Parrocchia Porto San Pancrazio

Parrocchia Porto San Pancrazio PARROCCHIA

BUON GIORNO – martedì 2 giugno -9 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Marco 12,13-17In quel tempo, mandaron...
02/06/2026

BUON GIORNO – martedì 2 giugno -
9 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

COMMENTO(?):
l’accento oggi si posa sull’ipocrisia di chi vuol far dire al Signore quello che gli interessa o semplicemente sapere da che parte si schiera. La risposta del Signore taglia le gambe a qualsiasi tentativo di tirarlo nella storia schierato da una parte o dall’altra.
Ma non prende le distanze dalle vicende umane.
La domanda che nasce è qual'è la parte migliore di me?
e chi la do?
E' la ricchezza e il successo, allora temo sarai sempre in debito con il potere del mondo.
E' il tuo cuore, la tua sensibilità il tuo modo di amare? allora sappi che chi ha inventato sta roba non esige niente, ti chiede solo di essere e di affidarti.

PAPA FRANCESCO: Gesù ricava, dalla domanda postagli dai farisei, un interrogativo più radicale e vitale per ognuno di noi, un interrogativo che noi possiamo farci: a chi appartengo io? Alla famiglia, alla città, agli amici, alla scuola, al lavoro, alla politica, allo Stato? Sì, certo. Ma prima di tutto – ci ricorda Gesù – tu appartieni a Dio. Questa è l’appartenenza fondamentale. È Lui che ti ha dato tutto quello che sei e che hai. E dunque la nostra vita, giorno per giorno, possiamo e dobbiamo viverla nel riconoscimento di questa nostra appartenenza fondamentale e nella riconoscenza del cuore verso il nostro Padre, che crea ognuno di noi singolarmente, irripetibile, ma sempre secondo l’immagine del suo Figlio amato, Gesù. È un mistero stupendo. Il cristiano è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà umane e sociali senza contrapporre “Dio” e “Cesare”; contrapporre Dio e Cesare sarebbe un atteggiamento fondamentalista. Il cristiano è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà terrene, ma illuminandole con la luce che viene da Dio. L’affidamento prioritario a Dio e la speranza in Lui non comportano una fuga dalla realtà, ma anzi un rendere operosamente a Dio quello che gli appartiene. È per questo che il credente guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere la vita terrena in pienezza e rispondere con coraggio alle sue sfide.

01/06/2026
BUON GIORNO - lunedì 1 giugno -9 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Marco 12,1-12In quel tempo, Gesù si mi...
01/06/2026

BUON GIORNO - lunedì 1 giugno -
9 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco 12,1-12
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

COMMENTO(?): Gesù riprende l'immagine della vigna che già Isaia aveva proposto nell'At. E da questa vigna ci si aspetta un frutto, ma identificata con il popolo di Israele, non portava ancora il risultato desiderato, anzi ...
Gesù profetizza con questa parabola ciò per cui si stava preparando, essere ucciso.
Questa vigna è stata preparata (siepe, torchio, torre) da un padrone che l'ha data in gestione a chi poteva goderne il frutto, ma i lavortori si sono ribellati.
In pratica la vita, simboleggiata da questa vigna, non ce la siamo dati da soli, non l’abbiamo fatta noi, non l’abbiamo voluta per primi, non l’abbiamo resa possibile, ma l’abbiamo solo ricevuta, come un dono, come una consegna. E seppur questo Padrone se ne va lontano e la lascia in mano a noi, lo fa con due grossi motivi: fidarsi, e tornare.
"Per questo la fede non consiste nell’aggrapparsi alle cose, ma nell’imparare a fidarsi. Forse la santità consiste anche in questo: trattare tutto ciò che abbiamo ricevuto con gratitudine, sapendo che nulla ci è dovuto e che tutto ci è stato consegnato perché impariamo ad amare".(LME)

BENEDETTO XVI: Sono parole che fanno pensare alla grande responsabilità di chi, in ogni epoca, è chiamato a lavorare nella vigna del Signore, specialmente con ruolo di autorità, e spingono a rinnovare la piena fedeltà a Cristo. Egli è “la pietra che i costruttori hanno scartato” (Mt 21,42), perché l’hanno giudicato nemico della legge e pericoloso per l’ordine pubblico; ma Lui stesso, rifiutato e crocifisso, è risorto, diventando la “pietra d’angolo” su cui possono poggiare con assoluta sicurezza le fondamenta di ogni esistenza umana e del mondo intero. Di tale verità parla la parabola dei vignaioli infedeli, ai quali un uomo ha affidato la propria vigna, perché la coltivino e ne raccolgano i frutti. Il proprietario della vigna rappresenta Dio stesso, mentre la vigna simboleggia il suo popolo, come pure la vita che Egli ci dona affinché, con la sua grazia e il nostro impegno, operiamo il bene. Sant’Agostino commenta che “Dio ci coltiva come un campo per renderci migliori” (Sermo 87, 1, 2: PL 38, 531). Dio ha un progetto per i suoi amici. (…) Saldamente ancorati nella fede alla pietra angolare che è Cristo, rimaniamo in Lui come il tralcio che non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite. Solamente in Lui, per Lui e con Lui si edifica la Chiesa, popolo della nuova Alleanza.

