Comunità di Gesù

Comunità di Gesù Benvenuti nella pagina ufficiale della Comunità di Gesù. E’ formata da coppie, da singoli, da giovani e da alcune laiche consacrate.

La Comunità di Gesù sorge dall’esperienza del Rinnovamento nello Spirito e ne condivide i motivi portanti: sottomissione al soffio dello Spirito Santo e accoglienza dei suoi doni, riconoscimento della Signoria di Cristo, cammino personale di conversione alla luce della Parola di Dio. Il carisma della Comunità di Gesù è l’evangelizzazione dei vicini e dei lontani ecumenicamente vissuta, confidando

pienamente sulla promessa di Gesù che ove due o tre sono riuniti nel suo Nome egli è presente e continua a compiere le opere del Padre. La Comunità è composta da fratelli e sorelle cattolici che seguono la spiritualità carismatica e sono aperti all’incontro con i credenti delle varie denominazioni cristiane. Si tratta di persone di ogni estrazione: lavoratori dipendenti e autonomi, casalinghe, professionisti, psicologi, insegnanti. I membri della Comunità vivono la realtà del Battesimo nello Spirito; coltivano la preghiera personale e di coppia, la vita sacramentale; sono incoraggiati a realizzare la propria chiamata individuale, secondo i diversi stati di vita; si dispongono permanentemente alla formazione. Essi versano la decima del proprio reddito per sostenere chi è nel bisogno e per le iniziative che la stessa Comunità propone.

Dal diario di un cristiano .... curioso                       LA RICERCA DI' DIO DA PARTE DELL’UOMO   Per noi cristiani ...
05/05/2026

Dal diario di un cristiano .... curioso

LA RICERCA DI' DIO DA PARTE DELL’UOMO
Per noi cristiani la ricerca di Dio avviene attraverso la preghiera, ma in quel momento da dove iniziamo? Dall’altezza del nostro orgoglio, come ha fatto il Fariseo che enumera i suoi meriti, o dal cuore umile e pentito del pubblicano (Lc.18,9-14)? L’umiltà è la disposizione necessaria per comunicare con Dio Padre e la sua ricerca avviene mediante gesti e parole in cui tutta la nostra persona prega coinvolgendo l’anima, lo spirito ed cuore, però se il cuore è lontano da Lui, come quando è nel peccato, la nostra preghiera non soddisfa né noi né Lui. La ricerca di Dio da parte dell’uomo, è iniziata nell’A.T. con la caduta, ed in seguito con il riscatto dell’uomo. Nella Genesi troviamo la domanda accorata di Dio ad Adamo: « Dove sei? Che hai fatto?» (Gn. 3,9-13). In seguito, nella lettera agli Ebrei, la risposta è data da Gesù stesso al suo entrare nel mondo: « Ecco io vengo per fare o Dio la Tua volontà » (Eb. 10,7). Nella pienezza del tempo il Figlio di Dio ha imparato a pregare nelle parole e nel modo di pregare del suo popolo, ma, a differenza del Suo popolo, la Sua preghiera sgorga da un cuore unito al Padre, come egli fa comprendere già all’età di 12 anni quando viene ritrovato dai suoi genitori in mezzo ai dottori nel Tempio:«Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» (Lc. 2,49), è in questa frase che troviamo il vero senso della preghiera ed unione a Dio Padre nel ministero di Gesù. Da parte nostra, se il nostro cuore è veramente deciso a cercare Dio, inizierà a pregare nella fede, che è adesione filiale a Lui e da quel momento tutto diventa possibile, poiché è Gesù che ci invita a cercare, bussare, perché Lui è la Porta e la Via (Mt.7,7-8.13-14). Come Gesù prega il Padre e rende grazie prima di ricevere i suoi doni, così dobbiamo fare anche noi: avere la sudditanza ma anche l'audacia di figli come in Marco: «Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto» (Mc. 11,24). Nella ricerca di Dio la nostra donazione a Lui deve essere totale come quella di Gesù così, nella preghiera, lasciamoci condurre ad una adesione piena di amore alla volontà del Padre, con una assoluta fiducia in Lui di essere esauditi. Le parole che troviamo nel libro di Giobbe, possono essere di sostegno nell’accettare la Sua volontà, poiché: « Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male» (Gb. 2,10). Gesù è sempre vicino a noi attraverso i suoi insegnamenti poiché ci vuol educare a pregare con cuore purificato, con Fede viva e perseverante ed audacia di figli, e ci invita a rivolgere le nostre suppliche e preghiere al Padre nel Suo nome poiché sarà Lui stesso ad esaudirle ( Rm.8,34), ma ci esorta anche ad una continua vigilanza per non cadere in tentazione (Mc.14,38).

