25/08/2026
Era dicembre. Un bambino migrante era appena sbarcato sulle nostre coste, bagnato fradicio e con i piedi scalzi, e tremava. Allora un militare del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera si è tolto le proprie calze per darle a lui.
«Quella è l’umanità».
Un'immagine che è stata ricordata dal cardinale Matteo Zuppi, incontrando la Guardia Costiera al suo arrivo al Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli, commentando con queste parole quel gesto semplice, ma capace di raccontare molto di ciò che significa accogliere.
Eppure, mentre ricordiamo quella storia, il Mediterraneo continua a raccontarci di una umanità mancata.
Dopo un Ferragosto segnato dall’ennesimo ritrovamento di corpi senza vita al largo delle coste tra la Libia e Lampedusa e a bordo di un’imbarcazione alla deriva, è impossibile tacere la necessità di solidarietà da parte delle istituzioni, che non possono lasciare ai singoli una responsabilità così grande.
Di fronte a tragedie come queste serve un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare. Servono vie sicure e regolari per entrare in Europa. Serve garantire pienamente il diritto di chiedere asilo e il principio di non respingimento.
E per chi arriva in Italia, soprattutto se minore, l’accoglienza non può fermarsi al momento del salvataggio.
Significa garantire accesso all’istruzione, opportunità di crescita, partecipazione e inclusione e costruire percorsi che permettano a ogni ragazza e ragazzo di immaginare il proprio futuro.
Ne parleremo proprio al Meeting di Rimini, dove anche quest’anno siamo presenti per raccontare e sostenere i percorsi di inclusione sociale delle bambine, dei bambini e degli adolescenti migranti che arrivano soli in Italia.