27/04/2026
E SE PROVASSIMO A…
Questa non è la solita “lamentela del prete”, ma un ACCORATO APPELLO AI GENITORI. In modo particolare ai genitori che hanno i figli adolescenti: per intenderci quelli di scuola media e scuola media superiore. Sappiamo perfettamente che questa è una età difficile (ci siamo passati anche noi) e proprio per questo motivo invito i genitori a vigilare sui propri figli, maschietti e femminucce. Vigilare con amorevolezza, con determinazione e serietà. Cioè chiedetevi ogni tanto, sempre, dove vanno i vostri figli, cosa fanno i vostri figli e chi frequentano. Questa moda della “movida da sballo” riguarda anche i vostri figli. Sbarbatelli che fumano, bevono in abbondanza e poi “sbarellano” facendo sciocchezze. Ci sono spazi nel nostro paese che fanno paura. A fine baldoria c’è una quantità smisurata di bottiglie vuote (birra, vino, liquori).
Vi assicuro che non è per niente piacevole ritrovare al mattino la piazzetta San Giuseppe, dell’ORATORIO, piena di immondizia. Adesso la tribù ha elaborato un nuovo rito: quello di sfasciare le bottiglie e disseminare vetri in lungo e largo.
L’assioma “sono giovani e devono divertirsi” non è una giustificazione di tali comportamenti. Ci si deve divertire nel pieno rispetto dei luoghi, delle persone e delle norme di civile convivenza. Cari genitori affacciatevi nei luoghi (che conoscete perfettamente) dove i ragazzi si concentrano per il “pre serata” e forse troverete i vostri figli. Magari una parola, richiamo del genitore, è più fruttuosa. Inutile dire che “ai tempi nostri” la parola era eccessiva. Bastava uno sguardo per fulminarci. Ma i tempi sono cambiati.
Cosa fanno le autorità? Fanno il loro dovere ma è fondamentale, dico fondamentale il ruolo dei genitori. Se l’autorità, l’istituzione deve lottare anche contro i genitori (non poche volte mi è capitato di essere stato richiamato da qualche genitore (chi ti credi di essere?) per aver rimproverato il proprio pargoletto), beh allora siamo messi male. Coraggio, non tutto è perduto. Collaboriamo tutti insieme, ognuno con le proprie specificità, per educare e formare le nuove generazioni. Ma con fermezza, determinazione e autorevolezza che fa rima con tenerezza cioè amore e cura per loro. Carissimi genitori: vi dico GRAZIE.
Don Angelo Dinunzio, parroco della San Giuseppe Operaio
Vieste, 27 aprile 2026