Parrocchia Porto San Pancrazio

Parrocchia Porto San Pancrazio PARROCCHIA

Giovedì 25 giugno in parrocchia8,00 - 12,30: Grest17,30: confessioni18,00: rosario18,30: messa.
25/06/2026

Giovedì 25 giugno in parrocchia

8,00 - 12,30: Grest
17,30: confessioni
18,00: rosario
18,30: messa.

BUON GIORNO - giovedì 25 giugno -12 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Matteo 7,21-29In quel tempo, Gesù d...
25/06/2026

BUON GIORNO - giovedì 25 giugno -
12 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le f***e erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

COMMENTO(?): Siamo arrivati alla conclusione del grande insegnamento della montagna. Lo chiude un invito forte. Saggio è colui che si fida delle parole di Gesù. Troverà stabilità nella vita quotidiana, non solo certezza del regno dei cieli. Facile, … non mi risulta. Ma “non dovremmo mai indietreggiare davanti ai nostri fallimenti. C’è qualcosa di peggiore dei nostri fallimenti, e cioè la nostra mancanza di tentativi”… e questo rende sabbiosa la base della nostra vita.

PAPA BENEDETTO. Gesù è la Parola vivente di Dio. Quando insegnava, la gente riconosceva nelle sue parole la stessa autorità divina, sentiva la vicinanza del Signore, il suo amore misericordioso, e rendeva lode a Dio. In ogni epoca e in ogni luogo, chi ha la grazia di conoscere Gesù, specialmente attraverso la lettura del santo Vangelo, ne rimane affascinato, riconoscendo che nella sua predicazione, nei suoi gesti, nella sua Persona Egli ci rivela il vero volto di Dio, e al tempo stesso rivela noi a noi stessi, ci fa sentire la gioia di essere figli del Padre che è nei cieli, indicandoci la base solida su cui edificare la nostra vita. Ma spesso l’uomo non costruisce il suo agire, la sua esistenza, su questa identità, e preferisce le sabbie delle ideologie, del potere, del successo e del denaro, pensando di trovarvi stabilità e la risposta alla insopprimibile domanda di felicità e di pienezza che porta nella propria anima. E noi, su che cosa vogliamo costruire la nostra vita? Chi può rispondere veramente all’inquietudine del nostro cuore? Cristo è la roccia della nostra vita! Egli è la Parola eterna e definitiva che non fa temere ogni sorta di avversità, ogni difficoltà, ogni disagio.

QUESTA SERA
24/06/2026

QUESTA SERA

BUON GIORNO – mercoledì 24 giugno: natività di San Giovanni Battista12 settimana del tempo ordinarioDal vangelo secondo ...
24/06/2026

BUON GIORNO – mercoledì 24 giugno: natività di San Giovanni Battista
12 settimana del tempo ordinario

Dal vangelo secondo Luca 1,57-66.80
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

COMMENTO(?):
Giovanni è il profeta per eccellenza. Profeta non è colui che prevede il futuro, ma quello che alla luce di Dio riesce ad interpretare i segni dei tempi. E’ colui che riconosce la presenza di Dio, che si fida di lui e della sua Parola. Dei suoi insegnamenti e delle sue indicazioni e avverte il mondo circa la giustizia divina …. Le cose giuste da fare. Non è per forza un consacrato o un veggente.
Ogni uomo e ogni donna disponibile all’incontro con Lui diventano profeti perché capaci di leggersi come figli fatti a immagine e somiglianza.
Lasciare fuori Dio dalla nostra storia e dimenticarci la nostra creaturalità è perdere il contatto con il futuro dell’umanità.

PAPA BENEDETTO: Oggi, 24 giugno, celebriamo la solennità della Nascita di San Giovanni Battista. Se si eccettua la Vergine Maria, il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37), sei mesi prima del grande prodigio che ci dà salvezza, l’unione di Dio con l’uomo per opera dello Spirito Santo. I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: «Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via. In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,10-11).

