15/05/2026
Trani era più ebraica di Roma. E quasi nessuno lo sa.
Non stiamo parlando di Gerusalemme, di Venezia o di qualche città del Nord Europa. Stiamo parlando di una città pugliese di 55.000 abitanti sul mare Adriatico, conosciuta per la cattedrale sul porto e per il vino Moscato.
Eppure nel Medioevo Trani era uno dei centri della vita ebraica più importanti dell'intera pen*sola italiana.
Nel 1165 il viaggiatore Benjamin di Tudela — uno dei più precisi cronisti ebrei del XII secolo — passò da Trani e contò 200 famiglie ebraiche. In quella stessa epoca, a Roma, se ne contavano meno. Non è un primato da poco: Roma era la capitale della cristianità, il centro del mondo medievale occidentale. Trani, per la comunità ebraica, la batteva.
Il quartiere della Giudecca aveva quattro sinagoghe. Quattro. In una città che al tempo non era certo una metropoli.
E qui arriva il bello.
Due di quelle quattro sinagoghe esistono ancora. Sono le uniche strutture sinagogali medievali conservate in tutto il Mezzogiorno d'Italia. Non hanno perso la forma originaria — le mura, le volte, la pianta sono rimaste praticamente intatte attraverso quasi mille anni.
Solo che per secoli non erano sinagoghe. Intorno al 1380, durante il regno di Carlo III di Durazzo, gli Angioini le trasformarono in chiese cattoliche. Stessa pietra, stesso edificio, culto diverso. Per oltre 600 anni.
Una di esse, la Scolanova, ha aspettato fino al 2009 per tornare a essere quello che era: una sinagoga attiva, aperta al culto ebraico.
Seicentoventinove anni dopo.
Quella pietra ha sentito preghiere in ebraico, poi in latino, poi ancora in ebraico. Lo stesso edificio, due religioni, undici secoli di storia compressa tra quattro muri.
Trani non è solo mare e Moscato. È la città italiana dove una sinagoga medievale ha aspettato più di sei secoli per tornare a casa.
In breve:
Trani aveva 4 sinagoghe medievali e più famiglie ebraiche di Roma nel XII secolo
Due di quelle sinagoghe esistono ancora: sono le uniche medievali conservate nel Mezzogiorno
La Scolanova, trasformata in chiesa nel 1380, è tornata al culto ebraico solo nel 2009