Comunità Parrocchiale di Tuscania - VT

Comunità Parrocchiale di Tuscania - VT Sacerdoti:
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Don David Maccarri
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06/09/2026

𝑹𝙞𝒇𝙡𝒆𝙨𝒔𝙞𝒐𝙣𝒆 𝒔𝙪𝒍𝙡𝒂 𝑳𝙄𝑻𝙐𝑹𝙂𝑰𝘼 𝘿𝑰 𝑫𝙊𝑴𝙀𝑵𝙄𝑪𝘼 6 𝙎𝑬𝙏𝑻𝙀𝑴𝘽𝑹𝙀 𝙙𝒊 𝒅𝙤𝒏 𝑷𝙞𝒆𝙧𝒑𝙖𝒐𝙡𝒐 𝑭𝙖𝒏𝙚𝒍𝙡𝒊

Il brano di oggi tocca un punto delicato e quotidiano della vita cristiana: il modo in cui gestiamo le incomprensioni e i torti. Gesù non lascia spazio a dubbi e dice chiaramente: *«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo»*.

Gesù chiede prima di tutto la franchezza, il guardarsi negli occhi. Spesso invece accade l'opposto. Quante volte diciamo «sì, ci penso io, stai tranquillo», mostrandoci accomodanti di persona, per poi lamentarci alle spalle appena l'altro si allontana? Questa non è ca**tà, è ipocrisia. La fede autentica non si nutre di sorrisi di facciata o di ruoli da difendere, ma della lealtà verso la parola data. L'autorità cristiana non serve per rivendicare spazi o prestigio, ma per servire con cuore trasparente.

Altrettanto grave è la tentazione di farsi cassa di risonanza delle lamentele. Quando qualcuno ci racconta un pettegolezzo o una critica rivolta a un terzo, cosa facciamo? Il Vangelo ci chiede di spegnere il fuoco, non di alimentarlo correndo a riferire per creare divisioni. Chi educa alla fede o serve la comunità non può fare il messaggero delle ombre. Se vogliamo davvero bene alla nostra comunità, dobbiamo avere il coraggio di dire a chi mormora: «Se hai qualcosa da dire, va' a parlargli direttamente».

La vera comunione non si misura dalle parole o dalle buone maniere esteriori, ma dai fatti: dall'onestà di dirsi le cose a quattr'occhi e dalla vicinanza concreta a chi è nella fatica. Chiediamo al Signore la grazia di liberarci dalla falsità e dal chiacchiericcio, per imparare la via limpida e coraggiosa del Vangelo.

06/09/2026
 Domenica 6 settembreDal Vangelo secondo Matteo(Mt 18,15-20) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fra...
06/09/2026


Domenica 6 settembre

Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Santa Messa al Santuario questa sera con Padre Vincenzo Bordo e don Giosy Cento.
05/09/2026

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 E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
05/09/2026



E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

04/09/2026

Villaggio della Speranza, 12 e 13 settembre 2026 - Parco Umberto II
04/09/2026

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 E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno...
04/09/2026



E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”

03/09/2026

𝑶𝒎𝒆𝒍𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒐𝒏 𝑴𝒊𝒄𝒉𝒆𝒍𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒕𝒂𝒅𝒊𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒇𝒖𝒏𝒆𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑫𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑩𝒂𝒇𝒇𝒂𝒓𝒆𝒍𝒍𝒊.

