Ml Rosari

Ml Rosari Azienda produttrice di rosari e libri religiosi, prevalentemente sulla spiritualità del rosario.

Da Ml Rosari è nata la rete Tota Pulchra per gli articoli di arte sacra. produzione rosari, rete arte sacra con ogni prodotto da chiesa e da negozio articoli religiosi

05/06/2026

Anima mia, per ottenere il suffragio dell’orazione del Rosario, non smettere mai di contemplare gli esempi di Gesù e di Maria; quanto più onorerai Gesù nella sua Passione, tanto più Maria infonderà nel tuo cuore il desiderio di somigliargli.
Contemplalo col Rosario nella sua umiltà e sarai ancor più fortificato nelle prove.

Meravigliosa fu la rivelazione che ricevette il Beato Alano dalla Santissima Vergine:
«Cento cinquanta sono i frutti portati al mondo dalla Passione del Signore, e altrettanti quelli portati dalla sua Incarnazione, come, ad esempio, la sapienza, la scienza, il rimedio del morire al mondo, l’umiltà, l’obbedienza, l’amabilità, la pietà, la ca**tà e altre cose del genere».

05/06/2026

Gesù rivela al Beato Alano della Rupe i Misteri della Sua Passione

Il Beato Alano vide Gesù Cristo appeso ad un immenso Albero della Croce, e lo spettacolo era così compassionevole, che sembrava muovere ogni creatura terrena e celeste, all’amore del Crocifisso.
Allora, mentre egli contemplava quelle cose, Gesù disse: “Vedi quante cose ho sofferto per te. Annuncia agli altri quello che hai veduto: Io, per ogni singolo peccato, soffro sempre così; ed è una Sofferenza così atroce, come se Io avessi tante vite, quante creature vivono sulla terra, e altrettante volte morissi in questo modo, se Dio mi rimandasse sulla terra.
Io ho patito quelle cose per tuo Amore, per istituire un Sacerdozio Santo per la Chiesa. Io ho sofferto così tanti tormenti per meritare a tutti il dono della Gloria.
E se avessi potuto disporre di tante vite, quanti sono gli uomini sulla terra e in cielo, di tante vite, dunque quante sono i chicchi di sabbia del mare e le stelle nel cielo, avrei voluto morire in ogni istante, se Dio Padre me lo avesse permesso.
Vuoi conoscerne la ragione? Perché Io, in quanto sono il Verbo di Dio, desidero infinitamente la salvezza, e mi addoloro per ciascuno che finisce in perdizione, e soffro ancor più, per l’offesa a Dio.
E il soffrire è talmente congiunto alla Mia Divina Persona, che mai finirà, fin quando non avrò assunto su di me i peccati del mondo. Così allora la Gloria e la Sofferenza sono legate alla Mia Persona, fino alla Pienezza.
E la Sofferenza eguaglia la Mia Gloria, come pure i Miei Meriti e le Mie Virtù”.

02/06/2026

Le parole rivolte dalla Madonna al Beato Alano della Rupe ci introducono nel cuore di una delle tradizioni spirituali più profonde e diffuse della cristianità: la devozione al Santo Rosario.
Dal punto di vista storico, teologico e spirituale, questa rivelazione racchiude un significato molto ricco.
L'espressione "o Mio Sposo" riflette il linguaggio della mistica cristiana.
Nel corso dei secoli, molti santi e mistici hanno descritto l'unione profonda dell'anima con Gesù Cristo o con la Vergine Maria attraverso il "matrimonio spirituale", un legame di fedeltà assoluta, amore puro e totale dedizione a Dio.
In questa rivelazione, i “gioielli” e i “gigli” sono una chiara allegoria delle quindici decine del Salterio del Rosario.
Ogni Ave Maria recitata con il cuore viene vista come un fiore purissimo o una pietra preziosa offerta alla Vergine Maria, trasformando la preghiera in un vero e proprio "giardino" spirituale - da cui il termine Salterio angelico o Rosario, cioè corona di rose.
La promessa di donare qualcosa "dalla pienezza dei miei doni" evidenzia il ruolo che la tradizione cattolica attribuisce a Maria come Mediatrice di grazia. Non è lei la fonte ultima della grazia - che resta sempre Dio - ma è Colei che la distribuisce a chi si affida alla sua protezione attraverso la preghiera del Rosario.

