Parrocchia Gran Madre Torino

Parrocchia Gran Madre Torino Comunità cristiana, che vuole vivere nella sincerità il Vangelo, cercando di ricostruire momenti e occasioni di confronti per essere la Chiesa di Cristo

31/05/2026

“Dammi tre parole...” (SS. Trinità)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

SS. Trinità.
La festa di Dio.
Avevamo bisogno di una festa che completasse il quadro ed eccola qui: Dio è Padre, Figlio, Spirito Santo.
Vediamo le tre parole.

1. Progetti.

Tutto fa parte di un progetto di Dio: il mondo, la vita, noi.
Solo un’incognita non ne fa parte: la nostra libertà.
Dio Padre crea per un progetto di Amore ma sta a noi decidere se affidarci o meno.

2. Relazioni.

Gesù lo dice in maniera chiara a Nicodemo: il Figlio è stato mandato perché chiunque decida liberamente di affidarsi a Lui, non vada perduto.
Affidarsi a Lui significa configurarsi al modo di agire di Dio, imitare Gesù nelle nostre relazioni quotidiane, fare in modo di assomigliare alla relazione che esiste all’interno della Trinità.

3. Insegnamenti.

Lo Spirito Santo, che abbiamo celebrato la scorsa domenica, è un vero e proprio insegnante specializzato nella materia preferita di Dio: la matematica.
Una matematica tutta particolare quella di Dio: la matematica dell’Amore.

Don Tonino Bello cercando di spiegare il Mistero della Trinità, si imbattè in un certo don Stefano che, parlando agli zingari di Dio, invertiva i calcoli: Padre, Figlio e Spirito Santo non sono 1 + 1 + 1, bensì 1 x 1 x 1.
Questa è la Trinità: Padre che crea per un progetto d’Amore. Figlio che salva per una relazione d’Amore. Spirito Santo che ci insegna ad Amare per guidarci verso l’Amore.
E se iniziassimo a essere anche noi 1 x 1 x 1??
Buona domenica!
Don Peppe.

24/05/2026

“Dammi tre parole...” (Pentecoste)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore

“Cosa sei disposto a perdere?”
Ci si chiedeva la scorsa domenica.
Oggi, festa di Pentecoste, Dio ci dice cosa è disposto a donarci: l’Amore! Lo Spirito Santo è Amore.
Ma proprio attraverso lo Spirito Santo si possono coniugare tre atteggiamenti cristiani.
Tre parole!

1. Consolare.

Lo Spirito Santo è detto “consolatore”.
Letteralmente: stare con chi è solo.
Ti senti solo?
Ti senti abbandonato?
Invoca lo Spirito Santo: il Consolatore.

2. Difendere.

Lo abbiamo ricordato in tante occasioni: il Paràclito era una figura giuridica ai tempi di Gesù.
Era un avvocato difensore.
Lo Spirito Santo non ci difende da Dio (sarebbe un contro senso) bensì ci difende dal male, dalle tentazioni.
Ti senti indifeso difronte al male e alla tentazione?
Invoca lo Spirito Santo: il Paràclito.

3. Vivificare.

Lo Spirito Santo è stato il protagonista della creazione.
Attraverso lo Spirito Santo tutto prende vita, tutto torna nuovo.
Attraverso lo Spirito Santo sono perdonati i peccati e anche il nostro cuore diventa nuovo.

Invochiamo lo Spirito Santo, preghiamo Dio di donarci sempre il suo Amore.
Nel frattempo aiutiamoci a vicenda a consolare, difendere, vivificare...in una parola: amare.
Buona domenica! Buona festa!
Don Peppe.

17/05/2026

“Dammi tre parole...” (Ascensione)

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore

La libertà di essere figli di Dio dicevamo domenica scorsa.
Una libertà tutta particolare quella di cui è investito anche il Vangelo di oggi...la libertà di ricevere un mandato a cui rispondere nonostante le nostre debolezze e i nostri dubbi.
Tre parole!

