Confraternita Sacro Cuore di Maria - Trani

Confraternita Sacro Cuore di Maria - Trani CHIESA DI SAN TOMA (ANTICA)
E' ricordata in un documento dell'11 giugno 1385, con il quale Don Claudio de Collis, Vicario dell'Arcivescovo di Trani, il Card.

Tutti i sabati:
- 19.00 Santo Rosario
- 19.30 Santa Messa

Nella chiesa di San Toma in Trani la Confraternita del Sacro Cuore Immacolato di Maria Santissima perpetua dal 1881 il culto alla Vergine. Latino Orsini sancisce la nomina del nuovo rettore nella persona di Don Spirito Palagano. Nello stesso documento si fanno i nomi dei compatroni di detta chiesa appartenenti alle famiglie Bonismiro, de

Connestabulo, Erario, Lambertini, Palagano, Rogadeo, Sifola e altri. Era parzialmente diruta nel 1642 e fu venduta dal Conte di Conversano, che ne aveva in quel tempo per la proprietà, ad alcuni sacerdoti che volevano riattarla; ma poi non se ne fece più nulla. La chiesa sorgeva in loco campi e andò completamente distrutta alla fine del 1600, per cui quando se ne costruì un'altra quasi nello stesso luogo le fu dato nuovamente il nome di San Toma (Tommaso, l'apostolo di Gesù). CHIESA DI SAN TOMA (NUOVA ED ATTUALE)
Questa chiesa fu costruita ex novo nell'anno 1838 utilizzando il materiale di risulta della demolita chiesa dell'Annunziata. Infatti la chiesa dell'Annunziata, che trovavasi al centro dell'attuale Piazza del Mercato (oggi Piazza Campo dei Longobardi), fu abbattuta assieme alle case vicine per risanare quel quartiere trasferendovi il pubblico mercato che da sempre si teneva in Piazza del Popolo (oggi Piazza Marconi). Dalla antica chiesa dell'Annunziata, che era di patronato dei discendenti di Alberigo de Cuneo da Barbiano, furono trasportati in quella nuova di San Toma la campana, le urne funerarie dei de Cuneo e l'altorilievo ligneo. Questo rilievo merita un discorso a parte; trattasi infatti di un vero e proprio lavoro di scultura, di scuola toscana e di bellissima fattura, fatto eseguire per l'altare maggiore della chiesa dell'Annunziata dal Conte di Trani Manfredi de Cuneo (attualmente presente presso il Museo Diocesano di Trani). Gli altari invece della chiesa di San Toma furono innalzati da Francesco Giordano Lanza de Cuneo (discendente diretto per parte di sua madre Aurelia) e da Don Fabrizio de Cuneo, ultimo personaggio maschile di detto casato che aveva il proprio palazzo avito in Campo dei Longobardi (ex Piazza del Mercato). Vale la pena ricordare che al Campo dei Longobardi faceva capo il Seggio del Campo, uno dei quattro sedili dei nobili, il cui stemma era costituito da due spade incrociate con corona di conte. Tratto dal libro "Le cento chiese di Trani" .

Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito.Santa Maria, Vergine dell'attesa...
07/06/2026

Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito.

Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci del tuo olio perché le nostre lampade si
spengono. Vedi: le riserve si sono consumate. Non ci mandare ad altri venditori.
Riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori che ci bruciavano dentro quando bastava
un nonnulla per farci trasalire di gioia: l'arrivo di un amico lontano, il rosso di sera dopo
un temporale, il crepitare del ceppo che d'inverno sorvegliava i rientri in casa, le
campane a stormo nei giorni di festa, il sopraggiungere delle rondini in primavera, l'acre odore che si sprigionava dalla stretta dei frantoi, le cantilene autunnali che giungevano
dai palmenti, l'incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno, il profumo di spigo
che irrompeva quando si preparava una culla.
Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono
disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. E, ormai paghi dei
mille surrogati che ci assediano, rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle
promesse ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell'alleanza.
Santa Maria, donna dell' attesa, conforta il dolore delle madri per i loro figli che, usciti
un giorno di casa, non ci son tornati mai più, perché uccisi da un incidente stradale o
perché sedotti dai richiami della giungla. Perché dispersi dalla furia della guerra o perché
risucchiati dal turbine delle passioni. Perché travolti dalla tempesta del mare o perché
travolti dalle tempeste della vita.

Santa Maria, Vergine dell'attesa, donaci un'anima vigiliare. Giunti alle soglie del terzo
millennio, ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo che profeti dell'avvento.
Sentinella del mattino, ridestaci nel cuore la passione di giovani annunci da portare al mondo, che si sente già vecchio. Portaci, finalmente, arpa e cetra, perché con te
mattiniera possiamo svegliare l'aurora.
Di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei
cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere
talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò,
ministri dell' attesa. E il Signore che viene, Vergine dell' avvento, ci sorprenda, anche
per la tua materna complicità, con la lampada in mano.