Queste parole trasmettono un senso di grande dolcezza, intimità e consolazione.
Mostrano come una pratica apparentemente semplice e ripetitiva come il Rosario sia un dialogo d'amore intimo e fecondo, capace di elevare l'anima e di unirla profondamente a Cristo attraverso l’intercessione di sua Madre.

28/05/2026

Maria Santissima rivelò al Beato Alano che una delle ragioni per cui si recitano centocinquanta Ave Maria nel Salterio è la premonizione della morte concessa ai devoti Salmodianti: centocinquanta giorni, o altrettante ore, durante i quali potranno prepare l’anima alla sua dimora eterna.

Questa è una promessa di misericordia: chi persevera nel Rosario riceve la grazia preziosa di non essere colto impreparato, ma di poter incontrare Dio con l’anima vigilante e pronta.
Esprime la delicatezza materna di Maria, che non solo accompagna nella vita, ma prepara dolcemente l’anima all’incontro finale con Dio.

25/05/2026

Spiegazione delle parole del Beato Alano

Il Beato Alano della Rupe usa una potente metafora per esprimere il valore spirituale e profondo della preghiera del Rosario.
I grani benedetti scorrono tra le dita come il seme tra le mani del seminatore.
Egli paragona l’atto semplice e concreto di far scorrere i grani del Rosario, al gesto antico e sapiente del contadino che sparge il seme nel campo. Ogni Ave Maria pronunciata è un seme di grazia gettato nella realtà e nella vita di chi prega, destinato a germogliare nel seno della terra.
Il seme, appena caduto, scompare sotto terra: nulla appare agli occhi, eppure, nel silenzio, la vita comincia a operare. Così avviene anche per la preghiera del Rosario: i suoi frutti spesso non sono immediatamente visibili, ma richiedono tempo e pazienza, come la crescita di una pianta.
Essa agisce in profondità — nel cuore umano, nella vita quotidiana, nell’anima.

Chi recita il Rosario con sincera devozione semina il bene che, con il tempo e con la grazia divina, è destinato a fiorire, portando pace, conversione e frutti spirituali concreti.

24/05/2026

IL SEGRETO DELL’AVE MARIA - Scena 21 a

È Lei, è Maria che ci offre il Latte del Rosario e dona forza ai rosarianti suoi.
È Lei a liberarli da errori e da eresie da inganni e da artifici li difenderà.
È Maria che protegge dai pericoli, dai nemici visibili e invisibili.
È Maria che rende invincibili, perché Lei è la Regina delle vittorie.
È Lei che da vita ad ogni opera buona e infiamma i cuori di chi le fa.

Beato Alano della Rupe o.p

24/05/2026

La discesa dello Spirito Santo

Discende lo Spirito di Dio, per cui tutto il tuo essere viene infiammato con il fuoco del Cielo. Pensa qui alla grande gioia degli Apostoli, e principalmente di Maria, quando lo Spirito Santo discese e li riempì tutti, infiammandoli interiormente con il fuoco dell'amore, e apparendo esteriormente in lingue di fuoco. Vieni tu con il tuo cuore freddo e di ghiaccio, come se lo portassi in mano e prega lo Spirito Santo, che voglia infiammarlo con il suo fuoco divino.

O Signore, Voi avete mandato fiamme e fuoco nel mondo e cercate di infiammare tutti i cuori. Venite con il Vostro Spirito Santo e accendete questa città, anzi, questo paese e tutto il mondo con il Vostro fuoco divino. Venite con il Vostro Spirito e amore santo a noi e al nostro prossimo. Aiutate, o Madre dell'amore vero Maria, a ravvivare questo fuoco, affinché possiamo amarvi con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e tutti gli uomini come noi stessi. Amen.