1. Dubbi.

È strano sentir parlare ancora di dubbi nonostante l’esperienza fatta nei giorni della Resurrezione. È strano leggere di discepoli dubbiosi. Forse però il dubbio non è riferito alla persona di Gesù. Forse il dubbio è riferito a ciò che sta per accadere...
Non è negativo questo dubbio (come quello di Tommaso) perché è una curiosità che spinge a cercare nel profondo: non rimane in superficie.

2. Adulti.

Dio ci tratta da adulti.
Mi spiego.
A chi non è mai capitato di guardare un film e rimanere con l’amaro in bocca perché nel momento in cui avevamo iniziato a capirci qualcosa, a collegare i pezzi, il film è finito?
Bene. Dio si comporta allo stesso modo con noi. Nel momento in cui abbiamo iniziato a “capirci qualcosa”, dobbiamo camminare sulle nostre gambe.

3. Mi fido di te.

La fiducia di Dio è tutta in questa festa dell’Ascensione: Gesù affida il compito di battezzare tutti i popoli, cioè di continuare, di essere prolungamento della sua presenza nel mondo con la certezza di non essere soli ma che Lui è con noi tutti i giorni fino alla fine.

Il dubbio dell’umanità dovrebbe tramutarsi nella domanda contraria: anziché chiedersi se ci si può fidare di Dio, dovremmo chiederci se Dio può fidarsi di noi.
In questo scambio di fiducia si gioca il nostro rapporto quotidiano con Dio. In questa dinamica dobbiamo chiederci se siamo o no prolungamento dell’Amore di Dio per l’umanità.
Buona domenica.
Buona festa!
Don Peppe.

10/05/2026

“Dammi tre parole...”


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore

La libertà di essere figli di Dio.
L’Amore è la parola più importante del Vangelo. Anche oggi l’Amore ci introduce alla Parola di Gesù.
Tutti esperti di Amore? Vediamo...
Tre Parole!

1. Osserverete i miei comandamenti.

Come sappiamo, la parola più importante per gli Ebrei è la legge.
Gesù però ha dato compimento alla legge: “questo è il mio comandamento, che vi amiate come io vi ho amati.“
Se vuoi capire cos’è l’Amore, ama come sei amato!

2. Mai soli.

È confortante la Parola di oggi: non vi lascio orfani.
Quanta solitudine c’è nel mondo?
Quanta solitudine abbiamo vissuto in questi giorni nonostante siamo stati chiusi in casa parecchio tempo a stretto contatto con i nostri familiari?
Che bello sentirsi dire che non siamo orfani perché avvolti da una presenza che supera i confini dello spazio e del tempo. Che bello essere confortati da questa presenza reale...

3. Paraclito.

Il Paraclito (è bene ricordarcelo) era una figura giuridica.
Per l’accusato senza difensore, se il giudice fosse convinto della sua innocenza, poteva porsi accanto all’imputato e fungere da Paraclito (cioè da difensore straordinario).
Noi abbiamo un Paraclito non di fronte a Dio: di fronte al male.
Egli continua a difenderci!
È questa la presenza confortante di Dio.

Attenzione: Gesù aggiunge che il Paràclito non è soltanto “con voi” ma “in voi”.
Amare vuol dire impegnarsi a incarnare la Parola ovunque ci si trovi. Vuol dire invocare lo Spirito Santo soprattutto nei momenti di pericolo perché possa aiutarci e difenderci di fronte al male. Ma, stando a ciò che abbiamo ascoltato oggi, vuol dire anche impegnarsi a incarnare questa figura del Paràclito.
Allora perché non mettere da parte certi atteggiamenti narcisistici e impegnarci a valorizzare e mettere in sicurezza le nostre relazioni di Amore, di amicizia e di lavoro?
Buona domenica!
Don Peppe.

