Parrocchia di Vignola Santi Nazario e Celso Martiri

Parrocchia di Vignola Santi Nazario e Celso Martiri Gli orari aggiornati delle Sante Messe e delle attività ad esse correlate sono in un uno dei post in evidenza


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Giovedì 18 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non spre...
18/06/2026

Giovedì 18 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)

✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

📌Gesù ci insegna a pregare e ci invita a rivolgerci ad un Padre che conosce bene le nostre necessità, più di quanto noi stessi le conosciamo. L'unica preghiera che Gesù consegna a noi suoi discepoli ci insegna anzitutto a chiedere l'essenziale: sperimentare la santità di Dio, accorgerci della presenza del suo Regno in mezzo a noi, assecondare la sua volontà di bene nella nostra vita. Una preghiera con i piedi ben saldi sulla terra: al Padre che ci ama chiediamo il pane giorno per giorno, il perdono delle nostre colpe, la capacità di perdonare e di superare le ombre e la parte oscura della nostra vita. Ricordiamoci sempre che questa è l'unica preghiera consegnataci direttamente dal Maestro: ripetiamola quotidianamente con stupore e rispetto, in modo da sperimentare, come Gesù, la tenerezza del Padre. Signore aumenta la nostra fede!

Mercoledì 17 giugnoDal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) ✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State atten...
17/06/2026

Mercoledì 17 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)

✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

📌Il Vangelo di oggi prende in considerazione tre ambiti importanti della nostra vita: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. La preghiera, il digiuno e l’elemosina che il Vangelo propone sono la radice di tre atteggiamenti fondamentali del vivere umano: l’elemosina è la nostra capacità di amare il prossimo nel suo bisogno, nelle sue necessità; è amarlo proprio quando è più fragile, misero, solo. La preghiera è la capacità di uscire dal nostro individualismo per andare radicalmente incontro a Colui che distrugge la nostra solitudine e il nostro isolamento; è accorgersi di Dio e non solo del nostro io. Il digiuno è l’affermazione della nostra libertà sul territorio più difficile da conquistare e che è il territorio di noi stessi. Ecco allora che amare l’altro, uscire dalla solitudine del nostro io e affermare la nostra libertà, non sono argomenti desueti nella vita di un cristiano, ma pilastri fondamentali. Gesù nel Vangelo di oggi dice che c’è un atteggiamento che distrugge queste tre cose preziose: l’apparenza. Amare per essere visti, pregare per essere visti, digiunare per essere visti. La vigilanza sul motivo per cui amiamo, preghiamo o digiuniamo è ciò che il Vangelo di oggi ci chiede. Se ci troviamo nella logica dell’apparenza non dobbiamo disperare, dobbiamo solo capire che è questa la nostra più grande conversione: comprendere che il Signore, che è l’unico che conta, vede nel segreto, e non ha bisogno di nessuna apparenza, ma solo di sostanza. Signore, aumenta la nostra fede!

Martedì 16 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che ...
16/06/2026

Martedì 16 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)

✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

📌 Erano rassicuranti i precetti della Legge orale: si era invitati ad amare il prossimo. Ma il prossimo era la persona che mi stava accanto e che la pensava come me, chi condivideva la mia fede e la mia sorte. Anzi: anche all'interno del popolo ebraico si potevano fare delle distinzioni, fra chi rispettava la Legge e chi no. Tutti, però, erano assolutamente concordi nel ritenere che il nemico, invece, andasse sempre odiato e combattuto. Il pagano, lo straniero, l'invasore: tutti cordialmente odiati. Gesù, invece, richiama un principio presente nella Bibbia: ogni essere umano va accolto e rispettato. L'amore, allora, va imparato dal Padre che fa piovere e sorgere il sole su tutti, senza alcune distinzione, senza alcun merito. Insiste, il Signore, ridicolizzando il nostro atteggiamento: se amiamo le persone che ci amano cosa facciamo di straordinario? Al discepolo è chiesta la perfezione del Padre che ama senza limiti, che accoglie senza distinzioni, che cura ogni essere vivente... Con questa affermazione paradossale Gesù porta a compimento il suo giudizio su una Legge attribuita a Dio che, molto spesso, era solo il retaggio di buone abitudini consolidate. Signore aumenta la nostra fede!

