14/03/2021
Due sono gli spunti che oggi vogliamo cogliere dalla Parola di Dio, per accostarli all'enciclica di Papa Francesco Fratelli Tutti.
Il primo è tratto dal vangelo quando Gesù ci dice: “Chi fa la verità viene verso la luce”. Con queste parole manifesta l'ostinato amore di Dio che rivela agli uomini il mistero più incomprensibile e più luminoso allo stesso tempo: quello della croce. In questo senso Gesù ci chiede di impostare anche noi una vita orientata alla luce e generata dall'amore di Dio.
Nel capitolo terzo della Fratelli Tutti il Papa invita a “pensare e generare un mondo aperto” e pro-pone una pedagogia dell’amore. Con un’apertura progressiva, l’amore mette al centro la persona da promuovere nella sua crescita autentica e integrale, favorendo la ricerca del bene, della solida-rietà e della condivisione dei diritti.
“L’amore -ci dice- ci fa tendere verso la comunione universale. Nessuno matura né raggiunge la pro-pria pienezza isolandosi. Per sua stessa dinamica, l’amore esige una progressiva apertura, maggiore capacità di accogliere gli altri, in un’avventura mai finita che fa convergere tutte le periferie verso un pieno senso di reciproca appartenenza. Gesù ci ha detto: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8)”. (n° 95)
In questo è significativa la scelta di usare il linguaggio del generare, lì dove si parla di quella che è l’azione necessaria per veder nascere un mondo nuovo, aperto alla riconciliazione e alla pace, in definitiva più fraterno.
Il secondo spunto è tratto dalla seconda lettura, dove Paolo ci ricorda che Dio ama ogni uomo e lo salva per grazia. Una grazia che deve trasformarsi in ‘vita operosa’ (praticare le opere buone).
La nostra risposta alla parola di Dio si concretizza necessariamente attraverso l'attivazione di azioni concrete, quotidiane, silenziose e apparentemente insignificanti. Passare dalle tenebre alla luce non è un'opera di un solo giorno, ma richiede un lungo e paziente cammino di conversione perso-nale. E questo vale per i credenti di ogni religione.
Nel capitolo 8° della Fratelli Tutti Papa Francesco sottolinea l’importanza di ogni religione che colti-va la fratellanza. “Come credenti pensiamo che, senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possano essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità. Siamo convinti che soltanto con questa co-scienza di figli che non sono orfani si può vivere in pace fra noi. Perché la ragione, da sola, è in grado di cogliere l’uguaglianza tra gli uomini e di stabilire una convivenza civica tra loro, ma non riesce a fondare la fraternità.” (n° 272)
E' auspicabile che le religioni tutte facciano un cammino di pace, rifiutando la strumentalizzazione della fede e del nome di Dio per giustificare la violenza. Cosa che – purtroppo – storicamente, un po’ tutte le religioni hanno fatto.
Il Papa sottolinea in modo forte la necessità del dialogo tra credenti di diverse religioni, nel rispetto delle diverse identità e senza ovviamente mascherare o censurare la propria. Questa scelta del no-stro Papa è “pedagogica” perché propone un programma attivo per tutte le religioni che, pur non rinunciando alla propria identità, sono chiamate alla ‘fratellanza’.
In quest’ottica è particolarmente importante la testimonianza di noi cristiani: “La Chiesa è una casa con le porte aperte, perché è madre». E come Maria, la Madre di Gesù, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconcilia-zione.” (n° 276)