04/09/2026
Cari confratelli, voglio rendervi partecipi di questa preghiera che ho scritto questa notte, tornando a casa dal lavoro.
Non riuscivo a prendere sonno e, a un certo punto, mi sono seduto sul divano e ho sfogliato brevemente la biografia del Beato Alano. Mi sono accorto così che proprio il 4 settembre egli conseguì il dottorato in teologia, presentando una tesi dedicata alla dignità della Salutazione angelica.
Colpito da questa coincidenza così particolare, ho sentito il desiderio di comporre una preghiera in suo onore e voglio condividerla con tutti voi.
Possa accompagnarci proprio in questo giorno, mentre ci avviciniamo al giorno in cui il Beato Alano lasciò questa terra per il Cielo.
O santo Fra Alano, proprio in questa data, il 4 settembre, mentre eravate infermo, contemplaste con il cuore colmo di gioia il momento in cui, qualche anno prima conseguiste il dottorato in teologia, commentando le Sentenze di Pietro Lombardo e stendendo un trattato a difesa della dignità della Salutazione angelica del Salterio.
Quale lode innalzaste in quel giorno! Quale servigio e quale grande testimonianza d’amore avevate reso alla Madonna del Rosario, onorandola attraverso l’Ave Maria e dedicando alla sua eccelsa Salutazione una tesi che vi meritò il Dottorato!
Vi contemplo dunque profondamente grato a Maria per quanto avevate compiuto, mentre quell’opera straordinaria risplendeva dinanzi ai vostri occhi di una luce singolare. Avevate così ardentemente amato la Vergine Maria, da consacrarle tutta la vostra vita, le vostre fatiche e il vostro ministero!
O caro Beato Alano, anch’io desidero scrivere e proclamare le lodi in onore di Maria, Sposa dei Rosarianti, titolo che, secondo la vostra testimonianza, avete ricevuto in dono da Lei stessa; benché misero, so di appartenerle interamente, perché a Lei mi sono consacrato. Vi supplico: intercedete per me, affinché possa perseverare nell’amarla e nel servirla e, quando giungerà l’ultimo giorno della mia vita, possa contemplarla con il suo divin Figlio per lodarla con quelle mirabili parole con cui si compì il mistero dell’Incarnazione del Verbo: “Ave, Maria”.