30/11/2025
PRIMA DI AVVENTO anno A Breve riflessione al Vangelo di Matteo 24,37-44
Inizia questa domenica il periodo di Avvento, tempo di veglia in attesa della venuta di Dio nella nostra storia. Questo periodo di preparazione al Natale del Signore, è un tempo teso ad irrobustire la speranza, e anche una occasione per sottolineare un atteggiamento di fronte alla vita, alla storia e a Dio, il Dio della speranza e della promessa. Vedete, la storia dell' umanità se ci pensiamo bene è un grande avvento, un viaggio verso il futuro: Dio e il suo regno si incarnano nella nostra storia. Nella lettera ai Romani che abbiamo appena ascoltato nella nostra Messa, l'apostolo Paolo ci dice: > ( Rm 13, 12) Ma quale significato può avere nella nostra vita, per l'appunto questa frase? Paolo ci invita a gettare via le armi che sono fomentatrici di violenza, di odio, di terrore, di guerra, ci invita a prendere tutte quelle iniziative che volgono e garantiscono un cammino di pace, che stabiliscono la giustizia e possono creare le condizioni per un umanità fraterna. Queste armi, le armi della pace hanno un volto e anche un modello in colui che è venuto tra di noi per portare la luce nel mondo. E Paolo ci invita per l'appunto a modellarci sull'esempio del Signore Gesù Cristo.
Il Vangelo di Matteo, il brano odierno ci invita a vigilare. Vigilare sul ritorno del Signore, vigilare sempre anche sui nostri comportamenti quotidiani come sottolinea: > ( vs 38) sono azioni che si compiono ogni giorno, la differenza sta se queste sono vissute come dono o possesso, come amore o violenza, come vita o morte. Allora ecco che vegliare acquista un valore imprescindibile, vegliare con e mediante la preghiera, vegliare anche sulla capacità di riconoscere i segni dei tempi, vegliare affinché possiamo restare vigili e attenti nel riconoscere il Signore fra i fratelli e le sorelle che incontriamo specie nei più bisognosi della nostra attenzione. Vegliare per non voltare le spalle a Colui che viene, povero e umile per la nostra liberazione. Vedete il quadro resta sempre nel nostro spesso banale quotidiano fatto per la maggior parte di inutili distrazioni, è nel quotidiano, in esso, che opera sempre il giudizio di Dio. Nel nostro lavoro di ogni giorno si decide la salvezza o la nostra perdizione, l'essere con lui o lontani da lui, la benedizione o la maledizione. La vita può diventare morte o risurrezione, dipendono dal fare o meno la Parola che il Signore ci ha messi davanti. Il cristianesimo non è un anestetico che fa dimenticare il male presente nell' illusione di un bene futuro. È un illuminazione che fa vedere la realtà e la fa assumere con intelligenza e responsabilità, in vista di un fine positivo. Essere consapevoli del momento presente ci fa vivere come figli e figlie della luce, ci fa accogliere lo Spirito del Signore che trasforma e ci sveglia dal torpore delle troppe cose inutili. Gesù invece di dirci il futuro, ci rimanda a leggere il presente, a vigilare, ad essere attenti, e ci invita a farlo alla luce della sua storia. Con lui il tempo è compiuto e vissuto in pienezza, il giudizio futuro di Dio su di noi non è altro che il nostro giudizio presente su di lui. Lo compiamo qui e ora nel riconoscerlo o meno nei nostri fratelli. Allora carissimi fratelli e sorelle, chiediamo al Signore che ci aiuti a vivere il nostro Avvento vigilando sulla nostra operosità quotidiana, di guardarci dal fanatismo di chi lo attende con agitazione, speculando su date e scadenze, come pure dalla delusione di chi non attende più e dorme. Inonda Signore il nostro spirito con la luce della tua grazia. Fa che possiamo discernere la tua visita quotidiana, affinché possiamo vivere ogni giorno come figli e figlie, come fratelli con fedeltà e sapienza.
Padre Luca Biagini
Parrocchia Gesù Cristo lavoratore
Viareggio