La storia della cattedrale è connessa a quella della diocesi di Tricarico e all’epoca in cui la città fu un importante kastron sotto il dominio dei Bizantini e poi dei Normanni. Ad erigerla fu il normanno Roberto, conte di Montescaglioso e signore di Tricarico. Dovette trattarsi della ricostruzione in stile romanico dell’edificio preesistente dedicato a S. Pietro, oppure di una nuova fabbrica volu
ta per collocare la cattedrale più all’interno dell’abitato, che nel Mille si era di molto esteso, abbandonando l’ipotetica originaria sede ubicata nell’area oggi detta “borgo S. Pietro”, lì dove giungeva l’ala estrema dell’episcopio e nel nucleo medievale di ascendenza bizantina della città, cioè la Civita. Le primitive strutture nel corso dei secoli successivi sono state alterate dagli interventi seicenteschi dei vescovi Settimio de Robertis, card. Pier Luigi Carafa e Pier Luigi Carafa jr. Il duomo assunse l’attuale aspetto architettonico e decorativo con i restauri voluti dal vescovo Antonio Francesco del Plato e realizzati tra il 1774 e il 1777 da maestranze napoletane, guidate dal regio ingegnere Carlo Brancolino e dal grande architetto Domenico Sannazzaro (nativo di Brindisi di Montagna), che ne curò gli stucchi. Dopo i lunghi restauri, il 21 dicembre 1779 lo stesso vescovo dedicò il duomo a S. Maria Assunta.Nel ‘900 un’ importante opera di restauro dell’edificio si deve ai vescovi ven. Raffaello delle Nocche e Bruno Pelaia il quale , nel millenario di fondazione della diocesi (968-1968), la dotò di una porta bronzea con epigrafe, in cui egli prega il Signore perché “chiunque varcherà la soglia di questa chiesa per implorare grazie, si rallegri di averle già ottenute”. Con l’episcopato di Mons. Vincenzo Carmine Orofino è stato realizzato un’ importante opera di consolidamento e l’adeguamento del presbiterio alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II con la consacrazione dell’altare in pietra il 21 dicembre 2013. L’edifico è a tre navate con cappelle laterali, tra cui emerge quella del “secretarium” con stucchi del primo Seicento. Custodisce le sepolture di molti vescovi, tra cui quella di Scipione Cicinello (fine sec. XV) e il monumento funebre del ven. Raffaello delle Nocche (1969). Questa cattedrale è uno degli edifici religiosi più importanti della Basilicata per la preziosità delle opere d’arte e di fede che racchiude. Si ricordano, tra le altre, le preziose tavole dei secc. Giovanni Battista, Elisabetta e Zaccaria” e la “Madonna col Bambino fra i SS. Francesco e Antonio”, opera del pugliese Z.T.), gli splendidi dipinti del sec. XVII di Pietro Antonio Ferro, e la grande tela della “Madonna della Purità con S. Gaetano Thiene e S. Andrea Avellino” di Cesare Scerra.