La Confraternita gestisce l'omonimo Oratorio. In Varazze, sul finire del 1300 o all’inizio del 1400 nascono i Disciplinati i San Bartolomeo “societas” composta da pescatori, straccivendoli, fabbricanti di carta. L’Oratorio di San Bartolomeo sorge nella borgata del “Solaro”, toponimo che risale al medioevo. Trae forse origine dal nome di un’antica famiglia che qui aveva i suoi terreni ed anche dall
e tipiche case dei pescatori e marinai, basse, a terrazza, esposte al sole. Questa Confraternita doveva, comunque, essere molto fiorente sul finire del XV secolo se nell’anno 1495 troviamo nell’Archivio di Stato di Savona un Legato per i Disciplinati di San Bartolomeo di Varagine. Nel 1497 troviamo un altro Legato per i Disciplinati di San Bartolomeo e in un atto rogato in Casanova leggiamo un testamento nel quale sono indicati vari legati, e fra essi Legati per i Disciplinati di San Bartolomeo. Nel 1530, nell’elenco delle Chiese della città e diocesi di Savona è citata Ecclesia parrochialis noncupata prepositura S. Ambrosij de Varagine e fra le sue dipendenze, Ecclesia S. Bartholomei de Solario in Varagine, tenetur a baptutis seu verberatis. L’ ORATORIO
In antico, l’Oratorio aveva il suo ingresso principale orientato a mezzogiorno, verso la spiaggia; successive costruzioni, sorte intorno alla chiesetta, hanno modificato la sua caratteristica di edificio religioso. Chiuso l’accesso alla marina, venne aperto un ingresso sul lato sinistro, come oggi vediamo. Sulle pareti esterne si notano alcuni archi, resti dell’antico porticato che circondava l’edificio quando l’ingresso era a mezzogiorno. Un piccolo sagrato, in pietre marine bianche e nere, risalente al 1890 con contorno in lastra di pietra immette all’interno. Sopra il portone di accesso vi è, in una nicchia, una piccola statua marmorea del Santo titolare, un’altra nicchia ospita la statuetta marmorea della Madonna. Sopra la porta di accesso al cortiletto che porta nella sacrestia, è conservata, in una nicchia, una piccola statua lignea, raffigurante S. Bartolomeo in caratteristico costume mediorientale. LE SUE OPERE
L’interno è lungo trenta metri e largo otto. Alla destra della porta di accesso abbiamo il coro con gli scranni del Priore, Sottopriore, ufficiali e confratelli, in legno pregiato e la porticina che da accesso alla tribuna dell’organo. Lo strumento, di autore ignoto, di scuola ligure del XVIII secolo, è collocato in cassa lignea dipinta, addossata alla parete con paraste laterali sormontate da un timpano. Orgoglio della Confraternita è l’imponente Gruppo Ligneo raffigurante il “Martirio di S. Bartolomeo”, situato all’ingresso dell’omonima ca****la, opera di quel grande scultore che fu Anton Maria Maragliano (1664 - 1739) e della sua scuola. Risalente all’inizio del 1700, è formata da ben dodici figure e dal peso complessivo di oltre quattordici quintali, viene trasportata a spalle dai fedeli la sera del 24 agosto in occasione della festa patronale. Lungo le pareti si ammirano otto dipinti su tela, quattro per lato, risalenti al 1700, di autore ignoto, racchiusi in cornici di stucco di pregevole fattura, con ornati a colore. Nel centro del Sancta Sanctorum, con accesso dalla sacrestia, è ubicato l’altare in marmo policromo ad intarsio, finissimo ed elegante gioiello dell’arte marmorea del 1600. Nel soffitto del Sancta Sanctorum è affrescato un medaglione che racchiude la Croce e il Vangelo, opera del pittore G.M. Aicardi con ornati laterali del pittore Egidio Dagnino. I putti, affrescati ai lati, sugli angoli del soffitto, sono pregevole opera di Luigi Gainotti. Una statua processionale, raffigurante la Madonna del Caravaggio, opera dello scultore Ferdinando Stuflesser di St. Ulrico, Val Gardena, è conservata in una nicchia laterale. L’opera più antica e preziosa dell’ Oratorio, è il polittico su legno di Te¬ramo Piaggio da Zoagli (1485 – 1547) realizzato nel 1535 posto sulla parete del Sancta Sanctorum in cornice seicentesca a colonne e fastigio laccati in nero e oro sormontati da una tavoletta raffigurante il Padre Eterno. Tra le opere d’arte della Confraternita sono da annoverare quattro splendidi Crocifissi. Il più pregevole è un Crocefisso, la cui immagine, risalente al 1600, è opera dello scultore G.B. Il Crocefisso che rappresenta la confraternita, di scultore ignoto, è opera del XIX secolo. L’immagine del Cristo è in legno di tiglio francese, la croce “nera”, rifasciata in lamine d’argento, è completata dai “canti” cesellati in argento e metallo prezioso. Il Crocefisso processionale “Grande”, realizzato nel 1984 da Arno Moroder di Ortisei, ed è dono dei fratelli Bruzzone. L’immagine in legno di cirmolo è alta 1,60 metri, la croce, ricoperta di lamine di argento e d’oro, è completata dai “Canti” in legno anch’essi ricoperti con lamine d’argento e d’oro. Infine abbiamo Il crocefisso piccolo per i ragazzi, immagine scolpita dallo scultore dilettante varazzino Agostino Vassallo. MANIFESTAZIONI E FUNZIONI RELIGIOSE
Tutti i sabati viene celebrata la Santa Messa prefestiva alle ore 17,30 orario invernale (da settembre a giugno) o alle ore 18, 30 orario estivo (luglio e agosto). Il terzo sabato di gennaio si celebra la Festa di Sant’Antonio Abate, compatrono della Confraternita, con la benedizione del pane, del sale, degli animali e degli automezzi. Il 24 Agosto, preceduta dal Triduo di preparazione, si svolge la Festa di San Bartolomeo con le funzioni religiose e la solenne Processione serale lungo le vie del Borgo Solaro. La prima domenica di Novembre ha luogo una giornata di adorazione al SS. Durante il periodo natalizio, viene allestito il tradizionale artistico presepe ligure con manifestazioni collaterali. Casse Processionali:
• “Martirio di San Bartolomeo Apostolo – Opera di Anton Maria Maragliano
• “Madonna del Caravaggio” - Opera dello scultore Ferdinando Stuflesser
Pastorali:
• Nel numero di quattro, sono in argento e raffigurano San Bartolomeo e Sant’Antonio Abate
Vestiti e colori:
• I Confratelli indossano la cappa bianca sulla quale vi sono ricamate le iniziali della Confraternita (S.B.) in colore rosso, con cordone bianco.
• Il Priore, il sottopriore e gli ufficiali vestono cappe e dalmatiche in broccato antico, rosso, con ricami in filo d’oro, completate da un ricco tabarro anch’esso rosso porpora.