07/06/2026
Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito.
Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci del tuo olio perché le nostre lampade si
spengono. Vedi: le riserve si sono consumate. Non ci mandare ad altri venditori.
Riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori che ci bruciavano dentro quando bastava
un nonnulla per farci trasalire di gioia: l'arrivo di un amico lontano, il rosso di sera dopo
un temporale, il crepitare del ceppo che d'inverno sorvegliava i rientri in casa, le
campane a stormo nei giorni di festa, il sopraggiungere delle rondini in primavera, l'acre odore che si sprigionava dalla stretta dei frantoi, le cantilene autunnali che giungevano
dai palmenti, l'incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno, il profumo di spigo
che irrompeva quando si preparava una culla.
Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono
disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. E, ormai paghi dei
mille surrogati che ci assediano, rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle
promesse ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell'alleanza.
Santa Maria, donna dell' attesa, conforta il dolore delle madri per i loro figli che, usciti
un giorno di casa, non ci son tornati mai più, perché uccisi da un incidente stradale o
perché sedotti dai richiami della giungla. Perché dispersi dalla furia della guerra o perché
risucchiati dal turbine delle passioni. Perché travolti dalla tempesta del mare o perché
travolti dalle tempeste della vita.
Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci un'anima vigiliare. Giunti alle soglie del terzo
millennio, ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo che profeti dell'avvento.
Sentinella del mattino, ridestaci nel cuore la passione di giovani annunci da portare al mondo, che si sente già vecchio. Portaci, finalmente, arpa e cetra, perché con te
mattiniera possiamo svegliare l'aurora.
Di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei
cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere
talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò,
ministri dell' attesa. E il Signore che viene, Vergine dell' avvento, ci sorprenda, anche
per la tua materna complicità, con la lampada in mano.