Parrocchia di Vignola Santi Nazario e Celso Martiri

Parrocchia di Vignola Santi Nazario e Celso Martiri Gli orari aggiornati delle Sante Messe e delle attività ad esse correlate sono in un uno dei post in evidenza


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Giovedì 10 settembre Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«A voi che ascoltat...
10/09/2026

Giovedì 10 settembre

Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)

✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

📌“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”. Essere misericordiosi come il Padre significa averne innanzitutto fatto esperienza. È difficile mettere in pratica qualcosa che non si è provato. In questo senso c’è un invito implicito nel Vangelo di oggi a fare esperienza della misericordia di Dio. Chi ha fatto questo tipo di esperienza può vivere allo stesso modo e donare la medesima conoscenza agli altri. È il sentirsi liberati, accolti, amati soprattutto quando non ne si ha nessun merito e tutto grida contro di noi. La misericordia è vedersi raggiunti nella propria miseria dalla mano di Dio che ci salva, che ci tira fuori dall’acqua dei peccati dentro cui affoghiamo. La misericordia è sapere che agli occhi del Signore non coincidiamo con le nostre cadute ma con tutto quel bene che siamo in grado di ti**re fuori e che la sua misericordia e il suo perdono ci permettono di esprimere. E, a partire da questo, comprendiamo le ulteriori richieste di Gesù: “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato”. Chi giudica non si accorge che il giudizio molto spesso non tira fuori il meglio di noi ma bensì il peggio. Chi ama chiama le cose per nome ma non trasforma mai la verità in un dito puntato. Chi condanna decreta la fine di una vita perché la inchioda all’irreparabile. Chi ama davvero salva dalla condanna e offre sempre un’altra possibilità. Chi perdona sana il male alla radice e rende impossibile il contagio del rancore e della vendetta. Chi dona sperimenta la gioia cristiana che gode del dono di sé e non delle logiche di possesso. Signore aumenta la nostra fede!

Nonostante la pioggia, la Grigliata di San Luigi è confermata: la serata si svolgerà al coperto, in oratorio, come previ...
09/09/2026

Nonostante la pioggia, la Grigliata di San Luigi è confermata: la serata si svolgerà al coperto, in oratorio, come previsto.
Ricordiamo che la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata direttamente dal sito parrocchiale oppure tramite i numeri indicati nella locandina.
Vi aspettiamo per vivere insieme una serata di festa e comunità.
https://www.parrocchiavignola.it/cene-san-luigi

Mercoledì 9 settembreDal Vangelo secondo Luca (6,20-26)✝️In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, d...
09/09/2026

Mercoledì 9 settembre

Dal Vangelo secondo Luca (6,20-26)

✝️In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

📌“In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:�«Beati voi”. È così che inizia il vangelo di oggi, e il dettaglio degli occhi di Gesù che si soffermano sui volti dei discepoli la dice lunga sul contenuto delle stesse beatitudini. Poveri, affamati, afflitti, persone con tutte le problematiche legate alla vita, con le loro preoccupazioni, le loro disperazioni, le loro croci, i loro affanni, le loro lacrime. Ma il Vangelo non si conclude solo sui beati, ma contiene anche un secondo elenco che inizia così: “Ma guai a voi”. E Gesù pare che smonti quelli che invece sono ricchi, sazi, ridenti, strafottenti… Tra i discepoli c’erano anche loro. Forse queste due categorie di persone in realtà sono due facce della stessa medaglia, sono due modalità che ogni discepolo di Cristo si porta dentro. Siamo contemporaneamente medicanti di senso, e superbi ricchi che pensano di bastare a sé stessi. Siamo affamati di un valido motivo per cui vivere e allo stesso tempo siamo sazi del mondo confondendo la felicità con la soddisfazione. Siamo persone che piangono la propria autenticità e siamo dei cinici che ridono con strafottenza pensando che l’indifferenza ci terrà al sicuro. Insomma, siamo l’uno e l’altro, ma possiamo decidere noi da che parte stare: se stare dalla parte dei “beati”, oppure stare dalla parte dei “guai”. Non è la vita a decidere al posto nostro. Il cristianesimo mette radice nella nostra debolezza, nelle nostre mancanze, nei nostri fallimenti ma non perché si pone come soluzione o consolazione, ma perché l’Amore di Dio sa porre fiducia lì dove nessuno la riporrebbe mai, compresi noi stessi. La beatitudine cristiana consiste nel lasciarsi amare anche dove ci sentiamo più perdenti, più fragili, più falliti. È far entrare Dio nella nostra miseria prima ancora di risolverla. È permettere a Dio di manifestarsi nella nostra debolezza più ancora che nella nostra autosufficienza. Beato non è chi sa tirarsi fuori dalle fatiche da solo, ma chi si lascia ti**re fuori dall’amore infinito e misericordioso di Dio. Signore aumenta la nostra fede!

