01/12/2025
"Nella sua testa tutto era chiaro ma la maggior parte delle volte ci arrivava per una sorta di intuito sottile, di quei talenti che se vai a spiegarli si sbriciolano come un castello di sabbia..."
L'artista romano Gianpistone credeva che ognuno di noi può imparare dall’altro cose meravigliose e impensabili, chiunque esso sia, da qualunque ceto sociale provenga o che sia portatore di diverse abilità.
La sua visione del mondo si declina attraverso uno studio costante ed approfondito in ambito antropologico, sociologico, delle spiritualità: impossibile ricordare le centinaia di iniziative culturali che hanno lasciato un segno significativo del suo passaggio su migliaia di persone che hanno beneficiato del suo supporto come terapeuta, come ricercatore in ambito pedagogico, di malattia mentale e disabilità.
Lo ricordiamo oggi, in occasione dell'anniversario di morte.
Al “Museo Etnologico delle Maschere di Cartapesta Gianpistone” di Ucria (ME) trovate circa 500 maschere in cartapesta che l’artista romano ha realizzato riproducendole dai modelli africani e asiatici e da modelli carnevaleschi italiani.
Legno, vimini, bambù, zucche e gusci di noci di cocco; l’avorio, l’osso e il c***o. Con questi materiali il maestro Giampistone ha lasciato in eredità la sua fame di scoperta e conoscenza del mondo.