Santuario Belmonte

Santuario Belmonte Il Santuario della Madonna di Belmonte è posto sopra un poggio a 727 metri di quota che si erge isolato nel comune di Valperga in provincia di Torino.

Alto sulla collina, a 727 metri di quota, ben visibile da tutto il territorio circostante, il Santuario di Belmonte è da un millennio uno dei fari della fede cristiana in Canavese. La sua bianca sagoma spicca isolata alla sommità del caratteristico monte il cui granito rossastro, già ben visibile lungo la strada da Prascorsano, e le vaste distese di sabbia rosata del versante settentrionale, le "s

abbionere", contribuiscono a creare intorno al complesso religioso uno scenario altamente suggestivo. Dal 1991 tutta l'altura, ripartita tra i comuni di Valperga, che ne ha la parte maggiore, Prascorsano, Pertusio e Cuorgné, è stata dichiarata Riserva Naturale della Regione Piemonte che ha posto vincoli ambientali, architettonici ed archeologici. Le vicende di Belmonte e del suo Santuario sono sempre strettamente collegate a quelle della storia alto-canavesana. Le tracce più antiche del popolamento di quest'altura risalgono al primo millennio A.C. quando gruppi di agricoltori-allevatori vennero ad abitare tra le rocce del versante meridionale in un villaggio di cui si sono trovati abbondanti resti materiali, attualmente esposti nel Museo Archeologico di Cuorgné. Anche i romani, che proprio ai piedi del monte, a san Ponso, avevano uno dei loro principali insediamenti, hanno lasciato tracce archeologiche, ma è soprattutto nel periodo barbarico che Belmonte assume notevole importanza per la posizione strategica: un villaggio-fortezza, cinto da tre ordini di mura, ne corona la cima, ad affermare la presenza longobarda nell'Alto Canavese. Abbondantissimi ed unici i reperti, specie metallici, tornati alla luce, mentre una fibula a croce cristiana testimonia l'avvento della fede. Lentamente le tenebre della storia si rischiarano, cominciano ad emergere figure e personaggi: tra tutti quello di Arduino, le cui vicende ancora in parte leggendarie si intrecciano con quelle di Belmonte. Nel 1016, verso la fine della vita, a lui, sarebbe apparsa miracolosamente la Madonna a restituirgli la malferma salute in cambio della costruzione di una chiesa a Belmonte, cosa puntualmente eseguita già sei giorni dopo con l'assistenza del nipote Guglielmo da Volpiano, abate di Fruttuaria. Anche i più antichi documenti ci confermano che già nell'undicesimo secolo vi era una cella benedettina, dipendente dal monastero femminile di San Tommaso di Busano, sotto la giurisdizione e tutela di quello di San Benigno di Fruttuaria. Sorgono in quest'epoca le prime costruzioni nella posizione dell'attuale convento. È nuovamente la Madonna ad apparire miracolosamente nel 1326 a Guido vescovo di Asti, figura di prim'ordine nella storia canavesana per la sua opera di pacificazione tra i signori feudali; per suo interessamento il monastero venne dotato di beni e vi si stabilirono nobili fanciulle di origine astigiana. Nel 1477 l'abbazia di Fruttuaria, da cui sempre dipendeva Belmonte venne eretta in commenda; il monastero ne risentì negativamente e le Benedettine, quasi abbandonate a se stesse, rimasero prive di aiuti religiosi e temporali. Nel 1602, a seguito dei decreti del Concilio di Trento che proibivano i conventi femminili fuori dalle mura cittadine, le Benedettine furono costrette a lasciare Belmonte: era loro intenzione di portare con sé anche la statua miracolosa, ma un'improvvisa oscurità lasciò intendere l'intenzione della Madonna di rimanere a Belmonte. Il loro posto venne preso dai Frati Minori di San Francesco. Nei secoli questi ampliarono gradualmente il convento, ricostruirono totalmente la chiesa (1620) rendendola sempre più ricca di opere d'arte, più ampia e più bella, cinsero la sommità del monte con le cappelle della Via Crucis (1712) e, quel che è più importante, ne fecero il centro spirituale delle terre canavesane. Il convento fu soppresso sotto la rivoluzione francese; si tentò anche di distruggere la statua della Madonna, portata per dileggio a Valperga, ma una serie di eventi eccezionali impedì che l'opera venisse portata a compimento. Anche gli edifici vennero messi all'asta nel 1805 ma vennero personalmente acquistati dall'abate Giacomo Valperga di Masino che li riconsegnò ai francescani. Nuovamente soppresso nel 1866 con la legge Ricasoli, venne subito rivendicato come proprietà privata e riaperto già nel 1872, divendendo meta di pellegrinaggi e di un flusso continuo di fedeli. I frati non vi restarono isolati, ma parteciparono alla vita delle popolazioni, oltre che con l'esercizio del sacerdozio, con l'aiuto, il consiglio e l'ospitalità concessa sempre a chi la richiedeva. Trovarono così asilo nel loro convento tutti i perseguitati nei momenti difficili della nostra storia. Capitoli importanti nella vita del Santuario sono quelli delle cerimonie delle incoronazioni solenni della Madonna: il primo è del 1788 ed in tale occasione il Capitolo Vaticano, vagliate le prove tastimoniali dei miracoli, riconobbe ufficialmente le virtù soprannaturali della statua ivi custodita. Cent'anni dopo, l'incoronazione vide la chiesa interamente rinnovata: ampliato ed abbellito l'interno con affreschi di notevole valore artistico sugli episodi più importanti della vita del Santuario, ricostruita interamente la facciata. Risale a quello stesso periodo la costruzione dei piloni con i misteri del Rosario lungo la tradizionale via pedonale da Valperga, mentre sono di epoca più recente il monumento alle Penne Mozze canavesane e la statua di San Francesco sul punto più alto della collina con le braccia innalzate al cielo a cantare le lodi di Dio e chiedere grazie per gli abitanti delle terre sottostanti.