Lunedì 15 giugnoDal Vangelo secondo Matteo (5,38-42)✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu...
15/06/2026

Lunedì 15 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (5,38-42)

✝️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

📌 Gesù, non senza una buona dose di coraggio, ha deciso di contestare una buona parte delle tradizioni religiose del suo tempo attribuite a Mosè. Precetti che nessuno mai si sarebbe sognato di mettere in discussione. Lo fa riportando la norma alla sua origine, al suo senso profondo. E, oggi, Gesù affronta e sviluppa un tema difficile: quello della giustizia. Gli antichi erano riusciti a stabilire un principio di equità, di proporzione della pena: ad un'offesa ricevuta occorreva rispondere con un'azione simile. All'occhio corrispondeva l'occhio, al dente, il dente... Non potevo uccidere chi mi aveva rotto un dente! Gesù supera questa visione, la forza, la amplifica: addirittura propone di porgere la guancia a chi ti schiaffeggia. Un paradosso che rivela l'atteggiamento di fondo del discepolo che sceglie di non vendicarsi, che prova l'ardua strada del dialogo e del convincimento. Attenzione, però: Gesù non chiede ai suoi di essere degli zerbini ed egli stesso, schiaffeggiato durante il processo, chiederà ragione del gesto senza porgere l'altra guancia. Ma indica un percorso: osare la via della ca**tà, con il perdono e per la pace. Signore aumenta la nostra fede!

DOMENICA 14 GIUGNODal Vangelo secondo Matteo (9,36–10,8)✝️ In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, ...
14/06/2026

DOMENICA 14 GIUGNO

Dal Vangelo secondo Matteo (9,36–10,8)

✝️ In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

📌«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Da una parte Dio, come un seminatore, con generosità è uscito nel mondo a seminare e ha messo nel cuore dell’uomo e della storia il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che lo liberi. E perciò la messe è abbondante, il Regno di Dio come un seme germoglia nel terreno e le donne e gli uomini di oggi, anche quando sembrano travolti da tante altre cose, attendono una verità più grande, sono alla ricerca di un significato più pieno per la loro vita, desiderano la giustizia, si portano dentro un anelito di vita eterna. Dall’altra parte, però, sono pochi gli operai che vanno a lavorare nel campo seminato dal Signore e che, prima ancora, sono capaci di riconoscere, con gli occhi di Gesù, il buon grano pronto per la mietitura. C’è qualcosa di grande che il Signore vuole fare nella nostra vita e nella storia dell’umanità, ma pochi sono quelli che se ne accorgono, che si fermano per accogliere il dono, che lo annunciano e lo portano agli altri. La Chiesa e il mondo non hanno bisogno di persone che assolvono i doveri religiosi mostrando la loro fede come un’etichetta esteriore; hanno bisogno invece di operai desiderosi di lavorare il campo della missione, di discepoli innamorati che testimoniano il Regno di Dio ovunque si trovano. Forse non mancano i “cristiani delle occasioni”, che ogni tanto danno spazio a qualche buon sentimento religioso o partecipano a qualche evento; ma pochi sono quelli pronti a lavorare ogni giorno nel campo di Dio, coltivando nel proprio cuore il seme del Vangelo per poi portarlo nella vita quotidiana, in famiglia, nei luoghi di lavoro e di studio, nei vari ambienti sociali e a chi si trova nel bisogno. Per fare questo non servono troppe idee teoriche su concetti pastorali; serve soprattutto pregare il padrone della messe. Al primo posto, cioè, sta la relazione col Signore, coltivare il dialogo con Lui. Allora Egli ci renderà suoi operai e ci invierà nel campo del mondo come testimoni del suo Regno. Signore aumenta la nostra fede!