Martedì 8 settembreFesta della natività di Maria santissimaDal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-23 forma breve) ✝️ (...) ...
08/09/2026

Martedì 8 settembre

Festa della natività di Maria santissima

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-23 forma breve)

✝️ (...) Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

📌 Il Vangelo della festa odierna ci ha proposto il racconto della nascita di Gesù. L’Evangelista, però, lo fa precedere dal resoconto della genealogia, che egli colloca all’inizio del suo Vangelo come un prologo. Pure qui il ruolo di Maria nella storia della salvezza risalta in tutta la sua evidenza: l’essere di Maria è totalmente relativo a Cristo, in particolare alla sua incarnazione. “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo”. Salta all’occhio la discontinuità che vi è nello schema della genealogia: non si legge “generò”, ma “Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo”. Proprio in questo si coglie la bellezza del disegno di Dio, che rispettando l’umano lo feconda dall’interno, facendo sbocciare dall’umile Vergine di Nazaret il frutto più bello della sua opera creatrice e redentrice. L’Evangelista pone poi sulla scena la figura di Giuseppe, il suo dramma interiore, la sua fede robusta e la sua esemplare rettitudine. Dietro i suoi pensieri e le sue deliberazioni c’è l’amore per Dio e la ferma volontà di obbedirgli. Ma come non sentire che il turbamento e quindi la preghiera e la decisione di Giuseppe sono mossi, al tempo stesso, dalla stima e dall’amore per la sua promessa sposa? La bellezza di Dio e quella di Maria sono, nel cuore di Giuseppe, inseparabili; egli sa che tra di esse non può esservi contraddizione; cerca in Dio la risposta e la trova nella luce della Parola e dello Spirito Santo: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi”. Anche noi lasciamoci avvolgere da questa Parola è coinvolgere nel progetto di Dio. Signore aumenta la nostra fede.

Lunedì 7 settembreDal Vangelo secondo Luca (6,6-11)✝️Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là...
07/09/2026

Lunedì 7 settembre

Dal Vangelo secondo Luca (6,6-11)

✝️Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

📌 Nuovamente il sabato, nuovamente una Nuovamente il sabato, nuovamente una norma che viene travolta e stravolta dal legalismo. Nuovamente una feroce disputa contro chi crede di essere fedele alla Legge e gradito a Dio e che, invece, ne tradisce il volto. Il poveraccio con la mano paralizzata che viene guarito di sabato è l'occasione per iniziare una nuova disputa contro l'eccessiva libertà di interpretazione di Gesù. Eppure il Signore è l'unico che fa qualcosa di intelligente e di gradito a Dio: fa alzare l'ammalato, gli restituisce dignità, pesantemente compromessa in una società che attribuiva alla punizione divina la malattia, aumentando a dismisura il senso di colpa, e lo mette in mezzo. È l'ammalato al centro dell'attenzione di Gesù, non certo una norma attribuita a Dio! Una legge fatta per la maggiore gloria di Dio e dell'uomo, non certo per la sua mortificazione! E noi, quando accogliamo le norme scaturite dalla fede, mettiamo al centro l'uomo o la regola? Attenzione, però, oggi si tende a soprassedere a qualunque norma, in nome di un inopportuno buonismo; ricordiamoci sempre che la legge di Dio ci è donata per aiutarci a vivere il suo amore. Signore aumenta la nostra fede!

