11/08/2026
Domenica 9 agosto, alle ore 8.30, la chiesa di Santa Chiara a Venafro ha riaperto le sue porte alla celebrazione eucaristica. Per volontà del parroco, don Salvatore Rinaldi, è stata celebrata una Santa Messa in onore di Santa Chiara d’Assisi, offrendo ai fedeli e alla cittadinanza l’opportunità di tornare in uno dei luoghi più suggestivi della storia religiosa e artistica della città.
Adiacente all’antico monastero delle Clarisse, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale di Venafro, la chiesa rappresenta una preziosa testimonianza del patrimonio barocco venafrano. Edificata nel Seicento, conserva al suo interno un ricco apparato decorativo, fatto di stucchi, tele, marmi e arredi liturgici, insieme alle caratteristiche grate che consentivano alle monache di clausura di partecipare alla vita liturgica. Di grande importanza è la pavimentazione originaria in maioliche decorate. Un ambiente raccolto e solenne, nel quale arte, fede e memoria si intrecciano profondamente.
La chiesa, bene storico di proprietà statale che fa parte del Fondo Edifici di Culto (FEC) gestito dal Ministero dell'Interno, durante l’anno rimane normalmente chiusa al culto e non è ordinariamente accessibile alle visite. Per questa ragione, la celebrazione di domenica ha assunto un significato ancora più particolare: attraverso la necessaria autorizzazione, è stato possibile restituire temporaneamente questo spazio alla sua originaria vocazione, facendolo nuovamente risuonare della preghiera e della celebrazione comunitaria.
Ed è proprio Santa Chiara, alla quale il luogo è dedicato, a ricordarci il valore di una fede vissuta con radicalità e semplicità. Seguendo l’esempio di san Francesco, scelse la povertà, la preghiera e una vita interamente consacrata a Cristo, divenendo fondatrice delle Clarisse e una delle figure più luminose della spiritualità francescana.
La celebrazione è stata dunque un momento di fede, ma anche di riscoperta di un bene che appartiene alla memoria e all’identità di Venafro. Un auspicio affinché la chiesa di Santa Chiara possa essere sempre più valorizzata e, per quanto possibile, tornare a essere un luogo vivo, capace di unire spiritualità, storia, arte e comunità.