Dal   diario di un cristiano..... curioso (Apr. 26)                                                                     ...
31/03/2026

Dal diario di un cristiano..... curioso (Apr. 26)

COME E DOVE CERCARE GESU'
Mentre i pastori ed i re Magi hanno trovato Gesù attraverso una stella, noi cristiani, al giorno d'oggi, lo possiamo trovare attraverso l'Eucaristia, nello spezzare il pane, come è accaduto ai discepoli di Emmaus che, incontrando Gesù, ritrovano anche la fede in Lui. Nel Vangelo di Luca (domenica di Pasqua 5 aprile) troviamo l'incontro di Gesù Risorto con i due discepoli sulla strada verso Emmaus, (Lc.24,13-35). Proviamo a riflettere sui punti principali del racconto, i due discepoli si stanno allontanando da Gerusalemme, luogo dell'evento pasquale e, durante il cammino: « Gesù si accostò e camminava con loro ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo » (Lc 24,15-16), il loro volto è triste, rivolto a terra, discutono delusi nelle loro aspettative su quanto è avvenuto, così Gesù prende l'iniziativa e li interroga. Dopo averne sentito il motivo, Gesù inizia a spiegare loro quanto era stato detto dai Profeti riguardo al servo del Signore che doveva soffrire per la salvezza dell'uomo (Is.52,13-15;53,2-12); e così trasforma ben presto la loro sofferenza e fuga da Gerusalemme in un deciso cambiamento di direzione spirituale. Tuttavia, i due discepoli per riuscire a riconoscere nell' anonimo pellegrino che cammina con loro Gesù Risorto, devono purificare prima il loro cuore dalla sofferenza per la sua morte e da ogni desiderio legato ai sogni di liberazione di Israele dall'occupazione dei Romani. Per molti si è trattato di riconsiderare in modo radicale che nel disegno misterioso di Dio la venuta del Messia è stata per la salvezza spirituale dell'uomo e non dal giogo romano come viene svelato loro da Gesù attraverso le profezie. Giunti al villaggio: « Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero ma lui sparì dalla loro vista » (Lc 24,30-31). L' interpretazione delle Scritture fatta da Gesù durante il viaggio, richiamando come si riferisero alla sua persona, consente ai due discepoli di conoscere in modo inizialmente confuso e solo parzialmente l'iden­tità dello sconosciuto, ma di comprendere totalmente nell'atto della benedizione e dello spezzare il pane, verità Eucaristica del Sacra­mento riconosciuta dai due. Ora gli occhi dei due discepoli sono aperti spiritualmente, Gesù non è più visibile nella sua forma corporea, ma sarà solo attraverso la mensa Eucaristica della Parola e del Pane che è affidata alla Chiesa quale sacramento della sua presenza e della sua azione salvifica per sempre. Dopo aver sperimentato che la presenza di Gesù era effettivamente reale, i due discepoli ritrovano il senso profondo della propria voca­zione: «E partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme» (Lc 24,33) per raccontare agli Apostoli, in modo appassionato e contagioso: « ciò che è accaduto loro lungo la via» (Lc.24,25), e, che durante il cammino, alla luce delle Scritture, ma soprattutto nella condivisione del pane spezzato, per loro è stato decisivo riconoscere, nell'anonimo pellegrino la effettiva presenza di Gesù risorto. Questo tipo di esperienza spirituale ora la possiamo fare anche noi, ogni volta che partecipiamo con vera fede all'Eucarestia.

