28/05/2026
LETTERA APERTA
agli autori materiali del manifesto
C'è un'ora, nei paesi della Val di Tramigna, in cui le parole, proprio come le case di Campiano alla fine del giorno, smettono lentamente di essere parole e tornano a essere pietra. Ma la pietra, lo sappiamo bene noi che abitiamo queste colline, può essere usata per innalzare la pieve in cui ci raduniamo, oppure scagliata per ferire il volto di chi amiamo.
Leggendo il vostro manifesto, non ho provato rabbia, ma il dolore sottile di una ferita. L'omofobia, l'odio e il rifiuto per chi ci appare diverso, sono quasi sempre il sintomo di una paura che non trova pace, un vento impetuoso e gagliardo, un terremoto, un fuoco. Ma noi sappiamo, con le stesse parole della Scrittura che risuonano sull'Oreb, che il Signore non è nel vento, non è nel terremoto, non è nel fuoco del disprezzo. Il Signore è nel «sussurro di una brezza leggera».
È affidandomi a questa brezza leggera che vi scrivo, per parlarvi di Amore. L'Amore non è mai un dogma chiuso a chiave per escludere qualcuno, ma la consegna definitiva di sé al mistero di Dio attraverso la materia del mondo, attraverso la carne, i volti e le storie delle persone umane. La nostra vallata è generosa e vitale proprio perché è diversa in ogni suo angolo, dalle vigne del fondovalle ai boschi dei crinali. Così è l'umanità.
Il rispetto per le differenze non è un cedimento alle mode del tempo, ma la più alta e vera celebrazione della creazione. Ogni diversità ci arricchisce profondamente, ogni storia d'amore autentica e sincera è un riflesso, un'impronta di quel Dio che ha scelto di camminare in mezzo a noi.
Ciò che a volte, nella cecità della paura, viene giudicato come un errore nell'ordine delle cose, può essere in realtà una nuova geografia dell'anima. Nel corpo glorioso del Risorto le ferite non vengono cancellate, ma diventano segno di riconoscimento luminoso, varchi di grazia. Allo stesso modo, le esistenze che il mondo vorrebbe condannare e marginalizzare portano in sé un frammento di luce inestimabile, indispensabile per comprendere fino in fondo la vastità del disegno divino.
Nessuno è uno sbaglio. Nessun amore limpido è fuori dallo sguardo di Dio.
Vi invito, con tutto il cuore, a non fermarvi nel buio di quel giudizio. C'è una luce ramata, bassa, che al tramonto entra da angolazioni inaspettate e illumina pezzi delle nostre stanze, dei nostri cuori, che forse non avevamo mai avuto il coraggio di guardare.
Lasciate che quella luce illumini anche la vostra paura, trasformandola in accoglienza e ascolto. Desidero invitarvi a uscire dall'ombra, a deporre la pietra e a unirvi a noi, non come avversari, ma come parte della stessa comunità in cammino.
Vi invito alla celebrazione e manifestazione
**LIBERI DI ESSERE, LIBERI DI CREDERE**
domenica 7 giugno 2026 alle 18
Campiano
Non sarà un luogo di scontro, ma uno spazio aperto dove riconoscerci fratelli e sorelle, ricchi delle nostre differenze e figli dello stesso respiro.
Abbraccio tutti e ciascuno in Cristo nostra gioia, nostra speranza.
Padre Giuliano