Chiesa Evangelica Battista Via Elvo Torino

Chiesa Evangelica Battista Via Elvo Torino CULTO
ogni domenica, ore 10.30. Chiesa Evangelica Battista gruppo UCEBI

La dolorosa prova della vita Parole di Gustavo Rol "Non dobbiamo lasciarci sopraffare dagli eventi,  neanche dai più dol...
13/06/2026

La dolorosa prova della vita
Parole di Gustavo Rol

"Non dobbiamo lasciarci sopraffare dagli eventi, neanche dai più dolorosi; vedi, è giusto racchiudere in noi le memorie e i ricordi più cari, così potremo portarli sempre nel nostro cuore. Purtroppo quante persone sono traumatizzate da morte, malattie, divorzi, rovesci finanziari, delusioni. Essi fanno parte della realtà della vita, questa prova dura e dolorosa. Ogni giorno di più, mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità. Il Signore possiede a volte dei piani misteriosi che non rispondono ai nostri desideri, ai nostri progetti. Spesso eventi pieni di lacrime, di dolore. Lo Spirito ci guida e ci incoraggia sempre. Per quanto siano misteriosi i disegni di Dio, è un Padre che ci vuole bene e ha cura di noi. Non vuole la nostra morte, vuole la nostra salvezza, manda il suo Spirito su ognuno di noi. Dobbiamo essere grati del dono della vita, anche quando sa di amaro, perché anche l'amaro fa parte del gusto della vita".

"Rol e l'altra dimensione", M. L. Giordano, p. 133 - 134

LA CAPACITÀ DI RICEVERE (e non solo donare)La primogenita non è solo quella che ha avuto più responsabilità.È quella che...
10/05/2026

LA CAPACITÀ DI RICEVERE (e non solo donare)

La primogenita non è solo quella che ha avuto più responsabilità.

È quella che ha imparato presto a controllarsi.
A stare attenta.
A non creare problemi.

È quella che ha iniziato a trattenere
prima ancora di capire cosa stava sentendo.

Ha imparato a inghiottire le parole,
a tenere dentro le emozioni,
a restare forte mentre dentro qualcosa si stringeva.

Col tempo, questo è diventato naturale.

Sostenere.
Organizzare.
Esserci.

Ma c’è una cosa che il suo corpo non ha imparato:

rilassarsi mentre riceve.

E così, anche oggi…

quando qualcosa arriva davvero
attenzione, denaro, opportunità, amore

il corpo reagisce prima della mente.

Si tende.
Si chiude leggermente.
Trattiene.

Come se ricevere fosse troppo.
Troppo esposto.
Troppo rischioso.

E allora fai quello che hai sempre fatto:

riduci.
rimandi.
ti tieni un passo indietro.

Non perché non sei pronta.
Non perché non sei capace.

Ma perché dentro vive ancora una lealtà antica, silenziosa:

- Non posso avere più di chi è venuto prima.

E questa lealtà… si sente.

Nel petto che si stringe.
Nel respiro corto.
Nelle mani che non si aprono del tutto.

Ma c’è un’altra possibilità.

La primogenita non è solo quella che tiene.

È quella che può sciogliere.
Che può lasciare andare.
Che può fare spazio a qualcosa di nuovo.

Ogni volta che ti permetti di ricevere
senza giustificarti,
senza compensare subito,
senza tornare indietro…

stai cambiando qualcosa di profondo.

Non stai tradendo la tua storia.

La stai espandendo.

La tua abbondanza non cancella chi sei.

- allarga il respiro.
- ammorbidisce il corpo.
- apre possibilità che prima non esistevano.

Forse sei tu
quella che nella sua famiglia
può smettere di stringersi.

Può respirare più a fondo.
Può tenere le mani aperte.
Può lasciarsi raggiungere davvero.

Non sei qui solo per resistere.

Sei qui anche per ricevere senza difenderti.

Non devo più stringermi
per restare fedele.

Posso aprirmi…
e restare.