03/05/2026

“Dammi tre parole...”

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

“Non sia turbato il vostro cuore”.
Quanto sarebbe bello sentirsi dire ogni giorno questa frase. È un invito a essere sempre più sereni anche difronte alle difficoltà.
Come? Quando? Dove?
Gesù indica se stesso: la Via, la Verità è la Vita.
Tre parole!

1. Via

Molte volte pensiamo alla fede come un insieme interminabile di regole rigide da seguire per “camminare sulla retta via”.
Gesù invece propone se stesso come strada da seguire.
È Lui stesso la via su cui camminare.
Il cristianesimo non è un regolamento ma è una persona, da seguire, da ascoltare, da imitare, da conoscere...
Gesù è la via.

2. Verità

La verità si impone, non fa nessuno sforzo per convincerci, è qualcosa di evidente.
La verità richiede da parte nostra una certa apertura mentale nell’accogliere la novità.
Gesù è la verità perché la sua presenza apre sempre a qualcosa di nuovo da accogliere nella libertà.
Così la nostra fede non è qualcosa di intimistico ed emotivo ma diventa conoscenza applicata alla quotidianità.

3. Vita

La Vita di cui parla Gesù è un progetto di Amore in cui ognuno di noi è inserito. È la Vita Eterna che ci è stata donata e che siamo chiamati a donare.
È qualcosa che sperimentiamo già ora, in questo tempo, nei nostri giorni e che cresce a seconda della nostra crescita umana e spirituale...per questo siamo chiamati a donarla.

Questo vuol dire vivere da testimoni del Risorto nel mondo senza timore: sperimentare ogni giorno la presenza di Cristo nella nostra vita per renderla piena di amore e di Eterno.
Buona domenica!
Don Peppe

26/04/2026

“Dammi tre parole...”

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore

Diamoci da fare!
Era il grido finale della scorsa domenica, simile alla voce del pastore che invita il proprio gregge al pascolo, simile all’invito che, anche oggi viene rivolto da Gesù nel Vangelo per dirci cosa vuol dire camminare con lui.
Ma andiamo alle tre parole!

1. Porte aperte.

Sarebbe stato facile per me oggi parlare del pastore...
Invece vorrei parlare di questa porta spalancata per noi.
Gesù non dice di avere la chiave per aprire la porta, bensì di essere lui stesso la porta!
Una porta aperta, spalancata per chiunque voglia entrare e prendere parte alla “vita”!

2. Ladri e briganti.

Attenzione al possibile inganno.
I discepoli non comprendono perché si sentono giudicati.
Non comprendono perché si mettono nei panni del pastore o dei ladri.
Non comprendono perché non si mettono nei panni del gregge.
Il discorso di Gesù invece è molto chiaro: ognuno di noi fa parte del gregge...

3. Il guardiano.

La figura forse più ignorata di questo Vangelo: una figura silenziosa, che fa il proprio lavoro, che vigila per far in modo che il recinto non venga intaccato.
Il guardiano è la nostra coscienza, il nostro cuore...
Siamo noi a permettere di aprire o chiudere il recinto, siamo noi a decidere chi far entrare o uscire dal nostro recinto.

Attenti alle presunzioni!
Attenti a non pretendere di mettersi nei panni del pastore o dei ladri...
Noi siamo il gregge, noi siamo (addirittura) liberi di decidere se seguire gli uni o gli altri!
È difficile essere pastori.
A noi spetta soltanto il “compito” di decidere se ascoltare l’una o l’altra voce...
Tranquilli però: per seguire il ladro occorre affrontare salite e fatiche, per seguire Gesù, il Buon Pastore, le porte sono spalancate!
Buona domenica!
Don Peppe.

19/04/2026

“Dammi tre parole...”

+ Dal Vangelo secondo Luca��In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.�Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.�Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».��Parola del Signore

“Tocca Tommaso, le mie sofferenze sono anche le tue...”
Se siamo passati indenni, la scorsa domenica, dall’esperienza di Tommaso, non faremo tanta fatica ad accogliere anche il Vangelo di oggi.
Tre parole!