Sabato 13 giugno Cuore Immacolato di Maria Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51)✝️ I genitori di Gesù si recavano ogni anno...
13/06/2026

Sabato 13 giugno

Cuore Immacolato di Maria

Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51)

✝️ I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

📌 La festa del Cuore Immacolato di Maria, ci mostra qualcosa del Cuore della Madre di Dio. Ci aiuta un passo del Vangelo di Luca che narra una vicenda drammatica ma a lieto fino che coinvolge Gesù dodicenne insieme a Maria e Giuseppe. Gesù al culmine di una festa si trattiene a Gerusalemme senza dire niente a nessuno e solo dopo una giornata di viaggio Maria e Giuseppe si accorgono della sua assenza. Lo cercano per tre giorni senza trovarlo ma alla fine lo ritrovano nel tempio a parlare con i gli anziani e i maestri: “Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro”. Non sempre l’amore comprende tutto ciò che accade, ma il vero amore, l’amore di una madre ci cerca ostinatamente finchè non ci trova, e lì dove non comprende sa portarsi tutto dentro, sa custodire gli eventi e le incomprensioni facendo prevalere sempre l’amore su tutto il resto: “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. Non è sbagliato pensare che tra le cose che Maria custodisce nel suo cuore ci siamo anche noi perché Ella ci è Madre per volontà di Gesù stesso. È bello sapere che siamo al sicuro nel cuore di qualcuno e che questo Cuore è davvero un rifugio immacolato, senza nessun male, anzi in difesa proprio di esso. Il Cuore di Maria è la via più sicura che ci riporta a casa, che ci riporta a Gesù. Signore aumenta la nostra fede!

VENERDÌ 12 GIUGNOSolennità del Sacratissimo Cuore di GesùGiornata per la santificazione dei sacerdotiDal Vangelo secondo...
12/06/2026

VENERDÌ 12 GIUGNO

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

Giornata per la santificazione dei sacerdoti

Dal Vangelo secondo Matteo (11, 25-30)

✝️ In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

📌 Gesù promette di dare a tutti “ristoro”, ma pone una condizione: “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore”. Che cos’è questo “giogo”, che invece di pesare alleggerisce, e invece di schiacciare solleva? Il “giogo” di Cristo è la legge dell’amore, è il suo comandamento, quello che ha lasciato ai suoi discepoli nel cenacolo: il comandamento della Ca**tà. Il vero rimedio alle ferite dell’umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno, che ha la sua sorgente nell’amore di Dio che sgorga dal Cuore trafitto di Gesù. Per questo bisogna abbandonare la via dell’arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. Bisogna rinunciare allo stile aggressivo e adottare una ragionevole “mitezza” che diventa imitazione del Signore. Possiamo percorrere la via dell’umiltà, distintivo del Cuore di Gesù, soprattutto nei rapporti umani, interpersonali e sociali. Ieri papa Leone si è espresso con queste parole: “Il Cuore di Gesù è umile, e perciò non ne sentono i battiti i “dotti” e i “sapienti”, cioè quelli che hanno la presunzione di bastare a sé stessi, di sapere tutto, e di non aver bisogno né di Dio né degli altri. A questi, infatti, frastornati dai rimbombi di un “io” ridondante, onnipresente e irrequieto, manca il silenzio necessario per ascoltare in sé e nei fratelli il pulsare nascosto dell’amore. Dove c’è autentica umiltà c’è amore, e dove c’è amore c’è pace, perché solo nell’umiltà conosciamo realmente chi siamo e dunque possiamo amarci, incontrarci, donarci e perdonarci nella verità”. Signore aumenta la nostra fede!

