03/01/2026
Dono da Accogliere
Siamo alla fine dell’anno giubilare: con gratitudine ringraziamo il Signore per questo “Anno di Grazia”. Il presepio che quest’anno
presentiamo nasce dal desiderio di fare memoria di questo cammino giubilare, vissuto come tempo di rinnovamento spirituale, di
ritorno all’essenziale e di apertura fiduciosa alla misericordia di Dio. Non è semplicemente una rappresentazione della nascita di
Gesù, ma un richiamo vivo e concreto all’esperienza che la comunità ha attraversato nei mesi trascorsi: un invito a rivivere, attraverso la
scena di Betlemme, il dono della grazia ricevuta e il rinnovato impegno di testimoniare il Vangelo.
Un luogo di nascita semplice, costruito con materiali poveri, richiama la fragilità dell’umanità che Cristo ha scelto di condividere.
Le luci che la circondano non sono solo ornamenti, ma segni della luce che questo Giubileo ha riacceso nei cuori: una luce che non
abbaglia, ma orienta; una luce che non giudica, ma accoglie. Le figure che popolano il presepio sono collocate negli atteggiamenti del
cammino umano, come se ciascuno fosse in viaggio verso il Bambino: un modo per ricordarci che la conversione non è mai conclusa e che
ogni giorno siamo chiamati a farci pellegrini della fede, della speranza e della ca**tà.
Le mani rappresentano il Padre che dona a noi Gesù e noi siamo chiamati ad accoglierlo nel nostro cuore ogni giorno per essere
trasformati dal suo Spirito che ci rende figli nel figlio capaci di amare, perdonare e accogliere. E qualsiasi cuore ne è degno, se per
ve**re al mondo gli è bastata una mangiatoia. Il presepio non è solo un oggetto da guardare, ma un messaggio da accogliere: l’invito
a lasciare che il Signore nasca ancora. Come ogni anno, bussa alla nostra porta e chiede ospitalità, sta a noi fargli un po’ di spazio.