04/10/2026
«Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimu, se confà no et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cm tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui; et ellu è bellu e radiante cm grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'Ã i formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dà i sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si', mi' Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli che 'l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali.
Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ca la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi' Signore et ringratiate et serviateli cm grande humilitate.»
San Francesco di Assisi - "Cantico delle Creature", 1224 ca
In questo capolavoro, presumibilmente il testo più antico della letteratura italiana, Francesco esalta la bellezza del creato, come manifestazione autentica di Dio.
Gli elementi naturali diventano familiari, attraverso appellativi affettivi come "frate sole" e "sora luna".
La preghiera usa ripetutamente la preposizione "per" (con duplice valore di "per mezzo di" e "in lode di") per indicare che ogni creatura loda Dio e, al contempo, l'uomo loda Dio attraverso di esse.
Francesco conclude presentando la morte come "sora morte", accettandola e vedendola come un passaggio naturale e amico verso la vita eterna per chi muore nella volontà di Dio.