23/04/2026
Il canto della steppa al Redentore
tra memoria francescana e spiritualità mongola
Nel nostro Chiostro
Mercoledì 29 aprile, ore 19:30
Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili
In un intreccio suggestivo tra musica, memoria storica e spiritualità, il nostro del apre le sue porte a un evento storico.
Mercoledì 29 aprile alle ore 19:30, lo spazio sacro veneziano ospiterà il musicista mongolo Batzorig Vaanchig, protagonista di un percorso artistico che connette la tradizione dell'Asia centrale con l'eredità francescana di Venezia.
Un dialogo tra tradizioni e anniversari
L'iniziativa si inserisce in un momento di profondo valore storico, in coincidenza con l'800esimo anniversario della morte di San Francesco e il 450esimo anno dal voto della città di Venezia. Il progetto, realizzato in collaborazione con Microclima e , mira a riattivare il chiostro non solo come luogo di memoria, ma come ambiente vivo di esperienza condivisa. Dopo la collaborazione con , FALN Fondazione Archivio Luigi Nono e , la rassegna di proposte dei del Redentore prosegue la sua ricerca sulla musica come forma di accoglienza e relazione.
Batzorig Vaanchig: la voce della natura
Batzorig Vaanchig porterà al Redentore la millenaria tradizione del canto difonico, una tecnica vocale straordinaria che permette di produrre simultaneamente più suoni, modellandosi sull'ambiente naturale e sulle steppe. Accompagnato dal tovshuur (liuto a due corde) e dal morin khuur (il leggendario violino a testa di cavallo), Vaanchig trasformerà il suono in uno spazio di risonanza inattesa.
L'affinità con
L'evento propone un sottile parallelismo tra la cultura mongola e la figura di San Francesco. In entrambe le tradizioni, la natura non è un semplice sfondo, ma un interlocutore vivo. Il canto di Vaanchig, che dialoga con il vento e gli elementi, risuona con la sensibilità francescana che riconosce una continuità profonda tra l'umano e il creato.
Un'esperienza di ascolto puro
L'incontro avverrà nel chiostro nella sua essenzialità, privo di dispositivi accessori o mediazioni, per favorire una condizione di attenzione e presenza assoluta. Non si tratta di un semplice , ma di un invito a sostare insieme in ascolto in un tempo segnato da tensioni e frammentazioni.
Foto di Nicolò Miana Photography dalla serata "Cantico" con fr.