16/10/2025
La stella della sera
Poeti ed artisti sono indubbiamente dotati di una scintilla divina del tutto speciale. Spesso essi sanno cogliere della realtà i significati più riposti e i segni del futuro con forza eccezionale. Quando questi spiriti liberi convergono in qualche direzione è prudente prenderli sul serio. Questo fenomeno non è affatto raro, ma stasera vorrei fermarmi a considerare una sola nota di questo coro: e cioè: l’attenzione riservata, da questi veggenti, alla stella della sera.
Tutti sanno che alla prima sera – come di prima mattina c’è una stella che brilla con vivido fulgore. Vien chiamata con nomi altamente suggestivi: Lucifero, come stella del mattino, Venere, come stella della sera; nomi evocativi di alta contemplazione, di misteri primigeni. Anche i pagani insistettero sul significato spirituale e religioso di questa stella, ma furono soprattutto i cristiani a vedervi il simbolo della luce e dell’amore di Dio, che attrae le anime a superiori e ristoratrici armonie.
S. Pietro vi fa allusione in una delle sue lettere cattoliche e dopo di lui molti altri vi si riferiscono, seguendo la maniera dei poeti. Uno dei grandi padri del monachesimo, san Basilio Magno, attesta che il costume degli eremiti di non accogliere in silenzio la grazia della luce vesperale è antichissimo come l’inno ch’essi cantavano, appunto, alla sera. Il costume trapassò nella liturgia ufficiale e il popolo cristiano vi restò a lungo affezionato con l’Ave Maria del Vespero, che inteneriva al rispetto perfino spiriti ritrosi. Questo stesso libro non ne è forse una continuazione?
Dostoevskij fa dire a Zosima: « Benedico ogni giorno il sorgere del sole, e il mio cuore lo canta come sempre, ma amo di più il suo tramontare, i suoi lunghi raggi obliqui e, con essi, i placidi, miti, commoventi ricordi, le dolci immagini di tutta una vita lunga e benedetta… Questo raggio del sole al tramonto è simbolo del nostro nesso con l’altro mondo ».
Recentemente, visitando l’esposizione di celeberrimi quadri, a Roma, son rimasto colpito dall’attenzione che un grandissimo pittore, Corot, dedicava a questa stella vesperale. S. Basilio spiega: « La stella della sera è la più bella di tutte perché il suo chiarore colpisce la vista senza farle male e producendole diletto ». Forse per questo i padri della fede vi riconobbero il simbolo del Cristo: infatti anche la luce della sua divina rivelazione, pur brillante di vivido fulgore, non irrita punto l’occhio spirituale, che, anzi, fissandola, vi riposa sereno e vi attinge segreti convincimenti di speranza, d’armonia, d’allegria.
Poeti ed artisti sono indubbiamente dotati di una scintilla divina del tutto speciale. Spesso essi sanno cogliere della realtà i significati più riposti e i segni del futuro con forza eccezionale. Quando questi spiriti liberi convergono in qualche direzione è … Continued