"Il Signore ne ha bisogno"Auguri Comunità di Gesù, asinello di Gesù ❤
28/03/2026

"Il Signore ne ha bisogno"
Auguri Comunità di Gesù, asinello di Gesù ❤

Dal diario di un cristiano …. curioso                                LA  CECITA'  SPIRITUALE                            ...
07/03/2026

Dal diario di un cristiano …. curioso

LA CECITA' SPIRITUALE
Nell'essere umano ci possono essere due tipi di cecità, una materiale in cui gli occhi sono spenti e non vedono oggetti e persone, quindi si vive nel buio totale. L'altra è quella spirituale in cui si è incapaci di percepire, o peggio non si vuole vedere e riconoscere l'opera di Dio Padre, Colui che ci ha creati, donato la vita, e così comprendere il nostro bisogno di salvezza. Al tempo di Gesù, chi era cieco era considerato peccatore o figlio di peccatori, lo troviamo nel Vangelo di Giovanni ( domenica 15 marzo) dove i discepoli di Gesù gli chiedono se la sua cecità è conseguenza del suo peccato o dei genitori, ma Gesù li rassicura che è una causa naturale e gli ridona la vista. Ma la guarigione crea scandalo ad alcuni dei Farisei presenti perché, dicono, è stata compiuta di sabato ( Gv. 9,16), e qui emerge la cecità spirituale di chi non guarda al bene di chi soffre, in questo caso la mancanza della vista, bene primario. Quanti al giorno d'oggi pensano solo a se stessi, vivono senza curarsi delle sofferenze del prossimo, sono spiritualmente ciechi, non vedono il povero, l'affamato, la violenza che aumenta intorno a noi, le sofferenze, la morte di chi vive nelle zone di guerra. Questa è vera cecità spirituale, che sarà motivo di giudizio da parte di Dio, poiché Gesù ha detto: « io sono venuto in questo mondo perché coloro che non vedono vedano » e di seguito sta la sua condanna: « e quelli che vedono non vedano» (Gv. 9,39). La nostra vista spirituale deve ricercare la fonte da cui sorge l'acqua viva che dona la vita dello Spirito, nella fede in Gesù il Dio vivente, come ha fatto il cieco di Gerico (Mc.10, 51-52). Non si può, né si deve vivere nell'ignoranza della Parola di Dio, il nostro dovere di cristiani è di credere, testimoniare e diffondere quanto la Chiesa ci propone attraverso la Parola di Gesù, raccolta dagli Apostoli nei Vangeli. Rifiutare di credere ciò che Dio ci propone, attraverso la Chiesa, diventa cecità spirituale volontaria. Ogni esitazione, nell'accettare la sua Parola e senza cercare di approfondire la sua conoscenza, attraverso una sana lettura dei Padri della Chiesa perché non se ne ha voglia, non è semplice pigrizia mentale ma è peccato grave davanti a Dio, perché conduce all'accecamento spirituale, che è una condizione in cui ci si illude di vedere e capire tutto rifiutando la grazia e verità evangelica. Forse c'è chi crede, ingenuamente, di potersi salvare da solo senza il supporto e l'aiuto e la guida spirituale della Chiesa? O quasi pretende la grande misericordia di Dio? Allora è doppiamente cieco spiritualmente. All'amore di Dio si deve rispondere con pari amore verso di Lui, e verso i nostri fratelli. Questo ci conduce, come sue creature, a rendere a Dio tutto quanto riceviamo e quanto gli spetta secondo giustizia, solo così la nostra vista spirituale si aprirà e resterà aperta alle Parole di verità e salvezza presenti nei Vangeli.

Siamo giunti all'inizio della Quaresima, tempo forte, tempo di grazia, da non sprecare.Possiamo intraprendere il cammino...
17/02/2026

Siamo giunti all'inizio della Quaresima, tempo forte, tempo di grazia, da non sprecare.

Possiamo intraprendere il cammino leggendo e meditando il Messaggio per la Quaresima di Papa Leone (di seguito il link al testo integrale).

Ci piace sottolineare tre passaggi...

ASCOLTARE..la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro... È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà.

DIGIUNARE..L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione... Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo... Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio».

INSIEME..la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno... In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Buon e santo cammino!