[Fonte: www.mariadinazareth.it]

Cari lettori, “Ben venga maggio”, diceva una vecchia canzonetta, ma anche maggio è volato via, assieme ai primi cinque f...
30/05/2026

Cari lettori, “Ben venga maggio”, diceva una vecchia canzonetta, ma anche maggio è volato via, assieme ai primi cinque fogli dell’almanacco, ed è ormai prossima la metà di questo anno 2026. Terminato quindi il Tempo Pasquale, i paramenti liturgici ritornano verdi, fino al prossimo Avvento.

Il santuario di Belmonte, durante la quaresima, si è impegnato a sostenere tre importanti iniziative caritatevoli: si tratta di tre distinti progetti di aiuti, il primo offerto ai francescani di Aleppo in Siria, il secondo, denominato “progetto53” proposto dalla curia metropolitana, destinato al patriarcato latino di Gerusalemme in Palestina, ed il terzo, un contributo donato alla famiglia di Emanuele Giacoletto di Castellamonte, al quale,mesi fa, occorse un grave incidente stradale in Florida, ove egli risedeva con la famiglia. Ora l’uomo, rientrato in Italia, sta affrontando una lunga riabilitazione. Sono stati raccolti e donati, in totale, euro milleduecento.

Ci permettiamo ricordarvi anche, in queste righe, l’appuntamento di domani sera, domenica 31 maggio, alle ore 21,00 in Santuario, ove verrà solennemente recitato il Santo Rosario meditato, guidato dalle varie parrocchie dell’unità pastorale, cui faranno seguito le belle litanie Lauretane, cantate alla moda dei frati, sempre tanto apprezzate dai fedeli. Sarà quella anche l’ultima occasione per ammirare la copia della Santa Sindone di Torino, ostensa in presbiterio. Lunedì primo giugno, essa verrà riposta, e la prossima ostensione è prevista in autunno, in data ancora da definire.