Beato Alano della Rupe o.p
Meditazioni e preghiere

23/05/2026

Nelle sue Opere, il Beato Alano cita tre casi davvero singolari in cui il Santo Rosario si dimostrò un mezzo straordinario di grazia.

Il primo riguarda una giovane tentata dal Demonio sotto forma di cane: gettandogli il Rosario al collo, lo sottomise completamente e si liberò da ogni vessazione.

Il secondo descrive una donna che, colpita da un malore e ormai prossima alla morte, non appena il confessore le sussurrò all'orecchio “Ave Maria”, si rialzò in piedi piena di gioia; dopo aver ricevuto il Pane Angelico, si spense poi placidamente.

Il terzo parla di un soldato del Brabante che recitava ogni giorno, senza mai interrompersi, le tre Corone. Colpito da morte improvvisa, l'uomo comprese lo stato di perdizione della sua anima, ma fu richiamato in vita e poté così fare penitenza per i suoi scandalosi delitti.

Cari fratelli e sorelle, oggi vogliamo contemplare non un semplice evento storico, ma un **mistero**: la crocifissione d...
22/05/2026

Cari fratelli e sorelle, oggi vogliamo contemplare non un semplice evento storico, ma un **mistero**: la crocifissione di Gesù. Davanti alla croce ci si aspetterebbe solo sconfitta, fallimento, buio. E invece—come annuncia la fede cristiana—proprio lì si rivela l’amore di Dio, capace di trasformare l’ingiustizia in redenzione e la morte in speranza. [1] [2]

# # La croce: la notte in cui il male sembra vincere
Il racconto della Passione mostra che il buio non nasce dal nulla: il male si presenta con volti concreti. C’è l’ingiustizia dei tribunali, la paura di chi dovrebbe giudicare con coraggio, l’invidia di chi non sopporta la luce, il tradimento di chi vende l’innocente per denaro. Nel momento della condanna “si manifesta con chiarezza” la violenza del peccato nelle sue forme: incredulità, odio omicida, scherno, viltà, crudeltà. [3]

E tuttavia—ed è questo il cuore del mistero—la croce non è solo il luogo dove il male opera senza freni: è anche, proprio nell’ora delle tenebre, il luogo in cui la misericordia di Cristo diventa sorgente di perdono. La fede afferma che “alla stessa ora di tenebra… il sacrificio di Cristo segretamente diventa la sorgente da cui il perdono dei nostri peccati scorrerà inesauribilmente”. [3]

La crocifissione quindi è un paradosso: **mentre il mondo urla “crucifiggilo”**, Gesù consegna se stesso all’atto decisivo dell’amore. Non è un incidente, né un fallimento casuale: la Passione di Cristo è volontaria nel suo compimento, e rivela l’umiltà di Dio che vince non schiacciando l’altro, ma prendendo su di sé il peso dell’ingiustizia. [4] [5]

# # Un amore che si espone: derisione, silenzio e consegna
Nel racconto evangelico, Gesù appare come uno che subisce. È legato, portato davanti ai potenti, accusato. Eppure, quando la domanda diventa giudizio e le accuse diventano rumore, Gesù spesso non risponde: resta nel silenzio, lasciando che la verità non sia urlata ma compiuta. [6]

Poi viene la fase in cui la violenza si fa teatro: la corona di spine, la tunica porpora, gli scherni: “Hail, King of the Jews!” [6] [7]

E infine la croce. Il corpo inchiodato, la derisione attorno, il buio da mezzogiorno fino alle tre. [6] [8]

Gesù arriva al grido: “Eli, Eli, lema sabachthani?”—“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” [6] [6]
Questa parola non è un indizio di sconfitta senza senso: è la piena assunzione della condizione umana, fino al punto in cui sembra che persino Dio taccia. È la croce che diventa “mistero di misericordia” proprio attraversando l’oscurità. [1]

E mentre tutto sembra spezzarsi, Gesù affida il suo spirito: “Father, into your hands I commend my spirit.” [8]

# # Il frutto della croce: perdono, fedeltà e riconoscimento
Uno dei segni più sorprendenti della crocifissione è che l’amore di Gesù non si chiude in se stesso, non si limita a sopportare: **perdona**. Nel racconto di Luca, Gesù dice: “Father, forgive them; for they do not know what they are doing.” [8]

Questo perdono non cancella la giustizia; la porta a compimento dall’interno. È come se Gesù stesse dicendo: il peccato può colpire il corpo, ma non può definire il destino dell’amore.

