25/07/2026
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𝗧𝗲𝗿𝗿𝗲𝗺𝗼𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝘂𝗲𝗹𝗮
al centro della chiesa siamo chiamati a dare il nostro contributo per il tremendo terremoto che c’è stato in Venezuela il 25 giugno.
𝗜𝗹 𝗣𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱’𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝗶,
𝒄𝒐𝒔’𝒆̀ 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒇𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂
Si tratta di un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta in tutte le chiese parrocchiali e francescane dal mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del 2 e tutti i giorni dell’anno visitando la Chiesa della Porziuncola di Assisi dove morì San Francesco. Il Poverello ottenne l’indulgenza da papa Onorio III il 2 agosto 1216 dopo aver avuto un’apparizione presso la chiesetta.
La maestosa Basilica di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗣𝗼𝗿𝘇𝗶𝘂𝗻𝗰𝗼𝗹𝗮, costruita su interessamento di S. Pio V a partire dal 1569 e che sorge a circa quattro chilometri da Assisi, racchiude tra le sue mura l’antica ca****la della Porziuncola, legata alla memoria di San Francesco d’Assisi. Oggi sulla sua facciata c’è un affresco raffigurante l’istituzione del 𝗣𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝗶.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 “𝗣𝗘𝗥𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗗’𝗔𝗦𝗦𝗜𝗦𝗜”?
Proprio alla Porziuncola il Santo d’Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere al papa l’indulgenza che fu poi detta, appunto, “𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘇𝗶𝘂𝗻𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗼 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼”, la cui festa si celebra il 2 agosto.
È il diploma di fr. Teobaldo, vescovo di Assisi, uno dei documenti più diffusi, a riferirlo. S. Francesco, in una imprecisata notte del luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile chiesa. Seduti in trono, circondati da uno stuolo di angeli, apparvero, in una luce sfavillante, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗶, 𝘃𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼, 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗲 𝗼 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗶 𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗔 𝗣𝗔𝗣𝗔 𝗢𝗡𝗢𝗥𝗜𝗢 𝗜𝗜𝗜
Alle prime luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa. Sedeva sul soglio di Pietro, dopo la morte del grande Innocenzo III, 𝗽𝗮𝗽𝗮 𝗢𝗻𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗜𝗜𝗜, uomo anziano ma molto buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza.
𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝘃𝗮 “𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲” e che voleva “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”. Si trattava di una richiesta inusitata, visto che una tale indulgenza si era soliti concederla soltanto per coloro che prendevano la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati.
Il Papa, infatti, fece notare al Poverello che “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”. Francesco ribatté: "𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗼 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗺𝗶𝗮, 𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗹𝘂𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶 𝗵𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼, 𝗰𝗶𝗼𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗚𝗲𝘀𝘂̀ 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼” Nonostante, quindi, l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’abbia”). Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, – rispose il Santo – a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. L’indulgenza fu ottenuta, quindi, “vivae vocis oraculo”.
𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗩𝗘𝗡𝗡𝗘 𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗜𝗧𝗔 𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘?
Il 𝟮 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟭𝟮𝟭𝟲, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279, il frate Pietro di Giovanni Olivi scriveva che “essa indulgenza è di grande utilità al popolo che è spinto così alla confessione, contrizione ed emendazione dei peccati, proprio nel luogo dove, attraverso san Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto a questi tempi”.
𝗔 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂𝗹𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮?
Ricevere 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗰𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio; partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione; 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘇𝗶𝘂𝗻𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗱𝗲, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana, e recitare il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo; recitare una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.
𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 “𝗣𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱’𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝗶”?
Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes) si può lucrare l’indulgenza, per sé o per i propri defunti,alle medesime condizioni, 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼, una sola volta al giorno.
Mentre in tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare 𝗱𝗮𝗹 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟭° 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟮 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 di ogni anno.
𝗖𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂𝗹𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮?
Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝘀𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗶𝘀𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗲𝗰𝗰𝗮𝘁𝗶. Così la Chiesa non vuole soltanto ve**re in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di ca**tà [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].
Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)»