BUON GIORNO – martedì 23 giugno12 settimana del tempo ordinarioDal vangelo secondo Marco 7,6.12-14In quel tempo, Gesù di...
23/06/2026

BUON GIORNO – martedì 23 giugno
12 settimana del tempo ordinario

Dal vangelo secondo Marco 7,6.12-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

COMMENTO(?): Ormai alla conclusione del suo lungo discorso e istruzione, forse Gesù si accorge che lo sguardo dei suoi discepoli si è appesantito di un’ansia per il regno che è nuova. Non è facile, la strada è angusta, la porta stretta, forse un po’ nascosta, ma che bello ritrovarsi invece che perdersi.
E il consiglio non è una negazione ma un invito a fare, quello che si vorrebbe ricevere metterlo in pratica perché giri e poi ritorni.
Talvolta con quella sana custodia che là dove non c’è campo è inutile seminare.

PAPA LEONE: A prima vista, questa immagine fa sorgere in noi qualche domanda: se Dio è il Padre dell’amore e della misericordia, che sempre rimane con le braccia aperte per accoglierci, perché Gesù dice che la porta della salvezza è stretta? Certamente, il Signore non vuole scoraggiarci. Le sue parole, invece, servono soprattutto a scuotere la presunzione di coloro che pensano di essere già salvati, di quelli che praticano la religione e, perciò, si sentono già a posto. In realtà, essi non hanno compreso che non basta compiere atti religiosi se questi non trasformano il cuore: il Signore non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia. (…). La nostra fede è autentica quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa un criterio per le nostre scelte, quando ci rende donne e uomini che si impegnano nel bene e rischiano nell’amore proprio come ha fatto Gesù; Egli non ha scelto la via facile del successo o del potere ma, pur di salvarci, ci ha amati fino ad attraversare la “porta stretta” della Croce. Lui è la misura della nostra fede, Lui è la porta che dobbiamo attraversare per essere salvati (Cfr Gv 10,9), vivendo il suo stesso amore e diventando, con la nostra vita, operatori di giustizia e di pace.

22/06/2026
BUON GIORNO – lunedì 22 giugno –12 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Matteo 7,1-5In quel tempo, Gesù diss...
22/06/2026

BUON GIORNO – lunedì 22 giugno –
12 settimana del tempo ordinario
Dal Vangelo secondo Matteo 7,1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

COMMENTO(?): C’è soprattutto del buon senso in questa immagine: non puoi pretendere dagli altri ciò che non sei disposto a fare tu per primo.
L’invito del Signore è a disarmare il nostro giudicare, tante volte fatto con acredine e per screditare il prossimo. E c’è il grosso rischio che il presunto giudizio nei confronti di altri si trasformi in pettegolezzo.
Al contrario, il giudizio fatto con amore si chiama correzione fraterna e serve per fare strada insieme.
E poi vuoi mettere, facendo spazio agli occhi e togliendo tutto quello che è in più, quanta luce puo passare e quanto più luminosa sembrerà la vita e gli altri ...

PAPA FRANCESCO: Il rischio che corriamo, dice il Signore, è concentrarci a guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello senza accorgerci della trave che c’è nel nostro (…). In altre parole, essere attentissimi ai difetti degli altri, anche a quelli piccoli come una pagliuzza, trascurando serenamente i nostri, dandogli poco peso. È vero quanto dice Gesù: troviamo sempre motivi per colpevolizzare gli altri e giustificare noi stessi. E tante volte ci lamentiamo per le cose che non vanno nella società, nella Chiesa, nel mondo, senza metterci prima in discussione e senza impegnarci a cambiare anzitutto noi stessi. (…). Se invece riconosciamo i nostri sbagli e le nostre miserie, si apre per noi la porta della misericordia. E dopo esserci guardati dentro, Gesù ci invita a guardare gli altri come fa Lui – questo è il segreto: guardare gli altri come fa Lui –, che non vede anzitutto il male, ma il bene. Dio ci guarda così: non vede in noi degli sbagli irrimediabili, ma vede dei figli che sbagliano. Cambia l’ottica: non si concentra sugli sbagli, ma sui figli che sbagliano. Dio distingue sempre la persona dai suoi errori. Salva sempre la persona. Crede sempre nella persona ed è sempre pronto a perdonare gli errori. Sappiamo che Dio perdona sempre. E ci invita a fare lo stesso: a non ricercare negli altri il male, ma il bene.