Se leggendo hai sentito qualcosa nel corpo
non è solo un pensiero.

È un passaggio.

La fioritura inizia proprio lì:

nel momento in cui smetti di trattenerti
e inizi, piano, a lasciarti raggiungere.

EUGENIA 🌺

(Eugenia Badin)

"...Poiché io sono lento di parola e di lingua»...«Non c'è Aaronne tuo fratello, il Levita? Io so che parla bene... Io s...
07/05/2026

"...Poiché io sono lento di parola e di lingua»...
«Non c'è Aaronne tuo fratello, il Levita? Io so che parla bene...
Io sarò con la tua bocca e con la sua bocca e vi insegnerò quello che dovrete fare».

(Esodo 4.10. 14-15)

In aiuto dell'autismo: il 12enne Antonio Bertoli è Alfiere della Repubblica | Bresciaoggi

C’è anche un bresciano nell’elenco dei 28 giovani altruisti scelti dal Capo dello Stato Sergio Mattarella come "Alfieri della Repubblica",... Scopri di più

Durante il culto di stamattina in via Elvo sono stati celebrati i 60 anni di matrimonio, Nozze di Diamante, degli anzian...
26/04/2026

Durante il culto di stamattina in via Elvo sono stati celebrati i 60 anni di matrimonio, Nozze di Diamante, degli anziani di chiesa Anna Maria Parodi e Benito Basaglia.
Il pastore locale Daniele Paone, loro genero, ha invocato la benedizione di Dio su questa coppia, fedele nel matrimonio come al Signore e alla comunità, che serve da 45 anni. Sorelle e fratelli della chiesa, famigliari ed amici si sono stretti a loro in una sentita comunione e preghiera, così come nel pasto dell' agape fraterna.

Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!»«Volgeranno lo sgu...
03/04/2026

Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!»

«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

(Giovanni 19, 5. 37)

https://www.instagram.com/reel/DVq5o8gDJVJ/?igsh=MXVsNWc3NDF2c3N5bQ==L' essere umano si forma nei primi 7 anni di vita. ...
18/03/2026

https://www.instagram.com/reel/DVq5o8gDJVJ/?igsh=MXVsNWc3NDF2c3N5bQ==

L' essere umano si forma nei primi 7 anni di vita. Ci si gioca l' umanità in quel prezioso ed unico settennio. Gesù Cristo lo ha detto, in quel periodo di vita è possibile vivere nel "Regno dei cieli", ma dopo, inevitabilmente e a causa della mancanza di conoscenza degli adulti, l' essere umano è compromesso. Ma c'è una via di salvezza.
Bisogna tornare bambini, ricontattare il Bambino violato, "scandalizzato" che è in ognuno di noi e farlo sentire Amato, perché i genitori, i migliori, non sono stati in grado di farlo.
(Matteo 19, 14; Matteo 18, 6)

Stralcio della lettera del cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia, ai "mercanti della morte".Ai mercanti della morte,a...
10/03/2026

Stralcio della lettera del cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia, ai "mercanti della morte".

Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

Vi scrivo da questa terra che trema.
Trema sotto i passi dei poveri,
sotto il pianto dei bambini,
sotto il silenzio degli innocenti,
sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo.

Vi scrivo mentre il mondo sembra aver imparato di nuovo il linguaggio di Caino.
Quel linguaggio antico e terribile che domanda:
«Sono forse io il custode di mio fratello?».
E invece sì, lo siamo.
Lo siamo tutti.
E voi, più di altri, perché avete scelto non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla ferita del fratello.

Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi.
Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie.
Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi.
Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio.
Che nessun bambino ha il destino della polvere.
Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa.
Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza...

E ditemi: come fate?
Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta?
Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato?
Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato?

Non vi parlo da giudice.
Non ho tribunali da aprire.
Vi parlo da uomo e da pastore.
Da credente ferito dalla ferocia dei tempi.
Da vescovo che sente nelle viscere il grido di Cristo ancora crocifisso nei popoli umiliati, nelle città devastate, nei corpi senza nome che il mare restituisce e la guerra nasconde.

Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe.
Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore...

E voi, mercanti della morte, continuate a passare sotto quella croce come passarono un giorno i soldati, spartendovi le vesti del condannato.
Solo che oggi non tirate a sorte una tunica:
tirate a sorte interi popoli.
Scommettete sulle frontiere, sui rancori, sulle escalation, sugli equilibri armati.
E intanto chiamate pace la paura, chiamate ordine il dominio, chiamate sicurezza la minaccia permanente...

Il Vangelo mette un bambino al centro.
Sempre.
E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano...

Io vi chiedo, allora, non solo di fermarvi.
Vi chiedo di convertirvi...
Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti.
Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete...
Dovete tornare uomini...
Sogno il giorno in cui la parola “profitto” non farà più rima con “funerale”...

Fermatevi...

E noi, Chiesa del Vangelo, non taceremo...
Restituitevi alla vostra umanità.

La pace vi giudicherà.
Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi.

Con dolore, con speranza, con il Vangelo tra le mani.

don Mimmo Battaglia

Viveva murata in una cella di pietra, eppure cambiò per sempre il modo in cui l’Europa avrebbe pensato il corpo femminil...
03/03/2026

Viveva murata in una cella di pietra, eppure cambiò per sempre il modo in cui l’Europa avrebbe pensato il corpo femminile.

Germania, 1098. In una nobile casata nasce una bambina fragile, quasi trasparente, attraversata da percezioni che il mondo non sa ancora nominare. È la decima figlia: un numero, un peso, una creatura superflua. Si chiama Ildegarda. Fin dall’infanzia, i suoi occhi vedono ciò che gli altri ignorano: colori che vibrano, suoni che hanno una consistenza, immagini che si accendono come incendi nella mente. Lei la chiamerà la "Luce Vivente.

Nel XII secolo, una bambina così non è un dono: è un problema da risolvere. Troppo debole per il mercato dei matrimoni, troppo inquieta per le mura domestiche. La soluzione è la Chiesa, ma nella sua forma più dura. A otto anni, Ildegarda viene consegnata al monastero di Disibodenberg e letteralmente sepolta viva in una cella accanto all'eremita Jutta.

Avrebbe potuto dissolversi lì, nel buio e nel freddo della pietra. Invece, accade il miracolo. In quel silenzio forzato, Ildegarda impara a leggere il mondo. Studia il latino, divora le Scritture, osserva le piante che crescono tra le fessure del chiostro. Per decenni tace, nascondendo le sue visioni come un segreto pericoloso. Perché nell'Europa medievale, la conoscenza è un affare da uomini, e una donna che parla di Dio o del corpo è una donna che rischia il rogo.

Nel 1141, la diga crolla. Una visione così violenta da ammalarla la costringe a scegliere: morire di silenzio o rinascere nelle parole. Inizia a scrivere lo Scivias, un’opera teologica di una potenza tale da far tremare le gerarchie. Quando il testo arriva a Papa Eugenio III, accade l’impossibile: il Pontefice autorizza ufficialmente questa monaca "illetterata" a insegnare.

Da quel momento, la voce di Ildegarda diventa un tuono. Fonda monasteri, corrisponde con Imperatori e Papi, predica nelle piazze. Ma è nel segreto della sua infermeria che compie la rivoluzione più dolce. Studia le erbe, le pietre, le febbri. Scrive di medicina descrivendo il corpo come un sistema sacro dove l'emozione e l'alimentazione sono le chiavi della guarigione.

Ildegarda rompe il tabù millenario della vergogna. Parla di mestruazioni con naturalezza medica. Descrive il piacere sessuale femminile con una precisione che sconvolge i suoi contemporanei. Afferma che la donna non è un essere incompleto, ma una creatura dotata di una sacralità propria. Mentre la Chiesa insegnava a coprire il corpo, lei insegnava ad ascoltarne il ritmo.