Con la celebrazione dei Primi Vespri entriamo nella Solennità del Corpus Domini, contemplando il grande mistero dell'Euc...
06/06/2026

Con la celebrazione dei Primi Vespri entriamo nella Solennità del Corpus Domini, contemplando il grande mistero dell'Eucaristia, sacramento dell'amore di Cristo e segno della sua presenza viva in mezzo a noi.
La preghiera della Chiesa ci introduce a questa festa, invitandoci a riconoscere nel Pane eucaristico il dono più prezioso lasciatoci dal Signore: nutrimento per il cammino, vincolo di comunione e sorgente di speranza.
Affidiamo a Gesù Eucaristia le nostre famiglie, la nostra comunità e quanti portano nel cuore il desiderio della sua pace.

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,51).

Maria ci accompagna con il suo amore materno e ci conduce a Cristo. Dall'8 al 14 giugno vi invitiamo a partecipare alle ...
06/06/2026

Maria ci accompagna con il suo amore materno e ci conduce a Cristo. Dall'8 al 14 giugno vi invitiamo a partecipare alle celebrazioni in onore del Suo Cuore Immacolato, per vivere insieme una settimana di grazia, preghiera e comunione. Affidiamo a Lei le nostre famiglie, le nostre intenzioni e il cammino della nostra comunità, certi della sua materna protezione.

Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell'intimo del cuore. A capire, cioè, come hai saputo f...
04/06/2026

Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell'intimo del cuore. A
capire, cioè, come hai saputo fare tu, le irruzioni di Dio nella nostra vita. Egli non bussa
alla porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra
in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà.
Lo sappiamo: è la paura del nuovo a renderci spesso inospitali nei confronti del Signore
che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome lui scombina sempre i nostri
pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ogni
volta che sentiamo i suoi passi, evitiamo di incontrarlo, nascondendo ci dietro la siepe,
come Adamo tra gli alberi dell'Eden. Facci comprendere che Dio, se ci guasta i progetti,
non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. E una volta che
l'avremo accolto nel cuore, anche il nostro corpo brillerà della sua luce.
Santa Maria, donna accogliente, rendici capaci di gesti ospitali verso i fratelli.
Sperimentiamo tempi difficili, in cui il pericolo di essere defraudati dalla cattiveria della
gente ci fa vivere tra porte blindate e sistemi di sicurezza. Non ci fidiamo più l'uno
dell'altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è divenuto organico nei rapporti col
prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà
che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi dietro i cancelli dei nostri recinti.
Disperdi, ti preghiamo, le nostre diffidenze. Facci uscire dalla trincea degli egoismi
corporativi. Sfascia le cinture delle leghe. Allenta le nostre ermetiche chiusure nei
confronti di chi è diverso da noi. Abbatti le nostre frontiere: le frontiere culturali, prima
di quelle geografiche. Queste ultime cedono ormai sotto 1'urto dei popoli" altri" , ma le
prime restano tenacemente impermeabili. Visto allora che siamo costretti ad accogliere
gli stranieri nel corpo della nostra terra, aiutaci perché possiamo accoglierli anche nel
cuore della nostra civiltà.
Santa Maria, donna accogliente, ostensorio del corpo di Gesù deposto dalla croce,
accoglici sulle tue ginocchia quando avremo reso lo spirito anche noi. Dona alla nostra
morte la quiete fiduciosa di chi poggia il capo sulla spalla della madre e si addormenta
sereno. Tienici per un poco sul tuo grembo, così come ci hai tenuti nel cuore per tutta la
vita. Compi su di noi i rituali delle ultime purificazioni. E portaci, finalmente, sulle tue
braccia davanti all'Eterno.
Perché solo se saremo presentati da te, sacramento della tenerezza, potremo trovare
pietà.

Con gratitudine abbiamo accolto l'invito dell'Ordine Secolare dei Servi di Maria, partecipando alla Santa Messa nella ch...
31/05/2026

Con gratitudine abbiamo accolto l'invito dell'Ordine Secolare dei Servi di Maria, partecipando alla Santa Messa nella chiesa di Santa Teresa. Insieme all'Arciconfraternita dell'Immacolata e all'Arciconfraternita dell'Addolorata, abbiamo condiviso un intenso momento di fede, preghiera e fraternità, uniti sotto lo sguardo materno di Maria. Un'occasione preziosa per rafforzare i legami che ci uniscono nel cammino cristiano e nella comune devozione alla Vergine. Grazie per la calorosa accoglienza e per questa bella esperienza vissuta insieme.

