettando la morte, saremmo continuamente depressi e in agitazione: «Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione» (cfr. 2Tessalonicesi 3,11): pur svolgendo le nostre mansioni squisitamente umane dobbiamo ricordarci che la nostra vera Patria sarà il Paradiso, il Cuore di Dio aperto per noi per l’eternità. Il riferimento all’“olio in piccoli vasi” ci ricorda che non dobbiamo fare chissà quali grandi cose nell’attesa dell’incontro con lo Sposo, ma impegnarci a fare bene e con amore le piccole cose di tutti i giorni, avendo cura dei nostri doveri quotidiani, delle persone che la Provvidenza ci ha affidato, cominciando da quelle di casa nostra. In fondo il senso vero della nostra vita terrena lo esprimiamo nella liturgia eucaristica, quando dopo la Consacrazione del pane e del vino, rispondiamo così alla Chiesa che ci invita a contemplare il mistero della fede: “Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”. Questa quotidiana vigilanza su noi stessi, sui pensieri, sul modo di concepire la vita, questo desiderio di accogliere in noi il pensiero di Cristo (cfr. 1Corinzi 2,16) ci aiuterà a diventare otri nuovi per accogliere il Vino nuovo della Parola di Dio; “indosseremo” sempre la veste battesimale per vigilare su noi stessi ed evitare di far convivere la novità del Vangelo col modo di pensare pagano, evitando accuratamente quei tentativi di compromessi di coscienza che potremmo escogitare nell’illusione di far coabitare in noi il bene e il male.

Caro Gesù, è bello specchiarsi
nella Tua Parola e trovarvi riflesso
il Tuo Volto di Sposo,
perché ci sentiamo chiamati
ad una profonda intimità con Te
che fa della nostra fede non una religione,
ma un’esperienza personale e comunitaria
del Dio Amore!
E questo per noi è fondamentale
per scoprire la nostra vera identità:
non siamo schiavi,
soldatini che obbediscono senza coscienza,
ma figli chiamati
alla sponsalità con l’Amore.
E allora val la pena “digiunare”,
rinunciare a tutto ciò
che offusca in noi
il senso di questa radicale
e innamorata appartenenza;
val la pena fare
tutto ciò che è necessario
per accogliere in noi
il vino nuovo della Tua Parola,
che non ci ubriaca
come le cose del mondo,
ma ci inebria col profumo
della verità e della bellezza.
Val la pena deporre le vesti lacerate
della nostra umanità
ferita e fragile,
per indossare l’abito nuovo del Battesimo,
di quella santa immersione
che ci ha trasformati
da peccatori destinati alla morte
ad Amici dello Sposo
chiamati a vivere per sempre
dell’Amore e nell’Amore.
E con Pietro Ti diciamo anche noi
sorpresi e grati:
“Signore da chi andremo,
Tu solo hai parole di vita eterna”.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

5 minuiti con Gesù Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:Dal Vange...
03/09/2026

