Semo Veneti

Semo Veneti Storia, cultura, territorio, lingua
I pilastri identitari del Popolo Veneto Independensa Veneta o Morte itajana

Belluno non è solo una città: è una rarità sulla carta geografica.Non è una città che guardi su una mappa e pensi: “ah, ...
01/06/2026

Belluno non è solo una città: è una rarità sulla carta geografica.

Non è una città che guardi su una mappa e pensi: “ah, che strano”. E invece Belluno è proprio così: fa una cosa che riescono a fare in pochissimi.

Sta dentro un parco nazionale.

Non vicino. Dentro.

E non è un dettaglio da poco. Perché quando dici Belluno, dici una città ai piedi delle Dolomiti, la città più settentrionale del Veneto, a 389 metri sul livello del mare, con circa 36.000 abitanti e quel nome che sembra ve**re da radici antiche, celtiche, con l’idea della luce, del luogo fortificato, della cosa bella da vedere da lontano.

Poi però arriva il dato che ti spiazza: Belluno è una città il cui territorio si trova all’interno di un parco nazionale.

Fine della discussione, verrebbe da dire. Perché già questo basta a far capire quanto sia particolare la sua posizione. Non è solo una città montana. È una città che vive dentro un confine naturale molto preciso, tra case, strade, valli, boschi e montagne che non fanno da sfondo: fanno da casa.

Città e natura, qui, non si pestano i piedi.
Si tengono stretti.

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi è stato istituito nel 1993. Quindi non parliamo di una trovata recente, ma di una scelta che ha dato un nome e una protezione a un pezzo enorme di territorio. E quando un posto entra in un parco nazionale, cambia il modo in cui lo guardi. Cambia il modo in cui ci vai, lo racconti, lo difendi.

Belluno, in questo senso, è una città un po’ doppia. Da una parte è centro abitato, piazze, fontane, duomo, vita normale. Dall’altra è soglia. Porta delle Dolomiti, la chiamano infatti. E il nome calza: non sembra una città che finisce. Sembra una città che apre.

Poi ci sono le cifre che fanno capire meglio la sua stranezza geografica. Le Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2009. E dentro questo quadro Belluno non sta ai margini: ci sta proprio dentro, come un punto abitato in mezzo a una storia naturale gigantesca.

Persino il modo in cui la immagini cambia. Non metti al centro solo il campanile o la piazza. Metti al centro l’idea che dietro ogni strada ci sia un pezzo di montagna protetta. Che dietro ogni angolo ci sia un paesaggio da custodire.

Ed è anche questo che la rende facile da ricordare. Non serve conoscere tutto di Belluno per capire che ha qualcosa di diverso. Basta sapere che è una città vera, con una sua vita, ma inserita in un posto dove la natura non è decorazione. È presenza.

E forse è per questo che Belluno resta in testa. Perché ha il passo delle città, ma il respiro dei monti.

Una rarità, senza bisogno di alzare la voce.

Se vuoi, guardala così: Belluno non è semplicemente vicina al parco. Belluno è una città che nel parco ci abita.

tratto da Quel che non sapevi

31/05/2026

🌈 Burano non si spiega, si respira. E' un'isola adagiata nel cuore della Laguna di Venezia, dove l'acqua si fa specchio e raddoppia la meraviglia.

🎨 Camminare tra le sue calli significa perdersi in una tavolozza a cielo aperto, i colori delle case non sono solo un decoro, sono una bussola cromatica che un tempo guidava i pescatori verso casa attraverso la nebbia f***a.

✨ Ogni facciata racconta una storia, ogni riflesso sui canali è una poesia che cambia a seconda dell'ora del giorno. Qui il tempo segue il ritmo lento delle maree e delle mani sapienti delle merlettaie, custodi di un'arte antica e preziosa. 🧵

Quale isola visiterai? 👉 https://www.veneto.eu/it/destinazioni/venezia-e-la-sua-laguna

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https://www.instagram.com/p/DYmNfBcCNZ0/?img_index=4

📍 Burano | Venezia

Enjoy Respect Venezia

Festa della repubblichetta...eh niente, é già abbastanza ridicolo così.
31/05/2026

Festa della repubblichetta...eh niente, é già abbastanza ridicolo così.