1. Rassegnati.

Siamo rassegnati, i discepoli sono rassegnati. Hanno paura e stanno lì. Prima il racconto di Maria, Pietro e Giovanni al sepolcro. Poi il racconto di Tommaso. Infine i due di Emmaus. Non comprendono ancora, sono troppo stanchi, sono esausti, sono rassegnati.
Quante volte capita nella nostra vita di essere nella stessa situazione e, nonostante la concretezza delle dimostrazioni che riceviamo, rimanere rassegnati?

2. Pace.

Questo è il segno e il dono più grande che Dio dona attraverso Gesù Risorto: la pace!
Gesù dona la pace del cuore, quella che manca alla fretta quotidiana dei discepoli, quella che manca alle giornate frenetiche e spaventate, quella che manca a ognuno di noi quando viviamo nella realtà ma non “stiamo” nella realtà!
La pace del cuore...

3. Testimoni.

Quando scopro un tesoro enorme, quando il mio cuore è pieno di gioia, non posso tenere questa gioia solo per me: devo condividerla.
Questo significa essere testimoni: condividere la gioia, condividere l’amore!
E Gesù lo dice: “Di questo voi siete testimoni...”
Perché rimanere rassegnati e sconfitti se Gesù ha sconfitto la morte? Voi siete testimoni!

“Sei amato”!
Quando ci si scopre amati, quando ci si sente amati, tutto diventa più bello. È questo amore il messaggio del Risorto. È questo amore il dono più grande che Dio ci fa anche oggi.
È questo amore che ci contraddistingue come esseri umani amati e capaci di amare!
Di questo noi siamo testimoni!
Buona domenica!
Don Peppe.

12/04/2026

“Dammi tre parole...”

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

Tommaso, il protagonista di questa domenica potrebbe sembrare il modello opposto a quello del discepolo ideale. Eppure è il perfetto modello di limite e debolezza che caratterizza tutti noi ognuno impegnato nella singolare e personale ricerca di Dio.
Ma andiamo alle tre parole di oggi.

1. Cercare.

Dopo tutti i fatti della Passione di Gesù, colpisce vedere come tutti si mettano alla ricerca di Gesù.
È significativo questo passaggio in quanto ci dice qual è l’atteggiamento migliore per un cristiano di fronte al dolore.
Purtroppo molte volte ci fermiamo a “idolatrare” il dolore senza andare oltre, senza cercare di capire cosa vuol dire per noi quella esperienza, dove vuole portarci Dio...
Tommaso non è con loro perché è in ricerca.

2. Non ci credo.

Tommaso la pensa come noi.
Finalmente. Non va dietro a Gesù per sentito dire ma vuole farne esperienza concreta. Non segue la massa né tanto meno si fida soltanto del sorriso e della gioia dei suoi amici. Tommaso non dice “non credo a Gesù” ma dice “non credo alla vostra testimonianza”.
In effetti sarebbe stato difficile fidarsi di uno come Pietro che nega la conoscenza di Gesù anche di fronte a una serva. Tommaso non si fida della testimonianza degli altri.

3. Fede.

Che bella dichiarazione quella di Tommaso. Nessuno prima di Lui. Il primo che appella Gesù col nome di Dio.
Ricordo l’episodio del mio barbiere.
Sapevo avesse una fede diversa dalla mia e non avevo mai toccato l’argomento. Un giorno mentre lavorava iniziò a parlarmi di ca**tà fraterna. Io esclamai: “però vedi che non sei lontano da Dio...”
Mi rispose: “io mi fido di Dio...bisogna sapere se lui si fida di me”.