Pare si stia finalmente sbloccando anche l’ormai annosa questione dell’orologio del campanile, fermo da tanto, troppo tempo. Con un po’ di buona volontà, si affronterà la sua sistemazione e, con buone probabilità, presto si avrà oltre all’orologio funzionante, anche i rintocchi orari delle campane. Deo Gratias.

Sempre si ringrazia di vivo cuore tutti i visitatori, i pellegrini ed i devoti che, non solo per le funzioni, quotidianamente salgono al Santuario, contribuendo, anche con copiose offerte, a mantenere sempre vivo questo Sacro Luogo, tanto caro a tutti, e si ricorda che, oltre al Santuario, il punto ristoro e la galleria degli ex-voto sono quotidianamente aperti per tutta la giornata. In caso di necessità, per l’istantanea apertura della rampa disabili, si prega di chiamare il numero del custode, ben visibile alla base della rampa, senza timore di arrecar disturbo.

Cari lettori, si ricorda che giovedi 21 maggio pv, durante la Santa Messa feriale delle ore 16,00, avverrà la benedizion...
17/05/2026

Cari lettori, si ricorda che giovedi 21 maggio pv, durante la Santa Messa feriale delle ore 16,00, avverrà la benedizione delle rose di Santa Rita. Si intervenga numerosi.

Cari lettori, sperando di mai annoiare, è nostro grande  desiderio dedicare, di quando in quando, alcuni posts, per rico...
25/04/2026

Cari lettori, sperando di mai annoiare, è nostro grande desiderio dedicare, di quando in quando, alcuni posts, per ricordare, prima che il tempo ne offuschi il ricordo fino ad estinguerlo, alcune figure di frati che hanno contribuito in modo significativo a scrivere la storia di Belmonte, e che sono rimasti nella mente e nei cuori di molti devoti. Dopo aver ampiamente ricordato fra Luigi, padre Scagliotti, fra Salvatore, vogliamo oggi ricordare “fra caramba”, al secolo Luigi Faccio, il cui nome da religioso era fra Benigno. Il simpatico appellativo “caramba”, gli fu appioppato dai suoi confratelli, per la sua stazza aitante ed imponente, e tutti i devoti di Belmonte, presero col tempo a chiamarlo affettuosamente così, con la naturale spontaneità, tutta canavesana, della gente semplice. Classe 1908, era nato a Strambino e partecipò alla seconda guerra mondiale, avente mansione di artificiere, attività che egli, terminata la guerra, continuò a praticare sopratutto a Belmonte, facendo brillare, con le mine, masse enormi di duro granito, per costruire la strada da Prascorsano, il ristorante, il monumento degli alpini, ed anche la statua di S.Francesco, nella parte più elevata del Sacro Monte. Oltre ad essere un fiero alpino, fu anche un valente ed audace alpinista. Spesso assieme a don Pietro Solero, l’allora parroco di Rosone, scalarono insieme le cime più impervie del nostro bel Gran Paradiso, lasciando sempre testimonianza scritta delle loro avventurose escursioni.