SARESE e MARASCHEI primi caldi de zugno, i porta 'vanti le primisie dei fruti come che stabilise el vecio proverbio "zug...
30/05/2026

SARESE e MARASCHE

I primi caldi de zugno, i porta 'vanti le primisie dei fruti come che stabilise el vecio proverbio "zugno, el façin in pugno e la saresa al grugno" esendo ła stajon bona per ła màsima parte de varietà de le sarese dolçe (Prunus avium) e de quełe amarògnołe (Prunus cerasus), par le quale el Veneto el xe ai primi posti de produsion insieme co I'Emilia-Romagna.

Le sarese le xe de casa in Europa da la preistoria, ma i tipi pì gustosi e produtivi i xe stai rincurài su in Asia dai Romani che un fià par volta le ga propagàe in tuto el continente dato che 'sti fruteri delicati i se trova benon nei nostri climi tenperài.

Le speçie nostrane che tuti conose xe le "mòre padovane" e łe "marostegane" che però xe un fià trascuràe a favor de varietà nove come le "sandre" e le "roane", indicàe par la coltivasion intensiva in tere de cołina che ga fato de Asolo la capital de la cerasicoltura in provincia de Treviso, mentre la produsion domèstega ła se difende ben so'l Montel che co ła so tera rossa el xe el regno de łe varietà garbe, par esenpio łe "marinèle", le "marasche" e i "maras-cioni".

Da par tuto però xe rarisimo catar speçiałità nostrane come i "osseti" (Prunus chamaecerasus), saresete picolisime che vien a graspi e secondo alcuni łe xe łe forme pì viçine ai fruti originari; xe squasi sparìe anca le varietà bonorive come le "sarese de Sant'Antonio" e quełe "de ła Sensa" parché le xe pì svelte a guastarse e łe pol conprométar la produsion se vien piove o bròsa fora stajon.

Par la stesa rason xe a quele de sparir anca le "sarese bianche", ma in general se pol dir che tute le sarese le xe particolarmente dełicate e le imarçise in presa come che ricorda el proverbio "a San Piero la sariesa la ga el puliero" cioè el biseto o vermołin e se no se pol magnarle subito xe mejo métarle al sicuro soto la graspa par la conposta che 'na volta no podeva mancar ne ła cardensa de le case de canpagna e la jera la sola fruta del desert in tanti pasti de inverno.

Par so fortuna la saresera la xe ancora frequente nei giardini par i so fiori che forma nuvolete łiziere e ornamentali; in parifarìa a Treviso, drio el Terajo ghe xe un vecioto in pension che nel so ortesel el se la gode a strabiliar i cei incalmando saresere che dà fruti mezo bianchi e mezo rossi, 'na vera delisia par l'ocio e ła boca, che no se cata in nisun supermarket o boutique de fruti esotici.

Anca el legno de saresera el xe apresà da marangoni e mobiłieri e le vecie carte de dota contadine le meteva al primo posto del coredo de la sposa "uno comò de cigliegio" par tegner la biancarìa; n'altro uso sinpàtico che vien fato de 'sto legno el xe quelo de trasformar le rame de marascher in canełi de łe famose pipe de Borso del Grapa, intajàe in forme grotesche, che i piperi trevisani i asporta sora tuto verso el Nord Europa.

Emanuele Bellò

da Quatro Ciàcoe

In un momento decisivo per le sorti del Piave (o della Piave, a preferenza), continuano i miei contatti con la politica ...
30/05/2026

In un momento decisivo per le sorti del Piave (o della Piave, a preferenza), continuano i miei contatti con la politica regionale, a ragione curiosa di ricevere ragguagli sullo stato dell'arte dell'ingegneria fluviale.

Questa volta il Piave studiato ha incontrato il Piave vissuto per anni come sindaco rivierasco.

Chi mi conosce può intuire come l'incontro abbia generato in me riflessi diversi, pensieri in libera uscita .

Mi unisce a Riccardo, nelle diversità, la condivisione di un forte sentimento identitario.

Identità che non dipende ovviamente dal cognome veneto o polacco, così come altrove non dipenderebbe dal colore della pelle, ecc.

L'identità è innanzitutto riconoscimento e legame con la propria storia. Nel caso specifico, l'orgoglio della storia della Serenissima che riuscì ad essere per secoli un'enclave di libertà tra imperi, papati e sultanati. Una storia che trova fulgore emblematico proprio in quella dell'ateneo in cui lavoro.

Identità che oggi rimane pervasiva, in forme più o meno evidenti, nella gente veneta e che si esplicita nel rifiuto di un Veneto che assomigli a questa Italia, e nella richiesta di un'Italia che possa sempre più assomigliare a questo Veneto.