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV PER LA QUARESIMA 2026 [ Multimedia ] _________________________

Pubblichiamo con gioia un'intervista alla nostra Moderatrice, Maria Tortonese, al termine di una due giorni di "Scuola d...
10/02/2026

Pubblichiamo con gioia un'intervista alla nostra Moderatrice, Maria Tortonese, al termine di una due giorni di "Scuola di preghiera" vissuta presso la Parrocchia Maria Santissima Addolorata di Grosseto.
Un ringraziamento particolare al parroco, Don Claudio Bianchi, e a tutti i parrocchiani che hanno partecipato agli incontri!
Articolo pubblicato sul settimanale "Rinnovamento" ( ) della Diocesi di Grosseto.

Un resoconto di Matteo Calisi al termine della Conferenza Generale delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia, te...
07/02/2026

Un resoconto di Matteo Calisi al termine della Conferenza Generale delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia, tenutosi alla Fraterna Domus di Sacrofano dal 30 gennaio al 1 febbraio.

Quando la vita nello Spirito incontra le ferite dell’uomo, nasce una Chiesa che serve. È con questa consapevolezza che si è conclusa la Conferenza Generale delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia, rivelandosi fin da subito come un tempo intenso di grazia, discernimento e responsabilit...

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03/02/2026

Dal diario di un cristiano … curioso

CHI SEGUE GESU’ SI SALVA
Con il mercoledì delle ceneri (18 febbraio), inizierà la quaresima, tempo di penitenza che conduce alla risurrezione e salvezza per chi vuole seguire Gesù nel suo cammino di Fede. Gesù, con la sua morte in croce, ci ha donato l’esempio affinché impariamo a nostra volta a seguire i suoi passi attraverso le difficoltà della vita.
Anche Maria, Sua madre, non è stata risparmiata: quando portarono il bimbo Gesù nel Tempio, Simeone le disse: « Dovrai soffrire molto poiché anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc.2,35).
Seguire Gesù, restando uniti a lui «come la vite ai tralci» (Gv. 15,5), ci fa diventare non solo suoi imitatori ma produrre molto frutto secondo la Sua volontà, figli amati da Dio Padre, immersi in Cristo attraverso il battesimo, ma morti al peccato, e così un giorno potremo partecipare alla vita di Gesù risorto.
Tuttavia è bene notare che in noi vi sono legami terreni che fatichiamo a porre in secondo ordine rispetto a Dio, mentre Gesù è stato molto chiaro: «Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me [...] e chi avrà perduto la sua vita per causa mia la salverà » ( Mt.10,37). Con queste parole, Gesù non vuole annullare i legami famigliari, poiché essi sono sacri di fronte a Dio Padre, ma vuole specificare che prima c’è Dio, il creatore, e poi noi sue creature. Per San Giovanni seguire Gesù è vivere, già su questa terra nello «Spirito di verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce» (Gv.14,17). Per San Paolo, seguire Gesù, significa adeguarsi a Lui nel suo mistero di morte e di risurrezione attraverso una unione volontaria alla Sua sofferenza affinché la vita di Gesù si possa manifestare nel nostro corpo. Ancora in Giovanni; seguire Gesù significa accordargli la propria fede senza incertezze, fondata solo sulla Sua Parola e non su segni esteriori come i miracoli.
La fede ci deve far superare le esitazioni ed i dubbi di Tommaso, ma anche quelli legate a filosofie della sapienza umana che crede solo a ciò che vede. Se vogliamo seguire Gesù come guida sicura, prendiamo posto nel suo gregge, tra le sue pecore, poiché Lui è l’unico e vero pastore e camminando dietro a Lui si realizzerà anche per noi la Sua promessa: « Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà pure il mio servo » (Gv. 12,26). Seguire Gesù vuol anche dire accettare sacrifici, sofferenze e forse anche il martirio, però la sua promessa è chiara: chi cammina dietro di Lui, portando la propria croce, otterrà la vita eterna e questo ci deve bastare.
Se da parte nostra riusciremo a donarci senza riserve per fede ed amore a Gesù, sacrificando il nostro io egoistico e mirando solo ai beni spirituali, allora tutto il nostro essere, spirito, anima e corpo, malgrado la nostra debole povertà spirituale, sarà ripieno di Spirito Santo, mentre la potenza e l'amore da parte di Dio Padre ci sorreggerà nel cammino verso la salvezza eterna.