E' ORA!!!
30/05/2026

E' ORA!!!

sabato 30 maggio in parrocchia 10,30: funerale Severino16,00: apertura centro parrocchiale17,30: confessioni18,00: rosar...
30/05/2026

sabato 30 maggio in parrocchia

10,30: funerale Severino

16,00: apertura centro parrocchiale
17,30: confessioni
18,00: rosario
18,30: messa festva della vigilia

BUON GIORNO - sabato 30 maggio -8 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Marco 11,27-33In quel tempo, Gesù e i...
30/05/2026

BUON GIORNO - sabato 30 maggio -
8 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco 11,27-33
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

COMMENTO(?): Siamo all'indomani della cacciata dei mercanti dal tempio. Al ritorno nel tempio, Gesù viene fermato dai "controllori delle cose di Dio" che gli chiedono la patente di profeta. Sono appunto controllori, tutto deve stare dentro i parametri che alcuni uomini hanno disegnato per DIo. Non aperti alla fantasia d'amore di Do, all'annuncio delle cose belle di Gesù, alla novità che lo Spirito immette e continua a immettere. I primi ad essere confinati dentro rigole "mortali all'anima" e destinati al buio sono proprio loro. E resteranno esclusi dalla bellezza, come chi si ostina a tenere le tapparelle abbassate nelle giornate di sole.
C'è luce in Cristo, quella di cui hai bisogno.
Questi sono stati messi in crisi dalla luce, hanno forse visto la polvere sui loro usi e costumi. Fa bene anche a noi essere scossi di tanto in tanto, liberandoci dal pericolo di fargli dire le cose che voogliamo noi

PAPA FRANCESCO: Qual è l’autorità che ha Gesù? È quello stile del Signore, quella 'signoria' - diciamo così - con la quale il Signore si muoveva, insegnava, guariva, ascoltava. Questo stile "signorile"- che è una cosa che viene da dentro – e fa vedere ... cosa fa vedere? Coerenza. Gesù aveva autorità perché era coerente tra quello che insegnava e quello che faceva, cioè come viveva. Quella coerenza è quello che dà l’espressione di una persona che ha autorità: “Questo ha autorità, questa ha autorità, perché è coerente”, cioè dà testimonianza. L’autorità si fa vedere in questo: coerenza e testimonianza

Venerdì 29 maggio in parrocchia8,00: Rosario8,30: messa9,30: segreteriaVisite 16,00: apertura centro parrocchiale
29/05/2026

Venerdì 29 maggio in parrocchia

8,00: Rosario
8,30: messa
9,30: segreteria

Visite

16,00: apertura centro parrocchiale

BUON GIORNO – venerdì 29 maggio –8 settimana del tempo ordinarioDal Vangelo secondo Marco 11,11-25[Dopo essere stato acc...
29/05/2026

BUON GIORNO – venerdì 29 maggio –
8 settimana del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco 11,11-25
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

COMMENTO(?): sembra una tipica giornata no! Gesù si alza, c’ha una voglia di fichi fuori stagione è naturalmente l’albero non gliene dà. Arriva poi al tempio e trova lo sfracello del mercato. Tornando a casa i suoi discepoli si accorgono dell’albero seccato. Alla fine, rimangono: lo stupore delle persone meravigliate dal suo insegnamento e un albero che non potrà più dare frutti. I due episodi per me sono legati. Il fico è anche il simbolo dello studio della legge di Dio perché i suoi frutti sono dolci, ma se non accogli l’invito del maestro rischi di trasformare il tuo rapporto con Dio in un mercanteggiare. Il tempio è il luogo dell’incontro e dell’intimità con Dio favorito dall’accoglienza della Parola. Ancora una volta è messo al centro il nostro rapporto con Dio. Una domanda banale da prete: quando vai a messa cosa cerchi? Una bella messa o la bellezza dello stare con Lui?

PAPA FRANCESCO: Il Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante. Anche, questo è valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto…? Più importante è l’adorazione: tutta la comunità riunita guarda l’altare dove si celebra il sacrificio e adora. Ma, io credo – umilmente lo dico – che noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio. (…) San Paolo ci dice che noi siamo templi dello Spirito Santo. Io sono un tempio. Lo Spirito di Dio è in me. E anche ci dice: ‘Non rattristate lo Spirito del Signore che è dentro di voi!’. E anche qui, forse non possiamo parlare come prima dell’adorazione, ma di una sorta di adorazione che è il cuore che cerca lo Spirito del Signore dentro di sé e sa che Dio è dentro di sé, che lo Spirito Santo è dentro di sé. Lo ascolta e lo segue. (…) Che il Signore ci conceda questo vero senso del Tempio, per potere andare avanti nella nostra vita di adorazione e di ascolto della Parola di Dio.

MGiovedì 28 maggio in parrocchia8,30: pulizia della chiesa9,30: centro ascolto CaritasSegreteria aperta 17,00: Adorazion...
28/05/2026

M
Giovedì 28 maggio in parrocchia

8,30: pulizia della chiesa
9,30: centro ascolto Caritas
Segreteria aperta

17,00: Adorazione Eucaristica silenziosa
18,00 Rosario
18,30: messa

20,30: CHIAMATA ALLA PACE in piazza Brà

Indirizzo

Via Paolo Sarpi, 19
Verona
37133

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