E in mezzo al dramma compaiono anche “le prime professioni di fede”. Il centurione, vedendo come Gesù muore, riconosce: “Truly this man was God’s Son!” [6] [7]

Inoltre, al momento della morte accade qualcosa che nel linguaggio simbolico della Scrittura parla di una nuova alleanza: il velo del tempio si squarcia. [6] [7]

E il racconto di Giovanni aggiunge un altro segno: quando la lancia colpisce il costato, “blood and water came out”. [7]
Per la fede della Chiesa, questi segni non sono semplicemente poetici: indicano che dalla croce nasce la vita—una vita capace di lavare, purificare, far rinascere.

# # La croce dà un significato nuovo alla sofferenza
Spesso, quando si parla della croce, si rischia di ridurla a un tema spirituale. Ma la fede cattolica la lega alla realtà concreta della vita, soprattutto alla sofferenza.

Il Catechismo afferma che Cristo non solo permette che i malati lo tocchino: “makes their miseries his own”—fa sue le loro miserie. E richiama le parole: “He took our infirmities and bore our diseases.” [9]

E aggiunge una verità importante: Cristo non guarisce tutti i malati, perché le guarigioni erano **segni** dell’avvento del Regno, e annunciavano un’altra guarigione più radicale: la vittoria sul peccato e sulla morte attraverso il suo Passaggio. [9]

Per questo, sulla croce, Cristo “ha assunto su di sé tutto il peso del male” e ha tolto il “peccato del mondo”. [9]
La croce non è quindi solo una condanna; è un’offerta. E chi soffre, nella comunione con Cristo, può ricevere un significato nuovo: la sofferenza può “configurarci” a Lui e unirci alla sua Passione redentrice. [9]

Non è una consolazione finta, né una spiegazione facile. È una trasformazione reale del modo in cui il dolore viene abitato: la sofferenza, che inizia come conseguenza del peccato originale, può diventare partecipazione all’opera salvifica di Gesù. [10]

# # Un’illustrazione: speranza che nasce dal “sembrare finito”
Papa Francesco, parlando della croce come “albero della vita”, descrive la prima impressione: la croce appare come sconfitta e disperazione. Eppure rivela “il sorgere della speranza” proprio dove tutto sembrava chiuso. [1]

Perché la speranza rinasce? Perché Dio non vince con la forza che annienta, ma con un amore che attraversa l’umiliazione. Gesù, spogliato, ferito, inchiodato, diventa la strada per uscire dalle illusioni. [1]

E ancora: quando sembra che gli uomini abbiano messo “la pietra sopra” la speranza, Dio apre un nuovo inizio proprio lì. Non come “lieto fine” di una storia, ma come intervento reale del Padre nel punto più oscuro. [1]

Questo è il grande passaggio della fede: guardare la croce e non dire solo “quanto male!”, ma anche “quanto amore!”. Guardarla e lasciarsi cambiare.

# # Applicazione: dove stiamo crocifiggendo la speranza oggi?
La crocifissione di Gesù illumina anche il nostro presente. Gesù stesso diventa “specchio” delle dinamiche che accadono nelle nostre case e nei nostri cuori.