5 minuiti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 5,1-11 –
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle f***e dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Iniziamo con una considerazione che nasce immediata: ma perché duemila anni fa le f***e facevano ressa intorno a Gesù per ascoltare la Sua Parola ed oggi invece questa Parola rimasta a noi nei testi Sacri non interessa più a nessuno? Anche molti cristiani posseggono la Bibbia, ma si trova in qualche libreria della casa, forse un po’ impolverata, in mezzo a tanti altri libri che contengono solo parole umane… Eppure la Bibbia è la più importante, decisiva, drammatica, ed entusiasmante al tempo stesso, Lettera di Amore che Dio ha inviato all’umanità di ogni tempo. Nel racconto di oggi, nonostante molte persone circondino Gesù, Lui vede oltre la folla due barche e la delusione e la fatica nel volto dei pescatori per ti**re a terra reti desolatamente vuote. È bello pensare che Dio non guardi l’umanità come una massa enorme ed informe di persone, poiché il Suo sguardo è rivolto alle nostre personalissime vicende terrene fatte di gioie e dolori, illusioni e delusioni, fatiche senza ricompense e tante nottate amare. Sì, quello di Gesù è uno sguardo personale per ognuno di noi! Poi accade qualcosa di anomalo: Gesù chiede a Pietro di tornare a pescare in pieno mattino (si pesca solo di notte) e lui si fida della Parola del Maestro e torna in mare. Qual è l’anomalia? Un pescatore si fida della parola di un falegname! Pietro ama già il Suo Maestro ed è l’amore che lo porta a fidarsi della Sua Parola. Questo è il punto cruciale anche per noi. Sì, noi crediamo, preghiamo, abbiamo le nostre belle devozioni, ma a volte facciamo davvero tanta fatica nel fidarci di Lui. Eppure le pagine più belle e rivoluzionarie dei Vangeli hanno sempre questa premessa: «Ma a voi che ascoltate, io dico amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta?» (Luca 6,27-32). Dall’ascolto della Parola accolta nei nostri cuori, come ha fatto Maria, nasce la forza per amare con il Cuore stesso di Gesù. Non si tratta di “sforzarci”, ma semplicemente di accogliere la Parola di Dio e di farla scendere nel profondo delle nostre coscienze, intelligenze, facoltà psichiche ed affettive per permetterle di esprimere in noi e attraverso noi tutta la Sua potenza di amore. Infine, impariamo da Pietro un’ultima cosa importantissima. Questo episodio è medicina che ci guarisce dalle nostre “ansie di prestazione” con il Signore. Spesso infatti pensiamo che Gesù cerchi i perfetti, i santi, quelli che hanno capito tutto di Dio ed hanno risolto tutti i loro dubbi esistenziali. Invece Pietro si getta ai piedi di Gesù gridando: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». La risposta di Gesù attraversa i secoli e diffonde intorno a sé una dilagante e contagiosa fragranza di speranza: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Gesù non cerca i perfetti, i santi, gli arrivati, i professionisti del Sacro, non si innamora delle nostre bravure e capacità, ma ci chiede soltanto di fidarci di Lui e di affidarci alla Sua Parola. E l’invito non è rivolto solo agli Apostoli e ai loro discendenti e alle persone consacrate, ma a tutti: essere pescatori di uomini non vuol dire solo chiamare alcuni a seguire Gesù “da vicino”. Essere pescatori di uomini deve essere il desiderio di ogni battezzato, cioè dare estrema attenzione alle piccole cose umane, “pescare” tutto ciò che di buono e bello c’è nell’uomo; significa dare valore all’umano. Gesù non ci insegna a diventare creature angeliche, spiritate, ma a partire sempre da ciò che è autenticamene umano. «D’ora in poi» dice anche a noi Gesù stamattina: c’è sempre un evento o un qualcosa che fa cambiare direzione, scelte, alzate di muri, mutismo etc. etc. Sta a noi sapere cogliere la Presenza dell’Amante che si nasconde perfino dentro le nostre faccende quotidiane. E se lo ascolteremo e metteremo in pratica la Sua Parola vedremo nella nostra vita i miracoli di amori spenti che rifioriscono, di deserti nei quale ci raggiunge la Sua Presenza.

Caro Gesù,
viviamo ogni giorno immersi
in un mondo pieno di parole.
Se Ti fai un giretto sui social
Ti accorgerai anche Tu
che abbiamo un gran bisogno
di comunicare, condividere,
farci conoscere.
Forse abbiamo paura della solitudine,
dell’anonimato, di restare “indietro”
rispetto ad un mondo
che corre troppo veloce
rendendoci tutti più superficiali.
Aiutaci a riscoprire
la bellezza della Tua Parola,
l’unica capace di essere davvero
lampada per i nostri passi,
luce sul nostro cammino.
L’unica che può riscaldare i nostri cuori
e farli ardere di un amore nuovo
come accadde ai discepoli di Emmaus.
L’unica capace di farci uscire
dai sepolcri costruiti sulle paure,
sui giudizi, sui rancori,
perché indica orizzonti nuovi,
nuove strade fatte di pace e amicizia,
solidarietà e prossimità con tutti.
L’unica capace di rendere
belle e buone le nostre parole umane,
perché nasce dal Tuo Cuore
che è tutto Amore,
perché se le parole
non nascono dall’amore
spesso diventano pietre taglienti,
che feriscono il corpo e l’anima.
Aiutaci a fidarci di Te,
come ha fatto Pietro,
abile pescatore
che si fida di un Falegname.
Che le nostre competenze e professionalità
e i grandi progressi che abbiamo compiuto
non ci rendano superbi e presuntuosi,
ma che tutto sia costruito
sull’Amore Tuo per il Padre e per noi!
Sarà quel vocabolario
che nasce dal Vangelo,
che ci aiuterà a costruire
una nuova civiltà dell’Amore.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