Instancabile e di indole bonacciona, si prodigò durante il secondo conflitto mondiale, ad aiutare tante e tante persone bisognevoli, ed universalmente fu ricordato per il suo grande impegno nel sociale, tipicamente francescano, di chi tutto dà senza nulla chiedere. Per la sua poliedricità, fu mandato in tanti conventi del Piemonte, ma non, come spesso accadeva, per mitigare il carattere un po’ turbolento di alcuni frati, ma, nel suo caso, per l’aiuto concreto attraverso il suo operato, essenziale e provvidenziale, che egli seppe offrire, risolvendo sempre al meglio i problemi di questo o quell’altro convento. La sua destinazione preferita, però, fu, da buon canavesano, Belmonte, dove egli trascorse lunghi anni, offrendo, oltre ai suoi servigi come artificiere, anche un fulgido esempio di devozione, alacrità e altruismo. Spesso egli andava alla questua come fra Luigi, dividendosi insieme, i territori e le zone da visitare; emblematico fu un simpatico episodio capitatogli in territorio vercellese, quando, mentre transitava a piedi alla questua, un gruppo di contadini in risaia, in atteggiamento quasi di sfida, si mise a ridere al suo passaggio. Egli si fermò fra quegli uomini; sorridendo e senza dire una parola si tolse saio e cordone, diede piglio ad una roncola e prese a mietere il riso assieme a loro, fra lo stupore e l ‘incredulità generale! Inutile dire che egli fu poi, come un fratello, invitato a pranzo da quella brava gente, e, infine, riempito di provviste. Altro simpatico episodio, degno di esser ricordato, fu quando egli, alcuni anni più tardi, spazientito dal continuo ronzare dei ragazzini, che quotidianamente avevano preso a scorrazzare in lambretta sul nuovo autoparcheggio appena terminato, aperse la finestrella della sua cella, che dava proprio verso il piazzale, imbracciò il suo “91” il mitico fucile d’ordinanza del regio esercito italiano che egli aveva conservato, e sparacchiò alcuni colpi per aria ! Tutti si dileguarono alla bersagliera, dandogli così modo di farsi la sua consueta pennichella quotidiana, nel più assoluto silenzio. Egli, di bocca buona a refettorio, non disdegno mai un bel bicchiere di vino di quello buono, ma fu sopratutto un grande estimatore del caffè, specialmente a fine pasto, al contrario di fra Luigi, il quale non ne prendeva mai, perché gli veniva amabilmente offerto quasi ovunque dalle brave massaie durante la questua in giro per il canavese. Padre Bernardino una volta disse: “caramba a l’è ‘n cafetèr, Luigìn a veul nen savèine!”(caramba è un caffettiere, Luigino non vuole saperne). Fra caramba, fu anche un accanito lettore. La sera, o nel poco tempo libero, si dedicava alla lettura, ed egli, col tempo, si formò una grande cultura, divorando intere opere letterarie, oltre ai classici; chi si trovava a passare per la sua cella, non poteva far a meno di notare una gran quantità di libri, ovunque, e la sera, dal piazzale, si poteva scorgere il chiarore della piccola lampadina nella sua cella, ancora accesa, fino a tarda notte.

Anch'egli dal cielo, assieme alla grande schiera degli angeli, dei santi, e di tutti i Figli di San Francesco, prega per questo mondo sempre più squassato da guerre e violenze. Fra caramba verrà ricordato nella santa messa di domani, 26 aprile, alle ore 16,00.

Cari lettori! domani, 12 aprile, vogliamo ricordare ancora una volta  fra Luigi, nel giorno del suo centoventiquattresim...
11/04/2026

Cari lettori! domani, 12 aprile, vogliamo ricordare ancora una volta fra Luigi, nel giorno del suo centoventiquattresimo compleanno! Quasi trent’anni sono già trascorsi dalla sua salita al cielo, ma ancora nessuno l’ha dimenticato. Chi scrive, poi, ha avuto il bene non soltanto di conoscerlo, ma di stare a stretto contatto con lui per molti anni a seguire, e di lui ha serbato tanti ricordi ancora ben vividi, e non solo come religioso, ma anche e sopratutto, nella vita quotidiana. Umile, pio ed operoso, seppe cattivarsi universalmente la simpatia di tutti, oltre che dei fedeli e dei devoti di Belmonte, anche di chi in chiesa non ci andava mai. Padre Antonino Scagliotti lo definì bonariamente “l’eterno seccatore dei buoni canavesani “, ma era tangibilmente innegabile la gioia di grandi e piccini, quando, con il suo saio logoro ,varcava, silenzioso e rassicurante, la soglia di cortili, cascine, case e fabbriche, portando a tutti, oltre al suo sorriso, il suo dolce messaggio di pace, e l’immancabile carezza ai bimbi. Uomo dal carattere mite, semplice ma sagace, talora spassoso, incarnó in sé la vera figura di frate francescano, e, per tutta la sua lunga vita, finche poté, andò alle genti, proprio come il Poverello di Assisi; ed è così che oggi ci piace immaginarlo: nella Pace dei Giusti e nella gioia senza tempo del Paradiso, accanto al Serafico San Francesco, a vegliare sul suo caro santuario, ed a intercedere per tutti noi quaggiù.