Sabato 20 giugno in parrocchia9,30: segreteria17,00: confessioni18,00: Rosario18,30: messa festiva della vigilia.
20/06/2026

Sabato 20 giugno in parrocchia

9,30: segreteria
17,00: confessioni
18,00: Rosario
18,30: messa festiva della vigilia.

BUON GIORNO – sabato 20 giugno11 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Matteo 6,24-34In quel tempo Gesù disse...
20/06/2026

BUON GIORNO – sabato 20 giugno
11 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo 6,24-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

COMMENTO(?): credo che questo sia la parte del discorso della montagna più difficile da mettere in pratica. Come fai a non preoccuparti? Guardare con disincanto a queste tempo non può non lasciarti qualche peso nel cuore e far sorgere la domanda: “e che ne sarà di noi, dei nostri figli?” Ma preoccuparsi, cioè pensare già alle cose che devono succedere, seppur doveroso e prudente, rischia di farti perdere il senso dell’oggi e i motivi per cui vale la pena. Prima di pensare a domani, oggi guarda i tuoi figli, la tua sposa o il tuo sposo, i tuoi amore, ciò per cui vale la pena e ricordati che, se anche sembra impossibile, c’è una promessa che ci accompagna: “il padre vostro sa che ne avete bisogno”. Ora, seppur son convinto che la preoccupazione è fatto naturale, dall’altra parte è l’affanno che in Dio non ha motivo di essere. Preoccupati giustamente guardiamo al domani con la certezza che non saremo abbandonati.

PAPA BENEDETTO XVI: Di fronte alla situazione di tante persone, vicine e lontane, che vivono in miseria, questo discorso di Gesù potrebbe apparire poco realistico, se non evasivo. In realtà, il Signore vuole far capire con chiarezza che non si può servire a due padroni: Dio e la ricchezza. Chi crede in Dio, Padre pieno d’amore per i suoi figli, mette al primo posto la ricerca del suo Regno, della sua volontà. E ciò è proprio il contrario del fatalismo o di un ingenuo irenismo. La fede nella Provvidenza, infatti, non dispensa dalla faticosa lotta per una vita dignitosa, ma libera dall’affanno per le cose e dalla paura del domani. È chiaro che questo insegnamento di Gesù, pur rimanendo sempre vero e valido per tutti, viene praticato in modi diversi a seconda delle diverse vocazioni: un frate francescano potrà seguirlo in maniera più radicale, mentre un padre di famiglia dovrà tener conto dei propri doveri verso la moglie e i figli. In ogni caso, però, il cristiano si distingue per l’assoluta fiducia nel Padre celeste, come è stato per Gesù. È proprio la relazione con Dio Padre che dà senso a tutta la vita di Cristo, alle sue parole, ai suoi gesti di salvezza, fino alla sua passione, morte e risurrezione. Gesù ci ha dimostrato che cosa significa vivere con i piedi ben piantati per terra, attenti alle concrete situazioni del prossimo, e al tempo stesso tenendo sempre il cuore in Cielo, immerso nella misericordia di Dio.

Venerdì 19 giugno in parrocchia8,00: messa8,30: preghiera alla misericordia  9,30: segreteria parrocchiale (Nadia)Visite...
19/06/2026

Venerdì 19 giugno in parrocchia

8,00: messa
8,30: preghiera alla misericordia
9,30: segreteria parrocchiale (Nadia)
Visite

16,00: centro parrocchiale aperto
19,30: apertura serale del centro parrocchiale

Indirizzo

Via Paolo Sarpi, 19
Verona
37133

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