02/09/2026
Tradizionale processione a mare della nostra Patrona S. Maria di Porto Salvo, lungo la costa di Cannitello e Porticello ...
02/09/2026

Tradizionale processione a mare della nostra Patrona S. Maria di Porto Salvo, lungo la costa di Cannitello e Porticello con la feluca
- sabato 15 agosto 2026

5 minuti con GesùCarissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:Dal Vangelo...
02/09/2026

5 minuti con Gesù

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 4,38-44 –
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

«È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città» dice il Signore a chi voleva trattenerlo. E questo cammino di Gesù da allora non si è mai interrotto, neanche la morte ha potuto fermarlo perché è venuto ad annunciare la buona notizia. Qual è questa “buona notizia”? Che Dio è Amore e che il Padre Suo è anche Padre nostro e che noi siamo figli di Dio, non servi o schiavi o soldati o strumenti fini a sé stessi! No, siamo figli e partecipiamo grazie al Battesimo alla stessa vita di Dio che è eterna! È questa la buona notizia: che siamo stati creati e siamo venuti al mondo per non morire mai più. La stessa morte, fenomeno universale che toccherà a tutti, è stata vinta in quel mirabile duello che Cristo ha combattuto per noi a Pasqua. E se è vero che sorella morte vincerà sulla nostra povera natura umana è anche vero che non potrà trattenerci per sempre con sé perché dovrà consegnarci alla Vita, alla voce potente del Padre nostro che è nei Cieli perché a Lui apparteniamo ed essendo nostro Padre non vuole perderci. Lo afferma Gesù: «Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto» (Giovanni 17,12). La buona notizia è che Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e lo fa dando la vita per noi. Sì, perché «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,16). La buona notizia è che questa immensa umanità è in realtà il Suo Corpo mistico e che siamo tutti fratelli tra noi perché abbiamo un solo Padre, tanto è vero che qualsiasi cosa facciamo a chiunque la facciamo personalmente a Gesù stesso: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me Lo avete fatto a me» (Matteo 25,40). Per questo, con la Sua Incarnazione è venuto a toccare, nella suocera di Pietro, tutti gli ammalati, gli infermi. È venuto a combattere il Male in tutte le sue forme per liberare l’uomo da ogni influsso diabolico, sempre distruttivo e divisivo. Per questo anche noi dobbiamo metterci in cammino con Lui per essere testimoni credenti e credibili dell’Amore che salva e dà senso ad ogni cosa.

Caro Gesù,
grazie perché la Buona Notizia
non è la comunicazione di un insieme
di cose buone e positive per noi.
La Buona Notizia sei Tu!
Figlio di Dio e Fratello
e Amico di ogni uomo.
Grazie perché Tu,
Dio da Dio e Luce da Luce,
Santità perfetta e Bellezza senza principio
non hai provato ribrezzo
a “toccare” ogni infermità umana,
a confrontarti con ogni forma
di Male e di mali,
ma con la Tua Incarnazione
sei sceso dentro la nostra natura
e l’hai presa con Te,
fino alle estreme conseguenze,
fino ad affrontare per noi
il nostro ultimo
e terribile nemico: la morte!
E hai vinto per noi!
Grazie Gesù
perché Ti sei fatto come noi,
non per liberarci “dalle” sofferenze,
ma “nelle” sofferenze,
non per liberarci “dalla” morte,
ma “attraverso” la morte,
che è diventata per tutti una Pasqua,
un passaggio da questo mondo
alla Vita vera
che non avrà più fine.
Grazie Gesù
perché la Tua misericordia
ci fa diventare nuove creature,
e opera nel nostro cuore
un passaggio decisivo:
da un cuore di pietra
ad un cuore di carne,
fragile, sì, ma finalmente capace
di amare come ami Tu!
Sì, perché siamo stati creati
per amare ed essere amati!
E solo questo Amore, Tuo Amore
ha il potere di renderci felici,
nel tempo e per l’Eternità.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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