Nella foto allegata al post, scovata nel generoso archivio, è immortalato dall’obiettivo, un giovane fra Luigi appena quarantenne, con la sua bicicletta, carica di provviste. È rimasto nella memoria collettiva, lo spassoso episodio che egli amava raccontare agli amici, quando, la sera, di ritorno al convento, il padre guardiano spesso lo aiutava a scaricare dalla bicicletta, pacchi, borse e ceste, ed insieme poi, ne apprezzavano, compiaciuti, il contenuto: un pintone di vino, una dozzina di uova, un paio di salami, mezza ruota di toma, qualche micca di pane, un coniglio o un pollastro….A quel punto il padre guardiano lo interrogava: “…E dimmi un po’….. come ti hanno trattato?” e fra luigi: “mi hanno trattato bene, molto bene! oggi in una cascina mi hanno anche scambiato per il Signore! quando sono stato in mezzo al cortile, è uscito il padrone e mi ha detto “:“cristo! t’e turna si!” (imprecazione) sei di nuovo qui!

Carissimi lettori, eccoci a Pasqua. Corre davvero veloce il tempo! Ancora una volta ricordiamo il nostro amato fra Luigi...
27/03/2026

Carissimi lettori, eccoci a Pasqua. Corre davvero veloce il tempo! Ancora una volta ricordiamo il nostro amato fra Luigi, che sdrammatizzava a modo suo l’inesorabile incedere del tempo con questo piccolo, simpatico aforismo in rima : “El temp a pasa, e dop Valperga ai ven Salasa”

Si ricordano qui alcuni appuntamenti importanti, gli orari delle funzioni Pasquali ed alcune, recenti, novita; il giorno 29 marzo, domenica delle palme, la santa messa solenne delle ore 16,00 con benedizione dell’ulivo. A seguire, verrà offerto a tutti i presenti,un delizioso concerto vocale tenuto dal mezzosoprano Annalisa Garetto, dal soprano Stefania Bergera, accompagnate al piano da Eriberto Saulat. Mercoledì 1 aprile,se il tempo non sarà piovoso come lo è purtroppo stato in questi ultimi due anni passati, si snoderà la tradizionale “Via Crucis” fra le varie cappelle del Sacro Monte, guidata dalle parrocchie dell’unità pastorale. Ci si ritroverà alle ore 21,00 davanti alla “casa del pellegrino”. Giovedi 2 aprile, la Santa Messa “in Coena Domini”,al termine della quale , avverrà la Reposizione del Santissimo Sacramento. Venerdì 3 aprile, giorno di Passione, Adorazione della Santa Croce e recita della “Via Crucis” in santuario alle ore 16,00. Sabato 4 aprile, prosegue in santuario l’Adorazione della Santa Croce e recita del Santo Rosario alle ore 16,00. Domenica 5 aprile, la Santa Messa solenne della resurrezione alle ore 16,00 in santuario. Mezz’ora prima delle celebrazioni, (ore 15,30 circa)vi sarà sempre un sacerdote, che attenderà alle confessioni. Lunedi 6 aprile, giorno di Pasquetta, Santa Messa alle ore 16,00, presieduta come sempre dal Santo Rosario alle ore 15,30.

In occasione delle festività pasquali, l’Associazione Scoprinatura propone: "Percorso di visita tra le cappelle immerse in un bosco, per interiorizzare spiritualità, arte e natura".
Visita guidata al Sito Unesco curata da Guide Ambientali Escursionistiche, abilitate dalla Regione Piemonte.
Durata: 1.30 h.
Ritrovo la domenica di Pasqua alle ore 14.30 davanti alla Casa del Pellegrino.
Pasquetta 2026
"Pasquetta al Sacro Monte di Belmonte"
Un patrimonio Unesco che integra spiritualità, paesaggio naturale e creazione artistica".
Visite guidate al mattino alle ore 10,00 ed il pomeriggio alle ore 14.30, Ritrovo presso la Casa del Pellegrino.
Costo visita: €8 adulti.
I bambini fino a 12 anni gratis.
I minori devono esser accompagnati da un adulto che se ne assume la responsabilità.
Le attività di visita guidata sono coperte da Assicurazione.
Si consiglia l'uso di scarpe comode. Durante la giornata sarà presente il gazebo dell’associazione con notizie e curiosità. Per informazioni e prenotazioni: 3471973908. - 3405591024 - [email protected]

Chi sale abitualmente a Belmonte, avrà già notato fuori dal santuario, due belle e robuste pancone in legno di rovere; si tratta di un dono da parte di una pia persona e ci è parso conveniente dar loro una sistemazione razionale sotto il pronao, a disposizione di tutti i visitatori ed i pellegrini, che specialmente nella bella stagione, potranno sedersi ammirando il vasto panorama e riposarsi un poco, utilizzandole, in luogo dei freddi e scomodi scalini di pietra.

Ci si perdoni se si è azzardata una mossa restrittiva, ma essa è stata dettata dalla prudenza, che non è mai troppa; si è deciso di disciplinare l’accesso alla rampa disabili, ponendo in salita ed in discesa, delle robuste catene in acciaio, affrancate con lucchetti. Troppi ciclisti continuano a farsi un baffo del divieto di transito per i mezzi a due ruote, posto all’inizio della rampa, e scriteriatamente, percorrono la rampa in sella al proprio velocipede, mettendo a rischio l'incolumità delle persone, e, cosa assai più grave e pericolosa, discendendo poi gli scalini del sagrato a tutta velocità, rischiando di dissestare le lastre in pietra. La rampa disabili, verrà quindi, dalla data odierna, mantenuta chiusa, e sarà aperta solo in occasione delle funzioni religiose, mezz’ora prima dell’ inizio delle stesse, e richiusa al termine. Il custode rimane comunque sempre a disposizione per aprire la rampa in caso di necessità, ed a qualunque ora, semplicemente chiamando il numero del santuario, posto ben visibile in bacheca.

Concludendo, ci sia consentito formulare a tutti , i nostri migliori auguri di una buona e santa pasqua. Che Gesù Risorto, porti a tutti gioia, pace e serenità.

Ed eccoci a febbraio, cari lettori. Sono appena trascorsi i giorni della “Merla”, l’ultimo dei quali, il 31 gennaio, la ...
01/02/2026

Ed eccoci a febbraio, cari lettori. Sono appena trascorsi i giorni della “Merla”, l’ultimo dei quali, il 31 gennaio, la chiesa festeggia il grande San Giovanni Bosco, che, lo ricordiamo, fu spesso a Belmonte coi suoi ragazzi di Valdocco. I giorni paiono già un po’ più lunghi , e, nelle giornate di sole, si ode già qualche timido cinguettio.

Il nostro amato fra Luigi diceva: A l’Epifania, al pas dla fürmìa, a San Bastian, al pas d’in can, a la Candlùr, n’ura ‘d sul. (all'Epifania, le giornate si allungano al passo della formica, a San Sebastiano (20 gennaio) al passo di un cane, alla candelora (2 febbraio) un’ora in più di sole!

Ricordiamo ai cari lettori che domani, lunedi 2 febbraio, giorno della Presentazione di Gesù al tempio, come da consuetudine sarà celebrata in Santuario la Santa Messa solenne alle ore 16,00, durante la quale verrà impartita la benedizione della gola e verranno distribuite, dopo la funzione, le candele benedette. Si potrà ammirare per l'ultima volta il grazioso presepio allestito all’altare di San Francesco sul lato sinistro. Nei prossimi giorni, esso verrà infatti smontato e riposto, assieme alle deliziose campanelle, fino al prossimo Avvento. Si intervenga numerosi.

Cari lettori, si osservi l’incanto di colori in questo stupendo tramonto, immortalato sabato scorso dal sagrato del Sant...
12/01/2026

Cari lettori, si osservi l’incanto di colori in questo stupendo tramonto, immortalato sabato scorso dal sagrato del Santuario! E’ chiaramente distinguibile, nella prima foto, l’aguzza sagoma del Monviso, sullo sfondo.

Fra Luigi, mentre ammirava estasiato tramonti infuocati come questo, soleva dire nella sua ingenua semplicità : “A l’è el Signur ën Paradis ça brüsa le sterpàje”(E’ il Signore in Paradiso che brucia le sterpaglie).

Mentre prosegue, con discreta partecipazione di fedeli, la quotidiana recita del Santo Rosario in Santuario alle ore 16,00, viene qui ricordato un appuntamento imperdibile di domenica 18 gennaio pv. Il coro Artemusica di Valperga, offrirà a coloro che si fermeranno dopo la Santa Messa delle ore 16,00,un delizioso concerto vocale sul tema “Il volto di Maria”. Si intervenga numerosi.

A tutti i gentili lettori, ci sia consentito di segnalare ancora tre piccole cosette dell’ultimo minuto. Il delizioso me...
31/12/2025

A tutti i gentili lettori, ci sia consentito di segnalare ancora tre piccole cosette dell’ultimo minuto. Il delizioso mercatino di Natale, ora allestito alla casa del pellegrino, aperto tutti i giorni festivi e prefestivi, fino al 6 gennaio compreso, ed un bel concerto vocale, in Santuario, tenuto dal valentissimo coro “Novi Cantores” di Torino, domenica 4 gennaio alle ore 17,00, dopo la Santa Messa.

Ultima cosa; interpretando il desiderio di molti devoti, a partire dal nuovo anno, si è deciso di recitare giornalmente in Santuario il Santo Rosario, la preghiera più gradita alla Madonna! L’appuntamento, per chi lo desidera, sarà quindi tutti i giorni, alle ore 16,00.

A tutti vadano ancora tanti cari auguri di un buon 2026!

Cari e affezionati lettori, ecco per voi l'ultimo post dell’anno. Anzitutto una doverosa spiegazione: si è certamente no...
15/12/2025

Cari e affezionati lettori, ecco per voi l'ultimo post dell’anno. Anzitutto una doverosa spiegazione: si è certamente notato in queste ultime settimane un po’ di trambusto attorno al Santuario, ed oggi, la stradina che scende e conduce al Santuario, praticamente sossopra. Nel parcheggio sterrato a lato della casa del pellegrino si è infatti scavata una grande fossa, e si è costruita una enorme vasca in cemento armato; essa è stata fortemente voluta dalla regione e dall’ente parco, come sicurezza in caso di incendi. Questa capiente vasca, ora ricoperta, verrà alimentata dall’acqua piovana scendente dai tetti e lì convogliata, per poter essere attinta in caso di eventi incendiari, come già purtroppo si sono verificati in questi anni passati, senza dover andare con l'elicottero a mestolarla all’Orco. Nell’area prospiciente il ristorante, si è poi realizzata una struttura a graticola in legno e ciottoli compressi, per drenare l’acqua in esubero della vasca; oggi, come detto, si è fatto un ulteriore scavo nella stradina che scende, già ricoperto in serata, passando altri tubi, per lo stesso motivo.

Si invita tutti i devoti ed i pellegrini a prender visione degli orari delle funzioni, nei vari paesi dell’unione pastorale, a mezzo dei manifesti affissi nella bacheca esterna, o a contattare il numero del Santuario, sempre attivo. Si ricorda che da domani, martedì 16 dicembre, e per tutti i giorni, inizierà in santuario la Novena del S.Natale alle ore 16,00, preceduta dal Santo Rosario alle ore 15,30. Purtroppo neanche quest’anno verrà celebrata la tanto vagheggiata Messa di Mezzanotte, ma il Santuario rimarrà aperto nella notte, sia il 24 che il 31 dicembre, e consentirà a tutti i pellegrini che saliranno in notturna, di sostare in preghiera davanti alla nostra Cara Madonnina, ammirare la copia della Sacra Sindone, il bel presepio, ed ascoltare il grazioso carillon di campanelle, inaspettatamente molto apprezzato. A tutti gli intervenuti che lo desiderano, verrà offerta volentieri una bevanda calda, una fetta di panettone ed un po’ di spumante.

Si ricorda anche, la domenica 21 dicembre, un gradito ritorno: la cantoria di Canischio che, oltre ad animare la Santa Messa delle ore 16,00, terrà, a seguire, un piccolo concerto vocale di musiche natalizie. Ci sia consentito ricordare anche, la Santa Messa del 31 dicembre alle ore 18,00, durante la quale verrà cantato il “Te Deum” in ringraziamento a Dio per l’anno appena trascorso.

L’anno nuovo sarà sicuramente foriero di belle novità a livello pastorale, ma anche per quanto concerne l’aspetto “turistico”. Ne ricordiamo qui principalmente tre: il 2026 vedrà ricostruito e ricollocato il piccolo, originalissimo, organo del coro al quale si sta lavorando, e, a Dio piacendo, appena ne verrà terminato l’allestimento, aprirà al pubblico un interessantissimo e singolare museo nella galleria meridionale del Santuario, museo senz’altro unico a livello nazionale, per l’eccezionalità dei manufatti esposti. Ma non sveliamo ancora nulla! Sarà una bella, attesa e gradita sorpresa per tutti! Nell’anno che viene, verrà inoltre anche commemorato il nostro amatissimo ed indimenticato fra Luigi, con un piccolo, originale e perenne ricordo, a lui dedicato.

Concludendo, vadano a tutti gli affezionati lettori i migliori auguri di un Santo Natale ed un felice anno nuovo, sotto la protezione della nostra Madonna e con la Benedizione di Nostro Signore.

Cari lettori, il Santo Natale è ormai alle porte, e la festività dell’Immacolata Concezione, celebrata oggi, ne è il suo...
08/12/2025

Cari lettori, il Santo Natale è ormai alle porte, e la festività dell’Immacolata Concezione, celebrata oggi, ne è il suo preludio.

Stasera, durante l’affollatissima Santa Messa solenne, si sono accese le luminarie, e si è ufficialmente aperto il delizioso presepio allestito in Santuario nella navata di sinistra, quest’anno arricchito di una bella quanto esclusiva novità: un incantevole e raffinato carillon di otto piccole campanelle in scala maggiore, sistemato sulla tribuna dell’organo, che per tutto il giorno, ad intervalli regolari, suona i più bei motivi natalizi, creando una magica suggestione. Si invitano i pellegrini, i visitatori ed i devoti del Santuario a venir a visitare il presepio e ad ascoltare il carillon, tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 18,00. Si ricorda anche, che a partire da domenica 14 dicembre, e per tutti i giorni festivi, fino all’Epifania, verrà allestito un bel mercatino natalizio, nell’area esterna, prospiciente al Santuario.

Un doveroso e sentito grazie ai bravi volontari e volontarie che hanno allestito il presepe e le luminarie, ed un altro, meritatissimo grazie, al giovane Jacopo Magnino, astro nascente della musica in canavese, che con abilità e valentia non comune, ha preparato il carillon. Altri avvisi, verranno comunicati attraverso queste pagine, nei prossimi giorni.

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Frazione Trucchi 22
Valperga
10087

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