Sant’Oronzo, una festa di successo profondamente legata alla tradizione. Quando il carro trionfale con la statua di Sant’Oronzo attraversa via XX settembre il 26 agosto, un mare di folla saluta il suo passaggio. E proprio su questo corteo si intrecciano vicende, ricordi, storia. La statua del Santo si trova durante l’anno all’interno della chiesa madre. Qualche giorno prima della festa, sei mule v
engono condotte alla periferia di Turi. Sulla via per Rutigliano, accanto al cimitero cittadino c’è la chiesa dedicata al culto di Sant’Oronzo. Il cosiddetto «cappellone». In essa, c’è una grotta in cui si narra che il vescovo e martire abbia tenuto la sua predicazione. Tutto questo mentre subiva le persecuzioni ai tempi dell’imperatore Nerone. Le mule trainano il carro trionfale, rimasto per 12 mesi in uno spiazzo antistante il cimitero, fino in paese. Questo accade puntualmente la domenica precedente il giorno della festa. Da quel giorno, il carro trionfale è fermo in piazza Silvio Orlandi, dinanzi al municipio. In attesa del Santo. La sera del 25 agosto, alle 20,30, la statua del patrono viene traslata dalla chiesa madre. Una processione si snoda al seguito del Santo che viene condotto a spalla dai fedeli. Dal Municipio si raggiunge a piedi il «cappellone ». Contemporaneamente il carro trionfale viene trainato da ben sei mule. Il giorno seguente, 26 agosto, la Statua viene issata sul carro trionfale. Dal cimitero, il corteo raggiunge le vie del centro cittadino. La processione è preceduta dalla cavalcata storica e da un gruppo di sbandieratori. Il busto del vescovo e martire si ferma in piazza Orlandi, in un tripudio di colori, fiori, cori e bande che inneggiano il Santo. Qui vi resta fino alla sera successiva, il 27 agosto. Alle 20,30, l’ultima processione per le vie di Turi. E’ una delle feste religiose più importanti della Puglia, alla quale non bisogna assolutamente mancare.