Quando muore, a ottantuno anni, è la Sibilla del Reno.

(Dalla pagina Facebook "Storiellando")
Per approfondire:
Atlante delle Dimenticate: 16) Hildegard von Binge, la bambina consacrata alla luce che divenne profetessa, scienziata e santa – Paola Bruno https://share.google/L28EHJVHuN5CsFdHa

POST DI ROBERTA BRUZZONE, PSICOLOGA E CRIMINOLOGACi sono dolori che non si possono raccontare.Si possono solo intuire…e ...
20/02/2026

POST DI ROBERTA BRUZZONE, PSICOLOGA E CRIMINOLOGA

Ci sono dolori che non si possono raccontare.
Si possono solo intuire…e anche lì, si sbaglia per difetto.

Non posso nemmeno avvicinarmi con la mente a ciò che sta vivendo una madre che sa, con lucidità crudele, quale tragedia la attende.

C’è qualcosa di disumano nell’essere costretti a guardare in faccia un destino che si avvicina, passo dopo passo, senza poterlo fermare. È un’attesa che lacera, che consuma, che scava dentro.

A quella mamma va il mio pensiero più rispettoso, più silenzioso, più umano possibile.

E a quel bimbo, così piccolo e così innocente, va una carezza ideale, tenera, infinita.

Poi ci sono i medici.
Quelli che hanno espresso un parere in scienza e coscienza, con il peso immenso di una responsabilità che nessuno vorrebbe mai avere sulle proprie spalle.

Firmare un destino clinico è un atto che si porta dentro per sempre.

E ci sono anche altri medici…forse…che portano su di sé’ un peso maggiore…quello della colpa…

Coloro che, per imperizia o per una sequenza tragica di eventi imponderabili, potrebbero aver contribuito a scrivere questo epilogo.

Sarà la magistratura ad accertare cosa sia realmente accaduto. Non spetta a noi.

E proprio perché non spetta a noi, dovremmo avere il coraggio del silenzio.

In questi momenti il rumore delle opinioni è solo violenza aggiuntiva.
Il giudizio è sterile.
La speculazione è indecente.

Per rispetto verso quella madre.
Per rispetto verso quel bambino.
Per rispetto persino verso chi, eventualmente, dovrà convivere con errori che nessuna sentenza potrà mai alleggerire davvero.

Chi ha fede, preghi per quel bimbo sfortunato e per quella madre e per quel padre che lo amano con tutto l’amore del mondo.

Se qualcuno ha davvero sbagliato, porterà con sé il peso di quell’errore per tutta la vita. Un peso che nessuna assoluzione, nessuna condanna, nessuna polemica potrà cancellare.

Ma oggi non è il tempo del processo mediatico.
È il tempo del rispetto.
È il tempo del silenzio.
È il tempo della vicinanza autentica, umana, a una madre, a un padre e al loro bambino che sta scivolando via da un mondo che non è riuscito a salvarlo.

Tutto il resto può….e deve …aspettare.

"Allora la donna, a cui apparteneva il bambino vivo, sentendosi commuovere le viscere per suo figlio, disse al re: «Mio signore, date a lei il bambino vivo, e non uccidetelo, no!» Ma l'altra diceva: «Non sia mio né tuo; si divida!» Allora il re rispose: «Date a quella il bambino vivo, e non uccidetelo; lei è sua madre!»

(1 Re 3, 26-27)

Elcana, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Per te io non valgo...
14/02/2026

Elcana, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Per te io non valgo forse più di dieci figli?»

Amarsi è aiutare l' altro a realizzarsi come persona, secondo la propria natura e le innate potenzialità. Non possiamo pretendere di amare qualcuno e anche solo pensare di sostituirci a questa profonda esigenza di vita.

Indirizzo

Via Elvo 5/A
Turin
10155

Orario di apertura

10:30 - 12:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Chiesa Evangelica Battista Via Elvo Torino pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare