07/06/2026
Corpus Domini
“Prendete, mangiate: questo è il mio corpo” (Mt 26,26). “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue” (Mt 26,27).
“Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).
Nell’Ultima Cena, Gesù, istituendo l’Eucaristia ci ha donato il suo Corpo ed il suo Sangue, sotto forma di pane e di vino.
In ogni Messa il sacerdote, come Gesù Cristo ha comandato di fare, trasforma il pane ed il vino nel Corpo e Sangue di Nostro Signore.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dice che questa trasformazione avviene attraverso la transustanziazione
Che cosa significa transustanziazione?
Transustanziazione significa la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate. (C.C.C. 1376-1377)
Il Compendio al Catechismo ci aiuta meglio a capire questa trasformazione, che è Dogma di fede.
Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinità. (compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica).
Nell’Ostia consacrata, così come nella particola o in parte di esse, c’è la presenza reale ed intera di Cristo vivente. Ecco perché si raccolgono anche le piccole briciole nel calice che le ha contenute e nel piattino ove è deposta l’Ostia: dentro anche una piccolissima parte di Ostia Consacrata è presente, per intero Gesù Cristo con il suo Corpo ed il suo Sangue.
La festa del Corpus Domini è stata istituita, per la sola Diocesi di Liegi (Belgio), nel 1246, su insistenza della suora, Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana. Solo dopo il miracolo di Bolsena 1263, dove un sacerdote boemo, che dubitava della reale presenza del Corpo e Sangue di Cristo nell’Ostia consacrata, al ritorno da un pellegrinaggio a Roma, si fermò a Bolsena per la Celebrazione Eucaristica, al momento della consacrazione, l’Ostia iniziò a sanguinare, macchiando il corporale. Papa Urbano IV, informato dallo stesso sacerdote dell’evento accaduto, inviò a Bolsena il Vescovo di Orvieto per verificare quanto successo. L’11 agosto 1264, papa Urbano IV, estese a tutta la Chiesa la Solennità del Corpus Domini, rendendola festa di precetto, da celebrarsi il giovedì dopo l’ottava di pentecoste.
La nostra comunità ha celebrato la solennità del Corpus Domini, presso la chiesa del cimitero, con Celebrazione Eucaristica, elevazione spirituale attraverso i canti del Coro San Giorgio, Adorazione Eucaristica e Solenne Benedizione.