Santa Maria, donna della strada,tu che hai conosciuto la polvere dei sentieri e non il privilegio delle scorciatoie, ins...
30/05/2026

Santa Maria, donna della strada,
tu che hai conosciuto la polvere dei sentieri e non il privilegio delle scorciatoie, insegnaci a camminare.
Noi vorremmo arrivare subito, senza attese, senza notti, senza croci. Tu, invece, ci ricordi che Dio ama le strade lunghe, quelle dove il cuore impara la pazienza e gli occhi diventano capaci di riconoscere i fratelli.
Santa Maria, donna delle porte aperte, liberaci dalla paura di chiudere il cuore. Quando ci barrichiamo dietro le nostre ragioni, vieni a spalancare le finestre dell'anima. Fa' entrare il vento dello Spirito, anche se scompiglia le nostre certezze.
Madre tenera, insegnaci che la fede non è rifugiarci lontano dal mondo, ma abitare il mondo con più amore. Fa' che sappiamo sporcarci le mani per asciugare una lacrima, rialzare chi è caduto, condividere il pane e la speranza.
E quando la sera porterà il peso delle delusioni, siediti accanto a noi come una madre sulla soglia di casa. Non per toglierci la fatica, ma per ricordarci che nessuna notte è così lunga da impedire all'alba di arrivare.
Santa Maria, donna del Magnificat, insegnaci a credere che Dio continua a compiere meraviglie attraverso la povertà dei nostri gesti.
E fa' che, alla fine di ogni giorno, possiamo lasciare dietro di noi un po' più di luce di quella che abbiamo trovato.
Amen.

Maria, la sentiamo di casa, esperta di tradizioni antiche e di usanze popolari. Che, attraverso le coordinate di due o t...
29/05/2026

Maria, la sentiamo di casa, esperta di tradizioni antiche e di usanze popolari. Che, attraverso le coordinate di due o tre nomi, ricostruisce il quadro delle parentele, e finisce col farti scoprire
consanguineo con quasi tutta la città. Vogliamo vederla così. Immersa nella cronaca paesana. Con gli abiti del nostro tempo. Che non mette
soggezione a nessuno. Che si guadagna il pane come le altre.
Donna di ogni età: a cui tutte le figlie di Eva, quale che sia la stagione della loro vita, possano sentirsi vicine.
Vogliamo immaginarla adolescente, mentre nei meriggi d’estate risale dalla spiaggia, bruna di sole e di bellezza, portandosi negli occhi limpidi un frammento del nostro mare. E passando per il centro, saluta la gente con tenerezza. E ispira in chi la guarda nostalgie di castità. E conversa nel cerchio degli amici, la sera. E rende felici gli interlocutori, che la ripagano con sorrisi senza malizia. E va a braccetto con le compagne, e ne ascolta le confidenze segrete, e le sprona ad amare la vita.
Vogliamo sperimentarla mentre passa per le strade del centro storico e si ferma a conversare con le donne. O incontrarla al cimitero, la domenica, mentre depone un fiore ai suoi morti. O mentre il giovedì si reca al mercato, e tira sul prezzo anche lei. O quando alla mezza, con tutte le altre madri davanti alla scuola, attende che il suo bambino esca da scuola per portarselo a casa e ricoprirlo di baci.
Non la vogliamo ospite. Ma concittadina. Interna ai nostri problemi comunitari. Contenta di condividere la nostra esperienza spirituale, contraddittoria ed esaltante.
Maria, la vogliamo sentire così. Tutta nostra, ma senza gelosie.
La vogliamo nelle nostre liste anagrafiche. Nei sogni festivi e nelle asprezze feriali. Sempre pronta a darci una mano. A contagiarci della
sua speranza. A farci sentire, con la sua struggente purezza, il bisogno di Dio. E a spartire con noi momenti di festa e di lacrime. Profumi di forno e di bucato. Lacrime di partenze e di arrivi. Come splendida creatura che ha il domicilio sotto il nostro stesso numero civico. E riempie di luce tutto il cortile.

Con gioia condividiamo il programma dei festeggiamenti dedicati al Cuore Immacolato di Maria Santissima.Vi invitiamo a p...
28/05/2026

Con gioia condividiamo il programma dei festeggiamenti dedicati al Cuore Immacolato di Maria Santissima.
Vi invitiamo a partecipare ai momenti di preghiera e di comunità.

23/05/2026
Nella celebrazione della sera, nella memoria di Santa Rita, abbiamo vissuto la bellezza dello stare insieme attorno alla...
22/05/2026

Nella celebrazione della sera, nella memoria di Santa Rita, abbiamo vissuto la bellezza dello stare insieme attorno alla Parola e all’Eucaristia. Spezzare la Parola, infatti, significa portarla nella vita di ogni giorno, proprio come ha fatto Santa Rita, nella pazienza, nel perdono, nella ca**tà, nella famiglia e nella fedeltà a Dio anche nei momenti più difficili. Santa Rita ci insegna che la santità nasce nelle piccole cose vissute con amore e fiducia nel Signore, anche quando la croce si fa pesante. La sua vita è testimonianza di pace, riconciliazione e speranza per tutte le famiglie e per chi attraversa momenti di sofferenza.

Santa Rita, donna di fede e di speranza, accompagna il nostro cammino e intercedi per le nostre famiglie, per chi soffre e per chi ha perso la pace nel cuore. Donaci la forza di vivere il Vangelo ogni giorno con amore sincero, pazienza e fiducia in Dio.
Amen.

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Piazza Nicola Giuseppe Tomaselli
Trani
76125

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