01/11/2025
Breve riflessione al Vangelo di Matteo 5,1-12 Festa di tutti i Santi.
Carissimi fratelli e sorelle, il Vangelo di Matteo nella Festa dei Santi, nel ricordo di tanti e tante che ci hanno preceduto, che hanno donato la loro intera vita per la causa del Vangelo, del suo annuncio, esordisce con le parole : >. Questo non è altro che il manifesto del regno di Dio, libera ognuno di noi dai falsi valori che ci tengono schiavi e ci rivela il suo vero volto di figlio di Dio. Per Matteo inizia il così detto discorso della montagna che è il nucleo direi centrale della proclamazione della " buona novella del regno". È anche il primo qadei cinque grandi discorsi che scandiscono il Vangelo di Matteo. Luca invece in modo parallelo ci parla del discorso della pianura, molto probabilmente anteriore a quello di Matteo ed è assai più breve. Le beatitudini che ci racconta Matteo sono redatte in discorso indiretto, sapienziale, infatti si può notare l'uso (della terza persona plurale), hanno una funzione esortativa e tracciano un programma di vita con la promessa della ricompensa celeste, un cammino e un impegno di vita che ha caratterizzato la vita di molti nostri fratelli sulla via della santità. Ma cosa è la santità anche nella nostra vita di tutti i giorni? Beati, dice Gesù quelli che noi consideriamo infelici. Ma per noi spesso è beato un ricco, magari il vicino di casa con la tesla, il potente e l'onorato, insomma vale di più chi ha, può e conta. Per Gesù è beato il povero, l'umile e il disprezzato, lo scartato ai margini delle periferie delle città in cui viviamo, vale chi non ha, non può, non conta. È un capovolgimento radicale di valori, senza possibilità di fraintendimento. Per Lui sono benedetti quelli che per noi sono maledetti! Vedete, i criteri con i quali Dio giudica e agisce sono esattamente l'opposto dei nostri. E allora, come vedete, la via aperta da Gesù per il regno dei cieli, passa da questa radicalità, ed è la via su cui si sono sforzati di passare molti uomini e donne religiose e di fede che poi la Chiesa li ha portati agli albori con l'appellativo di Santo, spesso anche contro la loro volontà, perché animati solo ed esclusivamente da quella fiamma d'amore, da quello Spirito Santo che ha fatto si che lasciassero ogni cosa alle loro spalle per annunciare la Parola di Dio, servire i poveri e gli ultimi nel mondo. Le parole di Gesù hanno una carica eversiva unica: capovolgono il mondo e i suoi principi. Un aspetto importante delle beatitudini da comprendere bene che è la radice appunto delle beatitudini, non è lo stare male, ma la giustizia di Dio, che non da a ciascuno il suo, ma secondo il bisogno, privilegiando chi a meno. Allora, cari fratelli, in questa breve riflessione di oggi, dove noi festeggiamo i Santi, chiediamo al Signore che ci doni il Suo Spirito che fortifichi i nostri passi, che ci permetta di riconoscere negli emarginati e discriminati il Suo volto, che ci consenta di scrollarci di dosso tutte le pesantezze della vita odierna, che ci distaccano dalla vera vita in Cristo e nel cammino della santità, di presentarci a Lui a mani vuote, affinché le riempia del Suo amore, di diventare miti, di non osteggiare ciò che abbiamo, ma cederlo come dono a chi non ha niente, di essere portatori di pace, sempre, comunque e ovunque. Ringraziare Gesù, che è beatitudine perfetta, crocifisso e risorto, lui che si è fatto povero, afflitto, mite, affamato e assetato di giustizia, puro di cuore, pacificatore e perseguitato affinché sul suo esempio anche noi, nonostante le nostre fragilità, possiamo correre con passi decisi verso una vita di santità che lui stesso ci ha lasciato in eredità.
Padre Luca Biagini
Parrocchia Gesù Cristo lavoratore Viareggio