31/05/2026
“Dammi tre parole...” (SS. Trinità)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Parola del Signore
SS. Trinità.
La festa di Dio.
Avevamo bisogno di una festa che completasse il quadro ed eccola qui: Dio è Padre, Figlio, Spirito Santo.
Vediamo le tre parole.
1. Progetti.
Tutto fa parte di un progetto di Dio: il mondo, la vita, noi.
Solo un’incognita non ne fa parte: la nostra libertà.
Dio Padre crea per un progetto di Amore ma sta a noi decidere se affidarci o meno.
2. Relazioni.
Gesù lo dice in maniera chiara a Nicodemo: il Figlio è stato mandato perché chiunque decida liberamente di affidarsi a Lui, non vada perduto.
Affidarsi a Lui significa configurarsi al modo di agire di Dio, imitare Gesù nelle nostre relazioni quotidiane, fare in modo di assomigliare alla relazione che esiste all’interno della Trinità.
3. Insegnamenti.
Lo Spirito Santo, che abbiamo celebrato la scorsa domenica, è un vero e proprio insegnante specializzato nella materia preferita di Dio: la matematica.
Una matematica tutta particolare quella di Dio: la matematica dell’Amore.
Don Tonino Bello cercando di spiegare il Mistero della Trinità, si imbattè in un certo don Stefano che, parlando agli zingari di Dio, invertiva i calcoli: Padre, Figlio e Spirito Santo non sono 1 + 1 + 1, bensì 1 x 1 x 1.
Questa è la Trinità: Padre che crea per un progetto d’Amore. Figlio che salva per una relazione d’Amore. Spirito Santo che ci insegna ad Amare per guidarci verso l’Amore.
E se iniziassimo a essere anche noi 1 x 1 x 1??
Buona domenica!
Don Peppe.