23/05/2026
PENTECOSTE
Oggi celebriamo la solennità della Pentecoste. Il vangelo del giorno ci riporta alla sera del primo giorno della settimana, come a dire è l'inizio di qualcosa di nuovo; Dio sta facendo una cosa nuova dopo la sua morte e risurrezione. Il Vangelo ci dice che i discepoli si trovano chiusi nel cenacolo per timore dei giudei quand'ecco apparire a loro Gesù. Ecco, l'uomo è spesso rinchiuso, ingabbiato nelle proprie paure: paura di non essere, paura di vivere, paura di sbagliare. Ma è proprio in questa chiusura che vi è l'irruzione di Gesù.
È un'irruzione a porte chiuse: ci dice che non è per nostra abilità uscire dai nostri sepolcri, dalle nostre stanze buie dove non riusciamo più a respirare ma opera di Dio. Spesso stiamo lì con le nostre continue analisi, pensando di trovare da soli la soluzione ai nostri problemi. Ed è qui, quando sperimentiamo tutta la nostra fragilità e impotenza, che Gesù può entrare. È Lui che prende l'iniziativa. Ecco, a questo punto è bello fare memoria di quando Gesù ha fatto la sua irruzione in un momento difficile della nostra vita, quando ci ha tirato fuori da un'angoscia mortale. Fare memoria dell'amore di Gesù per noi è importante: ci toglie quella paura della solitudine, di essere soli ad affrontare i momenti difficili. Il Vangelo ci dice che Gesù entra in questo cenacolo a porte chiuse e porta la sua pace. Deve dire "pace", deve iniziare un rapporto di pace: è il cielo che ci saluta. Gesù ci rassicura, è come se ci dicesse: "coraggio, anche se sei chiuso nelle tue paure, io ti saluto, vengo a portare la mia pace nella tua vita. Io ci tengo a te". E Gesù per vincere i nostri dubbi mostra le sue mani: Egli ci aiuta a fare memoria del suo amore per noi che si è spinto fino alla morte di croce. È come se ci dicesse: "io ti porto scritto sul palmo delle mie mani, io ti porto tatuato sulle mie mani, guarda i segni dell'amore". Ecco perché noi possiamo iniziare una nuova vita dobbiamo sperimentare la sua visita, ascoltare la sua Parola, vivere del suo perdono. Ed è a questo punto che, rifatti nuovi nello e dallo Spirito, possiamo continuare la missione di Gesù: portare il suo amore agli uomini, perdonare nel suo nome i loro peccati.
Gesù soffiso su di loro e disse ricevete lo Spirito Santo...
Chi è lo Spirito Santo?
Lo *Spirito Santo* è Dio stesso, la terza Persona della Trinità. È una Persona viva, che ama, parla, consola, e abita in te se sei battezzato.
È l’Amore tra il Padre e il Figlio, diventato Persona.
Gesù lo chiama *Paraclito*, che vuol dire “Avvocato”, “Consolatore”, “Colui che sta accanto”.
Non è venuto a sostituire Gesù, ma a rendere presente Gesù oggi. Lui stesso ha detto: “È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito”
Lo riconosci nei simboli della Bibbia:
- *Vento*: soffia dove vuole, ti muove senza che tu lo controlli.
- *Fuoco*: brucia ciò che è inutile e riscalda il cuore.
- *Acqua*: disseta, purifica, dà vita.
- *Colomba*: segno di pace e di delicatezza.
Cosa fa lo Spirito Santo?
La sua opera è una sola: *renderti figlio di Dio e conformarti a Cristo*. Lo fa così:
*Ti convince della verità*
Ti fa capire che Gesù è vivo, che il peccato ti fa male, che sei amato. Senza lo Spirito, il Vangelo resta una bella storia. Con lo Spirito, diventa vita tua.
*Ti dà forza*
È Lui che ti dà coraggio quando hai paura, costanza quando vuoi mollare, pace quando tutto crolla. I martiri non morivano per forza loro, ma perché lo Spirito cantava in loro.
*Ti dona i suoi doni*
Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio. Non sono premi per i bravi, sono aiuti per vivere da cristiano nella vita normale: famiglia, lavoro, studio, relazioni.
*Costruisce la Chiesa*
È Lui che unisce persone diverse in un solo corpo. Senza lo Spirito, la Chiesa sarebbe un’ONG. Con lo Spirito, è il corpo di Cristo vivo oggi.
*Come lo ricevi e lo riconosci*
Lo ricevi nel *Battesimo* e nella *Cresima*e in tutti i sacramenti. E ogni volta che lo invochi. Ma lo puoi soffocare se vivi come se Dio non esistesse.
Lo riconosci dai *frutti*: “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. Non serve fare cose straordinarie. Se dentro di te cresce la capacità di perdonare, di avere pazienza, di sperare anche quando va male, è lo Spirito che lavora.
*Cosa fare con Lui*
*Invocalo*. Non devi capire tutto. Basta dire: “Vieni, Spirito Santo”. Lui non si fa pregare due volte.
*Ascoltalo*. Parla spesso in modo sottile: un pensiero buono che ti viene mentre preghi, un desiderio di riconciliarti, una pace inspiegabile.
*Lasciati guidare*. Non ti toglie la libertà, ma se gli dai spazio, ti porta dove da solo non andresti mai.
PREGHIERA
Spirito, Spirito Santo, Tu sei l'animatore e il santificatore della Chiesa, suo respiro divino, il vento delle sue vele, suo principio unificatore, sua sorgente interiore di luce e di forza, suo sostegno e suo consolatore, sua sorgente di carismi e di canti, sua pace e suo gaudio, suo pegno e preludio di vita beata ed eterna. La Chiesa ha bisogno di una perenne Pentecoste, ha bisogno di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo. Amen.
(San Paolo VI)
Buona Pentecoste a tutti. DonSa