Parrocchia Natività di Maria SS

Parrocchia Natività di Maria SS Comprende due quartieri; Gianchette e Roverino. Annunciare Cristo con la vita

La Parrocchia Natività di Maria è una comunità cristiana cattolica in periferia della città di Ventimiglia, sono 4300 gli abitanti di questa piccola chiesa in questo territorio.

01/09/2026
29/08/2026

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Intorno all’anno 27-28 d.C., Giovanni che già aveva scelto di condurre una vita austera e viveva nel deserto, iniziò la sua missione. Egli invitava il popolo a cambiare la disposizione dell’animo, le abitudini erronee di vita, ossia a predisporsi a una sincera conversione per accogliere il Signore che stava arrivando. Il suo predicare era rivolto a chiunque: il popolo lo ascoltò rispondendo ai suoi inviti e accettando il battesimo di pentimento dei peccati, che egli impartiva sul fiume Giordano; parole di fuoco lanciò invece contro i farisei, a cui rimproverava l'ipocrisia. Divenne molto popolare, "il più grande dei profeti" e faceva arrivare la sua voce ovunque vi fosse il male. Rimproverò l’immorale condotta del re Erode Antipa ed Erodiade, che lo aveva sposato dopo aver divorziato dal fratello Erode Filippo. Questo tuonare di Giovanni non piacque al re che lo fece arrestare. Durante una festa, Salomè, figlia di Erodiade, mostrò il suo talento nella danza e così il re le promise un dono. Salomè, istigata dalla madre, chiese la testa di Giovanni. E Giovanni venne decapitato. Giovanni Battista fu ultimo profeta e primo apostolo, morì martire per una missione: annunciare l’imminente arrivo del Messia.

14/08/2026

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE martire
Massimiliano Kolbe nacque nel 1894, in Polonia, da famiglia semplice e fervente nella pratica cristiana. A causa delle scarse risorse economiche, i fratellini Kolbe furono accolti dai Frati Minori Conventuali, perché studiassero. Massimiliano cominciò a sentire i primi segni della vocazione e, nel 1918 fu ordinato sacerdote. Con l’affermarsi dell’anticlericalismo e le manifestazioni romane contro San Pietro e il Papa, Massimiliano maturò il pensiero che bisognava far penetrare l’Immacolata nel cuore degli uomini, perché l’infiammasse d’amore per il Figlio e li conducesse alla conversione. Ancora studente, nel 1917, fondò con questi propositi la “Milizia di Maria Immacolata” il cui motto è “Rinnovare ogni cosa in Cristo attraverso l’Immacolata”. Più tardi, la M.I. fu approvata a Roma canonicamente come “Pia Unione”. Qualche anno dopo, cominciò la costruzione di un convento-città, chiamato “Città dell’Immacolata”, una autentica fraternità francescana, basata sulla preghiera, che si popolò di religiosi, sacerdoti, conversi, aspiranti in ricerca vocazionale. Qui si viveva secondo la Regola di san Francesco, nello spirito della consacrazione all’Immacolata e una fattiva collaborazione per la diffusione della devozione alla Beata Vergine. Padre Kolbe fu instancabile nella sua opera di diffusione ed evangelizzazione, fondò il “Giardino dell’Immacolata” in Giappone, che divenne un centro fiorente per la vita cattolica. Con la persecuzione razziale anche i religiosi della “Città dell’Immacolata” furono deportati in un campo di concentramento, dove si prodigarono per portare sostegno morale agli altri prigionieri. Mentre i compagni furono liberati, padre Massimiliano fu trasferito ad Auschwitz. Fu una presenza consolante per tutti, testimone della fede, messaggero di pace, pregava e faceva pregare, illuminava, infondeva speranza e affidava alla Madre. Un giorno, un prigioniero riuscì a fuggire e secondo l’inesorabile legge del campo, dieci prigionieri venivano condannati al blocco della fame. Padre Kolbe si offrì in cambio di uno dei prescelti, un padre di famiglia. Questi poveri uomini furono buttati nudi nel blocco della morte e nulla venne dato loro, nell’attesa della loro fine. Padre Kolbe alleviò la disperazione con la preghiera continua a cui essi rispondevano e lentamente si consumavano. Dopo 14 giorni rimasero solo quattro in vita, fra cui Massimiliano. Si decise di fare loro una iniezione di acido fenico. I testimoni raccontarono che le sue ultime parole furono “Ave Maria”: era il 14 agosto 1941, vigilia della festa dell’Assunta.

01/08/2026

SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI vescovo dottore
Nacque il 27 settembre 1696 a Marinella, nei pressi di Napoli, nella nobile famiglia de’ Liguoro: il padre Giuseppe era ufficiale della marina reale e la madre, Anna Cavalieri d’Avenia, era sorella del servo di Dio Emilio Giacomo Cavalieri. Primo di otto figli, il padre voleva che ricevesse una buona istruzione e crebbe all’insegna di una robusta educazione religiosa. Intrapresi gli studi di diritto all’Università di Napoli, a sedici anni divenne dottore in diritto civile e canonico. Esercitò con successo la professione forense, ma persa un’importante causa, decise di abbandonare l’avvocatura. Rampollo di un’antica famiglia, rinunziò al diritto di primogenitura a favore del fratello. Depose quindi la spada sull’altare della chiesa di Santa Maria della Mercede, per iniziare a studiare teologia in casa e nel 1726, a trent’anni, fu ordinato sacerdote. Si dedicò con tutto sé stesso all’attività pastorale. Confessore efficace, si dice che non abbia mai rifiutato l’assoluzione ad alcuno. Alfonso de’ Liguori pensò a una congregazione che si dedicasse al soccorso e all'educazione della parte più povera della società, sognò missionari che portassero la luce della fede e il fuoco della carità nei bassi cittadini e nelle capanne rurali. Nel 1732 fondò a Scala, vicino Amalfi, l’Ordine dei Redentoristi, attualmente diffuso in tutta Europa, in America e in altre parti del mondo. A settantasei anni fu nominato vescovo di S. Agata dei Goti, tra Benevento e Capua. Morì novantunenne il 1° agosto 1787 a Nocera dei Pagani. Pio VII lo beatificò nel 1816, Gregorio XVI lo canonizzò il 29 maggio 1839 e nel 1871 fu proclamato dottore della Chiesa da Pio IX. Nella sua celebre Theologia moralis reagendo al rigorismo dei giansenisti ne accentuò non la severità ma la compassione e la misericordia. Ha ispirato una vasta corrente della spiritualità mariana con Le Glorie di Maria libro di devozione popolare. È ricordato anche per aver scritto il canto di Natale italiano più noto: Tu scendi dalle stelle.

Indirizzo

Corso Limone Piemonte, 53
Ventimiglia
18039

Telefono

+390184351927

Sito Web

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