31/12/2025
Stasera vi regaliamo la traduzione della meditazione direttamente da Parigi e vi auguriamo un felice Anno Nuovo.
"In questi ultimi giorni, avete ascoltato e sentito Gesù chiedere a ciascuno di noi: “Che cosa cerchi?”. Quale risposta è emersa dal vostro cuore nella preghiera, condivisione e riflessione insieme, e nella solitudine del silenzio?
Che ciò che avete ricevuto, sia ciò che vi accompagnerà nelle settimane e nei mesi successivi al nostro Incontro europeo. Così, continuerete e approfondirete il cammino iniziato qui, a Parigi e in Île-de-France.
Camminare insieme agli altri nelle nostre cappellanie e parrocchie può essere un grande sostegno e va di pari passo con un cammino personale. Siamo pronti a entrare sempre più nel mistero del Corpo di Cristo, la sua Chiesa, dove possiamo essere uno solo e solo tutti insieme? E come ascoltare i desideri di quelle e quelli che si sentono lontani dalla fiducia in Dio?
Tra le nostre risposte alla domanda di Gesù, mi sembra che ce ne sia una che probabilmente ci accomuna tutti. Nella Lettera per il 2026, ho scritto: «Desideriamo ardentemente la pace: la pace interiore e la pace in questo mondo che Dio ama tanto. “Inizia l’opera di pace dentro di te, così che, una volta in pace, tu possa portare la pace agli altri”, diceva sant’Ambrogio di Milano».
Pace interiore, pace nel mondo: ne abbiamo tutti sete. Eppure, Sant'Ambrogio ci dice che questa pace deve essere trovata prima di tutto dentro di noi. Come possiamo farlo quando tutto intorno a noi ci indica che la pace è lontana e sembra addirittura non esistere?
Stasera abbiamo ascoltato il Vangelo che racconta l'incontro tra Maria Maddalena e Gesù dopo la sua risurrezione. Gli amici di Gesù erano turbati dopo la sua morte e avevano paura della persecuzione. La mattina presto del primo giorno della settimana, Maria si recò al sepolcro di Gesù. La sua tristezza era grande: la pietra che ne sigillava l'ingresso era stata rimossa e il corpo di Gesù non c'era più.
L'arrivo di Gesù è preceduto dall'incontro con i messaggeri di Dio, che la interrogano sul motivo delle sue lacrime. Anche lui le chiede: “Donna, perché piangi?”, ma aggiunge: “Chi cerchi?”. Non capendo chi sia, Maria lo interroga a sua volta, pensando che sia il giardiniere.
Ma quando Gesù chiama Maria con il suo nome, lei lo riconosce e il loro rapporto personale si ricostituisce. Sorpresa e gioia la travolgono. Gesù non vuole che lei lo possieda o lo monopolizzi, ma piuttosto che viva di Lui per gli altri. La manda come apostola agli apostoli per proclamare la buona novella che Dio lo ha risuscitato dai morti. Così, la comunione tra Gesù e suo Padre diventa aperta a tutti coloro che lo amano.
La pace torna a Maria in questa relazione con Cristo risorto. Il “Che cosa cercate?” all'inizio del Vangelo di Giovanni diventa «Chi cerchi?». E poco dopo, le prime parole di Gesù ai suoi amici, ancora in preda alla paura, saranno: “Pace a voi!”.
Anche se, come Maria Maddalena, non riconosciamo Cristo come Risorto, Egli è al nostro fianco. Quando abbiamo paura, si avvicina e ci offre la sua pace. E affida a tutti noi una missione: non semplicemente tenere questa pace per noi, ma continuare la sua opera di riconciliazione, diventare pellegrini di pace.
Saremo tra coloro che faranno di tutto per vivere la pace di Cristo per gli altri? È così che la speranza rinascerà nel nostro continente europeo e nel mondo.
In Ucraina, a Leopoli, Ternopil e Zaporizia, ho incontrato tante persone coraggiose che hanno pianto, ma che, spesso grazie alla loro fede, sono rialzate come Maria Maddalena per portare agli altri la buona notizia che la vita è più forte della morte. Sono segni viventi che la luce che celebriamo in questi giorni di Natale brilla davvero nell'oscurità, e che l'oscurità non è riuscita a spegnerla.
Vorrei chiedere a Sofiia, che provengono dall'Ucraina, di condividere qualche parola con noi.
[Sofiia]
Il nostro Incontro Europeo volge al termine. Ribadisco la nostra gratitudine alle famiglie e alle chiese locali che ci hanno accolto così calorosamente. Dopo il prossimo canto, riceveremo la benedizione dei vari responsabili delle Chiese presenti. Ma questa sera, nelle vostre comunità ospitanti, alle 23.00, entrerete nel Nuovo Anno pregando per la pace.
Non voglio fare grandi dichiarazioni, ma semplicemente invitarvi a pregare per la pace nelle nostre società europee, affinché diventino accoglienti verso tutti, e per l'Ucraina, testimone della lotta per la libertà e che resiste nella speranza di una pace giusta; per la Palestina (non dimentichiamo la popolazione abbandonata di Gaza) e per Israele, il Sudan, il Myanmar e tutti i Paesi dove infuria la guerra. Preghiamo anche per coloro che cercano giustizia sotto regimi oppressivi."