Alcune foto della processione di San Luigi:
06/09/2026

Alcune foto della processione di San Luigi:

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DOMENICA 6 SETTEMBREDal Vangelo secondo Matteo (18.15-20)✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se il tuo fratel...
06/09/2026

DOMENICA 6 SETTEMBRE

Dal Vangelo secondo Matteo (18.15-20)

✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

📌 "Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te...". Gesù prende molto sul serio il peccato, soprattutto il peccato che, col pretesto della schiettezza e della autenticità e con la scusa di superare l'ipocrisia, non ha neppure il pudore di nascondersi, e così si pone come fonte di cattivo esempio e di turbamento per la comunità.
Di fronte al male, Gesù non vuole che la sua comunità abbia come regola di comportamento il lasciar correre: di fronte al male bisogna reagire.
Noi viviamo in una società che si autodefinisce "permissiva": garbata parola, che non significa niente di bello; parola innocente, che in realtà nasconde una tragedia: lo smarrimento di ogni ideale e, nello smarrimento di ogni ideale, l'incapacità a distinguere tra il giusto e l'ingiusto, tra il bene e il male, tra il vero e il falso. Avere un ideale è faticoso, perché ogni ideale di vita è esigente. Ma non avere un ideale significa privare l'esistenza di ogni bellezza e di ogni ragione, e condannarsi infine alla vuotezza e al l'angoscia. Dobbiamo chiedere al Signore il coraggio e la forza di cercare ogni giorno la regola della nostra condotta non in quello che dicono e pensano tutti, ma in quello che Dio pensa di noi e ci ha detto; non in quello che fanno tutti, ma in quello che si deve fare secondo le esigenze della verità e della giustizia. Certo bisogna saper distinguere tra l'errore e l'errante: l'errore va condannato senza mezzi termini, la persona che sbaglia va compresa, rispettata, amata. Purché non si facciano confusioni, e a forza di capire l'errante non si finisca col perdere il senso della differenza tra il vero e il falso, tra la giustizia e il crimine, e si arrivi a pensare che nella Chiesa tutte le opinioni possano essere ugualmente sostenute. Questo non è l'insegnamento di Cristo; questa non è neppure la libertà cristiana. Molto limpidamente, Gesù ci ha detto, e noi non dobbiamo mai dimenticarlo, : "La verità vi farà liberi" . Anzi il Signore ci dice che in certi casi particolarmente gravi - dove le ripetute ammonizioni non servono - chi presiede alla comunità cristiana ha il dovere di segnalare a tutta la Chiesa anche la persona di chi, ostinandosi nell'errore e nella colpa, si è già da solo escluso dalla comunione dei suoi fratelli. E questo perché l'errante sia aiutato a salvarsi e la fede dei piccoli e degli umili non sia messa in pericolo. Il Signore ci doni la grazia di non arrenderci mai di fronte al male che insidia ogni giorno la nostra esistenza, e di saper lottare senza stanchezze, perché anche la lotta contro il male è un modo, necessario e irrinunciabile, di manifestare l'amore verso Dio, che è bene sostanziale, e l'amore verso i nostri fratelli. Signore aumenta la nostra fede!

Sabato 5 settembre Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5)✝️Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglie...
05/09/2026

Sabato 5 settembre

Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5)