C’è il tradimento: quando una coscienza vende l’innocente—dentro o fuori di sé—per convenienza. [5]
C’è la derisione: quando la verità viene ridicolizzata e chi è fedele diventa bersaglio. [6]
C’è l’abbandono: quando si lascia sola la sofferenza, oppure quando la sofferenza sembra gridare senza risposta—come il grido “Perché mi hai abbandonato?”. [6]

Ma la croce non si limita a giudicare: offre una via. Se Cristo ha assunto il male su di sé per trasformarlo, allora nessuna sofferenza è “spenta” senza senso fino in fondo. Per la fede, anche il dolore può diventare partecipazione all’opera redentrice. [9] [10]

# # Esortazione: come contemplare la croce ogni giorno
La predicazione cristiana, ricorda la Chiesa, ha sempre un centro: **Dio che ha rivelato il suo amore immenso nel Cristo crocifisso e risorto**. [2]

Allora, ecco una strada concreta per trasformare la contemplazione in vita:

- **Resta con Gesù nel suo silenzio.** Quando la tua vita è confusa e “non capisci”, non scappare nel rumore. Porta a Dio ciò che non sai spiegare, come il grido del Salmo che Gesù fa suo. [6]
- **Impara il perdono.** La croce non è solo resistenza: è richiesta di misericordia—“Father, forgive them”. Questo stile può entrare nel tuo modo di parlare, decidere, giudicare. [8]
- **Unisci le tue ferite alla Passione.** Se porti una sofferenza, non trattarla come “accidente senza nome”. La fede dice che la comunione con Cristo dà forza per unirsi alla sua Passione redentrice. [10]
- **Cerca segni di speranza dove sembra tutto chiuso.** La croce insegna che Dio apre strade nuove nelle ore in cui la pietra sembra sigillare tutto. [1]

# # Conclusione: “Behold the wood of the Cross… Come, let us adore!”
Davanti al Crocifisso, la Chiesa invita: “Ecce lignum Crucis… Behold the wood of the Cross… Come, let us adore!”. E lì, nella croce, contempliamo l’Agonia e la Morte di Cristo, ma anche il mistero di un amore che continua nei secoli, toccando le persone colpite dalla violenza, dalla guerra, dalla sofferenza. [11] [11]

Nel silenzio, lasciamo che la croce faccia il suo lavoro in noi: spogliarci delle illusioni, guarire la tristezza, rinnovare la speranza. E con fede, ripetiamo nella preghiera:
Signore Gesù, nel giorno della tua Passione hai preso su di te il peso del male; donaci di unirci alla tua misericordia e di trasformare la nostra sofferenza in amore redentivo. Amen. [1] [9]

References:
[1] General Audience of 5 April 2023 - Catechesis. "The Crucifix, well-spring of hope" - https://www.magisterium.com/docs/5c8a079a-9d8b-4a39-88f2-6f34d0ee23e0/ref/
[2] Homiletic Directory page14 - https://www.magisterium.com/docs/5f855395-a491-4a7c-85ee-5d60a8cf9f21/ref/page14
[3] CCC 1851 - https://www.magisterium.com/docs/0583c069-d4bf-42dd-97de-c19f0b80150f/ref/1851
[4] General Audience of 16 April 2014 - https://www.magisterium.com/docs/718e7cb2-3b2b-47e5-a4d4-04947a3c3533/ref/
[5] 28 March 1999, Palm Sunday 1 - https://www.magisterium.com/docs/eee0b51d-ff91-4ba0-8696-c82670cdfa39/ref/1
[6] The Holy Bible Mark 15 - https://www.magisterium.com/docs/7ab6e175-afab-4262-915a-0e98ce0d133d/ref/Mark%2015
[7] The Holy Bible John 19 - https://www.magisterium.com/docs/7ab6e175-afab-4262-915a-0e98ce0d133d/ref/John%2019
[8] The Holy Bible Luke 23 - https://www.magisterium.com/docs/7ab6e175-afab-4262-915a-0e98ce0d133d/ref/Luke%2023
[9] CCC 1505 - https://www.magisterium.com/docs/0583c069-d4bf-42dd-97de-c19f0b80150f/ref/1505
[10] CCC 1521 - https://www.magisterium.com/docs/0583c069-d4bf-42dd-97de-c19f0b80150f/ref/1521
[11] Conclusion of the "Stations of the Cross", Good Friday (March 28, 1997) - Speech - https://www.magisterium.com/docs/692126b4-5b50-4fb0-8e1f-4f79fc6b9efb/ref/

Indirizzo

Via Giuseppe Verdi, 13
Torrita Di Siena
53049

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ml Rosari pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Ml Rosari:

Condividi