19/10/2024
3.21. 1854
Il generale successo delle Letture cattoliche attira su don Bosco molti attacchi, non solo sul suo pensiero ma addirittura sulla sua stessa vita. Dalla discussione si passa alle minacce.
Incontro difficili
“Una domenica sera del mese di Gennaio mi sono annunziati due signori che venivano per parlarmi. Entrarono e dopo una lunga serie di complimenti e di lusinghe uno di loro prese ad esprimersi così:
— Voi, Sig. Teologo, avete sortito dalla natura un gran dono: quello di farvi capire e di farvi leggere dal popolo; perciò saremmo a pregarvi di volere occupare questo dono prezioso in cose utili per l’umanità, in vantaggio della scienza, delle arti, del commercio”.
Si parte dai complimenti, dal valorizzare il grande dono di don Bosco della comunicazione, soprattutto quella scritta e ad un invito a rivolgere tutte queste doti verso la scienza, le arti, il commercio, cioè verso ciò che non è questione di religione.
“— I miei pensieri sono appunto rivolti alle Letture Cattoliche; di cui intendo occuparmi con tutto l’animo”.
Don Bosco precida subito che quella delle Letture Cattoliche non è una delle tante attività, ma ciò che intende occuparsi “con tutto l’animo”.
“— Sarebbe assai meglio occuparvi di qualche buon libro per la gioventù, come sarebbe una storia antica, un trattato di Geografia, di Fisica e Geometria, non però delle Let[ture] Catt[oliche]”.
Questi signori protestanti insistono, e don Bosco con una domanda molto precida si chiede il perché di tutto questo interessamento.
“— Perché non di queste Letture? — Perché è un lavoro già fritto e rifritto da tanti.
— Questi lavori furono già eseguiti da tanti, ma in volumi di erudizione, non però per il po-polo, come appunto è mio scopo colle Letture Cattoliche”.
La risposta di don Bosco specifica il proprio di queste Letture: l’educazione del popolo!
“— Ma questo lavoro non vi da alcun vantaggio, al contrario, se faceste i lavori che noi vi raccomandiamo, fareste anche un bene materiale al maraviglioso istituto che la Provviden-za vi ha affidato. Prendete, qui avete già qualche cosa (erano quattro biglietti da mille fran-chi) ma non sarà l'ultima oblazione, anzi ne avrete delle maggiori”.
I visitatori passano perciò a cercare di convincere don Bosco attraverso una generosa of-ferta economica e la promessa di altro denaro.
“— Per quale ragione tanto danaro? — “. Continuano le domande di don Bosco per far emergere il vero motivo della loro visita. Lui l’ha già capito, ma devono dirlo apertamente.
“Per incoraggiarvi ad intraprendere le opere accennate e per coadiuvare a questo non mai abbastanza lodato istituto. — Perdonatemi, Signori, se vi ritorno il vostro danaro; io non posso per ora intraprendere altro lavoro scientifico, se non quello che concerne alle Letture Cattoliche”.
Ovviamente la risposta di don Bosco è negativa!
“— Ma se è un lavoro inutile... — Se e un lavoro inutile perché volete prendervene pensie-ro? Perché spendere questo danaro per farmi desistere?
— Voi non badate all'azione che fate; perciocché con questo rifiuto voi fate un danno all'o-pera vostra, esponete voi a certe conseguenze, a certi pericoli...
Vengono preannunciati, anche se in forma velata, tutta una serie di attacchi contro la per-sona di don Bosco che tra breve saranno messi in atto.
“— Signori, io capisco quello che volete significarmi, ma vi dico chiaro che per la verità non temo alcuno, facendomi prete, mi sono consacrato al bene della Chiesa e per l bene della povera umanità, e intendo di continuare colle deboli mie fatiche a promuovere le Let[ture] Catt[oliche]”.
Don Bosco alza il livello della discussione, rivelando la sua identità di sacerdote, il suo amo-re per la Chiesa e per la “povera umanità”.