✝️Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

📌 Dio invita i farisei a non nascondersi dietro i precetti, per quanto siano importanti, e poi non vivere ciò che è fondamentale, ciò che riassume tutta la legge: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stessi. Se uno ama Dio con tutto il cuore, vivrà con gioia il precetto del sabato, per noi cristiani della domenica, e ne comprenderà il senso. Gesù si rivolge anche a noi attraverso queste controversie e ci chiede di amare sinceramente ciò che pratichiamo. Non dobbiamo essere osservanti solo dell'esterno. Ma amare sinceramente non è semplice, perché amare così significa coinvolgerci con tutta la nostra persona nell'amore di Dio. Il precetto domenicale è un dono che ci è dato da Dio per vivere la gioia della resurrezione di Gesù, fondamento della nostra fede. L’idea di dedicare quel giorno in un modo particolare alla centralità dell’Eucaristia e a ringraziare Dio attraverso il riposo e il carattere festivo non vuol dire imporre, ma invitare a considerare che tutto ciò che esiste è un dono di Dio per noi, affinché ce ne prendiamo cura, cosa che possiamo fare solo se lo consideriamo con gratitudine. E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato». Signore aumenta la nostra fede.

Venerdì 4 settembre PRIMO VENERDÌ DEL MESEDal Vangelo secondo Luca (5,33-39)✝️In quel tempo, i farisei e i loro scribi d...
04/09/2026

Venerdì 4 settembre

PRIMO VENERDÌ DEL MESE

Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39)

✝️In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

📌«I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!», domandano i farisei a Gesù. Giovanni battista ha vissuto tutta la sua vita allenandosi per l’incontro con il Messia, con Cristo, attraverso la pratica penitenziale del digiuno. Ma una pratica penitenziale o di ascesi non può diventare fine a se stessa o un’idolatria. Anche alcune pratiche religiose possono diventare idolatria per noi. Possiamo vigilare per evitare di cadere in una forma di narcisismo spirituale perdendo di vista “lo Sposo”. Le pratiche religiose aiutano la vita spirituale ad aderire sempre più al Vangelo e a conformarsi a Cristo, non a cadere nella presunzione di essere migliori di altri. La vita spirituale non serve a sentirsi meglio o a sentirsi migliori, ma serve a non perdere di vista Cristo. Ragionare da narcisisti (il vestito vecchio o l’otre vecchio) e mettere sopra la novità del vangelo (il pezzo di stoffa nuova o il vino nuovo) non porta una miglioria alla nostra vita ma una tragedia: “Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.”. Per accogliere la novità di Cristo non bisogna più ragionare con l’ottica religiosa di prima. Non conta la performance ma non perdere di vista Lui e l’adesione a lui con tutta la vita. E ogni azione spirituale o pratica religiosa o serve a non perdere di vista Lui e ad amare sempre più il Signore oppure non serve. Le cose non vanno fatte semplicemente perché bisogna farle, ma perché attraverso di esse cresciamo nell’amore di Dio e del prossimo. Signore aumenta la nostra fede!

Giovedì 3 settembreSan Gregorio magnoDal Vangelo secondo Luca (5,1-11)✝️ In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa...
03/09/2026

Giovedì 3 settembre

San Gregorio magno

Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11)

✝️ In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennesaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle f***e dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

📌 Il Signore non ci abbandona mai e ci raggiunge sempre specialmente nelle notti della vita, quando siamo stanchi e depressi. Ci chiede un gesto di fiducia, all'apparenza inutile, ci chiede di gettare le reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, sulle nostre capacità, ma di avere fiducia in lui. Pietro lo fa e accade l'inaudito. Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda. Occorrono occhi attenti e cuore illuminato dalla grazia di Dio per vedere i miracoli che nella quotidianità Dio compie per noi e talvolta noi non li vediamo. Pietro rimane turbato, che cosa succede? “Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore»”. Si sente inadeguato, non all'altezza, un peccatore. La sproporzione percepita da Pietro davanti al Signore è grande, ma i suoi doni sono una grazia data gratuitamente, i suoi miracoli un gesto di amore per la nostra salvezza: non un merito o un guadagnato dalla nostra volontà. Dio non ci chiama a superare un esame, o non pone condizioni alla sua generosità: Dio ci chiede di avere fiducia nella sua bontà e misericordia che superano i nostri limiti e compiono miracoli nella nostra vita. Signore aumenta la nostra fede!

Indirizzo

Via Pietro Antonio Bernardoni
Vignola
41058

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

+39059771062

Sito Web

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