Andrea Marion

Analisi politica intelligentePerché intelligente? Perché non si basa sulle vecchie categorie del secolo scorso, oramai s...
29/05/2026

Analisi politica intelligente

Perché intelligente? Perché non si basa sulle vecchie categorie del secolo scorso, oramai superate, della destra e della sinistra, ma su fatti accaduti e sotto gli occhi di tutti.

A suo tempo la Lega Nord, dopo aver promesso mari e monti, è andata al potere ed ha fatto il contrario di quanto detto.

A suo tempo Alleanza Nazionale, dopo aver promesso mari e monti, è andata al potere ed ha fatto il contrario di quanto detto.

A suo tempo Forza Italia, dopo aver promesso mari e monti, è andata al potere ed ha fatto il contrario di quanto detto.

A suo tempo il PD di Renzi, dopo aver promesso mari e monti, è andato al potere ed ha fatto il contrario di quanto detto.

A suo tempo il Movimento 5 Stalle, dopo aver promesso mari e monti, è andato al potere ed ha fatto il contrario di quanto detto.

A suo tempo Fratelli d’Italia, dopo aver promesso mari e monti, è andato al potere e sta facendo il contrario di quanto detto.

Adesso Futuro Nazionale di Vannacci, sta promettendo mari e monti, ma se andrà al potere farà quanto promesso o si comporterà come i predecessori?

Einstein diceva: “Inutile fare sempre le stesse cose ed aspettarsi risultati diversi”

Il problema è che ancora troppo pochi hanno capito che il problema non è il governo di turno, ma l’italia! La meravigliosa pen*sola italica è abitata da tanti, dico tanti, meravigliosi popoli che sono sottomessi a questo corrotto e irriformabile stato che li opprime e vessa con le sue gabelle e leggi che nemmeno lui rispetta.

Nel rinascimento c’era un rifiorire di arte, scienze, culture ed economie però, c’è un però, l’italia non c’era, poi, quando è arrivata, ha portato miseria, guerre e crisi, una dietro l’altra! Mi direte che, nonostante tutto, adesso c’è un relativo benessere, vero, ma grazie all’italia o nonostante l’italia? Se c’è benessere è grazie al lavoro dei cittadini, non di certo, allo stato italiano, il quale ha avuto l’unico merito di lasciar fare, ma forse nemmeno quello vista la marea di burocrazia e tasse che sommergono imprenditori e lavoratori.

Se, finalmente, abbiamo capito che il problema è lo stato italiano che annichilisce e opprime i popoli ad esso sottomessi, siamo già a buon punto, cominciamo a muoverci in questo senso, ad appoggiare sostenere tutte quelle forze che mirano a liberare i nostri popoli da questa dominazione. Non sarà semplice, la storia che si studia a scuola, i libri e un po’ tutto è manipolato in stile italianista per creare l’identità artificiale, che non ha fondamento culturale o storico.

Perfino durante l’Impero Romano c’erano le regioni divise in base ai popoli che le abitavano, e adesso la repubblica italiana non rispetta nemmeno la costituzione che si è data: art. 1, la sovranità appartiene al popolo, ma con liste bloccate e collegi uninominali la sovranità appartiene alle segreterie dei partiti, art. 1 e 4 fondata sul lavoro e ne riconosce il diritto, ma per lavorare hanno reso obbligatorio un pass, art. 5 riconosce e promuove le autonomie e il decentramento, quando è scandalosamente centralista (ancora in stile fascista) con organi dello stato e quasi tutti i partiti che fanno il contrario di questo articolo, Art. 11, ripudia la guerra, quando invece, partecipa a tutte le guerre volute da USA ed Europa, poi, per finire, il titolo V, che riguarda le competenze e le prerogative di regioni, province e comuni è quasi totalmente disatteso, le competenze regionali vengono ancora gestite dallo stato centrale ignorando e disattendendo le norme contenute in questa parte di costituzione!

Vogliamo finalmente risolvere i problemi dell’italia? Liberiamocene, non c’è altra soluzione, spero che lo capiscano soprattutto i poteri occulti che sono i veri governanti dell’italia e che agiscano di conseguenza. Spero che anche i cittadini si liberino dal lavaggio del cervello italianista a cui sono sottoposti da quando vanno all’asilo, anche perché, non c’è altra soluzione per risolvere i problemi dell’italia che tornare alla conformazione politica del Rinascimento!

Cordiali saluti



Francesco Falezza

Indirizzo

Venice

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