Anche quest'anno l'incontro del Forum delle Comunità ci ha offerto momenti di grande spessore spirituale. Mons. Giovanni...
31/01/2026

Anche quest'anno l'incontro del Forum delle Comunità ci ha offerto momenti di grande spessore spirituale. Mons. Giovanni d'Ercole ci ha portato sulle Alte Vette con la sua riflessione sull'Esortazione Apostolica "Dilexi te" di Papa Leone.
Grati al Signore per questo tempo di Grazia! ❤

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03/01/2026

Dal diario di un cristiano .... curioso

CHIAMATI A SERVIRE NELLA CHIESA
All'inizio di questo nuovo anno, ed a seguito di grandi e continui cambia­menti sociali, economici politici nella società, è necessario comprendere l'urgenza della Chiesa per una nuova grande evangelizzazione del mondo.
Il compito dell'annuncio, testimonianza, diffusione del Vangelo, riguarda tutti i credenti, non solo i Pastori. Anche i laici sono chiamati a collaborare attivamente nella storia ed evoluzione della Chiesa, per accendere il fuoco della speranza dentro questo nostro tempo, affinché il mondo moderno si apra al suo autentico destino, che è l’amore di Cristo ed il Regno di Dio.
La Chiesa, a motivo della diminuzione delle vocazioni sacerdotali, si è resa sempre più consapevole dell'importanza di coinvolgere laici generosi nella sua missione nel mondo, quindi del bene che de­riva dall'opera di laici impegnati e dello specifico apporto che, nella loro condizione di contatto diretto con il mondo lavorativo e sociale, possono offrire per il raggiungimento del Regno di Dio nella storia. È una missione che tutti devono sentire e vivere in quello spirito di comunione e di unità che contrassegna la testimonianza dei discepoli di Gesù secondo l'insegnamento del Divino Maestro:«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri » (Gv.13,35). Cooperando in perfette armonia con la Chiesa, e viven­do secondo la verità nella ca**tà come chiede San Paolo agli Efesini (Ef. 4,15), i laici possono rendere l'evangelizzazione e la testimonianza cristiana più efficace, credibile; ed uniti alla Chiesa possono essere lievito che fermenta l’attuale pasta del mondo nel Regno di Dio. Ponendo insieme i rispettivi carismi e i compiti essenziali dei laici e dei pastori, la Chiesa sarà in grado di fare di Cristo il cuore del mondo seguendo l'invito di sant'Ignazio di Antiochia: un unico coro che canta ad una sola voce con Gesù Cristo al Padre.
Questo richiede, in primo luogo, umiltà, solidarietà vicendevole, un grande impegno nel ricercare e creare la concordia, una stima reciproca per cementare l'unità e distribuendo le re­sponsabilità, come già avviene nelle Chiese locali, dove pastori e fedeli laici con la loro testimonianza evangeli­ca prendono coscienza della loro missione di es­sere il fermento di una nuova società cristiana.
I laici devono sentirsi chiamati a comunicare questa sorpresa di Dio nelle forme dirette dell'annuncio, del dialo­go e in quelle più importanti della testimonianza: un comportamento serio, ineccepibile della propria vita davanti al mondo. In questo momento c'è bisogno di una nuova primavera del laicato che porti il proprio apostolato e arrivi a risvegliare in modo significativo tutti gli ambienti di vita in cui un pastore non può accedere. Anche la vita pubblica ha bisogno dell'intervento di laici cristiani, con forme individuali o associate, deli­neando così un nuovo stile di vita, perché tutta la terra possa essere sommersa dal grande soffio dello Spirito Santo. L’invito ed annuncio finale, è quello che la Santa Chiesa ed il mondo hanno bisogno di laici come: « operai e missionari nella vigna del Signore » che siano autentici cristiani, i quali sappiano dimostrare di essere testimoni di Ge­sù il Risorto (Mt.28,7), unica speranza di salvezza del mondo.

Indirizzo

Via Sanfront 10
Turin
10138

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