12/10/2026
Cari lettori, mentre scriviamo, si sta finalmente riparando l'orologio del campanile, che dovrebbe tornare a funzionare nelle prossime ore. Laus Deo!
Reduci da questi due giorni di intensi impegni, che ha visto convenire al sacro monte tantissime persone, per le giornate FAI (fondo per l’ambiente italiano), la presentazione e benedizione delle due nuove campane, l’interessantissima conferenza del dott. Giovanni Bertotti, la presenza di alcuni esponenti del centauro club di Forno per un pre-raduno, che hanno offerto ai presenti al termine della Messa, un delizioso rinfresco, e l’altra conferenza alla casa del pellegrino riguardante la gestione arborea dei Sacri Monti, ci permettiamo segnalare altri due prossimi, imperdibili appuntamenti. Domenica 18 ottobre, il gradito ritorno del coro polifonico di Orbassano, che oltre ad animare la Santa Messa delle ore 16,00, proporrà a seguire un bel concerto vocale, di belle musiche scelte. Domenica 25 invece, i centauri, come ogni anno, converranno al Sacro Monte per il loro annuale motoraduno, a ricordare tutti i motociclisti deceduti, nella Santa Messa, celebrata alle ore 11,00. Il pomeriggio sempre della domenica 25, invece, dopo la Santa Messa delle ore 16,00 prevede una serata organizzata dagli “amici di Belmonte”, dedicata a San Francesco, nell’ottocentesimo anno dalla morte, cui verranno dedicati canti e letture a tema.
Desideriamo ora aggiornarvi circa il riassemblamento del piccolo, antico organo del coro. Cammin facendo, in questi mesi durante l esecuzione dei lavori, che sono al presente ancora in corso, ci si è resi conto di aver per le mani un raro, autentico capolavoro, artistico e musicale. Anzitutto i vari manufatti che sono stati rinvenuti nel sottotetto nell’estate del 2025, si sono rivelati in realtà molto ben conservati, e sopratutto, molto più cospicui di quanto si era ipotizzato da quel primo, sommario esame, avvenuto peraltro nella penombra del solaio, l’estate scorsa. Ci si è potuti quindi avvicinare molto alle condizioni d’origine, senza necessità alcuna di cercar riscontri su altri strumenti coevi, della stessa bottega costruttrice. Anche la piccola cassa in legno di pioppo, di una rustica semplicità tipicamente francescana, è stata ritrovata, in buona sostanza, completa e in buono stato, e riassemblata quindi con facilita. Si può ora asserire con assoluta certezza che il piccolo organo era esattamente alloggiato nella minuscola orchestra delle monache benedettine, prova ne sia, che le modanature delle varie trabeazioni sulla parte alta, si incastrano ancora alla perfezione nella volta a botte affrescata dell’ antichissima chiesa matrice, fatta edificare da Arduino nell’ undicesimo secolo, ed è lì, nel suo luogo d’origine, che l’organino è stato rimontato nei mesi scorsi. Contrariamente al grande organo del santuario, dotato di una voce possente, adeguata a riempire la chiesa, quando essa era, non di rado, gremita all’inverosimile di pellegrini, il piccolo organo del coro definisce invece un suono straordinariamente dolce ed etereo; tra i pochi timbri che possiede il piccolo strumento, spicca il curioso ed incantevole registro delle cornamuse, espressamente desiderato dalla committenza, che nel contratto, le richiede ai costruttori, menzionandole letteralmente come “le pive”.(sic). Originale anche il sistema di approvvigionamento dell’aria nei mantici, necessario per consentire all’ organo di dar ”fiato” alle canne. Ciò avveniva, quando ancora non esisteva la corrente elettrica, mediante una piccola leva che usciva dal fianco sinistro della cassa, e veniva mossa da una seconda persona. Chissà se fu proprio per questa scomodità d’uso che richiedeva l’azione simultanea e continua di un’altra persona oltre all’organista, che il piccolo strumento venne smantellato nella prima metà del secolo scorso, e sostituito da un harmonium, posto in basso, per un più facile e pratico utilizzo. Al presente, per motivi logistici, sarà quindi applicato all’organo un piccolo elettroventilatore silenziosissimo, conservando però l’antico sistema di pompaggio manuale dell’aria nei mantici .
Oggi, non più presente purtroppo la comunità religiosa francescana, e, di conseguenza, essendo venuto a mancare giocoforza il plurisecolare impiego del coro per cantare l’ufficio, anche il piccolo organo è venuto meno al suo compito importante di accompagnamento al canto dei frati; ecco allora che la presenza delle cornamuse ha suggerito un’idea gagliarda per far udire sempre la voce di questo piccolo, straordinario strumento miracolosamente recuperato, che, nell’arco di qualche mese, sarà restituito alla comunità dei fedeli e dei pellegrini: con il medesimo sofisticato sistema elettronico delle campanelle, che ogni anno vengono allestite in santuario durante il periodo di avvento e di natale, anche al piccolo organo del coro verrà applicato un dispositivo simile, semplicemente appoggiato sopra la sua tastiera in modo assolutamente non invasivo e reversibile, che lo renderà in grado di suonare da sé, senza bisogno della presenza fisica di un organista. Non solo nel tempo dell’Avvento e del Natale, ma ogni volta che lo si desidera , si potrà quindi udire la voce celestiale del piccolo organo come sottofondo in santuario nei vari momenti della giornata, e, cosa importante, lo stesso dispositivo potrà essere rimosso, ed applicato con estrema facilità, anche sull’organo grande.