Cosa o chi sto cercando? Sono in ricerca o mi sto accomodando?
La mia testimonianza è autentica o ci può essere qualcuno che un giorno possa dirmi, come Tommaso, proprio tu?
Sono credibile prima che credente?
E Dio? Si può fidare di me?
Risorgere, rialzarsi, continuare a camminare...e siamo solo all’inizio!
Buona domenica!
Don Peppe.

https://youtu.be/lrtiNz0RSBI?is=gTJfG0n2SAScknAy“Dammi tre parole...” (Pasqua) + Dal Vangelo secondo GiovanniIl primo gi...
05/04/2026

https://youtu.be/lrtiNz0RSBI?is=gTJfG0n2SAScknAy

“Dammi tre parole...” (Pasqua)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Un lungo cammino, una grande scalata, portano sempre ad ammirare le vette più alte del mondo.
Abbiamo camminato tanto, abbiamo meditato tanto, ora è tempo di goderci il panorama.
Tre parole!

1. Buio.

Era ancora buio quando Maria di Magdala si reca al sepolcro.
È il buio del cuore che ci spinge a cercare la luce. È il desiderio di rivedere, rivivere, sperimentare l’amore delle persone amate che ci muove verso casa.
Il buio in cui si muove Maria è il nostro buio, la nostra ricerca, il nostro cammino.

2. Ritorni.

È tutto ciò di cui abbiamo parlato fino ad ora: il ritorno.
Il cammino verso la Resurrezione è un cammino che non si ferma alla meta ma va oltre!
La croce, qualunque croce, lascia sempre spazio a qualcosa di più grande.
Ricordate?
Il deserto, il monte della trasfigurazione, la Samaritana, Il cieco nato, Lazzaro…
Ogni paesaggio, ogni incontro è stato una tappa verso la Croce ma dopo la Resurrezione…vi precede in Galilea: il ritorno alla Quotidianità con uno sguardo diverso…quello della Resurrezione.

3. Credere.

È il punto di ripartenza!
Se non ti fidi, non puoi ripartire.
Se non credi, non ha senso la fatica del viaggio.
In questi ultimi giorni Ho pensato spesso al fatto che sia Dio a chiederci se può fidarsi di noi.
Un po’ come diceva Jovanotti, la domanda per noi è: “Mi fido di te! Cosa sei disposto a perdere?”

La festa di oggi ci porta a scalare le vette più alte della nostra esistenza, il vero motivo per cui ci diciamo Vivi: la Resurrezione di Gesù!
Viviamo questo giorno con questa certezza e chiediamo il dono della pace, della conversione, della Resurrezione per ognuno di noi!
Cristo è Risorto: è veramente Risorto!
Auguri.
Don Peppe.

d_Peppe - VIVOREGIA e MONTAGGIO : Teodoro CavalluzzoDIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA : Teodoro CavalluzzoATTORI : Andrea Becchi e d_PeppeMUSICATesto e Musica : d_P...

29/03/2026

Orari delle Celebrazioni nella Settimana Santa 2026

Domenica delle Palme
Ss. Messe e Benedizione delle Palme:
H. 9-10-11(in contemporanea a S. Vito)-12-18-19.30-21

Lunedì Santo
H. 18.30

Martedì Santo
H. 8.00

Mercoledì Santo
H. 8.00

Giovedì Santo
H. 9.00 Lodi Mattutine
H. 19.00 Missa in Coena Domini

Venerdì Santo
H. 9.00 Lodi Mattutine
H. 18.30 Via Crucis
H. 19.30 Funzione del Venerdì Santo

Sabato Santo
H. 9.00 Lodi Mattutine
H. 11.00-13.00 Confessioni
H. 15.00-18.00 Confessioni
H. 22.00 Veglia Pasquale

Domenica di Pasqua

Ss. Messe:
H. 9-10-11(in contemporanea a S. Vito)-12-18-19.30-21

Lunedì di Pasqua

Ss. Messa H. 18.30

Indirizzo

Piazza Gran Madre Di Dio
Turin
10133

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