Arciconfraternita della Misericordia Torino

Arciconfraternita della Misericordia Torino Arciconfraternita di San Giovanni Battista Decollato
detta "della Misericordia" Bellono sindaco di Torino, il marchese Gustavo Benso di Cavour, mons.

Venne costituita nel marzo del 1578, su concessione del duca Emanuele Filiberto di Savoia, che autorizzò alcuni supplicanti di potersi congregare nella chiesa parrocchiale dei Ss. Simone e Giuda, al fine di “sollevare le condizioni dei carcerati e di accompagnare al supplizio i condannati”. Sotto la direzione dei fondatori e dei loro immediati successori, l’Arciconfraternita della Misericordia ott

enne negli ultimi anni del XVI secolo numerosi privilegi, sia dal potere civile, sia dall’Ordinario Diocesano (il Cardinale Arcivescovo di Torino), sia direttamente dai Pontefici: nel 1581 il duca Carlo Emanuele I concesse il privilegio di poter liberare ogni anno “un condannato a morte…salvo che fosse falsario di moneta, assassino reo di lesa Maestà o testimone falso” (privilegio ampliato a due condannati, nel 1650, e a tre condannati nel 1679); nel 1730 il Cardinale Gattinara approvò e confermò le facoltà di amministrare i Sacramenti e celebrare quasi tutte le funzioni parrocchiali “senza la minima ingerenza d’alcun Parroco”; i Pontefici Clemente XI, Innocenzo X e Innocenzo XIII autorizzarono le aggregazioni all’arciconfraternita della Misericordia di numerose altre Confraternite e Associazioni religiose. Dal 1582 l’Arciconfraternita divenne un polo di attrazione del tessuto socio-religioso delle Confraternite di fine Cinquecento, sia con la predisposizione di regolamenti, statuti, uffici elettivi molto analitici -che restarono di fatto immutati sino al periodo successivo alla Restaurazione-, sia con una intensa attività assistenziale a favore dei carcerati e dei condannanti a morte (assistenza legale gratuita, mantenimento dei detenuti poveri, assistenza spirituale ai condannati a morte), sia con un’altrettanto intensa attività religiosa, svolta da fratelli domenicani e carmelitani (la devozione a S.Giovanni Nepomuceno, il culto alla Vergine Addolorata), sia con attività di forte rilievo sociale (l’istituzione di doti annue a favore di fanciulle povere, legata allo sviluppo del ramo femminile dell’Arciconfraternita, cui furono iscritte tutte le principesse di Casa Savoia, le Religiose del Monastero di Santa Chiara, le Agostiniane di S.Pelagia e le Monache di Santa Croce). Con la Restaurazione si assistette ad un ulteriore sviluppo dell’attività istituzionale dell’Arciconfraternita, con una stretta collaborazione tra i confratelli ed il personale civile delle carceri. Dal 1817, infatti, l’Arciconfraternita, attraverso personale da essa delegato, entrò ufficialmente nell’amministrazione delle case di pena: non svolse più, come nei secoli precedenti, opere di semplice ca**tà cristiana, ma, con un significativo intervento di cattolici torinesi e piemontesi (Francesco Faà di Bruno, la marchesa Giulia di Barolo, il marchese Cesare Alfieri di Sostegno, i canonici Borsarelli di Riffredo e Pelletta, il cav. Losana, il vescovo di Biella, il cav. Carlo Nicolis di Robilant, il marchese Roberto Taparelli d’Azeglio, San Giovanni Cafasso, etc.) incominciò a provvedere all’amministrazione delle Carceri, facendo accollare le spese al potere civile. Dal 1820 al 1850 l’Arciconfraternita arrivò ad occuparsi di 650-700 detenuti al giorno (su di una popolazione di poco superiore ai quattro milioni, viventi su tutto il territorio piemontese), iniziando a svolgere all’interno delle carceri anche una significativa attività di istruzione, patrocinata dall’abate Solaro dei Conti di Villanovae, e ad assistere circa 400 detenuti all’anno, dopo l’uscita dal carcere, dando loro un sussidio per le prime necessità. Dopo l’unità d’Italia, con la riforma delle Opere Pie, gli uffici “pubblici” dell’Arciconfraternita vennero azzerati e riprese vigore l’assistenza “privata” tradizionale di assistenza ai carcerati e ai liberati dal carcere e l’attività religiosa di assistenza al culto, attività, queste, che continuano tuttora. Attualmente, l’Arciconfraternita:
- svolge l’attività di assistenza ai carcerati ed ai liberati dal carcere, collaborando con la Caritas Diocesana, con l’Associazione Enrichetta Alfieri e la Fondazione don Mario Operti;
- promuove l’assistenza al culto, culminante nella celebrazione della S.Messa in lingua latina e con il canto gregoriano;
- ha una significativa attività culturale, promuovendo ogni anno cicli di conferenze e numerosi concerti.

26/03/2026
24/03/2026

Mercoledì 25/3, solennità dell’Annunciazione, S.Messa cantata alle ORE 19.

Mercoledì 18/2 alle ore 18,30 benedizione e imposizione delle Sacre Ceneri.                                  A seguire l...
16/02/2026

Mercoledì 18/2 alle ore 18,30 benedizione e imposizione delle Sacre Ceneri.
A seguire la S. Messa nella forma cantata.

Per aiutare la memoria ecco alcune indicazioni in merito alla pratica del digiuno:

Il digiuno e l'astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia pasquale

La legge del digiuno "obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate
La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.

L'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell'anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l'astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità

Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60' anno iniziato; alla legge dell'astinenza coloro che hanno compiuto il 14' anno di età

Il digiuno deve essere unito alla preghiera e alla ca**tà.

Lunedì 2 febbraio, Santa Messa della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio, detta "Candelora"
05/02/2026

Lunedì 2 febbraio, Santa Messa della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio, detta "Candelora"

Santa Messa celebrata da don Vilmar Pavesi, FSSP Trinità dei Pellegrini (Roma), il 29 Gennaio 2026.
02/02/2026

Santa Messa celebrata da don Vilmar Pavesi, FSSP Trinità dei Pellegrini (Roma), il 29 Gennaio 2026.

Oggi 2 febbraio solennità della Purificazione di Maria e Presentazione di Gesù al tempio (la Candelora), alle ore 19 San...
02/02/2026

Oggi 2 febbraio solennità della Purificazione di Maria e Presentazione di Gesù al tempio (la Candelora), alle ore 19 Santa Messa Cantata con il rito delle Candele. Mercoledì 4 febbraio dopo la Santa Messa delle 18,30, sarà impartita la benedizione delle gole, con l’intercessione di S. Biagio.

Santa Messa di domenica 28 dicembre 2025
29/12/2025

Santa Messa di domenica 28 dicembre 2025

27/12/2025

IMPORTANTE: contrariamente a quanto anticipato, la messa del 31/12 NON ci sarà.

Indirizzo

Via Barbaroux, 41
Turin
10122

Orario di apertura

11:00 - 12:00

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