Ci sentiamo degli sconfitti. Sentiamo la stanchezza di aver combattuto invano nella preghiera. Quanti momenti di preghiera per Dario abbiamo vissuto. Quante volte ci siamo ritrovati per recitare il Santo Rosario alla Chiesa del Cerro. Personalmente, come sacerdote, insieme ai miei confratelli ho chiesto di pregare per Dario ovunque. "Non è servito a niente", sembra dirci il mondo. Qui, forse, è questo il sentimento che proviamo in questa giornata. Forse la nostra battaglia può sembrare che non sia servita a nulla, ma non quella di Dario.
"Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede".
Sono le parole di San Paolo che abbiamo ascoltato nella prima lettura, la Seconda Lettera a Timoteo, con la quale San Paolo si congeda dal fratello Timoteo quasi lasciando un testamento. Sono parole di Paolo, ma proprio perché Parola di Dio, sono anche parole di Dario, che stasera ripete a ognuno di noi: "Ho combattuto la buona battaglia".
La vita di Dario, la nostra vita, è una battaglia. Scegliamo però per cosa combattere. Cari giovani qui presenti, così numerosi: scegliete nella vita per cosa combattere la vostra buona battaglia. Non perdete tempo per ciò che non conta. Vivete ogni attimo col sapore dell'eternità. Ogni atto di amore lo ritroveremo in Paradiso.
E allora qualcuno di voi potrà domandarmi: "Dove trovare ciò per cui vale la pena combattere nella vita la buona battaglia, la battaglia dell'amore e della pace?". Trovate tutto nel Vangelo. Riprendiamo in mano il Vangelo, lì troviamo tutto ciò per cui una vita sia degna di essere vissuta. Troviamo tutto questo; il resto ha senso solo se orientato a ciò che è scritto nel Vangelo. Altrimenti non conta, e spendere la vita per ciò che non conta non ne vale la pena.
"Ho conservato la fede". Dario e la sua famiglia hanno conservato la fede. Una fede che diventa abbandono totale a un Dio che non abbandona mai. Una fede percepibile anche nella famiglia di Dario, una famiglia sostenuta dalla preghiera. Anche poco fa, prima dell'inizio di questa celebrazione, abbiamo pregato il Santo Rosario insieme ai genitori, e tutto questo diventa la più bella testimonianza. Nel misterioso disegno di Dio la croce non è stata tolta, ma il Signore ha dato la forza a Dario di portarla.
Ecco allora che non dobbiamo pensare di essere sconfitti. Dario ha vinto conservando la fede: mai una lamentela sulla sua bocca, mai un "perché". E chi gli è stato accanto in questi giorni me lo ha confermato. Forse nel cuore avrà gridato — ed è sacrosanto farlo quando hai 28 anni e tutta una vita davanti — ma non sulle labbra. La fede, cari miei, che dono! Dario ha vissuto con fede quest'ora. A noi non resta altro che sentire la voce del giovane vestito di bianco nel Vangelo.
Nel Vangelo che abbiamo ascoltato, in realtà, non c'è solo un giovane vestito di bianco. C'è un altro giovane: Gesù, il Figlio di Dio. Ha solo 33 anni, quasi un coetaneo nostro, che è stato ucciso ed è in un sepolcro. I suoi giovani amici sono tutti fuggiti (e qui invece voi, giovani amici di Dario, ci siete tutti, non siete fuggiti). Ma oltre al giovane Gesù c'è un altro giovane vestito di bianco che dice alle donne impaurite al sepolcro: "Non abbiate paura, è risorto".
Dario ci dice di sperare che nulla è perduto e che l'eternità ci attende. Non ci dice "non soffrite", "non piangete", ma "non abbiate paura", perché si può soffrire, si può piangere, ma si può vivere questo momento di sofferenza anche senza la paura nel cuore.
Dario non è più qui. Non è tra quelle quattro tavole, perché il sorriso di un giovane non si spegne mai, il sorriso di Dario non si spegnerà mai. E allora, cari ragazzi, mi rivolgo a voi: non permettete alla vita di spegnervi il sorriso. E se capiterà di cadere, di passare amarezze, trovate in Gesù la forza per riprendere il cammino e la forza per tornare a sorridere alla vita e a gustare la vita. Facciamo entrare il Vangelo del Risorto nella vita. Guardiamo il cielo e custodiamo il legame con Dio e con Dario attraverso la preghiera, fatta di fiducia e speranza, che sa superare la rabbia e i tanti "perché" che quest'oggi abitano il nostro cuore.
E allora, caro Dario, vogliamo affidarti infine a Maria, la Madonna del Cerro, Vergine Addolorata. Ti affidiamo al suo abbraccio materno e tu, Dario, prega per noi. Dio ci parli ancora attraverso la tua testimonianza, come ha fatto finora, e tu parlaci ancora di Dio. Maria consoli i tuoi cari nell'attesa, come diciamo sempre in ogni liturgia esequiale, di ricomporre un giorno questa assemblea oggi provata dal dolore nella gioia eterna del Paradiso. Amen.

Indirizzo

Piazza Bastianini
Tuscania
01017

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