06/09/2026
“Dammi tre parole...”
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore
Dio non manda le croci, siamo noi a scegliere come trasfigurare la nostra vita, il nostro sguardo, il nostro modo di guardare le cose.
Andiamo alle tre parole!
1. Peccatori perdonati.
L’abbiamo ricalcato spesso nel nostro cammino di conversione e discepolato delle scorse domeniche: se non ci riconosciamo in questa condizione non possiamo dirci cristiani ne tanto meno discepoli.
Gesù lo mette in conto e ne parla senza scandalizzarsi: tutti siamo peccatori perdonati!
2. Guadagni extra.
Che bello questo passaggio.
Gesù dice che quello che potrebbe sbagliare oltre a te (e bisogna metterlo in conto) è tuo fratello!
Non è un tuo nemico, non è uno straniero, un estraneo...è tuo fratello!
Se anziché sparlare, riderci sopra, ricamare, spettegolare, prendi il tuo fratello e gli parli, lo aiuti, lo “correggi”...avrai guadagnato un tuo fratello! Che guadagno!
3. Sofferenze celate.
Diciamoci la verità....non ce ne rendiamo conto...ma pensiamoci profondamente: ognuno di noi, se è nel peccato, non se la passa bene.
Si sta male, si vive nel senso di colpa, si piange, si soffre...e molto spesso lo si nasconde.
Ecco che giudicare un peccatore (anziché aiutarlo a convertirsi) significa dargli il colpo di grazia.
Gesù poi mette in mezzo la possibilità di coinvolgere la comunità perché è ben consapevole del fatto che ci potrebbero essere degli attriti irrisolvibili per cui occorre un altro intervento...
Però nello stesso tempo ci riporta alla bellezza delle relazioni: “dove due o tre...in mezzo a loro”.
La bellezza dello stare insieme passa dalla concretezza delle nostre fragilità corrette dal sostegno reciproco...questo rende presente Gesù...questo ci rende amici...in Lui!
Buona domenica!
Don Peppe.