21/05/2026
Altri passi importanti che sanno di futuro e di traguardi condivisi. 💗💪🌈
"Todos, todos, todos" non è solo uno slogan, ma una promessa che si fa strada nella Chiesa.
Grazie di cuore all'AGESCI per il coraggio, la vicinanza e il cammino che stiamo facendo insieme! ⚜️✨
É successo.
In Agesci, è avvenuto qualcosa di storico.
Qualcosa di atteso e previsto... ma non di meno storico.
Il Consiglio Generale ha approvato ufficialmente il documento “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo: le coordinate del cammino associativo”.
Documento che risponde in modo chiaro e definitivo ad una domanda.
"Una persona omosessuale può coprire il ruolo di educatore scout di un'associazione cattolica e quindi essere testimone credibile dell'amore coniugale, come inteso dalla dottrina e morale cattolica?"
E la risposta è: assolutamente sì.
Non è cosa da poco.
É un passaggio cruciale.
Una frontiera superata.
Molti diranno "alla buon'ora", "meglio tardi che mai", "benvenuti nel 21esimo secolo" e via dicendo.
Del resto in altre associazioni scout è così da tempo.
Ma Agesci è un'associazione cattolica e deve fare i conti con il magistero della Chiesa.
Anche solo 10 anni fa, la presenza di capi omosessuali non era affatto scontata. Era questione dibattuta e alquanto sofferta. L'accoglienza dei ragazzi non è mai stata in discussione, ma il ruolo di Capo sì.
Spesso il/la capo era accolto/a ma la sua omosessualità tenuta il più possibile nascosta. Talvolta era invece respinta.
Conosco storie di capi formatori che una volta fatto coming out, l'outing lo hanno ricevuto. Capi che hanno affrontato percorsi di analisi per superare quel trascorso.
In tanti che leggono sanno di cosa parlo. E conoscono a loro volta casi analoghi. Storie di fatica. Grande fatica.
Questo non accadrà più. L'orientamento sessuale non è più in conflitto con la testimonianza cristiana.
Questi Capi possono (anzi, devono!) liberamente dichiararsi, senza nascondersi o sottacere.
Da oggi, la guida di un Branco, un Reparto, un Clan, come anche incarichi regionali o nazionali, possono essere affidati a capi omosessuali, tanto quanto.
Possono essere di guida e orientamento per i ragazzi, tanto quanto.
Soprattutto, possono essere capi catechisti, tanto quanto.
Ci è voluto del tempo. Bisognava che la Chiesa (la CEI) fosse abbastanza pronta, ed ora evidentemente lo è.
E appena le condizioni si sono concretizzate, Agesci si è mossa.
Con il suo stile. Quello dello scouting.
Ha osservato, dedotto, agito.
Ha iniziato un cammino, passo dopo passo.
Senza troppo forzare.
Lentamente, ma costantemente.
Senza clamori, proclami, parate.
Con tutti i passaggi doverosi (ascolto, elaborazione, discernimento...)
Insieme, uno accanto all'altro.
Accanto soprattutto a quelli che facevano più fatica.
E passo dopo passo, è arrivata su quel confine.
E ha svalicato.
Quando si parla del vento del cambiamento, delle rivoluzioni silenziose, si parla di questo.
In Agesci, ma anche nella Chiesa.
Di cui Agesci si pone sempre come avanguardia, pioniera di nuove frontiere.
Secondo la propria vocazione: esplorare.
Sì, sul nuovo orizzonte, si affacciano nuove domande.
Ma per quelle c'è tempo.
Ora godiamoci il momento.
Se mai quel documento dovesse avere una dedica, andrebbe dedicato a tutti quei capi che hanno sofferto, che sono stati lasciati indietro, che si sono sentiti esclusi. Per chiedere scusa. Ma anche per ringraziare. Perché la loro sofferenza, non è stata vana.
Buona strada.
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Il documento è molto articolato e affronta diversi altri aspetti. La versione finale deve essere ancora emanata ma in massima parte conferma quella pubblicata nei documenti preparatori, link nei commenti.