Giovedì 11 giugnoSan BarnabaDal Vangelo secondo Matteo (10,7-13)✝️ In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada f...
11/06/2026

Giovedì 11 giugno

San Barnaba

Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13)

✝️ In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

📌 Barnaba è originario di Cipro, si fa cristiano, vende quello che ha e lo consegna agli apostoli. Il suo è un gesto radicale ma lui non è affatto una persona rigida. Si fa carico del giovane Saulo, appena convertito, di cui nessuno si fida. Lo prende sotto le sue ali e lo porta con sé in missione. A Gerusalemme la comunità è turbata dalla notizia che ad Antiochia fra i fratelli si sono aggiunti dei pagani: viene inviato Barnaba che, vista la situazione, non tergiversa e li incoraggia risolutamente a perseverare nella fede. Luca nel suo resoconto dice che Barnaba fu soprannominato "figlio dell'esortazione". Barnaba incoraggia chi incontra, vede il positivo, trova delle soluzioni. Unisce anziché dividere, il suo nome e la sua memoria sono rimasti a incoraggiare quanti si mettono alla sequela del maestro Gesù. Diamoci da fare, nella Chiesa, per costruire più che criticare; edificare, più che vedere sempre ciò che non va. Abbiamo bisogno di figli dell'esortazione capaci di condurre all'unità nella verità e con la ca**tà. Impegniamoci, oggi, a costruire anziché criticare. Signore, aumenta la nostra fede.

Mercoledì 10 giugnoDal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che ...
10/06/2026

Mercoledì 10 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)

✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

📌C’è un fraintendimento che accompagna buona parte della vita pubblica di Gesù: è la sensazione che egli sia un contestatore della Legge, una sorta di eretico che pericolosamente metteva in pericolo il popolo e la tradizione. Nella pagina del Vangelo di oggi Gesù spiega una volta per tutte il suo vero ruolo: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento”. Ciò che Gesù contesta non è assolutamente la Legge che Dio dà a Mosè o la tradizione lunga secoli di cui è fatto il popolo di Israele. Ciò che Lui contesta è l’interpretazione di quella Legge e l’uso rigido della tradizione. Ecco perché non è nell’abolizione ma nel compimento che ritroviamo l’insegnamento di Cristo. Nel mondo d’oggi anche noi potremmo cadere nella tentazione di pensare che una vera fede cristiana non ha bisogno di teologia, di morale, di liturgia, di istituzioni, ma la verità è che tutte queste cose possono trasformarsi certamente in esperienze che invece di favorire l’incontro con Cristo lo impediscono, ma non è nella loro abolizione la soluzione ma nel loro giusto uso e compimento. Dire “Cristo sì e Chiesa no”, significa non aver capito Gesù. Dire “Amore sì ma senza regole” significa non aver capito l’amore. Dire “relazione con Dio sì ma senza nessuna liturgia” significa confondere il fai da te con la verità delle cose. Bisogna sempre molto diffidare da chi per dirci una cosa nuova rottama il vecchio, solitamente quando la verità è vera restituisce al vecchio la sua vera luce e non ha bisogno di buttare via nulla. Signore, aumenta la nostra fede!

Martedì 9 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale d...
09/06/2026

Martedì 9 giugno

Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)

✝️In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

📌 Lo Spirito Santo dono del risorto ci permette di vivere la pagina della beatitudini (il testo evangelico di ieri), di rendere la vita manifestazione credibile della nostra fede. Non diventiamo credibili e testimoni in conseguenza ad un nostro sforzo ma nell'accogliere la magnifica presenza di Dio, lasciandoci plasmare dal soffio dello Spirito Santo. Così Gesù, dopo avere proposto le beatitudini, una sorta di "carta costituzionale" del Regno, cala nella concretezza la sua proposta. Non basta dirsi credenti per esserlo, non basta illudersi di essere devoti per cambiare il mondo. Solo se osiamo il vangelo diventiamo sale che insaporisce la vita, nostra e degli altri. Solo lasciando incendiare il nostro cuore dalla presenza del Signore possiamo illuminare la nostra e l'altrui vita. Viviamo un tempo di grande cambiamento per il cristianesimo occidentale: siamo chiamati a prendere molto sul serio il Vangelo, evitando di ridurre il cristianesimo ad abitudine, ad una appartenenza sempre meno forte e convincente, ma facendolo tornare ciò che è: gioiosa e appassionata esperienza di Dio in Gesù, unico salvatore del mondo ieri, oggi e sempre. Signore aumenta la nostra fede!

Indirizzo

Via Pietro Antonio Bernardoni
Vignola
41058

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

+39059771062

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