02/09/2025
Ammiro la meraviglia di questo tramonto. Guardo il sole che scivola piano verso l'orizzonte e penso a quanto sia vero: ogni giorno porta con sé la sua fatica e la sua Grazia, i suoi momenti bui e quelli luminosi. E va bene così...
Non dobbiamo sforzarci di essere perfetti o di avere sempre tutto sotto controllo. A volte basta fermarsi, respirare, e lasciarsi toccare da quella luce che c'è sempre, anche quando non la vediamo.
Mi viene in mente quella frase di Gesù: "Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Non sono solo parole belle da leggere la domenica. È una promessa vera, concreta. Quella luce non se ne va mai, nemmeno quando tutto sembra grigio, nemmeno quando ci sentiamo stanchi, perduti.
Don Oreste lo ripeteva sempre: "Non dobbiamo fare i riflettori, brillare di luce propria, ma dobbiamo lasciarci attraversare dalla luce di Dio, quindi cercare di essere finestre." Non si tratta di essere bravi o di mostrarsi luminosi per forza. Si tratta di permettere di farci attraversare da quella luce più grande di noi, di diventare trasparenti. E così, senza nemmeno accorgercene, diventiamo un po' di calore per chi ci sta accanto.
Mentre guardo quest'acqua che trema sotto gli ultimi raggi del sole, sento nascere dal cuore questa preghiera semplice:
"Signore, fammi essere come queste piccole onde che riflettono il tuo sole. Non ho bisogno di essere perfetto, ho solo bisogno di lasciarmi riempire dalla tua presenza. Fa' che chi mi incontra senta, anche solo per un momento, che non è solo. Che tu ci sei, sempre."
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII