Santuario Madonna dell'Aiuto - Segonzano

Santuario Madonna dell'Aiuto - Segonzano Ogni domenica
ore 14.45santo rosario
Segue ore 15.30 santa messa
Il santuario rimane aperto tutti i giorni dalle 08.00 alle 18.00

31/01/2026
08/12/2025

Ricordando don Damiano nel suo ultimo messaggio ai suoi parrocchiani ed amici tutti ♥️

08/12/2025

Carissimi tutti, inoltro qui il messaggio che ci viene inviato da don Raimondo , parroco per alcuni anni qui a Segonzano :

DON RAIMONDO....Mi unisco nella preghiera per Don Damiano lo ringrazio per la stima e l'affetto e l'aiuto che mi ha dato quando ero parroco a Segonzano custodisco il suo ricordo nella preghiera e nella mia vita sacerdotale possa il Signore accolga l'anima simpatica di Don Damiano

07/12/2025

Cari partocchiani, è con dolore che vi comunico la morte del caro don Damiano avvenuta in questo pomeriggio. Lodiamo il Signore per tutto il bene che don Damiano ha seminato nelle nostre parrocchie e preghiamo per lui affidandolo alla bontà e misericordia del Signore nel quale ha creduto con profonda convinzione di fede.

Indirizzo

Segonzano
Trento
38047

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 18:00
Martedì 08:00 - 18:00
Mercoledì 08:00 - 18:00
Giovedì 08:00 - 18:00
Venerdì 08:00 - 18:00
Sabato 08:00 - 18:00
Domenica 08:00 - 18:00

Telefono

+393463316500

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UN CULTO DI FINE SEICENTO

La devozione alla Madonna dell’Aiuto, in Val di Cembra, va certamente collocato nel medesimo quadro di motivazioni e nell’accezione del sacro di fine Seicento, essendo contemporanea, ad esempio, la realizzazione della nuova Pala nella Ca****la del Rosario nella Pieve dell’Assunta a Cavalese, in merito alla cui realizzazione ormai le ragioni sono note. Già in passato attendibili ipotesi hanno fissato l’origine del culto alla Madonna dell’Aiuto fra il 1680 e il 1690. Vienna era appena scampata all’assedio dei Turchi (12 settembre 1683) con una vittoria dell’esercito cristiano (80mila uomini contro duecentomila ottomani), che il venerabile Marco da Aviano (1631-1699) aveva attribuito a “Maria Hilf”, “Maria l’aiuto”, vale a dire “Ausiliatrice dei cristiani”. In ringrazia\mento per quella vittoria, papa Innocenzo XI (1676-1689) dedicò il 12 settembre al SS. Nome di Maria. In quel medesimo tempo, immagini dell’Ausiliatrice si diffusero pure in tutto il Tirolo italiano: a Lodrone di Storo, Fiera di Primiero, Nogaredo, Rovereto, a Castel Pietra presso Calliano, ma anche in Alto Adige: dalla ca****la cimiteriale di S. Pietro a Funes alla parrocchiale di Merano. Sono la riproduzione di una pala d’altare che si trova nel santuario di Innstadt, sobborgo di Passavia (Baviera), costruito fra il 1624 e il 1627. La pala fu commissionata (1620) dal decano della cattedrale di S. Stefano, Marquardt von Schwendt, a un pittore di nome Pius. A sua volta, questi si era ispirato alla celebre Mariahilf di Lucas Cranach il vecchio (1472-1553) dipinta a Wittemberg nel 1514 e che oggi orna l’altare maggiore nella cattedrale di S. Giacomo a Innsbruch. A Segonzano, la copia della copia fu portata dal barone Ferdinando Francesco a Prato, che era stato canonico a Passavia dal 1676 al 1702. L’immagine (un olio su tela) fu collocata nella chiesa curaziale della Ss. Trinità. Successivamente, fu trasferita nel capitello costruito lungo la mulattiera che, fino al principio del XX secolo, collegava Segonzano con Sover e la Valle di Fiemme. Da qui ebbe origine la leggenda di fondazione, simile a numerose altre fiorite sull’arco alpino. Si disse, infatti, che l’immagine era stata trovata nel bosco da un pastore del villaggio. Dalla curaziale, dov’era stato trasferito, il dipinto sarebbe poi scomparso per essere ritrovato nuovamente nel bosco. Un segno inequivocabile, si disse, della volontà della Vergine di essere venerata lì e non altrove. Fu costruito un capitello. Presero il via le processioni e la devozione conquistò altri villaggi della valle. L’edicola, infatti, è citata nelle Visite pastorali del 1710, 1749 e 1767. Nel corso della terza visita si notò che “a quel capitello, posto sulla pubblica via che viene da Sover verso Segonzano, vi si recano molti per devozione e vengono fatte molte elemosine”. In attesa di trovare conveniente impiego con la costruzione di una ca****la, il denaro fu dato in prestito a persone del villaggio contro il pagamento di un modesto interesse. Nel 1774 il capitale ammontava a 300 ragnesi. Forte di quelle offerte, il regolano Vigilio Mattevi pensò fosse arrivato il tempo di fabbricare la ca****la. Nell’agosto del 1774 presentò una circostanziata domanda all’Ordinario, vale a dire all’ufficio del vescovo e principe Cristoforo Sizzo de Noris (1763-1776). Scrisse, tra l’altro, il regolano: “A motivo che da qualche molti anni è cresciuto il concorso al detto capitello, ossia capelletta non solo di noi qui del luogo, ma ancor da molti forastieri a quali tutta questa Sacratissima Immagine ha conferiti diversi singolari benefici, venendo anche da noi e da qualche popoli circonvicini visi-tata processionalmente in certi communi premurosi bisogni, saressimo intenzionati di sempre più ingrandire l’onore a detta sacra Immagine bella, bellissima, che tirra a sé ogn’affetto di divozione, con ridurre il detto luogo ad una competente decenza per potervi celebrare la S. Messa in qualche pubblico concorso o privata divozione senza pregiudizio o danno di questa venerabile chiesa curata, il di cui onore, frequenza e vantaggio ci sta a cuore”.