Ebbene l’oratorio non è altro che un ponte tra la Chiesa e la strada. La domanda che spesso viene fatta a coloro che propongono la realtà oratoriale alle famiglie e ai giovani è sempre la stessa: ma che cos’è l’oratorio? Che cosa si fa in oratorio? Ma posso ve**re anche io? Al fine di una maggiore comprensione di questa bellissima ed emozionante realtà, cercheremo di darne delucidazioni in merito.
Gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana richiamano l’urgenza e la bellezza di un rinnovato impegno nell’affrontare la sfida educativa, dimensione della vita ecclesiale e sociale di fronte alla quale tutti si sentono interpellati e che molti vivono come una vera emergenza. L’attenzione riservata al campo educativo è antica e sempre nuova e ha visto la Chiesa impegnata in ogni epoca ad individuare le risposte più efficaci e qualificate; tra le iniziative messe in campo brilla la realtà oratoriale. Gli oratori non nascono come progetti standard, ma sono sospinti dalla capacità di lasciarsi provocare e mettere in discussione le urgenze e i bisogni del proprio tempo, per confermarsi sempre più “ponti tra la Chiesa e la strada”. Lo ricordava Giovanni Paolo II parlando ai giovani di Roma: «Condividendo la vita dei vostri coetanei nei luoghi dello studio, del divertimento, dello sport e della cultura, cercate di recare loro l’annuncio liberante del Vangelo. Rilanciate gli oratori, adeguandoli alle esigenze dei tempi, come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione per chi è emarginato e attraversa momenti di disagio, o è caduto nelle maglie della devianza e della delinquenza» . La sfida pertanto è quella di far diventare gli oratori spazi di accoglienza e di dialogo, dei veri ponti tra formale e l’informale, tra la conoscenza di Dio e la proposta di un incontro concreto con Lui, tra la assunzione di responsabilità per realtà locale e le sfide più grandi di noi. Benedetto XVI ha definito fortunati i ragazzi che hanno la possibilità di frequentare gli oratori e ha ricordato che «l’oratorio, come dice la parola, è un luogo dove si prega, ma anche dove si sta insieme nella gioia della fede, si fa catechesi, si gioca, si organizzano attività di servizio e di altro genere» . Con il progetto oratoriale all’interno della nostra parrocchia intendiamo contribuire in modo determinante al processo di crescita umana e spirituale, dalla fanciullezza fino alla giovinezza dei bambini-ragazzi-giovani che ci vengono affidati
L’oratorio, come da noi inteso e portato avanti, deve rappresentare un punto solido di testimonianza di fede in una concreta comunità cristiana in cui l’inserimento del bambino, del ragazzo e del giovane è allo stesso tempo cammino personalizzato e comunitario, rispetto per gli interessi espressivi e ricreativi di ognuno e provocazione e sollecitazione verso la condizione adulta in Cristo. Emerge con chiarezza che la missione evangelizzatrice del nostro oratorio non
si esprime solamente attraverso la catechesi e l’azione liturgica, per quanto essenziali e ineludibili siano da considerare tali aspetti, ma essa tende ad essere innervata dall’ esperienza di una Chiesa aperta, dove anche i ragazzi, passo dopo passo, con la loro unicità potranno contribuire a formare una comunità dove sia bello vivere insieme e condividere.