25/04/2026
Domenica 26 aprile 2026, in occasione della IV Domenica di Pasqua, tradizionalmente detta del Buon Pastore, la Chiesa celebra la 63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, sul tema: “Aspirate alla santità, ovunque siate”. La Giornata rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire e sostenere tutte le vocazioni nella Chiesa: al sacerdozio, alla vita consacrata, alla missione, al matrimonio e alla vita familiare, così come all’impegno quotidiano dei laici nella società. Ogni vocazione è segno della presenza viva di Dio e contribuisce all’edificazione della comunità cristiana.
«Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù […] Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la ca**tà generosa […]. Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo» (Leone XIV, Omelia, Tor Vergata, 3 agosto 2025). Nella loro disarmante semplicità e chiarezza le parole di papa Leone XIV suggeriscono una trasparente proposta vocazionale. Il desiderio di trovare un senso alla vita e la passione per rendere il mondo un posto migliore sono corde che risuonano con particolare intensità nel cuore e nelle parole di tanti giovani e non solo. Di questo abbiamo da occuparci.
«Il Signore della vita ci conosce e illumina il nostro cuore con il suo sguardo d’amore». Ogni vocazione, infatti, non può che iniziare dalla consapevolezza e dall’esperienza di un Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,16): Egli ci conosce profondamente, ha contato i capelli del nostro capo (cfr Mt 10,30) e ha pensato per ognuno una via unica di santità e di servizio. Questa conoscenza, però, dev’essere sempre reciproca: siamo invitati a conoscere Dio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, i Sacramenti, la vita della Chiesa e la donazione ai fratelli e alle sorelle. Come ci ha insegnato il Giubileo della Speranza, occorre coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione, superando paure e incertezze, certi che il Risorto è Signore della storia del mondo e della nostra personale: Egli non ci abbandona nelle ore più buie, ma viene a diradare con la sua luce tutte le nostre tenebre. E proprio grazie alla luce e alla forza del suo Spirito, anche attraverso prove e crisi, possiamo vedere la nostra vocazione maturare, riflettere sempre più la stessa bellezza di Colui che ci ha chiamato, una bellezza fatta di fedeltà e fiducia, nonostante le ferite e le cadute.